Digiuno per vivere…

di , 7 Marzo 2009

desertoDal messaggio del Papa alla nostra vita

Il mio pensiero sul digiuno parte dal deserto, bisogna passare attraverso e dimorarvi, per ricevere la grazia di Dio per comprendere qual è il vero cibo e da cosa bisogna digiunare; è là che ci si svuota, che si scaccia da noi tutto ciò che non è Dio che si prepara completamente la nostra anima per lasciare tutto il posto a Lui solo…

Purtroppo abbiamo poco tempo, siamo sempre di corsa riempiamo ogni vuoto di mille impegni questa società ce lo impone, e si perdono alcuni valori, abbiamo paura di rimanere soli perché solitudine significa rimanere con noi stessi e ci prende l’ansia, primo segnale della presenza poco viva di Dio nella nostra vita, primo segnale di quanto poco ci amiamo e ci conosciamo, primo segnale di quanto poco amiamo. Un cristiano MAI dovrebbe sentirsi solo perché mai è solo se ama veramente con la vita, consapevole di essere amato incondizionatamente prima di tutti da un Padre che mai l’abbandonerà e sostenuto da una comunità nella quale vive ed opera. Alle volte però è più facile proprio dentro la comunità avere un atteggiamento negativo e cresce la tentazione di decidere noi i modi e i tempi…  e ci si lamenta, si mormora, e si vorrebbe “ridurre” l’idea dell’altro alla nostra, senza avere la pazienza di aspettare, senza la fatica di dialogare e di fare le cose insieme, nella logica della comunione? Quante volte affiora la tentazione di fare da soli, pensando di fare meglio e prima? Parlo al plurale ma sto parlando di me.

Questa natura umana alle volte mi pesa perché è piena di difetti, perché dentro di me porto il seme di Dio e trabocco d’amore. Eppure mi ritrovo a peccare e desidererei togliermi tutto ciò che mi circonda perché meno hai meno sei tentata, meno hai e meno dipendi dalle cose. Vorrei sentirmi alleggerita ma alle volte sono estremamente appesantita (dal peccato) e tutto parte da di dentro, proprio da questo non accettarci come Dio ci vuole e ci ha pensati, fatichiamo a riconciliarsi con lui e viviamo magari con dei disordini affettivi dove non abbiamo un equilibrio nelle relazioni, dove siamo troppo sensibili a tutto e riempiamo magari i vuoti con cose superficiali, relazioni superficiali o magari con “abbuffate” alimentari (determinanti per me le parole del papa dove parla di digiuno come educazione alimentare e solidarietà verso i fratelli più poveri) e secondo me tutto è collegato ad uno stato d’animo che non trova pace in se stesso quindi in Dio. Una delle frasi che mi ha fatto più pensare dopo aver letto il discorso del papa è quella dove dice “…  privarci di qualcosa che sarebbe in se buona e utile… ” non ha parlato di cose negative, non di cose sbagliate o inutili ma qualcosa “in se” buono e utile: perché?

Meditando, inizio a capire cosa intendesse: per quanto importante possa essere una cosa, una scelta, uno stile di vita non sarà mai equiparabile alla ricompensa del regno eterno e nell’incontro con Dio e prima della gloria c’è l’umiltà…  (dal libro dei Proverbi) e ci si educa in questa vita terrena a capire ciò che davvero conta. Come proposito In questa quaresima proprio per una serie di avvenimenti accaduti nella mia quotidianità e dove Dio mi ha dato grazia di leggere dei segni ben precisi richiesti nel mio cammino di fede e di conversione, ho deciso di digiunare da questi atteggiamenti di risentimento contrarietà di prevaricazione, dove tutto deve girare per forza intorno a me per educarmi a divenire più mite (prima con me stessa) ed umile di cuore, riconoscendo i miei limiti e nello stesso tempo la mia grandezza come figlia di Dio. Vuol dire guardare il male in faccia e disporsi a lottare contro i suoi effetti, soprattutto contro le sue cause. Non è facile ci provo attraverso la preghiera, l’Eucarestia e l’ascolto della Parola, amando chi mi sta vicino e attingendo forza dai sacramenti. Sicuramente non può mancare una comunità che cammina con me e che condivide tutti questi momenti e prego ogni giorno con tutto il cuore perché si arrivi ad una maggiore maturità e unità di fede comunitaria (non solo personale) perché ce ne tanto bisogno. Digiunare da tutto ciò significa per me digiunare dalla mia volontà e’accettare liberamente e con amore di dipendere in tutto da Dio Creatore, dipendere dal suo amore. Questa non è dipendenza ma libertà, non è inseguire il mio successo personale – che è una cosa che passa – ma, abbandonare ogni umana sicurezza, cerco di pormi con semplicità e fiducia passo dopo passo alla sequela del Signore perché Gesù diventi, il mio “tutto in tutto”.

Elisa Serena

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