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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 14 Gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

… È questa la domanda fondamentale da porsi: chi è l’uomo? L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Riconoscere allora con gratitudine la vita come dono inestimabile, conduce a scoprire la propria dignità profonda e l’inviolabilità di ogni persona. Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignità. Non bisogna dimenticare mai che « l’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione », inclusa quella trascendente, e che non si può sacrificare la persona per raggiungere un bene particolare, sia esso economico o sociale, individuale o collettivo. Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà.. Per esercitare la sua libertà, l’uomo deve dunque superare l’orizzonte relativistico e conoscere la verità su se stesso e la verità circa il bene e il male. Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso.

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 7 Gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

L’inizio di un nuovo anno,  dono di Dio all’umanità, mi  invita a rivolgere a tutti, con  grande fiducia e affetto, uno  speciale augurio per questo  tempo che ci sta dinanzi, perché  sia concretamente segnato  dalla giustizia e dalla  pace.  Con quale atteggiamento  guardare al nuovo  anno?  …  l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle  l’aurora » (v.  6), lo attende con ferma speranza, perché  sa che porterà luce, misericordia, salvezza.  Tale attesa nasce  dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere  educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non  lasciarsi abbattere dalle tribolazioni.  Vi invito a guardare il 2012  con questo atteggiamento fiducioso.  Tale attesa è particolarmente  viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio  pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che  possono e debbono offrire alla società.  Vorrei dunque presentare  il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace  in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia  e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo  e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza  al mondo.  Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori,  alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come  pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale,  politica, economica, culturale e della comunicazione… Educare  – dal latino educere – significa condurre fuori da se stessi  per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere  la persona. 

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Natale: il dono di una vita da custodire

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di , 24 Dicembre 2011

“La nascita di ogni bambino porta con sé qualcosa di questo mistero!  Lo sanno bene i genitori  che lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano.  A tutti noi è capitato di sentir  dire a un papà e a una mamma: “Questo bambino è un dono, un miracolo!  “.  In effetti, gli esseri  umani vivono la procreazione non come mero atto riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza,  intuiscono che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il “segno” per eccellenza  del Creatore e Padre che è nei cieli.  Quant’è importante, allora, che ogni bambino, venendo  al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia!  Non importano le comodità esteriori: Gesù è  nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l’amore di Maria e di Giuseppe  gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati.  Di questo hanno bisogno i  bambini: dell’amore del padre e della madre.  E’ questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita,  permette la scoperta del senso della vita.  La santa Famiglia di Nazareth ha attraversato  molte prove, come quella – ricordata nel Vangelo secondo Matteo – della “strage degli innocenti”,  che costrinse Giuseppe e Maria ed emigrare in Egitto (cfr 2,13-23).  Ma, confidando nella  divina Provvidenza, essi trovarono la loro stabilità e assicurarono a Gesù un’infanzia serena  e una solida educazione… .  ” (Papa Benedetto XVI, Angelus Natale 2010)  Questa riflessione di Papa Benedetto ci aiuta a comprendere il dono meraviglioso che ogni  Natale ci viene a offrire cioè il dono di una speranza che non viene meno.  La vita di ciascuno  di noi, come quella di Gesù si realizza all’interno di una famiglia che diviene il luogo concreto  del suo incontro con il mondo.  E’ proprio a tutte le Famiglie di Murano che anche quest’anno desidero rinnovare i miei auguri  di Buon Natale.  Desidero farmi vicino a tutte le famiglie in particolare alle tante che stanno  soffrendo per diversi motivi e annunciare che Gesù, che viene in mezzo a noi, porta una luce  vera per poter essere sostenuti e accompagnati nel cammino.  Egli solo ci dà quella Parola che fa verità dentro alle divisioni o  alla incomprensioni, alle sofferenze e dolori, alle esperienze  belle e gioiose.  Vi invito a non aver paura ad accogliere il Dio  fatto uomo, dentro alla vita di ciascuno di noi, ma in modo particolare  dentro alle nostre famiglie, luogo concreto dove Dio  stesso ha voluto nascere.  Gesù infatti nasce nella famiglia di  Nazareth, dove Maria e Giuseppe l’hanno cresciuto ed educato  all’umanità.  Prego il Dio bambino perché le nostre famiglie siano luoghi  concreti di educazione ad una vita autentica, dove la persona,  illuminata dalla fede in Gesù Cristo, impara i valori profondi, in  modo speciale l’Amore gratuito. 

