Tag articolo: assemblea ecclesiale

L’Omelia del Patriarca al Mandato

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di , 2 Ottobre 2010

Venezia, 25 Settembre 2010

1.  «Lo circondò, lo allevò, lo custodì come la pupilla del suo occhio» (Dt  32,10).  Questo versetto della Prima Lettura, da subito, carissimi/e, spalanca  il nostro cuore al significato profondo di questo gesto decisivo per la vita della  Chiesa veneziana.  Ancora una volta siamo convenuti, nella splendida Basilica  di San Marco da ogni parte della Diocesi, per ricevere dalle mani del vescovo  il mandato di attuare, in varie forme, il compito educativo a favore di  uomini e donne in tutte le stagioni della loro esistenza.  Al cuore dell’educazione sta la dimensione generativa umana, che è genesi  e legame, relazione e riconoscimento, trasmissione e tradizione, responsabilità  e fedeltà, interessamento e cura» (da: La sfida educativa a cura del Progetto  culturale CEI, Laterza 2009, p 12).  Si educa sempre e solo dentro una relazione.  Il brano dell’odierno Vangelo di  Luca, su cui siete stati invitati a riflettere con strumenti appropriati per prepararvi  a questo gesto, ci presenta nella figura del padre buono il paradigma di  ogni rapporto educativo.  Conviene identificarne subito la cifra essenziale: se  si è chiamati ad essere educatori allora si è chiamati non solo ad essere  maestri, ma ad essere padri.  
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Scuola Diocesana Di Metodo

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di , 21 Novembre 2009

In occasione della Visita pastorale che ha come  scopo la rigenerazione del popolo di Dio vogliamo richiamarci  con semplicità il metodo di vita cristiana.  invitati dal  Patriarca sulla base di precise indicazioni emerse  dall’Assemblea Ecclesiale del 10 aprile 2005 nasce questa  scuola di metodo per assumerci, ognuno a partire dal  proprio compito all’interno del Patriarcato, una specifica  responsabilità in ordine alla Visita.  Tutti possono partecipare  il primo incontro dell’anno pastorale sarà sabato 28 novembre a zelarino

Assemblea ecclesiale diocesana

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di , 10 Ottobre 2009

assembleaLe Parole del Patriarca ci spiegano il senso di  questa Assemblea che ci vede tutti coinvolti  Nessun obiettivo particolare: solo un’occasione per incontrare  altri “parenti” in Cristo.  Come se un capofamiglia  invitasse i suoi cari a trascorrere del tempo insieme.  Per raccontarsi, in questo caso, come alcune esperienze  vissute hanno toccato singole persone e comunità,  a partire dal loro rapporto con Cristo.  Ecco cosa  vuole essere la seconda Assemblea ecclesiale, che verrà vissuta nel pomeriggio di domenica  11 ottobre nella Cattedrale di S. Marco: lo spiega il Patriarca, che indossando le vesti del  “capofamiglia”, appunto, ha voluto riunire attorno a sé i 1200 rappresentanti di parrocchie,  associazioni, gruppi ecclesiali e comunità religiose che parteciperanno all’evento.  Eminenza, ha chiesto alle comunità veneziane di produrre una testimonianza su  “qualche particolare dono ricevuto”, nel corso della Visita in atto, che “possa dare  gloria al Signore” e “infondere energia di fede e sostanza di comunione”.  E se dovesse  lei dare una testimonianza di come la Visita l’ha cambiata in questi cinque  anni? 

Mi ha cambiato e mi cambia in ogni singolo incontro, soprattutto perché mi educa continuamente  ad avere uno sguardo semplice su me stesso, sugli altri, sulla realtà.  E’ il contatto  ravvicinato con la fede del nostro popolo che fa scaturire questo sguardo, quello spirito di  fanciullo di cui parla il Vangelo.  Questo è forse il dono più prezioso perché non rimuove la  complessità e la fatica della vita di tutti giorni, ma le investe di una luce nuova e le rende  lievi. 

