Tag articolo: anno sacerdotale

Oggi 47ª Giornata di preghiera per le vocazioni

commenti Commenti disabilitati su Oggi 47ª Giornata di preghiera per le vocazioni
di , 24 Aprile 2010

«HO UNA BELLA NOTIZIA!  IO L’HO INCONTRATO…  » 

Con questo slogan il Centro Nazionale Vocazioni della CEI, nella “domenica del Buon Pastore”, propone a  tutte le comunità cristiane e oranti, che si ritrovano nel Giorno del Signore, di vivere un momento forte di  sensibilizzazione, riflessione e preghiera sul significato e l’importanza della “chiamata vocazionale”  nella vita di ogni battezzato.  In particolare, oggi vogliamo ricordare tutte le “vite chiamate” che, con un  Sì totale e radicale, hanno donato il proprio cuore e la propria esistenza al servizio di Dio e di tanti fratelli  e sorelle, bisognosi di consolazione, di aiuto concreto e di speranza nel cammino spesso nebuloso e  confuso della vita. 

Lo slogan include anche il senso di due eventi importanti che in questo anno si intrecciano tra di loro:  l’Anno Sacerdotale, indetto da Papa Benedetto XVI, che ha sullo sfondo la figura umanamente semplice e  dimessa del santo Curato d’Ars: “la stola e la croce”…  il Sacramento della Riconciliazione e  l’abbandono amoroso della propria esistenza al Crocifisso Risorto.  La forte sottolineatura presente nel messaggio del Papa: «la testimonianza di vita suscita vocazioni», è l’invito, l’impegno, la profezia  per essere testimoni coerenti e sereni, in un mondo frastornato da tante “cattive notizie”; per raccontare la gioia di un incontro che  può cambiare profondamente ogni esistenza: l’incontro con il Signore Gesù.

Una doverosa parola

commenti Commenti disabilitati su Una doverosa parola
di , 4 Aprile 2010

Il pensiero del patriarca card. Angelo Scola sul tema della pedofilia
Riportiamo integralmente il testo della Dichiarazione che il Patriarca Card. Angelo Scola ha reso al termine della S. Messa del Crisma di giovedì 1 aprile 2010 nella Basilica di San Marco.  La circostanza acquista particolare significato nel giorno in cui tutti i presbiteri della Diocesi erano chiamati a rinnovare le promesse sacerdotali pronunciate in occasione della propria ordinazione. 
Ricordiamo che l’anno pastorale in corso è “anno sacerdotale”, indetto da papa Benedetto XVI nel giugno dello scorso anno.  La ricorrenza solenne della Santa Messa del Crisma che vede qui riunito tutto il presbiterio, con i diaconi, le religiose ed i religiosi e non pochi fedeli laici, mi spinge a dire una doverosa parola in merito alla questione del peccato e del crimine di pedofilia commesso da sacerdoti e consacrati.  Questo tema, anche ne! nostro Paese, è da più giorni in primo piano.


… Con un giudizio pacato ed obiettivo intendo manifestare a voi tutti, a tutto il popolo cristiano e a tutti gli abitanti del Patriarcato quanto in proposito ho nel cuore da giorni.

1. Come ha affermato Benedetto XVI, hanno ribadito il Cardinale Angelo Bagnasco ed il recente Comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, la pedofilia «è un crimine odioso, ma anche peccato scandalosamente grave che tradisce il patto di fiducia inscritto nel rapporto educativo… Se commesso da una persona consacrata, acquista una gravità ancora maggiore».

Da qui il nostro sgomento, senso di tradimento e rimorso per l’infanzia violata e ancor più la nostra vicinanza alle vittime e ai loro famigliari. Da qui anche, senza tentennamenti e minimizzazioni, il rinnovato impegno a rendere conto di ognuno di questi misfatti, decisi a non nascondere nulla. La misericordia ed il perdono verso quanti hanno sbagliato implica da parte loro il sottomettersi alle esigenze di piena giustizia e quindi il rispondere «davanti a Dio onnipotente come pure davanti ai tribunali debitamente costituiti». I Vescovi italiani si impegnano a seguire le direttive ribadite dal Santo Padre sia attraverso le procedure canoniche che mediante una leale collaborazione con le autorità dello Stato. Moltiplicheranno inoltre i loro sforzi per prevenire simili situazioni. Anche un solo caso «è sempre troppo, soprattutto se a compierlo è un sacerdote».

