Festa della Madonna della Salute tra Fede, Tradizione e Folclore

di , 17 Novembre 2013

venezia-santa-maria-della-saluteAlessandro Manzoni l’aveva drammaticamente descritta in tutti i suoi più orribili aspetti,nel suo romanzo”I Promessi Sposi.” Era la cosidetta:”pestre nera” temuta e considerata come un “castigo di Dio”che colpì tutto il nord Italia negli anni 1630-31 portando lutti e devastazioni in tutta la società civile dell’epoca. A Venezia, il morbo si propagò in maniera violentissima, lasciando alla fine un bilancio di vittime spaventoso 40.000 solo nel territorio cittadino, 100.000 in tutto il resto del Dogado. Come ultima e unica speranza nel furore del contagio, Venezia per bocca delle sue massime autorità di allora: il Doge Nicolò Contarini e il Patriarca Giovanni Tiepolo, fece voto a Maria implorandone la sua intercessione con la solenne promessa di erigere un Tempio in suo onore se la città fosse sopravvissuta alla pestilenza. A novembre del 1631 il morbo cessò e subito per fede e riconoscenza La Serenissima diede inizio ai lavori di costruzione di quella che sarebbe diventata l’attuale Basilica della Madonna della Salute.Il luogo fu individuato nell’area della “Punta da Mar della Dogana”dove per far posto alla nuova chiesa venne demolito un complesso religioso intitolato alla Santissima Trinità. I lavori furono affidati all’ingegno innovativo dell’architetto Baldassarre Longhena che maturò un progetto di edificio barocco ottagonale a forma di “corona regale”innalzato dalla piazza da una imponente scalinata.  L’area della costruzione fu consolidata con l’impianto nel terreno di 1.156.650 palafitte, e dopo 56 lunghi anni il 9 novembre 1687 il Patriarca Alvise Sagredo celebrò la consacrazione del Tempio sotto il Dogado di Marcantonio Giustinian. Da allora, ogni anno i veneziani nel segno della fede,rinnovano solennemente il voto,visitando la basilica e venerando l’icona della “Madonna Mora,”pregevole opera bizantina portata a Venezia dal comandante Francesco Morosini nel 1670 dopo la guerra di Candia.In tale ricorrenza che si celebra ogni 21 novembre(Presentazione della Beata Vergine Maria) viene allestito “un ponte votivo”sul canal grande fra S.Maria del Giglio e la zona adiacente alla Salute.E’tradizione raggiungere il Santuario attraversandolo in preghiera accompagnando questo pellegrinaggio con un cero fra le mani,cero, che una volta raggiunta la meta arderà presso l’altare della Vergine. Come di consuetudine, la festa ha anche un risvolto folcloristico,numerose bancarelle di dolciumi,giocattoli e oggetti religiosi,offrono ai passanti,soprattutto ai bambini l’occasione di prendere qualcosa da portare a casa. Per gli adulti,in particolare coloro che amano i piatti tipici,la cucina veneziana prevede il consumo della”castradina,”carne di montone affumicata, da gustare in umido con verze di stagione. Dice il proverbio che: ”ogni salmo termina in GLORIA”e per questo motivo,la preghiera e la buona tavola in questa festa si fondono in un’unica e festosa Lode a Dio. (Gianluigi Bertola)

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