Aquileia 2 – L’impegno delle Chiese a collaborare

di , 22 Aprile 2012

Aquileia 2 è stato un importante evento di Chiesa che ha coinvolto le 15 diocesi del Triveneto. E’ stato un segno della vivacità delle nostre chiese, segnate certamente dai processi di crisi e di rapida trasformazione della religiosità, ma ancora vive e quanto mai decise di lavorare insieme allo Spirito e tra loro affinché queste nostre terre possano anche per il futuro esprimere una fede ecclesiale radicata, diffusa e capace di testimoniare la bellezza e la fecondità del Vangelo… non possiamo rassegnarci, passivi e sfiduciati, al declino della fede e della sensibilità religiosa delle nostre popolazioni. Non possiamo nemmeno permettere che le parrocchie perdano la forte funzione sociale, culturale ed educativa che ancora oggi riescono ad esprimere. Il Convenire ad Aquileia è stato un grande dono dello Spirito. Altri frutti o doni arriveranno se le nostre diocesi accetteranno di lavorare insieme, cercando nuove vie per trasmettere la fede all’uomo d’oggi. L’intento che ha guidato il convegno, continuamente evidenziato anche nella fase preparatoria, è stato quello di individuare ambiti su cui impegnarsi come chiese a collaborare. Le proposte avanzate sono state molte: occorrerà valutare e scegliere solamente due o tre cose che davvero accomunano tutte le chiese locali. Ad esempio, tutte le nostre diocesi sono da tempo impegnate sul fronte del rinnovamento della vita spirituale delle parrocchie e della razionalizzazione delle risorse umane. Un confronto comune su questo versante potrebbe aiutare a semplificare una pastorale sempre più appesantita e con il fiato corto sul fronte della missionarietà. Un altro aspetto importante su cui lavorare potrebbe essere quello dell’iniziazione cristiana dei ragazzi e degli adulti. E poi ancora il problema della corresponsabilità ecclesiale connessa alla individuazione di nuove forme di ministerialità laicale; quello del rapporto con il territorio per il servizio al bene comune… Lo Spirito che ha parlato alle nostre Chiese e le ha condotte a convenire nella Chiesa-madre di Aquileia saprà indicarci quali vie intraprendere e dove osare “insieme” un po’ di più di quanto non abbiamo fatto finora. Dobbiamo però tutti essere umili e disponibili, evitando di cadere in quel provincialismo che porta a chiuderci nella illusoria presunzione di essere autosufficienti in tutto e che le altre chiese abbiano poco o nulla da darci e insegnarci. Ma questo vale anche per le nostre parrocchie chiamate ad entrare in collaborazione con quelle vicine.

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