Come mai ha voluto questa volta che le testimonianze fossero comunitarie?  Direi che, se sono veramente tali, le testimonianze sono sempre personali e comunitarie ad  un tempo.  La testimonianza, cioè, non è un puro narrare qualcosa che è capitato a me, ma  è mostrare come una determinata esperienza che ho vissuto – un incontro con una persona,  una malattia, la gioia di una nascita, una difficoltà al lavoro, la Sosta della Visita pastorale  per esempio – ha toccato tutta la mia vita e la illumina a partire dal mio rapporto con  Cristo, Verità vivente e personale.  Gesù dice a Pilato: «Sono venuto a rendere testimonianza  alla Verità».  Noi dobbiamo rendere testimonianza a Gesù: se intendo così la testimonianza,  allora questa diventa comunicabile, cioè apre un terreno di incontro tra me e gli altri,  che si sentono chiamati in causa, coinvolti con tutta la loro storia e persona.  Altrimenti  io posso raccontare a te una bella cosa che mi è successa, tu magari ti commuovi, ma poi  l’emozione passa e si porta via tutto.  Se invece mostro come quella stessa esperienza mi  ha cambiato nel mio rapporto con la Verità che è Gesù, questo diventa il terreno comune  su cui anche tu sei chiamato a interrogarti su di te.  E non ti puoi voltare dall’altra parte come  se niente fosse.  In una parola una testimonianza è compiuta se urge chi ascolta a prendere  posizione su Gesù perché la sua vita cambi.  Allora attraverso la testimonianza così intesa,  l’esperienza personale diventa comunitaria.  Per questo, per preparare la seconda assemblea,  abbiamo chiesto che le testimonianze fossero valutate insieme dallo sguardo  dell’assemblea parrocchiale e del consiglio pastorale o dei membri di un’aggregazione ecclesiale,  per lasciar emergere questa dimensione di testimonianza alla verità che è contenuta  in ogni autentica esperienza personale. 

(Da Gente Veneta)

11 Ottobre – 2°Assemblea ecclesiale del Patriarcato

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di , 10 Ottobre 2009

Oggi a S.  Marco  2°Assemblea  ecclesiale  del Patriarcato:  diretta tv e radio  Il programma della  seconda Assemblea  Ecclesiale indica alle ore 14. 30 l’accoglienza in basilica e poi,  alle 15. 00, l’inizio dei lavori con l’introduzione di mons.  Pizziol; seguirà la presentazione di alcune testimonianze  comunitarie, il tutto intervallato da brevi momenti musicali;  alle 17. 00 è previsto l’intervento di “sintesi” del Patriarca  card.  Angelo Scola ed infine alle ore 18. 00 si terrà la solenne  concelebrazione eucaristica con l’omelia pronunciata dal Patriarca  emerito card.  Marco Cè. 

La raccolta di offerte in tale  circostanza sarà destinata a sostenere l’opera individuata per  accompagnare, come segno concreto di carità, la Visita  pastorale: si tratta di una serie di interventi, già in atto e coordinati  dalla Caritas diocesana, in aiuto alle popolazioni del  Pakistan colpite dal disastroso terremoto del 2005.

Assemblea Ecclesiale

di , 10 Maggio 2009

La Nota Pastorale del Patriarca consegnava a tutti un invito alla riflessione, personale e comunitaria.  Grazie a questo invito, domenica scorsa Murano ha vissuto un pomeriggio molto intenso di vita comunitaria: l’Assemblea Ecclesiale.  Tutta la chiesa di Murano (cioè tutti noi) è stata chiamata a partecipare a questo momento così importante posto sul suo cammino in vista della visita pastorale del nostro Patriarca e dei suoi collaboratori, prevista per il dicembre 2010. 

Erano presenti all’appuntamento 51 persone: 40 donne e 11 uomini.  Ad un primo momento di preghiera e di raccoglimento attorno alla Parola di Dio, ha fatto seguito la lettura della Nota Pastorale del Patriarca, commentata da don Carlo e don Nandino.  Poi, è stata la volta delle testimonianze e delle riflessioni riguardanti l’esistenza o meno di un “particolare dono ricevuto”che “possa dare gloria al Signore e, nello stesso tempo,con la sua bellezza, infondere energia di fede e sostanza di comunione alla nostra esperienza personale e comunitaria”(cfr.  Nota pastorale). 

