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Ricordo di Mons.Vittorio Vianello a 10 anni dalla sua scomparsa

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di , 11 Dicembre 2013

scansione0004 Lo chiamavamo tutti “Don Vittorio”, anche dopo la sua nomina a Monsignore e Canonico Onorario di S.Marco avvenuta nel 1990 anno in cui lasciò la Parrocchia dei SS.Maria e Donato per raggiunti limiti di età, lasciando un segno indelebile nella vita della comunità cristiana dell’isola di Murano. Ed ora a dieci anni esatti dalla sua scomparsa sarà ricordato Domenica 15 dicembre(giorno della sua morte) nella S.Messa delle ore 11,15 in quella Basilica che tanto amava e che lo ha visto Pastore e guida spirituale di intere generazioni di muranesi. Nato a Pellestrina nel 1914 fu ordinato Sacerdote nel 1939 dal Patriarca La Fontaine il 2 luglio e nell’ottobre dello stesso anno fu assegnato come Cappellano alla Parrocchia di S.Donato guidata dall’allora Parroco Don Benedetto Tosi. Alla morte di Don Tosi avvenuta nel 1948 Don Vittorio venne eletto Parroco dai capifamiglia della Parrocchia attraverso il privilegio elettivo dello “Jus Patronato” e nel suo lunghissimo ministero ha accompagnato all’ordinazione quattro sacerdoti isolani, Don Cipriano Barbini, Don Umberto Bertola, Don Marino Gallina e Fra Igor Barbini. Contribuì in maniera determinante alla edificazione della “Casa S.Cuore” nel 1959 e al grande restauro del Pavimento Musivo della Basilica di S.Donato avvenuto negli anni 1973-1979 per merito dei Coniugi Delmas membri dell’Associazione Americana “Save Venice”che finanziarono i lavori. Don Vittorio è stato un “Pastore Fedele” alla Chiesa Veneziana e ai suoi Patriarchi succedutisi nei suoi 52 anni di ministero in mezzo a noi, tra cui amava ricordare il Card. Albino Luciani, poi Papa Giovanni Paolo I° di cui fu amico personale e particolare collaboratore nelle vicende liete e tristi che segnarono il suo Ministero Episcopale nella Diocesi di Venezia. Nel 1990 lasciata Murano si ritirò a vita privata nella Parrocchia Veneziana di S.Simeone Profeta dove continuò a collaborare con il Parroco di allora Don Luigi Vitturi alla vita della comunità. Il suo ricordo rivive nei nostri cuori e la sua preghiera di intercessione ci accompagna nel nostro cammino verso “Il Regno che Attendiamo”.

Festa di S.Nicolò tra fede e tradizione

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di , 6 Dicembre 2013

AS1029Anche se il “Comparto Della Vetraria Muranese” sta soffrendo da anni per la crisi internazionale, la festa del suo Patrono S.Nicolò si è celebrata in un clima di “fede e di serenità” nel rispetto della secolare tradizione che unisce il sacro e il profano in un “particolare connubio”. Da più di 25 anni l’Associazione Scuola di S.Nicolò promuove a livello interparrocchiale la Celebrazione della S.Messa in onore del Santo e la Mostra Vetraria a scopo benefico. Quest’anno la Liturgia Eucaristica è stata presieduta dal nuovo Vicario Generale Don Angelo Pagan assieme al Parroco Don Alessandro e a Don Umberto Bertola, sacerdote nativo dell’isola. Nella sua “omelia” Don Angelo ha sottolineato le virtù e le doti particolari del Vescovo di Myra, mettendo in evidenza il dono della carità e dell’amore per i poveri e per i bimbi esortando tutti i fedeli presenti a compiere gesti di pace e di solidarietà verso chi nel bisogno. Don Angelo è rimasto sorpreso dell’accoglienza ricevuta e della partecipazione delle famiglie con i bambini alla Liturgia in Basilica e di conseguenza si è complimentato con Don Alessandro, dicendo che la nostra “Unità Pastorale” è come una grande famiglia che sa pregare e condividere la fede nel segno della “Parola del Vangelo”. Ci ha assicurato, la sua vicinanza nella preghiera e soprattutto che riferirà al Patriarca Francesco, l’entusiasmo, l’affetto e la generosità che Murano ha dimostrato in tale occasione. Alla fine della S.Messa è stato benedetto il tradizionale “pane di S.Nicolò” offerto a tutti i fedeli presenti. L’apertura della “mostra Vetraria “in Centro S.Gerardo ha concluso la Festa che ci ha visto tutti riuniti nella comune devozione al nostro Patrono.

