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San Nicolò e l’Immacolata Concezione della Vergine

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di , 5 Dicembre 2009

 Questa domenica ricorre la Festa di san Nicolò, che abbiamo anticipato a venerdì per il  tempo dell’Avvento che stiamo vivendo, martedì 8 dicembre celebreremo la Festa solenne  dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.  Sono due feste che ci coinvolgono  in modo particolare. 

Vivarino: San NicolaSan Nicolò è il patrono del lavoro che contraddistingue la nostra isola nel mondo intero.  A lui ci siamo rivolti con il triduo vissuto nella settimana scorsa, devo dire con un po’ di  tristezza che è stato davvero poco partecipato, perché la situazione di tante aziende  non è certamente bella, e il futuro che si prospetta non è così roseo.  Certo tre sere sono  impegnative, certi argomenti non ci toccano direttamente, ma credo che siamo chiamati  ad educarci ad una solidarietà concreta, e tale solidarietà inizia dalla preghiera comune.  Trovarci a pregare non è perdere tempo o non affrontare i problemi reali del lavoro, è partire  dall’affrontare un problema lasciandoci indicare la strada da Chi il lavoro c’è l’ha dato,  Il Signore Dio.  In una delle sere abbiamo pregato così:

“Ti scopriamo, nostro Creatore,  un Dio che lavora: impasti, plasmi, costruisci, scavi, stendi, coltivi, pascoli, curi, pensi,  insegni.  Se tu lavori, allora ogni nostro lavoro dice qualcosa del tuo lavoro.  ”  Le parole di questa preghiera ci aiutano a capire dove si pone il nostro lavoro, e cioè dentro  il piano creaturale di Dio. 
La preghiera continuava così: ” Poni tra le nostre mani laboriose  il dono del creato, ci chiami a trasformarlo e a ricostruire l’armonia dell’intera creazione.  Custodendo e coltivando le opere del creato, ubbidendo alle indicazioni racchiuse  nelle cose, ci inseriamo nella tua attività creatrice, ne prolunghiamo lo slancio, la conduciamo al suo fine.  Ma il nostro lavoro, Signore, conosce anche il limite, la vanità, il peccato, l’ingiustizia.  Dona al nostro agire  di riflettere, come uno specchio, il tuo agire.  “

Questo limite del peccato è quello che purtroppo spesso ci  impedisce la condivisione e la solidarietà, per superalo possiamo solo ritornare al Signore che compie tutto  per il nostro bene, che ci dona tutto per Amore, anche quello che ha noi sembra  bene non ci faccia. 

3506650Martedì celebreremo la Vergine Maria, nella sua Immacolata Concezione, e questa  festa ci ricorda a quale fine siamo chiamati, cioè la pienezza della vita senza  relazione con il peccato, che avremo nella vita Eterna.  Il Signore Dio ci aveva  creato così, ma la nostra paura di essere Amati ci ha portati a crederci autosufficienti,  ma non è così, e quante volte lo proviamo. 

Maria in questa festa ci  ricorda che lasciarci Amare da Dio, ha il potere di ricomporre anche oggi la pienezza  della nostra natura.  Gustare questo Amore è possibile a partire da una  vita sacramentale fedele, è renderla storia nel condividere questo Amore con le  persone con cui viviamo ogni giorno in questo mondo, attraverso la Carità che  diventa condivisione e solidarietà. 

Don Carlo

La Parola della Domenica

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di , 5 Dicembre 2009

2a Domenica di Avvento
Bar 5,1-9  Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura. 
Sal 125  Grandi cose ha fatto il Signore per noi. 
Fil 1,4-6.  8-11  Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo. 
Lc 3,1-6  Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!  …  viene a liberarci…
 

Parola della domenicaPREPARIAMO LA STRADA!  In questa seconda domenica del tempo di avvento la liturgia ci invita,  alla speranza nell’attesa del Salvatore, come un annuncio di salvezza,  come la fine del dolore e della schiavitù: è giunto il tempo  della gioia e della liberazione, con la misericordia e la giustizia di  Dio.  Un annuncio che si avvera pienamente con l’apparizione della  bontà divina, in Cristo Gesù.  Questa gioia, nella speranza, san Paolo  ce la vuole mostrare come esperienza di fede della sua comunità  cristiana di Filippi; egli si rallegra che essa sta realmente maturando  nella comprensione, nella pratica e nella diffusione della buona notizia.  Anche per  noi, come per i Filippesi, è necessario che la nostra vita di figli di Dio cresca, si consòlidi, si  espanda nel senso voluto da Dio.  Basta saper accogliere il suo dono. 