Tanti auguri di un buon Natale e di un nuovo anno colmo di speranza
Don Carlo, Don Francesco , Don Eustachio, Herman

Aquileia 2: le Chiese del Nordest a convegno

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di , 19 Novembre 2011

Dal 12 al 15 aprile 2012 avrà luogo ad Aquileia il secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese del Nordest». Un evento che giunge a vent’anni dal primo grande convegno di Aquileia, tenutosi nel 1990. Il cammino di preparazione ad «Aquileia 2» si è aperto ufficialmente domenica 7 novembre 2010, quando, in tutte le Chiese del Nordest, è stato letto il documento di convocazione all’importante appuntamento. Il percorso in vista di «Aquileia 2» è stato segnato in modo emblematico dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI , Aquileia 7 maggio e Venezia 8 maggio.
Aquileia 2: Perché? Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno «Aquileia 2» chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell’attuale contesto socio-culturale del territorio. Nello specifico, «Aquileia 2» è un «convegno sinodale», attraverso il quale lo Spirito parla alle Chiese e le aiuta a crescere nella comunione e nella reciproca collaborazione. Si tratta di un momento che permette alle Chiese del Nordest di condividere le esperienze ecclesiali e pastorali in atto per un arricchimento reciproco; le aiuta a discernere con gli occhi della fede le profonde trasformazioni in atto e le nuove sfide emerse nel territorio negli ultimi vent’anni; le guida nell’individuazione di alcune scelte di fondo per un rinnovato impegno missionario e le sostiene nell’affrontare insieme alcune sfide che vanno oltre i confini delle singole Diocesi.
Aquileia 2: Quali obiettivi? Attraverso il Convegno le Chiese del Nordest vogliono: testimoniare, con il metodo della «narrazione», il loro vissuto nel ventennio appena trascorso, riconoscendo in esso la presenza e l’azione dello Spirito; discernere e riconoscere ciò che lo Spirito dice loro attraverso le sfide, le difficoltà, le domande, i cambiamenti socio-culturali, i nuovi atteggiamenti religiosi e le espressioni di appartenenza ecclesiale; progettare modalità e iniziative pastorali da attivare; stabilire collaborazioni tra di esse per rinnovare l’annuncio di Cristo, la comunicazione del Vangelo e l’educazione della fede (profezia).
Dopo natale ci incontreremo anche noi per offrire un nostro contributo al Convegno di Aquileia 2.