Si è parlato dell’ordinazione di fra Igor e della professione perpetua di suor Noemi, dell’avvento nella nostra isola di don Carlo e don Nandino, della testimonianza personale di conversione di alcune persone e di come l’esempio di altre sia per molti uno stimolo a migliorare…  e si è parlato dell’esperienza dell’Unità Pastorale, di come sia controversa, a volte stretta, a volte troppo larga, spesso percepita come un onere, un peso, qualcosa calato dall’alto che imbriglia le nostre comunità; ma si è parlato anche di come questa stimoli la comunità a mettersi in discussione, a camminare insieme, nella fatica costante che tutti i percorsi insieme comportano, ma nella certezza che Murano non è lasciata a sé stessa, perchè Dio è presente e sta lavorando dentro di lei e attraverso di lei. 

Sulla scia di queste riflessioni l’assemblea ha convenuto che l’esperienza dell’Unità Pastorale possa rappresentare quel dono di cui parla il Patriarca perchè racchiude in sé non solo tutti i doni e le esperienze di conversione personali ma anche tutte la fatiche, le arrabbiature, le incertezze sull’esito finale…  e proprio per questo, solo per questo, è dono autenticamente comunitario.  Si è quindi proseguito formando un gruppo di lavoro che curi la stesura della testimonianza da inviare al Patriarca. 

L’assemblea si è conclusa, dopo tre ore di lavoro denso ed intenso, con la recita del Vespro.

Lettera Pastorale

di , 18 Aprile 2009

Il Patriarca di Venezia“Andarono dunque e videro dove Egli dimorava” (Gv 1, 39)  
Invito alla Seconda Assemblea Ecclesia  del Patriarca Angelo Scola 

La nuova Lettera Pastorale del Patriarca in vista della Seconda assemblea Diocesana che sarà celebrata  domenica 11 ottobre 2009 è stata distribuita già da qualche domenica, ora dobbiamo passare al vivere  l’assemblea dell’Unità Pastorale. 

La vivremo Domenica 3 Maggio alle ore  15.30 a San Gerardo, e sarà la nostra occasione  per chiederci con verità quale testimonianza dare all’intera diocesi.  Riportiamo alcuni passaggi  della lettera che sono importanti per definire che cosa ci chiede il Patriarca: 

“La Seconda Assemblea Ecclesiale intende approfondire il ricorso alla testimonianza in due direzioni.  Anzitutto  l’Assemblea dovrebbe privilegiare il racconto di qualche particolare dono ricevuto che, come ci insegnano  i primi cristiani, possa dare gloria al Signore e, nello stesso tempo, con la sua bellezza, infondere  energia di fede e sostanza di comunione alla nostra esistenza personale e comunitaria.  Per questa  ragione invito tutte le parrocchie e tutte le aggregazioni a incontrarsi in una assemblea e, mediante uno  scambio fraterno, individuare insieme uno di questi segni giudicato meritevole di essere proposto a tutti i fratelli  e sorelle del Patriarcato.  Così la testimonianza avrà una dimensione comunitaria, garantita da questo  vaglio comune compiuto con semplicità e avendo ben presente lo scopo di edificazione che è richiesto.  Può essere utile aggiungere una parola per chiarire meglio cosa si intenda per testimonianza comunitaria.  Non ci si riferisce necessariamente al racconto di un dono o di un segno bello che ha visto tutti come  attori diretti.  Il segno bello può essere donato dallo Spirito anche a una sola persona.  Ciò che lo rende  comunitario è il fatto che esso sia comunicato, appunto, e in qualche modo assunto la testimonianza da offrire  a tutto il Patriarcato sia scelta in un’assemblea comunitaria.  È il giudizio di comunione dell’assemblea  che darà anche a una testimonianza personale valore comunitario.  In secondo luogo mi permetto di  chiedere che la testimonianza, proprio per la sua natura, esprima la bellezza del cambiamento avvenuto  nella comunità per la presenza del Signore risorto.  Non sarà pertanto necessario raccontare di  attività, di iniziative, di organizzazione, ma, con umile coraggio, si tratterà di mettere in evidenza il dono  di conversione che lo Spirito non lascia mai mancare a chi segue Gesù.  Infatti, di conversione hanno  sempre bisogno anche “i giusti”, come ben ci mostra il Santo Evangelo – vedi la figura del fratello  maggiore nella parabola del Padre misericordioso, (Lc 15, 11-32) e quella degli operai della prima ora  nella parabola dei lavoratori che ricevono tutti lo stesso salario (Mt 20, 1-16). 

Raccogliamo queste indicazioni e iniziamo a guardare dentro di noi, dentro la nostra comunità per scrutare  quale testimonianza donare alla nostra chiesa diocesana.

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