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Festa della B.Maria Vergine di Lourdes

di , 31 Gennaio 2009

11 febbraio 2009, in occasione della Festa della B. Maria Vergine di Lourdes: Giornata dell’ammalato. Alle 15.30 verrà recitato il Santo Rosario e le litanie E nella celebrazione eucaristica verrà Impartito il sacramento della unzione degli infermi (chi desidera riceverlo deve richiederlo a Don Carlo)

Proprio su questo sacramento poco conosciuto e tante volte temuto vogliamo soffermarsi. Non bisogna riceverlo con timore, ma con spirito gioioso e sereno, perché ogni sacramento innanzitutto aumenta la grazia ed è un incontro con il Cristo, poiché è un’espressione dell’immenso amore di Dio per noi. Chi soffre è più simile a Gesù ed è più vicino a Lui: “Affido al vostro dolore, alle vostre sofferenze, ai momenti tristi delle vostre giornate il futuro della Chiesa. Siate candele vive, palpitanti, perché il mondo e la Chiesa hanno bisogno della vostra luce, delle vostre sofferenze e del vostro dolore.

Dovete sentirvi come candele accese davanti all’altare di Dio ed io, affido a voi il futuro della Chiesa , perché l’ammalato è più vicino a Gesù, chi soffre è più vicino a Gesù di chi non soffre. Gesù ha detto: Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed Io vi ristorerò.” Chi meglio degli ammalati, dei sofferenti, può aiutare i figli scelti da Dio per compiere la grande missione, offrendo le proprie giornate, sofferenze e preghiere?

Unzione degli infermiL’Unzione degli Infermi è comunemente chiamata “Estrema Unzione“, perché frequentemente si conferisce all’ammalato ormai morente, quando ormai non è più cosciente. Non bisogna vivere questo sacramento come una sorta di “lasciapassare per l’anima”, bensì come una grazia necessaria per aiutare chi sta soffrendo. Il sacramento può essere dato a chi ha una salute cagionevole, a chi è in un’età avanzata, ma anche a coloro che devono affrontare una delicata operazione e, qualora si dovessero ripresentare altre condizioni simili o situazioni che destano preoccupazione, può essere ricevuto nuovamente.

L’Unzione degli Infermi aiuta il malato nella sofferenza, gli dà la grazia, la serenità, la luce e l’equilibrio necessari per affrontare la malattia e per essere un faro luminoso che brilla all’interno della famiglia. L’Unzione degli Infermi genera la grazia di essere uniti al Signore e la forza di essere capaci di sopportare le malattie e la sofferenza. La sofferenza fa paura, anche il Signore l’ha sperimentata, per questo motivo viene incontro all’ammalato, ponendosi al suo fianco. Qualsiasi sacramento deve essere amato, perché voluto ed istituito da Cristo, in quanto è fuoriuscito dal Suo costato.

Tutti i Sacramenti sono espressa conseguenza della passione e della morte del Cristo, pertanto bisogna guardare anche l’Unzione degli Infermi in questa luce. “Ogni volta che riceviamo l’unzione degli infermi e qualsiasi sacramento noi ci incontriamo con Cristo. È una grazia che inonda la nostra anima, è un insieme di benedizioni che rafforza la nostra fede, è una luce profonda che si innesta dentro il cuore … Gesù si china su ciascuno di noi, ci bacia e si commuove”.

A tutti gli abitanti di Murano l’augurio del Patriarca

di , 19 Dicembre 2008

Il Patriarca di VeneziaUn pensiero ed un augurio speciale
del nostro Patriarca Angelo

 Carissimi,

volentieri accolgo il desiderio di Don Carlo e di Don Nandino di anticiparVi brevemente l’augurio natalizio che farò a tutto il Patriarcato attraverso i mezzi di comunicazione del Nord Est.

La nascita del Dio Bambino ci riempie sempre di tenerezza perché afferma in maniera decisa il primato dell’amore nella nostra vita.

L’amore che vince ogni nostra fragilità e persino il nostro peccato se siamo disposti a riconoscerlo e a domandare perdono a Dio.
Il Dio-con-noi, l’Emanuele, diventa così una compagnia che ci guida a quel destino di pienezza il cui desiderio arde, con maggior o minor consapevolezza, nel cuore di ogni uomo.
Gesù Bambino, infatti, viene per dar la sua vita per noi, per morire in croce da innocente e per risorgere, così che ormai anche la nostra vita durerà eternamente.

Come ci ha ricordato l’Avvento, l’attesa della Sua venuta non è solo memoria della Sua nascita ma è anche vigile tensione al Suo ritorno alla fine della storia. Il Natale, cioè Dio che si compromette con la nostra esistenza quotidiana, diventa pertanto anche compagnia e sostegno nei momenti difficili della nostra esistenza. Penso al dolore fisico e morale, penso alla morte dei nostri cari, ma penso anche al delicato momento che tutte le nostre società stanno attraversando. So bene che questo tocca da vicino anche Voi, abitanti di Murano.

Molti di Voi sono costretti, in questa delicata fase economica, alla cassa integrazione quando non alla perdita del lavoro, e le prospettive imprenditoriali per l’industria del vetro, già messe alla prova negli ultimi anni, non appaiono certo rosee. Tuttavia sono sicuro che la Vostra intraprendenza Vi porterà fuori anche da questa fase problematica.

Per questo Vi raccomando solidarietà tenace e dialogo incessante tra tutti gli attori dell’impresa sociale, economica e politica. Così come sono vicino, nella preghiera e nell’affetto, alle famiglie, ai bambini, ai giovani, agli ammalati, agli anziani e ai più bisognosi.

A tutti raccomando che il Natale ci faccia meglio vivere il senso cristiano della vita.
Un augurio cordiale e una speciale benedizione
Il Patriarca di Venezia

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