Quando parliamo di  speranza cristiana, come in questa Domenica, c’è sempre il rischio che i fedeli, troppo  spesso in preda alle più cocenti delusioni e amareggiati dalle prove dalle vita, ascoltino  senza convinzione,.  La speranza cristiana fonda le sue solide radici in Cristo; egli, proiettandoci  oltre le vicende umane, ci consente di raggiungere la confortante certezza in un approdo  finale della vita, in quell’oceano d’amore che immerge definitivamente in Dio.  Le virtù  cristiane ci orientano verso la salvezza eterna e non possono essere confuse con niente  altro. 

Crescere in conoscenza e in pieno discernimento implica la conversione del cuore  Ciò che mi fa cristiano non è quanto faccio io, ma sono proprio le meraviglie che Dio ha  compiuto e compie in me attraverso Gesù.  Non è facendo le cose giuste che divento giusto,  ma se io sono giusto farò le cose giuste…  Il “lavoro” che dobbiamo fare su di noi, è quello  indicato dall’evangelo: riempire i burroni, abbassare i monti ed i colli, spianare il terreno, affinché  possiamo procedere sicuri sulla via dell’incontro con il Signore, quell’incontro che  l’Avvento, ogni Avvento, prepara. 

(Monaci Benedettini)

Tu lo Chiamerai Gesù

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di , 5 Dicembre 2009

AvventoResta in attesa…  e’ una sorpresa!
(Senza la domenica…  non possiamo vivere)

2^ Domenica di Avvento 
Questa settimana è l’occasione per evidenziare come la parola di Dio nella liturgia è in stretta connessione  con la conversione.  La Parola opera ciò che dice.  Giuseppe, il carpentiere, è immagine efficace di colui che è  chiamato a condividere il sogno di Dio e si mette a disposizione per realizzarlo, anche accettando di modificare  le proprie idee e convinzioni.  La proclamazione comunitaria del “Credo”, dopo l’ascolto delle letture,  assume questa valenza di adesione a ciò che si è ascoltato e la disponibilità fiduciosa alla collaborazione  nel Regno di Dio. 

Sorpreso (sor-preso) interamente… 
Dio si fida di lui al punto da affidagli suo Figlio e la madre di Lui.  Che cosa incredibile!  Un piccolo falegname di provincia  custode dell’evento che avrebbe cambiato la storia.  Sì, è ancora una famiglia bella e devota alla legge quella di cui è a  capo…  ma quanto diversa da quella che aveva immaginato.  Dio non lo si poteva nemmeno nominare e ora avrebbe dovuto  indicarne il nome:.  E’ lui chiamato a diventarne il responsabile ufficiale, davanti alla comunità.  Con quale delicatezza  è vicinissimo al Mistero e allo stesso tempo lontano, quasi estromesso.  Maria ne sarebbe stata la madre, egli ‘solo’ il  custode, ne garantiva l’appartenenza alla casa di Davide: questo era il suo dono a quel Figlio.  Allo stesso tempo non è  poco essere uno sposo all’altezza di tale madre, un padre adottivo che avrebbe dovuto aiutare quel bambino ad aprirsi al  Padre da cui ogni paternità ha origine.  E’ un po’ il tratto di ogni uomo e di ogni padre: avere una missione che si percepisce  più grande di sé, che chiede di aprire a orizzonti nuovi e allo stesso tempo fondare nella tradizione; donare la libertà  del futuro insieme con le radici del passato.  Ora è chiamato a essere capo, ma non regista; a custodire ricordando di non  essere ‘padrone’ della missione di Maria e di Gesù.  Offre la sua persona, il suo tempo, la sua autorevolezza e la sua umiltà,  imparando fin da quel primo istante della sua famiglia anche a farsi da parte.

