Pentecoste

di , 30 Maggio 2012

Pentecoste… una ricorrenza “standard” nel panorama delle festività religiose domenicali, se non ci poniamo la domanda “chi è e che cosa fa lo Spirito Santo?” Siamo così abituati a pronunciarlo che non ci facciamo più caso a chi Egli sia e che cosa Egli faccia, se non per luoghi comuni.
Di certo lo Spirito Santo è la persona trinitaria più enigmatica e di difficile comprensione… diciamo che è un po’ come parlare dell’Amore, di cui tutti ne diciamo una parte senza arrivare ad una definizione definita dello stesso. Scriveva in tempi non sospetti un grande Padre della Chiesa – San Gregorio di Nissa: “Se a Dio togliamo lo Spirito Santo, quello che resta non è più il Dio vivente, ma il suo cadavere! “… e questo lo possiamo tranquillamente parafrasare anche per l’Amore in noi stessi, in una coppia, in una famiglia, in una comunità e nella Chiesa stessa per cui se le togliamo lo Spirito Santo non è più una Chiesa vivente, ma una massa di cadaveri sperduti. Cosa fa lo Spirito Santo? A questa domanda forse riusciamo a dare una risposta con un esempio biblico: la torre di Babele. In quell’episodio la unità dei popoli era una unità nella carne umana, senza difficoltà di comprendersi nell’unico obiettivo di raggiungere Dio attraverso la simbologia della costruzione di una torre (Gen. 11,4). Dio, “scocciatosi” per questa mania umana di voler diventare come lui pensa bene di mettere un po’ di confusione in questa unità umana carnale… (Gen. 11,7) Il risultato tutti lo conosciamo… e le sue conseguenze le subiamo ancora oggi, nonostante che circa duemila anni fa venne effuso e diffuso lo Spirito Santo, cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù. Infatti in Atti degli Apostoli (2,6) si parte da un punto preciso “tutte le Nazioni che sono sotto il cielo” con la rispettiva differenza linguistica di ognuna, per arrivare all’unità dei cuori, nella comprensione dello stesso messaggio Cristologico. In poche parole, con la Pentecoste lo Spirito Santo ristabilisce l’unità delle lingue ch’era andata perduta a Babele prefigurando così la dimensione universale della missione degli Apostoli, ovvero sia la nuova realtà chiamata Chiesa, che nasce “unita, universale, una e cattolica” e che si apre all’esterno accogliendo in sé chiunque chieda di essere discepolo e apostolo del suo Capo: Cristo! Così la Famiglia, trova la sua unità umana, morale, ecclesiale, domestica, solo attraverso lo spirito dell’Amore, questa entità che utilizza le diversità umane per unirle in quell’unità definita “piccola Chiesa domestica”, nella quale viene rappresentato il grande mistero trinitario dell’Amore di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo, attraverso l’unione sponsale sacramentale di un uomo e di una donna tesi sì all’amore procreatore filiale, ma anche all’amore generativo di Carità, di Speranza e di Fede nella società nella quale sono chiamati a vivere ed operare cristianamente ogni giorno, Vieni Spirito Santo invadi i nostri cuori, riscalda in noi la passione verso il prossimo, liberaci dai nostri umani pregiudizi contorti, infondi in noi il coraggio di essere concreti testimoni del tuo Amore.

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