Esercizi spirituali diocesani a Cavallino

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di , 19 Novembre 2011

Esercizi spirituali diocesani a Cavallino: per costruire e fondare la “vita in Cristo”
 Più di 1200 persone, l’anno scorso, hanno scelto di vivere e… “regalarsi” l’esperienza singolare degli esercizi spirituali diocesani, una proposta pastorale che caratterizza da parecchio tempo la comunità ecclesiale veneziana e che raccoglie sempre attenzione ed apprezzamento. L’iniziativa – che gode della presenza costante del Patriarca emerito card. Marco Cè e si svolge nella Casa diocesana di spiritualità “Maria Assunta” di Cavallino – è già ripartita da qualche settimana ed offre una nuova ed articolata serie di corsi di esercizi spirituali: dopo i primi due tenuti nel mese di ottobre, ve ne sono ora altri 14 tra la fine di novembre e il prossimo mese di maggio. Il motto che accompagna e presenta il calendario 2011/2012 degli esercizi spirituali diocesani è direttamente ricavato dal passaggio finale dell’omelia pronunciata da Benedetto XVI al Parco di S. Giuliano l’8 maggio 2011: “Siate santi: costruite su Gesù l’edificio della vostra esistenza”. L’esperienza, offre un singolare incontro col Signore Gesù che rigenera e trasforma la vita, raccogliendo al suo seguito una comunità di discepoli e coinvolgendola nella sua stessa missione. Negli esercizi si sono quindi riverberate le esperienze che la nostra diocesi via via andava vivendo (ad es. la Visita pastorale e la sua conclusione, l’attesa e l’arrivo del Papa ecc. ), ma anche le vicende liete o dolorose che hanno segnato e segnano l’esistenza di ciascuno e del mondo: nella preghiera e alla luce della Parola di Dio sono cresciute condivisione e amicizia, si sono rivisitate scelte fondamentali, intraviste decisioni significative, rilette con sguardo nuovo situazioni familiari e di lavoro, impegni e relazioni. L’équipe che cura e anima gli esercizi spirituali diocesani si pone spesso anche la questione del “dopo-esercizi” e cioè come sostenere, durante l’anno, chi ha vissuto tale esperienza evitando (o almeno mitigando) “il timore che entusiasmo e gioia, ma anche propositi e disponibilità, possano scemare rapidamente una volta tornati a casa”. Si cerca, dunque, “nel congedarci alla fine degli esercizi di fare sempre un richiamo da un lato al realismo – ciascuno ritrova quello che ha lasciato, comprese le proprie debolezze e difetti – e dall’altro, inscindibilmente, alla fiducia nel Dio-con-noi. Ecco le prossime date:

  • 25-27 novembre Adulti e giovani don Romano Martinelli (Milano)
  • 2-4 dicembre Adulti e giovani S. E. Mons. Carlo Ghidelli (Arcivescovo emerito di Lanciano-Ortona, biblista)
  • 16-18 dicembre Adulti e giovani S. E. Mons. Adriano Tessarollo (Vescovo di Chioggia, biblista)

85ª Giornata missionara mondiale

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di , 22 Ottobre 2011

«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21)

Ogni anno la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale.  È un giorno destinato a ravvivare in tutti i fedeli,  anche nei pastori, la consapevolezza che la Chiesa è missionaria per sua essenza, per sua natura, per  volontà di Cristo.  L’evangelizzazione non è un compito imposto dall’esterno, ma scaturisce dall’essere stesso  della Chiesa.  Non si può essere autenticamente cristiani e non essere missionari, non avendo lo zelo apostolico,  il desiderio di proclamare l’amore di Gesù Cristo agli uomini.  Possiamo affermare in modo inequivocabile  che lo zelo missionario di una comunità o di una Chiesa locale, viene ad essere un segno della sua  vitalità spirituale.  Allo stesso tempo, l’evangelizzazione è il modo migliore per rafforzare la fede.  Come indicato  nel Beato Papa Giovanni Paolo II, la fede si rafforza donandola (cfr RM,2).  Il tema della Giornata Missionaria Mondiale di oggi, è: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando  voi” (Gv 20, 21).  La dimensione missionaria della Chiesa è un prolungamento dell’invio di Cristo da parte del  Padre.  La Chiesa, come suo Corpo mistico, prolunga l’incarnazione di Cristo, la sua presenza fisica tra gli  uomini.  Ogni cristiano diventa, mediante il battesimo, la bocca di Cristo per annunciare il suo regno tra gli  uomini.  Il Papa ricorda che nella liturgia della Chiesa, specialmente nella Messa, si attualizza l’invio dei battezzati  per l’evangelizzazione del mondo.  Come i discepoli di Emmaus, tutti i fedeli che hanno avuto un vero  incontro con Cristo, si sentono spinti ad annunciarlo subito a tutti gli uomini.  La vicinanza del Signore, che si  trattiene per condividere con loro il pane, fa sì che quei due discepoli che camminavano disincantati diventino  apostoli che sentono la necessità imperiosa di annunciare a tutti che Gesù, il Cristo, è vivo.  La partecipazione  autentica alla liturgia porta sempre frutti in uno spirito missionario.  Benedetto XVI afferma, nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2011, che “destinatari dell’annuncio  del Vangelo sono tutti i popoli” e ribadisce che la missione affidata da Cristo alla sua Chiesa è ancora molto  lontana dal suo compimento.  “Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono  ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza.  Non  solo; ma si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato  e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane,  sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede.  È in atto un cambiamento culturale, alimentato  anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall’imperante relativismo, un cambiamento che porta  ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse,  e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo  della vita, anche a scapito dei valori morali”.  Tale situazione richiede una rinnovata passione per l’evangelizzazione  in tutti i fedeli.  Ogni battezzato deve sentire questa missione come propria, e sostenere con la  preghiera e l’aiuto economico, il servizio dei nostri missionari per far conoscere agli uomini l’amore salvifico  di Dio, specialmente nelle Chiese più povere e carenti di risorse finanziarie.  L’intercessione di Maria, Stella  dell’Evangelizzazione, porti a compimento il desiderio del Santo Padre: “La Giornata Missionaria ravvivi in  ciascuno il desiderio e la gioia di ‘andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo”. 
(dal sito agenziafides.  org commento al Messaggio del Papa Benedetto XVI in relazione alla Giornata Mondiale Missionaria)

