Quando Papa Pio X° sentì il suono delle nuove campane di S.Marco

di , 29 Novembre 2013

le famigerate campane del Campanile di S. Marco che partonoNel 1820 il fonditore Canciani di Venezia fondeva un nuovo concerto, composto da 5 campane, con i resti delle vecchie campane (tra le quali la maggiore, del peso di oltre 40 quintali); di questo concerto, nel crollo del 1902, si salvò solo la campana maggiore, erede della famosa Marangona. Le campane spezzatesi durante il crollo del campanile furono invece rifuse, ricavando i calchi dai frammenti delle vecchie campane, appositamente ricomposti, e utilizzando poi il materiale delle stesse. Queste nuove campane vennero donate da papa Pio X. Il nuovo concerto, realizzato dai fonditori Barigozzi di Milano in una fonderia costruita appositamente sull’isola di S.Elena, è composto di cinque campane, i cui nomi sono legati alle occasioni in cui venivano anticamente utilizzate:

  • Marangona (maggiore), nota La2, diametro 1,800 m; peso 3.625 kg; è la campana maggiore e l’unica ad essersi salvata dal crollo del campanile; i suoi rintocchi annunciavano l’inizio e la fine dell’orario di lavoro dei marangoni, cioè deicarpentieri dell’Arsenale, e le sedute del Maggior Consiglio;
  • Nona (seconda), nota Si2, diametro 1,560 m; peso 2.556 kg; segnava e segna tuttora il mezzogiorno;
  • Trottiera (terza), nota Do#3, diametro 1,385 m; peso 1.807 kg; dava invece il secondo segnale ai nobili che dovevano partecipare alle riunioni del Maggior Consiglio, i quali al suo suono mettevano dunque al trotto le cavalcature (prima che l’uso dei cavalli fosse proibito in città);
  • Pregadi o Mezza terza (quarta), nota Re3; diametro 1,290 m; peso 1.366 kg; annunciava invece le riunioni del Senato, i cui membri erano detti Pregadi;
  • Renghiera (quinta), nota Mi3; diametro 1,160 m peso 1.011 kg; è la minore delle campane e i suoi rintocchi annunciavano le esecuzioni capitali.

Il “plenum”, cioè il suono a distesa di tutte e 5 le campane contemporaneamente, avviene solo per le maggiori solennità dell’anno liturgico e ricorrenze. Dopo queste”note storiche” sulle campane di S.Marco vorrei aggiungere un breve aneddoto riguardante un particolare della vita di Papa Pio X° quando era ancora Patriarca di Venezia. Il giorno che il Campanile di S.Marco crollò(la mattina del 14 luglio 1902)l’allora Card. Sarto appena appresa la notizia, fu colto da un”leggero malore” e sceso dal Palazzo Patriarcale si avviò verso la Piazza per constatare di persona il disastroso crollo. Racconta la storia, che i veneziani presenti si strinsero attorno a lui e sorpresi e profondamente turbati dall’accaduto videro che anche il Patriarca era “visibilmente commosso” L’anno seguente, il 25 aprile del 1903 Giuseppe Sarto benediva la “prima pietra”della ricostruzione del nuovo Campanile e tre mesi dopo partiva per il Conclave che l’avrebbe eletto Papa. A venezia, non fece più ritorno se non da morto nel 1959, dove per volere di Papa Giovanni XXIII° la salma venne esposta in un’urna di vetro in Basilica di S.Marco per essere venerata dai fedeli.

Nel 1912 però a ricostruzione avvenuta, il giorno dell’Inaugurazione del Nuovo Campanile(25 aprile 1912)le Autorità Veneziane in accordo con il Vaticano approntarono un “collegamento telefonico sperimentale” dall’esito incerto per poter fare ascoltare al Pontefice il suono delle campane”in diretta”. Fortunatamente il collegamento riuscì e il Cardinale Merry Del Val, Segretario di Stato annunciò la notizia al Papa, che in quel momento era nelle sue stanze a colloquio con la sua governante la signora”Catina”. Quando iniziò l’ascolto da un rudimentale amplificatore, Pio X° non credeva ai suoi orecchi, abbracciò la governante e scoppiò in pianto dicendo: “Oh care da Dio, ho mama mia che belessa, me par da esser a Venessia, ho care le mie campane de S.Marco, Catina me vien mal, deme ancora un baso!!!! Sembra quasi una favola, ma questo fatto e le parole del Papa sono state”registrate su un disco microsolco” e si possono sentire andando su Internet “Il racconto del crollo del Campanile di S.Marco, dalle memorie di Pietro Saccardo”in quel tempo “Proto della Basilica Marciana”. Nel sentire ancora quelle parole di Pio X°pronunciate in dialetto veneziano, sembra impossibile che siano passati più di 100 anni. Dice una canzone, che spesso cantiamo in chiesa nelle Celebrazioni Eucaristiche: “Passa questo mondo, passano i secoli, solo chi ama non passerà mai”e S.Pio X° è stato un “modello di amore” sia da Patriarca che da Papa e il suo ricordo non verrà “mai dimenticato”!!

 

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