Avvento, tempo di attesa

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di , 29 Novembre 2009

“Quando cominceranno ad accadere queste cose,  risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra  liberazione è vicina.  ” (Luca 21) 

AvventoIn questi giorni sono già apparsi le prime pubblicità natalizie.  I soliti panettoni, la corsi ai regali e avanti così.  Se nei primi secoli la Chiesa aveva scelto la data del 25  dicembre per liberarla dalla festa pagana del “sole Invicto”  del sole nascente” per celebrare il Natale di Gesù, oggi si è tornati a consegnare ad un paganesimo  reale questa festa così familiare.  Con questa domenica inizia l’Avvento, tempo di attesa della venuta di Dio, inizio del nuovo anno liturgico  che per noi cristiani significa soprattutto cammino in Dio. 

L’ Avvento si caratterizza proprio per essere  un tempo in cui siamo invitati prepararci ad accogliere il Dio che viene.  Mi chiedo ma chi stiamo attendendo?  Quale Dio desideriamo che venga ad incontrarci?  Sentiamo  dentro di noi il desiderio profondo di salvezza?  O forse stiamo “troppo” bene così.  Il tempo di Avvento ci invita ad alzare “il capo perché la liberazione è vicina”.  Ma di quale liberazione ci  parla il Vangelo di questa prima domenica?   Di quella che ci vuole donare Cristo, il Dio con noi, che  proprio dall’ Avvento ci viene annunciato come il Veniente.  Cristo è colui che viene, e quindi è colui che  dobbiamo attendere “vigilanti”.  Gli strumenti per attendere senza stancarci ce li suggerisce la Chiesa:  *la Messa quotidiana, e’ l’incontro vivo con Gesù Cristo Parola e Pane di vita.  *la Preghiera più intensa e frequente, personale e comunitaria, ecco allora la proposta delle Lodi del  Mattino e del Vespero delle Domeniche.  *L’avvento di fraternità, perché dall’incontro con Cristo scaturisce una carità fraterna e concreta.  *Partecipare ai vari momenti formativi di catechesi e di ascolto della Parola. 

Non lasciamoci assorbire dalla “solita” modalità di vivere questo tempo così significativo, non accettiamo  la tentazione di pensare solo ai “regali”, alziamo il capo, guardiamo al cielo con umiltà, perché Il  Signore desidera tutto il bene per noi, vuole che tutti noi possiamo trovare la felicità, non chiudiamoci  nel “solito” modo di vivere la risposta di fede al suo Amore.  Siamo aiutati in questo anche la figura significativa di San Nicolò che festeggeremo in questa prima  settimana.  Chiediamo la sua intercessione per ricevere dentro di noi la carità che l’ha caratterizzato e  per viverla concretamente nelle nostre due parrocchie, in questa nostra isola. 

Don Carlo

La Parola della Domenica

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di , 29 Novembre 2009

1a Domenica di Avvento
Ger 33,14-16  Farò germogliare per Davide un germoglio giusto. 
Sal 24  A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido 
1Ts 3,12-4,2  Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo. 
Lc 21,25-28.  34-36 La vostra liberazione è vicina  l’atteggiamento dell’attesa…
 

 Parola della domenicaUn nuovo anno per la vita cristiana.  Un altro invito all’uomo a vivere Cristo: attenderlo con tutta  l’umanità, accoglierlo come senso e orientamento della vita; seguirlo attraverso la croce oltre la  morte nella nuova vita, inizio di quella eterna; lasciarsi permeare dal suo Spirito perché lo Spirito  che Egli ha donato sia il nuovo “ethos”, il sale, la luce, il lievito del mondo nuovo.  E così  eccoci nell’Avvento. 

Dobbiamo star attenti che i nostri “cuori non si appesantiscano in dissipazioni,  ubriachezze (di tutti i tipi!  ) e affanni….  ” Alla constatazione che il “sole”, quanto dovrebbe dare luce, sicurezza, pace sembra  oscurarsi e tutto: il pensiero, la parola, la morale si è fatto debole, umbratile, intermittente, perfino l’amore si è avvelenato di egoismo  perdendo la gratuità…  E di notte (perché la notte esiste!  ) la luna è coperta da una atmosfera pesante e angosciosa.  Il male, il  ‘male’ fa più fragore del bene, la vita non è più apprezzata: è buttata, sprecata, calpestata, immolata sull’altare del mercato, dell’interesse  e un po’ ovunque ” gli uomini muoiono per la paura e per l’attesa di un peggio che non ha più fine. 

