Papa Francesco svela: “Anch’io mi confesso, io sono un peccatore”

di , 21 Novembre 2013

26112989_angelus-di-papa-francesco-del-settembre-0“Anche i sacerdoti devono confessarsi, anche i vescovi, perché sono peccatori”. Durante l’udienza generale papa Francesco ha raccontato che anche il Santo Padre è solito confessarsi, almeno una volta ogni due settimane: “Anche il Papa è un peccatore”.

Ricordando che Gesù diede agli apostoli il potere di perdonare i peccati e che, quindi, “la Chiesa è depositaria del potere delle chiavi, di Dio che perdona ogni uomo”, Bergoglio ha ricordato che Dio stesso “ha voluto che chi fa parte della Chiesa riceva il perdono tramite i ministri della comunità”. E anche il Potenfice sente il bisogno del perdono: “E il confessore sente le cose che gli dico, mi consiglia e mi dà il perdono. E ho bisogno di questo perdono”.

Questa mattina, in occasione dell’udienza generale, papa Francesco ha parlato a lungo del sacramento della confessione ricordando che Gesù chiama i cristiani a vivere la riconciliazione anche nella dimensione ecclesiale. “La Chiesa che è santa e insieme bisognosa di penitenza accompagna il nostro cammino”, ha osservato Bergoglio secondo cui “la Chiesa non è padrona del potere delle chiavi, ma è serva del ministero della misericordia e si rallegra tutte le volte che può offrire questo dono divino”. In molti, però, non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono dal momento che, all’interno della società, dominano l’individualismo e il soggettivismo. “Per noi cristiani c’è un dono in più e anche un impegno in più – ha evidenziato il Pontefice – passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale e questo dobbiamo valorizzarlo. È un dono e anche è una cura, una protezione. E anche una sicurezza che Dio mi ha perdonato”. Quando il sacerdote dice “io ti perdono”, è Dio che perdona. “Io ho la sicurezza di quello che dico sempre – ha continuato – Dio ti perdona, non si stanca di perdonarti, e noi non dobbiamo stancarci di chiedere perdono”.

“Il servizio che il sacerdote presta da parte di Dio nel sacramento della confessione è un servizio molto delicato, che esige che il suo cuore sia in pace, che abbia il cuore in pace, che non maltratti i fedeli ma che sia amico fedele e misericordioso, che sappia seminare speranza nei cuori e soprattutto sia consapevole che il fratello e la sorella cerchi il perdono e lo faccia come le tante persone che si accostavano a Gesù perchè le guarisse”, ha concluso il Pontefice avvertendo quei sacerdoti che non hanno questa disposizione di spirito e invitandoli a non amministrare il sacramento della riconciliazione. “I fedeli penitenti hanno il dovere? – ha chiesto il Papa – No, hanno il diritto di trovare nei sacerdoti dei servitori del perdono di Dio”. Il perdono di Dio viene, infatti, trasmesso attraverso il ministero di un fratello. “Anche lui come noi ha bisogno di misericordia – ha aggiunto -, diventa veramente strumento di misericordia donandoci il perdono di Dio padre”.

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