“Troverete un bambino avvolto in fasce adagiato in una mangiatoia”

di , 24 Dicembre 2013

1474557_717368414948895_564287779_nIl testo di Luca che si legge nella S.Messa della notte di Natale è intenzionalmente inquadrato nelle anagrafi dell’Impero Romano con la menzione dell’Imperatore Augusto, della cittadina di Betlemme e del”primo censimento” di Quirinio. Cristo Gesù, non è un’idea o un mito ma, come ama ripetere l’evangelista è al centro del tempo, è coinvolto nei nostri giorni e nel nostro spazio è parte vera della “nostra storia umana”. Non è facile descrivere questo grande mistero dell’Incarnazione di Dio, come dice Giovanni, “non basterebbero tutti i libri della terra”. In tutte le testimonianze della Fede Cristiana primitiva è chiara una cosa: nell’ambito della storia si presenta un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell’umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere la trascendenza dell’esistenza umana. Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramontano; mette in pratica l’amore come nessun altro e rivela che cosa è l’amore che salva gli uomini; è l’immagine e segno di Dio in questo mondo. Un uomo, nel quale l’Eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze dell’esistenza umana. Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poichè morendo ci meritò la vita e ci aprì un nuovo futuro. Tutto ciò si rivela già nella sua nascita: il debole bambino che “giace nella mangiatoia” è il Salvatore del mondo. La grande epifania luminosa che squarcia la notte proclama il dono della pace offerto all’umanità amata da Dio, un dono messianico che comprende un nuovo stile di vita, un nuovo ordine di rapporti. Questo è l’intramontabile messaggio del Natale senza mito ne leggenda! AUGURI A TUTTI

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy