1973-2013 – Quarant’anni fa iniziavano i restauri

di , 15 Novembre 2013

f450x450px-136a37b9115120d8d2ab4b022a6b0bbd - CopiaNell’autunno dell’ormai lontano 1973,iniziavano i lavori di restauro e di impermeabilizzazione del pavimento musivo della nostra Basilica dei SS.Maria e Donato in Murano. Da allora sono passati esattamente quarant’anni e questo intervento definito dall’allora Parroco Don Vittorio Vianello “miracolosamente provvidenziale” fu possibile per merito di una coppia di coniugi americani i signori John e Gladis Delmas che finanziarono a nome della Fondazione Save Venice Inc. di New York le diverse opere di risanamento. Tutto cominciò ,come raccontava Don Vittorio nei suoi ricordi personali” in una grigia mattina di autunno”,la chiesa era chiusa per l’ennesima alta marea e alcune persone bussarono alla porta della canonica. Dopo aversi presentato al parroco” come cultori e amanti dell’arte,” la coppia americana accompagnata dal Prof. John Mc .Andrew ( fondatore del Save Venice ) chiesero gentilmente di poter accedere all’interno per constatare visibilmente lo stato di degrado dell’intero edificio, pavimento compreso.Una volta raggiunta la soglia della porta interna della sacrestia, con grande stupore dovettero fermarsi,: mai non avrebbero immaginato di vedere un pavimento medievale così splendido sommerso dall’acqua. Attoniti e alquanto sorpresi da questo “insolito fenomeno” i signori Delmas si guardarono negli occhi, e dopo aversi sussurrato qualche parola dissero rivolti a don Vittorio ( che nel frattempo aveva spiegato loro i continui disagi e relativi danni ) :” Non si preoccupi Padre, da oggi in poi a questi problemi cercheremo di provvedere noi tramite la nostra Fondazione”. In’un primo momento, il Parroco credette di aver interpretato male le parole, dato che loro non parlavano in italiano ma bensì in Francese lingua che lui stentava a capire. Ma dopo essersi spiegati in maniera “ chiara e comprensibile” Don Vittorio capì che si stava avverando “il miracolo” che lui, da molti decenni attendeva dalla divina provvidenza. Passata “la grande emozione” di questa inaspettata decisione, Don Vittorio chiese ai signori Delmas di poter dare pubblicamente l’annuncio ufficiale alla Comunità Muranese e dopo aver ottenuto il loro consenso comunicò ai fedeli la “ grande notizia “ durante tutte le messe domenicali. I lavori furono commissionati ad un’impresa specializzata italiana diretta dagli ingegneri Zerbo e Francalancia che subito iniziarono un progetto di stacco del pavimento, impermeabilizzazione della chiesa e conseguente riposizionamento dei mosaici.I lavori cominciarono” alla grande “con particolare urgenza e professionalità da parte degli addetti. Si procedette come primo passo ad uno schema di mappatura e di suddivisione del pavimento in sezioni di stacco, quindi si iniziò il taglio l’incollatura con relativo “strappo”e numerazione delle sezioni rimosse per poter procedere correttamente alla sua futura ricomposizione. Staccato interamente il mosaico che posava sopra uno strato argilloso instabile, si proseguì con la rimozione di tutta la fanghiglia sottostante. Furono riconsolidate le antiche fondazioni dove poggiavano le colonne e le murature perimetrali con iniezioni di cemento e si piantarono nel sottosuolo una settanta di“ micropali in cemento” a intervalli irregolari della lunghezza di metri 12,50 che dovevano servire da sostegno e da ancoraggio alla “ vasca di impermeabilizzazione” in calcestruzzo che come una grande scatola avrebbe contenuto all’asciutto l’intero edificio. I lavori proseguirono per sei lunghi anni, ci vollero solo otto mesi per staccare tutti i cinquecento metri quadrati di mosaico pavimentale e più di un anno per il riposizionamento finale e la sua ricomposizione nelle tessere mancanti. Con pazienza e abilità certosina furono ricostruiti motivi e geometrie in parte quasi del tutto mancanti, fu ripulito il mosaico absidale della “ Vergine orante” rimossi definitivamente due altari laterali barocchi, impermeabilizzato il tetto ed eseguito l’inserimento di un nuovo impianto di riscaldamento. Il costo di tutta l’opera di restauro superò allora “il Miliardo di Lire Italiane,” con un parziale contributo del Magistrato alle Acque di Venezia, ma la spesa maggiore fu sostenuta dalla “grande generosità dei coniugi Delmas” che si dimostrarono dei “ veri signori” non solo per il loro portafoglio ma soprattutto per “ la grandezza del loro cuore” .Adesso a distanza di quarant’anni la Save Venice è ritornata ancora in memoria dei Delmas a rifinanziare un nuovo restauro conservativo del nostro pavimento. Purtroppo in questi lunghi anni alcune maree eccezionali, sono penetrate allagando parte del pavimento con conseguenze di corrosione e di stacco delle tessere musive. Da un’ anno sono all’opera il maestro mosaicista Giovanni Cucco e la sua Assistente la Signora Magda che, con lunga esperienza e professionalità stanno riparando i danni del degrado che il mosaico pavimentale ha subito. Ci vorrà ancora del tempo, ma i risultati già si vedono soprattutto nella navata di sinistra quasi del tutto completata. Dobbiamo dire “ grazie infinite “a questi amici nostri “mecenati” che ancora una volta hanno messo a disposizione il loro amore per l’arte e soprattutto dimostrato una splendida generosità .In ricordo dei coniugi Delmas “indimenticabili benefattori” sarà celebrata mercoledì 18 dicembre a S.Donato assieme ai Defunti della Confraternita una S.Messa di suffragio.Il Signore doni a loro e a tutti i fedeli defunti il “premio eterno”e la beatitudine celeste in cui hanno creduto e sperato.

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