Bisogna “stare bene  attenti” a non finire nella morsa di questa analisi, anzi, tutto ciò deve diventare urgenza a liberarsi dal laccio, alzarsi dove verrebbe  voglia di sedersi, levare il capo quando vorremmo abbassarlo rassegnati, vegliare quando tutto congiura ad addormentare la coscienza,  pregare, anche se le soluzioni che si cercano vanno in tutt’altra direzione, quella senza l’oggettività di Dio, dell’Altro, sulla linea  degli interessi contrapposti.  E’ l’atteggiamento, quello richiesto, dell’Attesa, dell’Avvento di Colui che è stato da sempre atteso come  il germoglio che risana, rinnova, produce frutti di vita e non avvelenati sul vecchio tronco dell’umanità (I lett.  ). 

Attendere il Figlio  dell’uomo: Colui che venendo dall’Altro che è Dio e dunque il punto su cui appoggiare e ripartire per salvare l’uomo ma ha la nostra  stessa identità e dunque conosce la fatica, il dolore, la tentazione, ma scrive pagine nuove di vittoria sul male capaci di indicare anche  per noi il cammino.  Nasce da quest’attesa, dall’alzare il capo, una nuova tipologia umana, il carattere cristiano, l’uomo che nella  speranza cresce e abbonda nell’amare i suoi e tutti, un uomo saldo perché sa in chi ha confidato e irreprensibile perché è evidente il  fine e la ragione del suo agire.  Si è nutrito, è stato educato a questo comportamento (II lettura) e, distinguendosi, diventa domanda  per chi cerca e si fa risposta, una sola parola: Gesù.

Senza la Domenica… non possiamo vivere

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di , 29 Novembre 2009

Prima Domenica di Avvento
Questa prima settimana suggeriamo di sottolineare i momenti in cui nella Messa si sta in  piedi: nella preghiera, nell’ascolto del Vangelo, nelle benedizioni, etc…  i cristiani non sono  un popolo di schiavi, di sottomessi, sono un popolo di uomini amati e liberati dal Signore  (cf Lc 21, 28).  Poter stare ritti davanti a Dio è segno della nostra libertà e della dignità di  Figli realizzata in Cristo, ma in lotta col male che insidia il mondo.  E’ un primo passo di un  cammino che durerà tutta una vita!  nel comprendere come nel banchetto eucaristico noi diventiamo  sempre più conformi alla santità cui tutti siamo chiamati. 

Con questa domenica iniziamo il tempo di preghiera comunitario, 

  • Questa sera ore 18.00 a San Donato: Vespri
  • Lunedì 30 novembre:  lodi del mattino a San Donato ore o7.30
  • Domenica 6 dicembre: Vespri a San Donato ore 18.00

Si avvicina l’Avvento

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di , 21 Novembre 2009

Domenica 29 novembre inizia l’ Avvento  “Resta in attesa…  è una sorpresa !  ” 

L’attesa e la sorpresa come atteggiamenti da coltivare, aiutati dalle figure del presepio,  per prepararsi bene al Natale: sono questi i contenuti del cammino per l’Avvento 2009 rivolto a bambini e ragazzi del Patriarcato di  Venezia e che vogliamo fare anche nostri nella preparazione alla nascita del Salvatore  Come è possibile farsi sorprendere da qualcosa che si conosce bene e si attende?  … Il nostro è un Dio che ama fare sorprese.  Tutta  la Bibbia infatti è ricca di persone che si stupiscono, gioiscono o si arrabbiano per come Lui si presenta e agisce nella loro storia.  Ma sono tante anche le persone che non si fanno sorprendere per niente, perché, avendo deciso loro come deve essere Dio… non  sanno riconoscerlo. 