Evangelii Gaudium – la gioia del Vangelo

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di , 27 Novembre 2013

 

970969_495294930546179_846080279_nCinque capitoli, 288 paragrafi, più di centotrenta pagine. La prima esortazione apostolica di Papa Francesco, considerato che la Lumen Fidei uscita a giugno era la rielaborazione di un testo già scritto in gran parte da Benedetto XVI,  “Evangelii Gaudium”, consegnata simbolicamente domenica in occasione della chiusura dell’Anno della fede, è un testo programmatico. A dirlo è lo stesso Francesco, nelle prime righe del testo: “Ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e delle conseguenze importanti”. L’auspicio, aggiunge il Pontefice, è “che tutte le comunità facciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno. Ora non ci serve una semplice amministrazione. Costituiamoci in tutte le regioni della terra in uno stato permanente di missione”.

Ecco alcuni spunti, importante sarebbe leggerla tutta e meditarla e passare all’azione…

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A conclusione dell’Anno della Fede, un piccolo bilancio

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di , 23 Novembre 2013

Annus FideiPiù di un anno è ormai passato da quando Papa Benedetto XVI°(ora Pontefice Emerito) annunziò alla Chiesa Universale l’indizione Dell’ANNO della FEDE, era l’11 ottobre 2012 e le motivazioni che indussero il Pontefice a proclamare questo”Momento di Grazia” erano fondamentalmente due: celebrare il 50° Anniversario dell’Apertura del Concilio Vaticano II° e fare memoria del 20° Anniversario della Promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, donato dal Beato Papa Giovanni Paolo II°. E di fatto quest’anno, “veramente straordinario” per la vita della Chiesa, ci ha regalato sorprese e momenti veramente intensi di vita cristiana. La prima cosa che lasciò sorpreso il mondo e tutta la Cristianità, furono le “inaspettate dimissioni di Papa Benedetto”. Fu come “un fulmine a ciel sereno”, come lo definì il Card. Sodano che per primo prese la parola a nome dei Porporati durante il Sinodo che si stava compiendo.

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Il bimbo “birichino” e il papa: dietro le foto una storia di amore e speranza

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di , 8 Novembre 2013

Carlos vive a Lanciano, è arrivato in Italia poco più di un anno fa. A 6 anni, direttamente dalla Colombia, destinazione Lanciano. Una casa, finalmente, una mamma, un papà, un fratello più grande da abbracciare e due occhi grandi così.
Carlos è un nome di fantasia per un bambino vero (rispettiamo il volere dei genitori di preservare ulteriormente la privacy della famiglia), protagonista improvviso di un sabato pomeriggio come molti altri in piazza San Pietro, a Roma.

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XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n. 17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’ Amore… si può” Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.

L’Adorazione Eucaristica Permanente

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di , 22 Aprile 2012

Sono ormai 2 anni che ogni settimana nelle nostre comunità, assieme alla Messa quotidiana, viviamo L’adorazione Eucaristica. Questa esperienza singolare di preghiera personale e nello stesso comunitaria è una opportunità per vivere la nostra fede e sostenerla nella quotidianità così convulsa e frettolosa che viviamo. Però c’è qualcosa che non capisco: Perché qualcuno ha paura di fermarsi davanti all’Eucarestia? Perché tanti di noi non decidono di darsi questo tempo di sosta rigenerante davanti al Signore Gesù Cristo vivo nel Pane consacrato? Forse c’è la paura che stare un po’ di tempo davanti al Santissimo Sacramento sia tempo perso? Forse pensiamo che pregare sia solo per preti e suore, i fedeli hanno tante cose da fare. Ma pregare è una delle dimensioni importanti dell’esperienza del discepolo, del credente. Diciamo di avere fede, di pregare, eppure questa esperienza la lasciamo in disparte: Chiediamoci come mai?

Oggi, comunque, è importante riscoprire il senso dell’adorazione eucaristica: la realtà del “sacramento permanente”, l’Eucaristia, termine della nostra adorazione personale e comunitaria. Si tratta di tener vive le realtà della celebrazione e dell’adorazione. L’adorazione è prolungamento del momento celebrativo e preparazione ad esso e la celebrazione eucaristica è, come ci ricorda Benedetto XVI, il più grande atto di adorazione della Chiesa. I genitori, i parroci e i catechisti aiutino soprattutto i bambini che in diocesi si stanno preparando a ricevere la prima santa Comunione a valorizzare il momento della comunione eucaristica. Quegli istanti che precedono e seguono l’incontro sacramentale con Gesù devono essere vissuti in spirito di vera adorazione, silenzio e raccoglimento interiore ed esteriore. Ricordiamo, infine, la perenne attualità del monito di sant’Agostino: “Nessuno mangia questa carne se prima non l’ha adorata” (Enarrationes in psalmos, 98,9). ” (dall’omelia del Giovedì San- to del Patriarca Francesco). Non abbiamo paura di Gesù, non temiamo di “perdere” un po’ di tempo con Lui, sarà un tempo guadagnato. Vivere l’adorazione Eucaristica è lasciare che Gesù parli al nostro cuore e rispondere a Lui con la nostra umanità. Usciremo dalla preghiera consolati, rinvigoriti e sostenuti nel riprendere il cammino della quotidianità. (Don Carlo)