Fa parte di un atteggiamento obiettivo rilevare il dato, sottolineato da molte parti anche non cattoliche, che il fenomeno della pedofilia concerne diversi ambienti e varie categorie di persone. Questa notazione non intende sminuire la gravità dei fatti segnalati in ambito ecclesiastico, ma invita «a non subire – qualora ci fossero – strategie di discredito generalizzato».

2. Mi preme in questo contesto ringraziare voi tutti, carissimi sacerdoti del Patriarcato, per la vostra indefessa e diuturna azione in campo educativo. I gravissimi episodi segnalati in talune diocesi non debbono oscurare questo vostro luminoso impegno e gettare discredito sulla preziosa azione che da tempo immemorabile voi svolgete nelle nostre parrocchie, nelle nostre scuole, nonché nelle aggregazioni di fedeli. Azione educativa che nelle Chiese del Nord-Est e nella diocesi di Venezia oggi è più che mai attenta a tutti i risvolti pedagogici.

Invito voi tutti a proseguire serenamente e ancora più energicamente nel prezioso compito di trasmettere alle nuove generazioni il senso cristiano della vita che, se adeguatamente proposto, è in grado di far crescere personalità equilibrate e mature a tutti i livelli, compreso quello affettivo e sessuale. Per questo sono certo che i moltissimi genitori che normalmente affidano alle parrocchie, alle scuole cattoliche, ai patronati, ai GREST, alle associazioni cattoliche i loro figli intensificheranno la loro fiducia e prenderanno ancor più coscienza della decisiva importanza della famiglia per introdurre ed accompagnare, nell’ambito della parrocchia, i bambini, i fanciulli ed i pre-adolescenti all’incontro con Cristo nella comunità cristiana.

3. È fuorviante e inaccettabile mettere in discussione a partire dai casi di pedofilia in ambito ecclesiastico, il santo celibato che la Chiesa latina domanda, in piena libertà, ai candidati al sacerdozio alla luce di una lunghissima tradizione. Ne stiamo riscoprendo la bellezza in questo anno sacerdotale. Il celibato, quando è vissuto con lo sguardo fisso in Gesù sacerdote e con cuore indiviso per il bene del popolo di Dio che ci è affidato, è una preziosa esperienza d’amore che fa fiorire la nostra umanità. Accogliere liberamente il dono del celibato e percorrerne la via non implica alcuna mutilazione psichica e spirituale. Per coloro che sono chiamati, la grazia del celibato è strada per una singolare ma compiuta espressione della propria affettività e sessualità. Certo siamo vasi di argilla e portiamo in essi un tesoro grande ma, con l’aiuto di Dio ed il sostegno della comunità cristiana, lo portiamo con responsabilità e letizia.

4. Infine in questa straordinaria giornata del Giovedì Santo, espressione del peculiare “genio cattolico” perché in essa splende la potenza dell’Eucaristia ed il significato pieno del sacerdozio ordinato, intendiamo ridire pubblicamente e con forza il nostro affetto e la nostra appassionata sequela al Santo Padre Benedetto XVI. A lui che tanto ha fatto e tanto fa per togliere “ogni sporcizia” dalla compagine degli uomini di Chiesa vengono rivolte accuse menzognere. Ma l’ «umile lavoratore della vigna» – così Egli si definì presentandosi al mondo ormai cinque anni fa in occasione della Sua elezione al Pontificato – riceverà dallo Spirito la grazia di offrire questa iniqua umiliazione trasformandola in rinnovata energia per l’indispensabile Suo ministero di Successore di Pietro.

Noi, sacerdoti e popolo veneziano, Lo affidiamo oggi, in modo del tutto speciale, alla Santissima Vergine Nicopeja.

Carissimi, accogliete con cuore aperto queste parole del vostro Patriarca. E siate certi della sua piena fiducia e della sua stima. Sono fondate sulla conoscenza ormai pluriennale del vostro amore per Cristo e per la Chiesa che si trasforma in dono quotidiano, spesso silenzioso e non compreso, della vostra vita a favore di ogni nostro fratello uomo.

Il cammino della Visita Pastorale continui a rinsaldare la nostra unità affinché, come Gesù ci ha chiesto, il mondo creda e scopra in tal modo la pienezza del vivere.

Vi invito a trovare i modi opportuni per far conoscere il più capillarmente possibile questa Dichiarazione a tutti i fedeli e a tutti gli uomini e le donne che vivono nel nostro Patriarcato.

Con vivo affetto di comunione nel Signore benedico voi e tutti i fedeli augurandovi una Santa Pasqua.

