La Parola della Domenica

di , 22 Aprile 2012

3ª di Pasqua
Prima Lettura (At 3,13-15.17-19) Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato
Salmo Responsoriale (Sal 4) Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Seconda Lettura (1Gv 2,1-5) Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.
Vangelo (Lc 24,35-48) Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Il nucleo del messaggio di questa terza domenica pasquale lo troviamo nel vangelo. “Le profezie dovevano avverarsi”. Cioè, tutto quello che era stato scritto nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi, circa il Messia, le sue sofferenze e la sua morte, doveva trovare pieno compimento in Cristo (Vangelo). Nella prima lettura, Pietro mostra la continuità tra il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe e il Dio che ha glorificato Gesù. Nessuna interruzione tra le promesse fatte da Dio e la realtà attuale; al contrario: un compimento esatto e perfetto del piano di Dio, del suo patto d’amore con gli uomini portato fino all’amore estremo (prima lettura). Grazie alla morte di Gesù e alla sua resurrezione abbiamo il perdono dei peccati. Egli è “vittima di espiazione per i nostri peccati” ci dice san Giovanni (seconda lettura). Lì dove si annuncia il mistero di Cristo, il mistero della sua morte e della sua resurrezione, si deve annunciare il perdono dei peccati e la necessità della conversione. In questa domenica leggiamo il testo del secondo discorso di Pietro, nel quale l’apostolo annuncia la resurrezione del Signore. La resurrezione di Gesù ci dice che Dio è fedele alle sue promesse. La resurrezione è il culmen verso il quale tendeva dall’inizio la storia della salvezza, si tratta del compimento pieno della rivelazione divina di Dio e del suo amore, e la liberazione definitiva prefigurata nella liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Nel vangelo, san Luca dice che Cristo risorto “aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture”. “Aprire la mente” significa comprendere che tutta la storia d’Israele trova il suo significato quando culmina nella passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Abramo e Mosè, David e i profeti, la speranza e l’esilio, a ogni cosa è assegnato il giusto posto e tutto si inquadra, alla luce del mistero pasquale di Cristo. Dio ha realizzato tutto il suo piano di salvezza e l’ha compiuto in un modo misterioso che va oltre tutti i nostri calcoli umani. Dio che aveva fatto l’uomo per amore, vuole restituire all’uomo la vita che questi aveva perso col peccato. Dio. Per realizzare quest’opera di redenzione, di restaurazione, sceglie una strada lunga e penosa: la sua incarnazione, la sua nascita, la sua vita, la sua passione, morte e resurrezione. Perciò, che la fedeltà di Dio alle sue promesse e il suo amore per l’uomo sia ciò che ci dà sicurezza durante il tragitto. Il Signore non ci ha abbandonati.

Cristo resuscitato annuncia ai suoi apostoli che nel suo nome saranno predicati la conversione e il perdono dei peccati. Anche questo era contenuto nelle Scritture. Chi ama Dio non può continuare a peccare. Chi conosce Dio non può continuare a peccare. Forse cadrà per fragilità, ma tra lui e il peccato è in corso una lotta che non conosce fine, perché il peccato porta alla morte, alla seconda morte, alla perdita definitiva di Dio. Il perdono di Dio è espressione della sua tenerezza di Padre. Perché siete turbati? Perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Dei dubbi sorgono nel nostro cuore. Dubbi sul mondo e la sua bontà; dubbi sull’uomo e la sua fragilità verso il bene; dubbi su se stessi: sul senso della propria vita, del proprio compito, della propria vocazione. Infine, a volte, ci sorgono dubbi su Dio e sul suo piano. È necessario fare esperienza di Cristo risorto per camminare senza esitazioni per questa vita. Sebbene essa sia afflitta dai dubbi, da dolori intimi e insospettabili, tuttavia, è anche una vita che merita di essere vissuta. Predicare il perdono e la conversione dei peccati è compito irrinunciabile del sacerdote, ma non solo suo. Ogni cristiano è apostolo, inviato alla missione, e ha una precisa responsabilità a collaborare per stabilire il Regno di Cristo. Ogni cristiano deve annunciare con le sue parole e con le sue opere che Dio ci ha perdonati in Cristo, e che tutti dobbiamo convertirci. Come far questo? Le strade sono molteplici, quando l’interesse è vivo. (Totustuus)

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