Una testimonianza

di , 31 Gennaio 2009

Per rendere più concreta è reale questa giornata riportiamo di seguito due brevi testimonianze di riflessione sulla vita, la prima fatta da una persona molto vicina alla sofferenza… “Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel’ha donata.

Siamo tenuti a trattarla con riconoscenza… Molto spesso è proprio la malattia che provoca una ricerca di Dio ed anche in questi momenti bisogna trovare la forza per ringraziarLo di questo dono unico nell’attesa della salvezza della nostra anima nell’incontro con Lui.”

La seconda invece fatta da una persona che contribuisce alla nascita di una vita…” Abbiate rispetto della vita, dal suo concepimento alla morte. Sono ostetrica, colei che sta davanti, che ha l’onore e l’onere di assistere il nascituro e la madre. Il mio lavoro, chiamiamolo missione, è sempre stato qualcosa di meraviglioso. Assistere alla nascita a questo mistero dell’esistenza ha sempre suscitato in me un grande fascino ed una grande emozione.

Numerosi anni di carriera non hanno attenuato questo mio sentimento ogni nuova vita la introducevo con questa espressione dialettale “Che el Signor te benedissa!”, avrei potuto arricchirmi con gli aborti negli anni in cui non era ancora legale, quante richieste, ma la mia risposta “NO!” era automatica per l’amore che provavo il rispetto e la riverenza verso l’essere umano, mi accontentavo di quello che avevo e di ciò che ricevevo dal mio lavoro.

Pensate che altre quattro mie sorelle sono ostetriche come me, la strada non è sempre stata facile, come in ogni lavoro a volte la salita sembrava impervia, ma la passione per la vita mi spingeva sempre avanti. Siate dunque sempre rispettosi di questo dono perché è un tesoro che nulla ripaga.

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