Pasqua di Resurrezione

commenti Commenti disabilitati su Pasqua di Resurrezione
di , 20 Marzo 2010

Il valore primario degli esercizi spirituali è quello di sempre: il credente ha bisogno assoluto di trovare dei  momenti fermi dove concentrare la propria intimità con il Signore sia a livello individuale che comunitario.  Oggi questi esercizi spirituali possono rivestire un significato del tutto speciale perché forse siamo travolti da  un’accelerazione della storia, che rischia di farci smarrire la vera gerarchia dei valori.  Gli esercizi spirituali  hanno lo scopo di aiutarci a mettere ordine nella nostra vita, e fatti sotto il tempo quaresimale in previsione  della Pasqua assumono un valore ancora più importante mi fermo e mi prepraro ad accogliere il  dono della salvezza, in Cristo; infatti si pensa alla Quaresima come ad un tempo liturgico di privazioni,  di sofferenza, di sacrificio, mentre invece ha un significato positivo…  è proprio la logica evangelica:  quanto più ci apriamo al dono di noi stessi, tanto più raggiungiamo la vera felicità.  Questo è il significato proprio  della Pasqua e quest’anno il Papa ci raccomanda, in modo speciale, di vivere la Quaresima all’insegna  della giustizia più grande.  Questa giustizia più grande è l’amore.  Un amore che consiste, da parte nostra,  nel dono di noi stessi.  Questa è la via che ci richiama la Quaresima e questa è la via unica della nostra felicità…  Che tutti noi ci mettiamo con decisione su questa stessa strada, comprendendo che questa mortificazione  non è certo legge di morte, ma è legge di vita.  E’ legge di una felicità più piena. 

  • Lunedì 22 marzo: chiusura della settimana della Bibbia 
    Madonna dell’Orto – Suola dei Mercanti ore 20.  45 : presentazione della quarta finalità della Visita Pastorale  “Educare alla missionarietà e alla mondanità” 
  • Martedi’ 23 marzo ore 21 a San Donato:  riflessione di don Georges sul tema: “il peccato esiste ancora?  ”  
  • Mercoledì 24 marzo ore 21 a San Pietro:  ·  Celebrazione Penitenziale 
  • Giovedì 25 marzo ore 21 a San Donato  Riflessione di mons.  Lucio Cilia: “il giovedì santo” nell’Anno Sacerdotale 
  • Venerdì 26 marzo ore 21 a San Pietro:  preparazione comunitaria della veglia pasquale. 

Settimana di esercizi spirituali

commenti Commenti disabilitati su Settimana di esercizi spirituali
di , 13 Marzo 2010

Da lunedi 22 marzo 2010  inizia la settimana di esercizi spirituali con la partecipazione alla riflessione sulla quarta  finalita’ della visita pastorale 

  • Martedi’ 23 marzo ore 21 a San Donato:  Riflessione di don Georges sul tema: “il peccato esiste ancora?  ” 
  • Mercoledì 24 marzo ore 21 a San Pietro:  Celebrazione Penitenziale
  • Giovedì 25 marzo ore 21 a San Donato:  Riflessione di mons.  Lucio Cilia: “il giovedi’ santo” nell’Anno Sacerdotale 
  • Venerdì 26 marzo ore 21 a San Pietro:   preparazione comunitaria della veglia pasquale.

La Festa della Madonna della Salute nell’anno sacerdotale

commenti Commenti disabilitati su La Festa della Madonna della Salute nell’anno sacerdotale
di , 21 Novembre 2009

Basilica della SaluteMons.  Lucio Cilia, rettore della Basilica della Salute, rivolge  l’invito a svolgere il pellegrinaggio con una particolare intenzione  legata all’Anno sacerdotale indetto dal Papa: “La Salute  è la chiesa del Seminario e chi viene in pellegrinaggio nella festa  della Madonna sa che lì incontrerà i seminaristi.  Tutto il  grande lavoro che rende possibile la festa è sostenuto quasi  esclusivamente dai giovani che si stanno preparando a diventare  preti.  Ogni mattina l’icona di Maria accoglie i seminaristi  per la celebrazioni della messa; ad ottobre e a maggio vi è la recita del rosario e il canto  delle litanie.  E’ in occasione del fioretto di maggio, sotto gli occhi benevoli di Maria e  l’ascolto attento e critico dei propri compagni, che tutti i futuri preti hanno pronunciato  le loro prime prediche.  Per questo motivo la Basilica è strettamente legata alla memoria  e al cuore di tanti preti”.  E quindi, prosegue mons.  Cilia nella riflessione pubblicata sul  prossimo numero di Gente Veneta, “la Madonna della Salute ci faccia una grazia particolare  quest’anno: ci doni di comprendere che cos’è un prete, per crescere nell’amore e  nella preghiera per chi ha ricevuto ed ha risposto ad una vocazione così grande”. 