Forse Dio riesce a sorprendere solo chi rinuncia all’azione?  Non sono l’indifferenza e la passività che producono  stupore, ma non è necessario nemmeno affannarsi ad inseguire lo spettacolare.  Dio sorprende quando può agire, cioè quando,  grazie alla nostra attesa partecipata, la sua iniziativa trova accoglienza.  A noi allora il compito di costruire le condizioni perché Dio  si renda presente… in modo sorprendente!  come ogni anno, nei tempi forti diamo spazio alla preghiera comunitaria : 

  • Domenica 29 novembre ore 18.00  vespri  a San Donato  
  • Da Lunedì 30 novembre ogni mattina ore 07.30  lodi mattutine   a San Donato 

La preghiera è l’incontro di Dio e della creatura nell’opera della salvezza…  Pregare è costruire  con Dio l’edificio della salvezza, realizzare con Lui la propria predestinazione…  La preghiera  non è tanto una condizione per ricevere la grazia quanto un’esplicazione della grazia stessa…  Chi prega ha detto già un primo si all’invito della grazia”…  (S.  Alfonso)”

Appuntamento d’Avvento per i ragazzi

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di , 21 Novembre 2009

Mercoledì 25 Novembre dalle ore  17.30 alle 19.15 si terrà l’appuntamento d’Avvento per i ragazzi dei gruppi Sichem 1-2  presso la parrocchia di San Francesco della Vigna a Venezia, in preparazione al pellegrinaggio diocesano ad Assisi dei pre-adolescenti.
Ritrovo alle ore 17.00 al Museo.

Dall’unità alla Comunità Pastorale

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di , 15 Novembre 2009

Un’altra tappa del cammino: “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione“: ecco la grande sfida che ci  sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e  rispondere anche alle attese profonde del mondo.  (Giovanni Paolo II) 

Il 4 novembre u.  s.  alcuni di noi hanno risposto all’invito di don Carlo a partecipare alla seconda ASSEMBLEA  dell’UNITA’ PASTORALE di Murano.  Eravamo 21 [come ha notato uno dei presenti evidenziando, poi, che 18 erano di San Donato e 3 di San  Pietro ed invitando alla riflessione], eppure l’invito, fatto attraverso il notiziario Communio e durante tutte le  S.  Messe, era per tutti. 

Forse non era chiaro, perciò lo ridiciamo: TUTTI possono partecipare all’Aassemble dell’Unità Pastorale,  chi svolge un servizio pastorale e chi no, chi appartiene a gruppi [sposi, d’ascolto, AGESCI … ] e chi  no, giovani [graditissimi!!!  ], adulti e “non più giovani” …  Il treno è partito, ma si può salire anche alla prossima stazione. 

Che cosa è stato fatto?  Abbiamo letto insieme i paragrafi 42.  43.  44 della Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte di Giovanni  Paolo II.  Le parole del papa ci hanno ricordato che tutto quello che facciamo “non può non ispirarsi al comandamento  nuovo [… ] «come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri»” e che prima di programmare iniziative  concrete e, a volte, fine a se stesse, “occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola  emergere come principio educativo“. 

Liberamente, poi, sono state offerte considerazioni e riflessioni personali.  Come potete ben capire, niente di clamoroso.  Nessuno di noi è andato in cerca “di cose grandi e superiori alle proprie forze” – come dice il Salmo 131 -,  ma ciascuno, con serenità e semplicità, ha applicato “l’arte del piccolo passo”.  Forse perché consapevole che un passo dopo l’altro verso la mèta è molto più efficace di una corsa sfrenata  e sfiancante.  Il futuro non ci deve spaventare e il presente va affrontato con fiducia, passione e vitalità perché abbiamo  un passato colmo di doni, di grazie e di bellezza. 

Gli appuntamenti prossimi che ci vedranno tutti impegnati saranno:  ·  Il tempo di Avvento, dove abbiamo pensato di celebrare con semplicità i Vesperi della Domenica e le  lodi alle 7.  30 del mattino dei giorni feriali, secondo un calendario che troveremo su Communio,  ·  Un triduo di preparazione alla Festa di san Nicolò che celebreremo venerdì 4 dicembre alle 17.  30 a  San Donato.  Il Triduo lo vivremo nelle serate del 1-2-3 dicembre alle 21 in Chiesa a San Donato.  Rimangono poi tutti gli appuntamenti di catechesi e di vita comunitaria già in atto. 

La prossima Assemblea sarà a San Pietro giovedì 16 dicembre alle 21.00.

