Digiunare per “vivere”

di , 28 Febbraio 2009

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2009

Dal messaggio del Papa alla nostra vita…..

QuaresimaIniziamo questa settimana a confrontarci con il discorso che il Papa ha dato alla Chiesa universale per vivere bene questa Quaresima. Chiederemo ad alcuni di poter condividere con tutti una riflessione, mossi dalle parole del Santo Padre, cercando di leggerle dentro al contesto della propria vita personale e comunitaria.

Vorrei iniziare io a confrontarmi con questo messaggio, e la prima cosa che mi muove è l’accoglienza che ci viene chiesta verso la pratica del digiuno come un “occasione” nuova che Dio ci dà per vivere appieno la Conversione, cioè la modalità concreta di tornare a Lui. Il Papa ci ricorda che Gesù vive questa esperienza nel deserto: “Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame” (Mt 4,1-2). Gesù va nel deserto in obbedienza alla volontà del Padre; questo significa essere mossi dallo Spirito,e ciò vale anche per noi. Non va nel deserto per piacere personale e per sostenere una lotta individuale, ci va perché consapevole che il Padre glielo ha chiesto come modalità di entrata nella missione. Vincere il demonio, significava già un annuncio, Gesù vince il male. Il suo digiuno di quaranta giorni serviva per essere libero e pronto nel vivere questa lotta col male. Certo è anche il campo dove il tentatore propone la sua sfida. Anche per noi è lo stesso, ecco perché Gesù accetta il progetto di Dio, perché anticipa quello che accade anche a noi.

E quindi il digiuno diventa per noi uno strumento per affrontare il tentatore. C’è lo dice chiaramente il Papa quando ci ricorda che il digiuno:”… È in primo luogo una “terapia” per curare tutto ciò che impedisce loro (i cristiani) di conformare se stessi alla volontà di Dio.” E mi sono chiesto se per me è proprio così.

La risposta è che posso provare paura del digiuno, perché mi sembra che mi faccia mancare qualcosa, soprattutto quello che mi “sostenta”,ma ancora di più mi fa paura il lasciare da parte “i miei progetti”.  Ho come l’impressione che conformarmi alla volontà di Dio mi svuoti di personalità, mi faccia perdere quello che ho dimostrato di essere. E allora mi riempio di cose inutili, come la superbia e la permalosità, che diventano un ostacolo alla carità vissuta, alla maturazione spirituale e umana.

Così lo penso anche per la comunità. Sperimento che alle volte continuiamo per la “nostra strada” sia come parrocchia, che come singoli gruppi, e non ci chiediamo fino in fondo se è “volontà di Dio” quello che stiamo vivendo. E non ci sfiora l’idea se non sia più autentico “digiunare” dalle nostre idee, proposte, iniziative, per accogliere invece quello che Dio, muovendoci col Suo Spirito, ci sta indicando. E lo Spirito manifesta la volontà di Dio in molteplici modi, che ci vengono svelati nella preghiera e nei sacramenti.

Ecco perché sento la necessità di una preghiera, personale e comunitaria più profonda e matura, e spero che questa Quaresima sia proprio l’occasione bella e significativa per viverla.

Don Carlo

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