Due pensieri del parroco…

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di , 18 Ottobre 2011

Rispondo alla chiamata: “Il Padre cerca adoratori che possano adorarlo in spirito e verità” (Gv. 4)? desidero impegnarmi personalmente con Gesù, realmente presente nel SS.Sacramento dell’Eucaristia, per adorarlo con fedeltà, un’ora la settimana? …

Nel nostro piccolo, come fedeli, siamo felici nel poter rispondere all’invito del Signore Gesù: “Restate qui e vegliate con me”. Lui che ha donato la sua vita per salvarci ci chiede come ai discepoli di vegliare. È triste riscontrare nella realtà quotidiana quello che l’evangelista Matteo scrive nel capitolo 26 al versetto 40: “Non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora”. Proprio così, nella vita di tutti i giorni spesso non c’è posto per Gesù. A tal proposito vorrei rinnovare l’appello a lasciarsi amare dal Signore iscrivendosi all’Adorazione Eucaristica Permanente, infatti, tutti coloro che lo desiderino possono pregare, con Gesù Eucarestia. Assumiamoci l’impegno di un’ora alla settimana sarà così possibile mantenere viva l’Adorazione Eucaristica di cui Gesù ha voluto farci dono nella sua immensa misericordia. Concludo, rinnovando l’invito ad iscriversi almeno un’ora. Ringrazio dunque tutti gli adoratori, iscritti e non, per la loro presenza.

Che cos’è dunque la lectio divina?
è un modo particolare di accostarsi alla Parola di Dio, in vista soprattutto della preghiera, e l’ascoltorisposta di (quindi colloquio con) Dio attraverso la parola scritta: “Nei libri sacri il Padre (…) viene incontro ai suoi figli e discorre con loro” (DV. 21) La Chiesa si fonda sulla Parola di Dio, nasce e vive in essa. Ivi trova “l’annuncio della sua identità, la grazia della sua conversione, il mandato della sua missione, la fonte della sua profezia, la ragione della sua speranza” (Sinodo 2008, Instrumentum Laboris, 12). La lectio divina è lettura riflessiva e ascolto orante – da soli o in gruppo – della Bibbia, accolta come Parola di Dio. Con la guida dello Spirito Santo, nell’esperienza di meditazione e silenzio, di contemplazione e condivisione, la Parola diventa sorgente di grazia, dialogo orante, appello alla conversione, proposta profetica e orizzonte di speranza. Benedetto XVI ha invitato tutti alla creatività: “Quale punto fermo della pastorale biblica, la lectio divina va ulteriormente incoraggiata, anche mediante l’utilizzo di metodi nuovi, attentamente ponderati, al passo con i tempi” (Ai biblisti, 16.IX.2005). Anche noi abbiamo iniziato al venerdì dopo l’eucarestia in chiesa a San Donato questa esperienza, rinnovo l’invito a partecipare.

