Educare? Una questione da adulti significativi …

di , 15 Novembre 2013

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Educare è una missione … L’ultimo libro del salesiano Sandro Ferraroli punta alla responsabilità di genitori e insegnanti e non solo in questo aspetto così importante e delicato …

Salesiano e docente di pedagogia. Un binomio che è già una garanzia se l’Autore presenta un testo sull’educazione con un unico intento, quello di “sollecitare tutti coloro che hanno a cuore il bene della società: le famiglie, le comunità civili e religiose, le istituzioni, affinché la questione educativa sia assunta consapevolmente da tutti, nelle diversità dei ruoli e dei compiti”.

Non parla di “emergenza educativa” don Sandro Ferraroli – pedagogo e psicologo, presidente FIDAE dell’Emilia Romagna, già presidente nazionale COSPES e ora direttore del Centro di Bologna, docente alla Pontificia Università Salesiana e alla sede di Brescia dell’Università Cattolica con alle spalle pure anni di esperienza alla scuola media – e il motivo l’aveva spiegato in un libro precedente pubblicato 3 anni fa, sempre nella stessa collana “La sfida educativa” per i tipi LDC, e di cui questo ne costituisce la logica continuazione (prima “Educare si può” e ora “Educare si deve”).

Ogni tempo, da Socrate ai nostri giorni, ha infatti avuto le proprie emergenze educative, ma la prima emergenza sembra proprio essere quella di cercare di uscirne, scriveva Ferraroli nel 2010. Si tratta di non stancarsi di educare e di educarsi e prendere atto della carenza culturale di oggi (analfabetismo di ritorno, dispersione scolastica) e dell’incapacità di aiutare concretamente i giovani immersi spesso in un contesto di vuoto educativo-esistenziale. Le tecniche non bastano perché educare è un’arte che mette in gioco due persone, soggetti in cammino, dove la qualità della relazione può fare la differenza. Nonostante tutto la proposta convinta, se il processo è all’insegna della speranza e della condivisione della “fatica”, era che “educare è possibile” ancora.

Educare è trasmettere convinzioni mediante pratiche e stili di vita, in modo che la persona diventi capace di rispondere, di modellarsi secondo uno stile di responsabilità, è trasmettere pratiche di fiducia e di speranza, di amore per la vita tutta”: educare è doveroso, oggi più che mai, in un mondo come quello moderno, interetnico e interculturale dove il pluralismo delle opzioni non può lasciar indifferenti gli adulti, né tanto meno indurli a delegare il compito ad altri. In tema di educazione – non dimentichiamo il tema degli Orientamenti del decennio indicati dalla Chiesa italiana cui dedica il prossimo Convegno ecclesiale a Firenze 2015 – nessuno può chiamarsi fuori.

Educatore convinto e appassionato per vocazione, che affonda le sue radici in quell’”educare è cosa del cuore” (forse l’espressione più conosciuta del santo piemontese di cui nel 2015  celebreremo il 2° centenario della nascita), Ferraroli punta decisamente alla responsabilità degli adulti. L’educazione è una “questione da adulti”, adulti che abbiano voglia di essere tali (e non è così scontato oggi in epoca di giovanilismo ad oltranza, di genitori-amici dei figli, insegnanti-amici dei loro studenti) e soprattutto adulti significativi che abbiano il coraggio di mettersi in gioco anche se costa.

Adulto e adolescente sono voci dello stesso verbo che significa “crescere”: “adulto” è colui che è già cresciuto, ma non già “arrivato”. Perché ogni adulto, genitore o insegnante, è chiamato quotidianamente a rinnovarsi, a mettersi “in relazione con”, a ritrovare con entusiasmo la voglia di educare (sia i propri figli che i giovani che comunque incontra sul suo cammino), ben cosciente che nessuno educa mai “da solo”. L’educazione è infatti, e non si ripeterà mai abbastanza, un compito congiunto tra famiglia, scuola chiesa e società: non è detto che le intenzioni convergano, ma occorre provarci.

Ma educare significa anzitutto aiutare a crescere, intermini di accoglienza, autostima, gratitudine, libertà. In altre parole si educa sempre ai valori, occorre decidere quali…

Alessandro Ferraroli, Educare si deve.  Educatori appassionati e significativi, Elledici  2013 pp. 200, 14,00 euro.

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