Lettera Pastorale

di , 18 Aprile 2009

Il Patriarca di Venezia“Andarono dunque e videro dove Egli dimorava” (Gv 1, 39)  
Invito alla Seconda Assemblea Ecclesia  del Patriarca Angelo Scola 

La nuova Lettera Pastorale del Patriarca in vista della Seconda assemblea Diocesana che sarà celebrata  domenica 11 ottobre 2009 è stata distribuita già da qualche domenica, ora dobbiamo passare al vivere  l’assemblea dell’Unità Pastorale. 

La vivremo Domenica 3 Maggio alle ore  15.30 a San Gerardo, e sarà la nostra occasione  per chiederci con verità quale testimonianza dare all’intera diocesi.  Riportiamo alcuni passaggi  della lettera che sono importanti per definire che cosa ci chiede il Patriarca: 

“La Seconda Assemblea Ecclesiale intende approfondire il ricorso alla testimonianza in due direzioni.  Anzitutto  l’Assemblea dovrebbe privilegiare il racconto di qualche particolare dono ricevuto che, come ci insegnano  i primi cristiani, possa dare gloria al Signore e, nello stesso tempo, con la sua bellezza, infondere  energia di fede e sostanza di comunione alla nostra esistenza personale e comunitaria.  Per questa  ragione invito tutte le parrocchie e tutte le aggregazioni a incontrarsi in una assemblea e, mediante uno  scambio fraterno, individuare insieme uno di questi segni giudicato meritevole di essere proposto a tutti i fratelli  e sorelle del Patriarcato.  Così la testimonianza avrà una dimensione comunitaria, garantita da questo  vaglio comune compiuto con semplicità e avendo ben presente lo scopo di edificazione che è richiesto.  Può essere utile aggiungere una parola per chiarire meglio cosa si intenda per testimonianza comunitaria.  Non ci si riferisce necessariamente al racconto di un dono o di un segno bello che ha visto tutti come  attori diretti.  Il segno bello può essere donato dallo Spirito anche a una sola persona.  Ciò che lo rende  comunitario è il fatto che esso sia comunicato, appunto, e in qualche modo assunto la testimonianza da offrire  a tutto il Patriarcato sia scelta in un’assemblea comunitaria.  È il giudizio di comunione dell’assemblea  che darà anche a una testimonianza personale valore comunitario.  In secondo luogo mi permetto di  chiedere che la testimonianza, proprio per la sua natura, esprima la bellezza del cambiamento avvenuto  nella comunità per la presenza del Signore risorto.  Non sarà pertanto necessario raccontare di  attività, di iniziative, di organizzazione, ma, con umile coraggio, si tratterà di mettere in evidenza il dono  di conversione che lo Spirito non lascia mai mancare a chi segue Gesù.  Infatti, di conversione hanno  sempre bisogno anche “i giusti”, come ben ci mostra il Santo Evangelo – vedi la figura del fratello  maggiore nella parabola del Padre misericordioso, (Lc 15, 11-32) e quella degli operai della prima ora  nella parabola dei lavoratori che ricevono tutti lo stesso salario (Mt 20, 1-16). 

Raccogliamo queste indicazioni e iniziamo a guardare dentro di noi, dentro la nostra comunità per scrutare  quale testimonianza donare alla nostra chiesa diocesana.

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