Ognissanti e commemorazione dei defunti o festa delle zucche?

di , 24 Ottobre 2008

Sabato e Domenica prossimi celebreremo due giornate da sempre vissute con intensità dalla Chiesa Cattolica, ma che in questi ultimi anni hanno lasciato il posto un’altra “festa” che di cristiano e religioso non ha nulla: Halloween.

“Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra il 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all’inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween”, questo è quanto dice l’enciclopedia riguardo a questa festa che orami viene vissuta dai nostri ragazzi e giovani. Quello che più dispiace è che, come altre cose, anche questa è entrata nella nostra società spinta in modo quasi esclusivo dai mass media e dalla pubblicità.

MA PERCHE’ FARE LA FESTA DI HALLOWEEN E NON FESTEGGIARE TUTTI I SANTI? PERCHE’ ACCETTIAMO DI MANDARE I FIGLI IN GIRO VESTITI DA FANTASMI E SCHELETRI E ABBIAMO PAURA DI PORTALI AL FUNERALE DEL PARENTE CHE E’ MORTO?

Come cristiani dovremmo interrogarci su questo aspetto: abbiamo accettato tranquillamente che questa “festa” entrasse nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei nostri ambienti di ritrovo e svago. Magari facciamo fatica a ricordare le festività dei Santi, o addirittura non si può in luoghi pubblici parlare del Natale, o lo facciamo in modo vuoto.

Questo è essere moderni?

Aver paura di parlare di CRISTO Morto e  Risorto per Amore nostro, della vita Eterna, della Risurrezione che ci è donata se crediamo, e giustificare queste paure vivendo  tradizioni che non ci appartengono?

Abbiamo lasciato che queste prendessero il posto del ROSARIO recitato assieme dalla famiglia nella preghiera dei parenti defunti alla sera dei Santi, della visita al Cimitero, del ricordarci che siamo chiamati tutti alla Santità, attraverso il battesimo, vivendo da cristiani ogni giorno della nostra vita.

Viviamo queste prossime feste  accogliendole come un dono che ci offerto per rinforzare il nostro cammino di conversione verso la santità, verso quel posto nel cielo che Gesù ci ha promesso se crediamo in Lui. 

Don Carlo

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