1314-2014 Settecento anni dalla morte del Beato Giacomo Salomoni.

di , 23 Gennaio 2014

008-2 L’Ordine dei”Frati Predicatori”meglio conosciuti con il nome di Domenicani,quest’anno festeggiano la “salita al cielo” del Beato Giacomo Salomoni,nativo di Venezia e invocato in modo particolare contro la malattia del cancro. Di seguito riporto in sintesi la sua vita e durante il corso di quest’anno la Comunità Domenicana di Venezia invita tutti i fedeli della Diocesi ad invocarlo,perchè la sua intercessione ci “liberi”da questo”terribile male”che ancora nella nostra società colpisce in maniera”devastante” persone di ogni età in tutto il mondo.

Venezia, 1231 – Forlì, 31 maggio 1314
Morto suo padre, sua madre si fece monaca, e lui a 17 anni, dopo aver distribuito ai poveri tutti i beni della sua famiglia, entrò nel convento domenicano nella nativa Venezia. Esercitò il suo ministero per 45 anni a Forlì, dove per la sua carità fu chiamato ‘Padre dei poveri’. Si distinse anche per il suo amore verso i malati, e per questo è invocato contro la malattia del cancro.
Martirologio Romano: A Forlì, beato Giacomo Salomoni, sacerdote, che, adolescente, morto il padre e entrata la madre tra le monache cistercensi, distribuì i suoi beni ai poveri e, accolto nell’Ordine dei Predicatori, vi rifulse per quarantacinque anni come amico dei poveri e uomo di pace, dotato di insigni carismi.

Giacomo Salomoni, di nobilissima famiglia veneziana, rimase assai presto orfano di padre. La madre allora lo affidò alla virtuosissima nonna, decidendo di prendere il velo monacale in un monastero della città, detto delle Celesti. Il bimbo spesso visitava sua madre, e fatto giovinetto, sentì anche lui l’attrattiva per le cose nobili e sante. Così, distribuito ai poveri un cospicuo patrimonio, si fece, a diciassette anni, Frate Predicatore. Ricevute con vivissima gioia le bianche lane, sua ambizione fu di seguire le orme del grande Patriarca Domenico. Ebbe il culto della Regola, che per sessantasei anni osservò con inviolabile fedeltà. Anima contemplativa e assetata di silenzio, ottenne, nel 1269, di passare al Convento di Forlì, per vivervi sconosciuto e lontano dalla sua Patria. Non ebbe il dono dell’eloquenza, ma sua cattedra fu il confessionale, dove svolse un fruttuosissimo apostolato per il quale aveva ricevuto da Dio doni veramente straordinari. Leggeva nelle anime, e per ognuna di loro le sue parole erano balsamo e vita. Spesso, quando era in confessionale, si vedeva una colomba misteriosa posarsi sulla sua spalla. La sua preghiera era taumaturga e otteneva miracoli d’ogni genere. Nella tarda età sopportò una crudele piaga al petto, senza concedersi, né riposo, né dispense. Fu Priore in diversi Conventi, ma mori in quello di Forlì nel giorno e nell’ora da lui predetti, il 31 maggio 1314, portando in cielo intatta la stola battesimale. I suoi funerali furono un trionfo e Forlì lo proclamò suo Patrono. Il culto fu approvato per Forlì nel 1526 e per Venezia nel 1617. Papa Gregorio XV il 22 settembre 1621 ha concesso a tutto l’Ordine la Messa e l’ufficio propri. La splendida chiesa dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, testimone della sua donazione giovanile al Signore, dal 1939 ne conserva gelosamente il corpo.

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