Don Carlo

Ricomincia la Scuola di Metodo diocesana

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di , 8 Ottobre 2011

Ricomincia la Scuola di Metodo diocesana che si terrà sempre di sabato al Centro pastorale di Zelarino  il 15 ottobre 2011, l’11 febbraio e il 19 maggio 2012.  La scuola di metodo, iniziata dal Patriarca Angelo durante la Visita Pastorale, è diventata un appuntamento importante del cammino della nostra Chiesa diocesana. Sono degli incontri a cui partecipano dei rappresentanti delle varie parrocchie, associazioni, movimenti della diocesi, dove si riflette sulle implicazioni del fatto che noi siamo creature Dio, e il ricadere di questo evento nella vita dell’a persona e dell’umanità intera. Il cammino di quest’anno farà senz’altro riferimento agli insegnamenti e alle riflessioni che Papa Benedetto XVI ha svolto nel corso della sua visita pastorale ad Aquileia e Venezia (7 – 8 maggio 2011) nonché agli spunti offerti dall’ultimo discorso del Redentore del card. Scola incentrato proprio sul tema “La città serenissima. Il messaggio di Benedetto XVI a Venezia e al Nordest”. E’ sarà anche il cammino della nostra Chiesa in preparazione all’Assemblea di Aquileia del 2012 delle Chiese del Triveneto. Come sarà anche il modo con cui ci presenteremo al nuovo Patriarca. Chi fosse interessato si metta in contatto con don Carlo

La giornata mondiale della gioventù Madrid 2011

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di , 4 Settembre 2011

Quei giovani del papa che sanno scuotere le nostre paure e le fughe nel privato
Una riflessione di mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto

