S.Nicolo’ Patrono della Serenissima e dei ” Vetrai di Murano”

di , 30 Novembre 2013

nikolaus-mytraRaccontano le cronache dell’epoca che Il giorno 8 maggio del 1087 giunsero a Bari, le spoglie di San Nicola-Magno, trafugate dalla Basilica di Myra, (attuale Turchia) da 62 marinai dopo una avventurosa spedizione in terra d’oriente. I veneziani eterni rivali nei traffici marittimi, entrarono in competizione per il possesso definitivo delle reliquie e saputo che parte delle stesse ancora giacevano nell’antica sepoltura del santo, partirono nel 1099 per la Prima Crociata guidati dal Doge Vitale Michiel. Nel viaggio di ritorno attraversando la città di Myra e spacciandosi per devoti pellegrini, con l’inganno violarono la sacra tomba e si impadronirono definitivamente delle restanti ossa che portarono trionfalmente a Venezia nel 1100, collocandole alla venerazione del popolo nella chiesa portuale di S.Nicolò del Lido già eretta in suo onore un secolo prima. Da allora, la Serenissima lo volle accanto all’Evangelista Marco come patrono della flotta navale invocandolo anche come protettore dei marinai, naviganti, mercanti e successivamente a lui furono intitolate chiese, confraternite, corporazioni arti e mestieri. La fama di questo santo comunque, era già ben nota nel mondo cristiano.

Vissuto a cavallo del 200-300 dc. fu un grande vescovo difensore della fede contro l’Arianesimo, assiduo nella predicazione nella preghiera e nella carità verso i poveri. Imprigionato ed esiliato nel 305 sotto la persecuzione di Diocleziano fu liberato dall’Imperatore Costantino nel 313. Presente al Concilio di Nicea nel 325, confermò i principi dell’ortodossia cattolica, fu protagonista di molti miracoli e prodigi in favore dei poveri dei bambini e dei derelitti. La tradizione vuole che la morte lo colse in preghiera il 6 dicembre del 343 attorniato dai monaci nel letto del suo monastero all’età di settanta anni.

Il suo culto si diffuse subito nell’Asia Minore, nel mondo bizantino nella Grecia in Russia nei paesi Slavi, e in tutta l’Europa Occidentale. Nella storia della Serenissima Repubblica S.Nicolò diventò parte integrante della vita e delle sue tradizioni popolari. Il giorno dell’Ascensione dopo la cerimonia dello”Sposalizio del Mare” il Doge con al seguito la Signoria a bordo del Bucintoro si fermavano prima del rientro alla Chiesa di S.Nicolò del Lido per la santa messa di ringraziamento l’omaggio alle reliquie del santo ed un grande banchetto in chiostro del monastero. Non si sa con precisione quando i vetrai di Murano lo assunsero come loro patrono, sicuramente il suo culto fu portato nella nostra isola con il trasferimento delle vetrerie dal centro storico di Venezia per un decreto dogale nel 1292. Un’antica Mariegola “dell’Arte dei Verieri Muranesi” porta una data che risale al 1441 dove S.Nicolò viene menzionato nei rituali della loro corporazione.

Da altri studi effettuati dal signor Luigi Zecchin esperto conoscitore della nostra cultura muranese una “Scola S.Nicolay era esistente già nel 1416 ed infine una “Scola Vitrariorum” addirittura risalente al 1315. A parte queste date storiche che meritano ulteriori approfondimenti da parte degli esperti, S.Nicolò è stato ed è tuttora un punto di riferimento per la fede e la tradizione della nostra gente. Ancora adesso nel giorno della sua festa (il 6 dicembre) una associazione intitolata a suo nome, organizza e allestisce una”esposizione vetraria”a scopo benefico, le scuole propongo no iniziative di disegno legate alle tecniche vetrarie e le Comunità Parrocchiali celebrano la memoria liturgi ca con una messa e la distribuzione ai fedeli del “Pane di S.Nicolò”. “Nella notte che va dal 5 al 6 dicembre i bambini ricevono doni in sua memoria accompagnati da dolciumi e frutta secca (noci, noccioline, arachidi e svariati agrumi di stagione) che ricordano l’usanza antica del “Piatto di S.Nicolò”come dono per i poveri e gli indigenti.

Nel 1992 una commissione scientifica ha esaminato e messo a confronto le reliquie di Venezia e quelle di Bari studiate nella ricognizione del 1953. Il risultato è stato sorprendente, entrambe le ossa appartengono allo stesso individuo, maschio di età superiore ai 70 anni, e di costituzione robusta. Di sicuro Nicolò è stato un “Gigante nella Fede” e le sue spoglie ancora oggi mostrano al mondo la grandezza di Dio.

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