Messaggio conclusivo dei vescovi alle comunità cristiane del nordest

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di , 22 Aprile 2012

Una Chiesa che annuncia Gesù Cristo salvezza e speranza dell’umanità Noi vescovi delle 15 Chiese del Nordest, che ad Aquileia abbiamo vissuto, insieme ai rappresentanti delle nostre comunità, nella gioia della Pasqua, l’esperienza di fede e di comunione del secondo Convegno ecclesiale, inviamo a tutti voi, nostri fratelli e sorelle nella fede un cordiale saluto di grazia e pace nel Signore risorto. Dopo 22 anni dal primo convegno, ci riamo ritrovati presso la Chiesa-madre di Aquileia per attingere dalla sorgente comune della fede ecclesiale una nuova linfa e per impegnarci – come ci ha esortato il papa Benedetto XVI – «per una nuova evangelizzazione del nostro territorio e consegnare alle generazioni future l’eredità preziosa della fede cristiana» (Discorso ad Aquileia 7 maggio 2011). Ci siamo sentiti in comunione con voi e vi ringraziamo per le preghiere con cui ci avete accompagnato in questi giorni. In un clima intenso di preghiera e di condivisione fraterna noi tutti, radunati ad Aquileia, abbiamo cercato di essere in ascolto di quello che lo Spirito dice, oggi, alle nostre comunità, e, insieme ascoltare le richieste, le aspirazioni ed i gemiti delle donne e degli uomini di oggi. Esprimiamo la nostra viva solidarietà ai poveri e a tutti coloro che soffrono più acutamente a causa della grave crisi economica e finanziaria. Ci siamo interrogati su come essere oggi testimoni di Cristo e dell’amore di Dio e come saperlo annunciare in un contesto culturale e sociale profondamente cambiato. Nella preghiera di lode abbiamo ringraziato il Signore per le tante opere di bene che ha ispirato e per la generosità di tanti cristiani impegnati nelle comunità. Ma abbiamo anche preso coscienza delle nostre debolezze e delle nostre manchevolezze, e per questo chiediamo sinceramente perdono a Dio e a tutti. Siamo consapevoli della conversione a cui siamo chiamati per essere Chiesa che annuncia Gesù Cristo, salvezza e speranza dell’umanità.

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Siate servitori limpidi e coraggiosi …

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di , 3 Marzo 2012

Sabato scorso 18 Febbraio, in Basilica di S. Pietro a Roma, Papa Benedetto XVI ha indetto il IV Concistoro del suo Pontificato elevando alla Dignità Cardinalizia 22 nuovi Vescovi della Chiesa Cattolica Universale. Durante la Celebrazione di investitura, alla consegna dell’anello e della berretta cardinalizia il Pontefice si è rivolto ai neo porporati con questa esortazione: ” camminate nella logica del Vangelo,non cercate gloria e potere, siate servitori della Chiesa limpidi e coraggiosi con amore e vigore”. In una società come la nostra, dove la logica del potere e del successo personale è diventata un ambito traguardo da raggiungere ad ogni costo, queste parole del Papa rivolte ai Presuli riuniti attorno a lui sono echeggiate come un monito e un rimando delle parole rivolte da Gesù ai suoi Apostoli “chi vuol essere il primo si faccia il servo di tutti”. Parole forti, pronunziate con fermezza e austerità ma in piena sintonia con la volontà dell’annuncio messianico che esige da ogni credente umilta’ servizio, carità e libertà da ogni condizionamento che il mondo propone. A questi Pastori,c he assieme al Papa formano e sono l’espressione più alta del Collegio Apostolico, assicuriamo la nostra preghiera e il nostro più vivo sostegno, e nell’attesa di accogliere anche noi come Chiesa di Venezia il nuovo Patriarca, Mons. Francesco Moraglia chiediamo al Signore il dono della santità per coloro che ci guidano nella fede, affinché il loro Ministero sia conforme a Cristo Signore che ha effuso il suo sangue per la salvezza di ogni uomo.  [Gianluigi Bertola]

Messaggio del Santo Padre per la XX giornata mondiale del malato

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di , 11 Febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (Lc 17,19)
Cari fratelli e sorelle! In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle. 1. In quest’anno, che costituisce la preparazione più prossima alla Solenne Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà in Germania l’11 febbraio 2013 e che si soffermerà sull’emblematica figura evangelica del samaritano (cfr Lc 10,29-37), vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica.
L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2,1-12).

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