Queste parole del Rettore del Seminario, don Lucio mi danno l’opportunità di ricordare  quanto la Madonna della Salute sia veramente legata alla Vocazione Sacerdotale di tanti  noi sacerdoti che all’ombra della Cupola della Basilica ci siamo  formati.  In quest’anno sacerdotale, credo sia importante che, assieme alle  richieste di grazie per se stessi o per la propria famiglia, andando  in pellegrinaggio all’Icona della Vergine, chiediamo pure la grazia  che dalle nostre Comunità Cristiane di Murano, possano sorgere  Vocazioni al Sacerdozio. 

Invito pure ad una preghiera per il  sottoscritto per l’impegno che il Signore mi ha affidato come Pastore  di queste Comunità di Murano. 

Don Carlo

Il Santo Curato d’Ars

commenti Commenti disabilitati su Il Santo Curato d’Ars
di , 12 Luglio 2009

Giovanni Maria VianneyGiovanni Maria Vianney, quarto di sei figli, nacque a Dardilly (Francia) l’8 maggio 1786, da Mathieu e da Marie Béluse.  La sua era una famiglia contadina di discrete condizioni, con una solida tradizione cristiana, prodiga nelle opere di carità.  Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese il parroco di Dardilly prestò giuramento alla Costituzione civile del clero: ciò avrebbe significato per la famiglia Vianney non riconoscere l’autorità del Papa, per cui decisero di entrare nel circolo clandestino di un altro sacerdote “refrattario” alle idee rivoluzionarie. 

Nel 1809 giunse la chiamata alle armi nell’esercito napoleonico – allora impegnato su più fronti del continente – e il giovane ventitreenne fu costretto a partire.  Per diverse circostanze casuali riuscì a disertare e – sebbene ricercato – fu aiutato da alcune persone a nascondersi.  Fu ordinato sacerdote a Grenoble nel 1815.

Nel 1818 venne trasferito ad Ars – “l’ultimo villaggio della diocesi” – paese di circa duecentocinquanta abitanti prevalentemente di umili condizioni.  La gente non era atea o anticlericale, ma viveva una religiosità superficiale e banale, schiava dei propri comodi, talora mondani, secondo la mentalità dell’epoca.  I suoi anni ad Ars furono caratterizzati da una lotta serrata contro i vizi stigmatizzati dai predicatori dell’epoca come sintomi di secolarismo, quali il ballo, le osterie, la trascuratezza del precetto festivo.  Si avvertiva tra la gente di fatto il fenomeno di abbandono spirituale dovuto alla rivoluzione francese.

Egli spronò i suoi parrocchiani a condurre una intensa vita religiosa attraverso la partecipazione frequente ai sacramenti, in particolare all’Eucaristia; negli anni la fama della sua santità si diffuse, fu assai ricercato come confessore e direttore spirituale ed il piccolo villaggio di Ars divenne presto meta di pellegrinaggi. Giovanni Maria Battista Vianney fu beatificato l‘8 gennaio 1905 e poi canonizzato il 31 maggio 1925; venne dichiarato patrono dei sacerdoti di tutto il mondo. 

La gloria che la Chiesa gli ha attribuito scaturisce dalla santità della sua modesta vita, che trascorse accogliendo e facendo propri quei valori che gli erano stati donati.  Nell’umiltà di un apostolato impegnato e serio ha offerto la sua vita per la causa di Dio.   E diventato santo non perché è stato ricolmato di doni particolari, ma per la sua semplicità e umiltà di vita.  Egli ha santificato, per così dire, il tempo che ha vissuto, lo spazio in cui è stato e le persone che ha incontrato.  La santità del curato d’Ars risiede infatti nella quotidianità di un ministero perseverante e nella costante fedeltà al suo “bon Dieu”. 

In occasione del 150° anniversario della sua morte (1859) è stato indetto un Anno Sacerdotale dedicato alla sua figura, come «vero esempio di Pastore a servizio del gregge di Cristo». Lo stesso Benedetto XVI ha successivamente ricordato alcuni tratti fondamentali dell’insegnamento e del modello del curato d’Ars: la consapevolezza di essere, «in quanto prete», un «dono immenso per la sua gente»; la «totale identificazione» con ministero sacerdotale e la comunione con Cristo; la devozione per l’Eucaristia; l’«inesauribile fiducia nel sacramento della Penitenza».

Panorama Theme by Themocracy