Epifania, santi Magi e vecchie Befane

di , 2 Gennaio 2014

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Nato Gèsù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. Con questa originale e misteriosa descrizione, l’evangelista Matteo ci introduce nel mistero dell’Epifania, nel quale il mondo cristiano riconosce la venuta messianica di Cristo, nella sua dimensione universale. Il termine “Epifania” deriva dal greco antico, e significa “Manifestazione”, e da sempre la Chiesa Latina ha voluto interpretare questo evento divino nel segno dell’Unità e della Salvezza a cui tutti i popoli della terra sono chiamati a vivere in Cristo. Le figure un po’ enigmatiche dei Magi descritte nel vangelo, che la tradizione popolare ha interpretato come tre Re, dai doni (oro, incenso e mirra)offerti a Gesù, si sono nei secoli arricchite di simbologie e di aspetti non sempre corretti nel loro significato. Nella cultura persiana antica, la parola “magi” e non maghi, deriva dal greco “magoi” e sta ad indicare i membri di una casta sacerdotale che si interessava di astronomia e astrologia. Alla luce adesso della scienza moderna, si potrebbero definire come”studiosi dei fenomeni celesti, “e la stella da loro scoperta e seguita, a detta degli esperti era una congiunzione astrale fra Giove e Saturno, fenomeno particolare che si verificò nell’anno 6/7a. C. ai confini dello zodiaco, fra il segno dei Pesci e quello dell’Ariete. Ma al di là di queste precisazioni, il messaggio teologico di questa “Festa del Signore”ci vuole fare convergere nel piano di Dio che nella sua “manifestazione alle genti”(simboleggiata dai Magi)ha segnato l’inizio di una”umanità nuova”rinnovata nell’unica fede e illuminata dalla sua definitiva redenzione. Questa prospettiva ci riporta alla visione finale descritta dall’Apostolo Giovanni nell’Apocalisse: una moltitudine di razze, popoli, lingue che salutano in Dio il re delle nazioni, e che abiteranno nella nuova Gerusalemme, dove ogni uomo ritroverà la propria e definitiva pace e unità. Credenze folcloristiche e tradizioni pagane, hanno trasformato nel corso del tempo anche l’etimologia del nome Epifania, storpiandolo con bifania o befania da cui deriva il termine “Befana”. Questo personaggio fantastico identificato come una vecchietta che vola su una scopa, dispensa nella notte che va dal 5 al 6 gennaio doni e dolciumi ai bambini lasciandoli appesi presso le case dentro una calza di lana variopinta. L’Origine di questa buffa figura, è probabilmente collegata ad antiche tradizioni contadine raffiguranti l’anno vecchio, che arrivato alla sua conclusione donava alla terra i suoi ultimi prodotti, per essere poi bruciato in un grande falò come auspicio augurale di una nuova stagione di abbondanti raccolti. La Befana si richiama pure ad altre figure della mitologia germaica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale. Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio d’inverno, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era la dea Diana, legata al culto della vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza). La Chiesa condannò con severo rigore tali superstizioni, definendole frutto del male e di influenze diaboliche. Queste interpretazioni idolatriche, diedero origine nel tempo, a molte personificazioni fantastiche che sfociarono nel Medioevo nella nostra attuale Befana, il cui aspetto, benchè benevolo si è chiaramente imparentato con la personificazione della strega. Un’altra ipotesi suggestiva è quella che collegava la Befana con una festa romana, che si svolgeva all’inizio dell’anno in onore degli dei Giano e Strenia(da cui deriva il termine”strenna”) e che durante la quale c’era l’usanza di scambiarsi regali. In alcune regioni italiane tuttora, intorno a questa, festa si svolgono importanti mercatini e fiere dove si acquistano prodotti artigianali e regali vari da scambiarsi con l’augurio di fortuna e prosperità per il futuro Secondo una leggenda cristiana, i Re Magi, diretti a Betlemme per adorare Gesù Bambino, avendo smarrito la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta del posto. Questa, dopo aver dato loro le giuste indicazioni fu invitata a seguirli ma lei rifiutò. Pentitasi in quindi di non aver seguito i Magi, dopo aver preparato un cesto di doni, uscì di casa e si mise a cercarli senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che trovava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Dice un vecchio proverbio “quando vien l’Epifania, tutte le feste porta via”: E’vero, sebbene il periodo natalizio si conclude, ci rimane un dono inestimabile che non ci verrà mai tolto: Gesù fatto uomo, “il Dio con noi” della promessa che si rivela nel volto di ogni fratello che ci è accanto.

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