Halloween e i suoi fratelli …

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di , 30 Ottobre 2009

UN’ ONDA NEOPAGANA SULLE RICORRENZE CRISTIANE  CHE SCANDISCONO L’ANNO 
Halloween e i suoi fratelli  ma il tempo dell’uomo non è moda 
( di Mimmo Muolo da  Avvenire

Da qualche anno assistiamo anche per la solennità di Tutti i Santi a un fenomeno che, sia pure con modalità e tempi  diversi, si è già manifestato per le altre fondamentali feste cristiane.  Una sorta di ‘scippo’ o, se si preferisce, una specie  di ritorsione storicoculturale,  rispetto al dinamismo liberante con cui le prime comunità dell’era apostolica e subapostolica  avevano sovrapposto a festività pagane la celebrazione di eventi legati all’annuncio della Buona Novella  (esemplare il caso del Natale, fissato al 25 dicembre in coincidenza anche simbolica con il solstizio d’inverno).  Duemila anni dopo accade invece che – talvolta sotto la spinta di esigenze commerciali – festeggiamenti ispirati a  una mentalità vagamente neopagana rischiano di avere il sopravvento rispetto alle corrispondenti feste cristiane.  Per  fortuna, almeno finora, il fenomeno è limitato ai suoi riflessi mediatici e comunicativi.  Ma si sa che certi media (e le  corrispondenti élite economiche e culturali) tendono sempre più a costruire e modificare la realtà, piuttosto che a rappresentarla.  E dunque, pur senza usare toni apocalittici, è bene prendere in seria considerazione ciò che sta accadendo. 

Che cosa sta avvenendo, dunque? 
Limitiamoci all’osservazione di quattro delle più importanti feste cristiane.  Natale è talvolta – specie nel nostro mondo  occidentale – una festa senza festeggiato.  O meglio con un surrogato di festeggiato (Babbo Natale, di cui è evidente  la matrice consumistica), messo al posto dell’originale, cioè Gesù Bambino.  Pasqua rischia di diventare la festa  della primavera, l’Assunta di essere assorbita nel solleone del Ferragosto e tutti i Santi, appunto, di passare in secondo  piano rispetto alla carnevalata di Halloween. 

Carnevalata, certo, con la sua grottesca rappresentazione dell’orrido e di un aldilà popolato da creature dannate e  infelici.   Tuttavia, pur non sopravvalutando ciò che in effetti questo evento è (una moda le cui implicazioni commerciali sono  quanto mai scoperte, dato l’indotto di gadget, maschere e travestimenti che si porta appresso), non è bene neanche  farlo passare completamente sotto silenzio, dato l’impatto che una simile rappresentazione può avere soprattutto sulle  giovani generazioni. 

All’inizio del ‘decennio dell’educazione’ – la sfida che la Chiesa italiana propone a se stessa e all’intera società – è  legittimo impegnarsi come e più che in passato per riaffermare la verità storica (oltre che i contenuti di fede) di tutte le  feste cristiane a rischio di ‘scippo’.  Così come è legittimo, nel caso di Halloween, l’interrogativo sul segnale che questa  moda soprattutto giovanile ci trasmette.  Paura del futuro? 
Sfida estrema a questa stessa paura, dato che per la mentalità dominante anche il semplice averla, la paura, sentimento  umanissimo e naturale, è considerato un segnale di debolezza?  Oppure incapacità di avere speranza, perdita  del senso della vita e quindi anche della morte? 

Come si vede, domande impegnative che rimandano a una fede pensata e a una vicinanza agli uomini e alle donne  del nostro tempo, in qualunque situazione si trovino.  Per limitarci al dualismo HalloweenTutti  i Santi, basti ricordare  che proprio nella rappresentazione dell’aldilà esse sono agli antipodi.  Con tutto il rispetto di chi la pensa diversamente,  noi vorremmo tenerci stretta, e proporla senza costrizioni, la visione trascendente cristiana.  Per cui, grazie al sacrificio  salvifico di Cristo liberamente accolto nella nostra vita terrena, siamo attesi da un destino di beatitudine eterna.  Per le carnevalate ci sono altri spazi.  A Carnevale, appunto.  Perché semel in anno licet insanire, come dicevano gli  antichi Romani.  Semel,  cioè una volta all’anno.  Due o più rischiano di diventare troppe.  Il tempo dell’umano non può essere scandito dalle  mode.

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