La Trasfigurazione… oggi

di , 7 Marzo 2009

Gesù si trasforma. E compaiono Mosè ed Elia. E poi, dal cielo, il Padre e lo Spirito Santo. Questo fatto impressionò tanto i tre apostoli li impaurì, – nonostante vivessero da diverso tempo alla sequela di Gesù – perché il Dio fatto Uomo, fino all’istante del Tabor, aveva vissuto una vita semplice. Certamente nel compiere miracoli la gente lo cercava; ma prevalevano i momenti ordinari, di vita fraterna, e questi abitati da una certa incomprensione, da un’incompiutezza ancora non afferrata. Il contesto è questo: il Signore scelse tre apostoli fra i dodici, li fece camminare in salita, iniziò la preghiera, intervenne il Padre e successe quello che leggiamo nel Vangelo. L’episodio della Trasfigurazione ci mostra che la gloria di Dio è già presente, sebbene non sia manifesta, sebbene si stenti a crederlo, anche quando siamo distratti e non ci aspettiamo cambiamenti o novità: Egli è Dio vivo e vero, sempre Onnipotente. A questo brano evangelico dovremmo continuamente attingere. L’esperienza fatta dai tre apostoli ci può far riflettere circa la nostra tendenza a frammentare: spesse volte viviamo i singoli avvenimenti della vita separatamente, senza ricordare il prima e senza considerare il dopo; la medesima tendenza ci porta anche a pensare che il Signore, con il suo amore e il suo desiderio di bene, sia presente nelle nostre vite solo in certi momenti, solo quando va tutto bene, o almeno quando nulla va male.Tutto ciò ci porta a considerazioni sbagliate e a sofferenze inutili. Crediamo alla potenza e alla gloria di Dio anche nelle circostanze più oscure e scomode, e anche nelle cose quotidiane e semplici abituiamoci a leggere la Sua grandezza. Nelle nostre vite come in quelle degli apostoli Egli è glorioso sempre; sempre è mistero che si rivela.

Dalle Sorelle Clarisse

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