Un mare di giovani provenienti da tutto il mondo (si calcola che ai momenti di incontro con Papa Benedetto  XVI siano stati oltre un milione e mezzo, di cui più di centomila gli italiani).  Una folla gioiosa e festante per le  vie di Madrid, Una stupenda tavolozza di colori, di bandiere, di magliette, di volti, un coro di voci di ogni genere,  un fiume in piena di canti, di parole, di risate.  E poi, quegli stessi giovani raccolti nel silenzio prolungato  dei momenti di adorazione, attenti e riflessivi nei tempi delle catechesi, spontanei e generosi, stanchi e felici,  pronti sempre a ricominciare la giornata con entusiasmo.  E noi, vescovi e sacerdoti, educatori e catechisti, insieme  con loro, a condividere cibo ed esperienze, testimonianza e fatica, fede e gioia profonde, sin dai giorni  dei cosiddetti “gemellaggi” nelle principali città della Spagna.  Tutto questo e molto di più è stata la XXVI Giornata  Mondiale della Gioventù (GMG), tenutasi nella capitale spagnola in questo agosto infuocato.  Alcuni media  hanno dato evidenza a qualche chiassosa contestazione di “laicisti” radicali (certamente non “laici”, se con  questo termine si vuole intendere la posizione di chi rispetta tutte le posizioni e le identità): la violenza verbale  (e talvolta non solo) di qualche scalmanato ha trovato la sua smentita migliore nella risposta del tutto non  violenta e serena dei giovani, che hanno semplicemente continuato a cantare, testimoniando gioia e amicizia,  simpatia e bellezza della loro scelta di fede.  Stando con questi ragazzi, parlando loro con fiducia e trasparenza,  ascoltandoli e vedendoli nei tanti momenti di incontro, non ho potuto non chiedermi quale messaggio venga  da loro a tutti noi e alla nostra Europa in crisi economica e morale.  Provo a dare qualche risposta, certo  però che ciò che si è vissuto in questi giorni a Madrid ha un potenziale di vita e di speranza ben più grande di  quanto immediatamente si possa rilevare.  In primo luogo questi ragazzi hanno saputo testimoniare che libertà e impegno non solo non si oppongono,  ma sono l’una il volto dell’altro: se si pensa ai sacrifici che hanno affrontato (dormendo per giorni in sacco a  pelo nelle condizioni anche più proibitive, e mangiando in una maniera che definire sobria è già molto… ) e alla  gioia con cui li hanno vissuti, ci si rende conto che nessuno avrebbe potuto costringerli a tanto se non ci fosse  stata in ciascuno una scelta libera e consapevole di volerci essere.  Qui sta la bellezza dei cammini di preparazione  che hanno portato questi ragazzi a vivere la GMG, ma qui emerge anche la straordinaria capacità dei  nostri giovani di saper fare scelte consapevoli e responsabili di impegno e di dedizione.  Vedendoli, mi è venuta  tante volte in mente la frase fulminante di Paul Ricoeur a proposito del rapporto fra libertà e necessità: “C’est  l’amour qui oblige”.  Solo per amore si fa liberamente quello che nessun obbligo esteriore e nessun oro del  mondo potrebbe portarti a fare.  Una seconda impressione che ho ricevuto da questi giovani è quella della loro  trasparenza, della lealtà e della limpidezza dei loro occhi, dei loro sguardi, del loro cuore.  Il loro stare insieme  in un clima di amicizia semplice e festoso, dimostra come tanti, veramente tanti giovani di oggi siano molto  migliori di come qualcuno vorrebbe dipingerli nel loro insieme.  Di fronte allo scenario della politica non solo  nostrana, che suscita tante volte disaffezione e perfino disgusto, soprattutto quando si sente dai responsabili  della cosa pubblica l’appello alla solidarietà e alla rinuncia senza vederne le conseguenze nella vita e nello stile  propri di chi queste rinunce le chiede, questi ragazzi sono una sfida vivente a credere che un mondo diverso e  migliore sia non solo possibile, ma necessario e urgente.  Nel volto e nel cuore di questi ragazzi la speranza  torna a essere l’anticipazione militante dell’avvenire, la passione per ciò che è possibile e bello per tutti, l’inizio  di quel mondo nuovo che tira nel presente degli uomini qualcosa della bellezza del futuro promesso di Dio.  Infine, è la radice profonda del comportamento dei giovani a Madrid che mi sembra debba far pensare tutti:  essi ci sono andati per ascoltare parole forti, tutt’altro che accomodanti, come quelle che Benedetto XVI sa  dire con la sua intelligenza e la fede del suo cuore.  Il loro ascolto, il loro entusiasmo li ha accomunati al di là  delle differenze e perfino delle distanze di lingue, di culture, di condizioni sociali e politiche, dimostrazione ineccepibile  di come il Vangelo sia ancora oggi e forse ancor più che in altri momenti della storia buona novella  per amare, sperare e dare la vita per gli altri.  E il Vangelo è sfida e dono a vivere quell’esodo da sé senza ritorno  in cui consiste propriamente l’amore: un  amore certo impossibile alle sole capacità umane,  ma che diventa possibile con la grazia  di Dio.  Questo possibile, impossibile amore  hanno incontrato e annunciato i giovani convenuti  a Madrid: l’alternativa al vuoto di valori,  all’assenza di senso, all’evasione egoistica e  inconsistente, esiste, ed è l’impegno di amore  al servizio del bene comune, sostenuto dalla  fede e dall’amore che il Dio crocifisso ha offerto  alla storia di tutti.  Mi chiedo se da questi  giovani non venga a tutti noi una proposta capace  di scuotere le nostre paure, i nostri calcoli  mediocri, le nostre fughe nel privato.  La  proposta di un Dio più che mai giovane, attuale  e necessario come giovane e necessario è  per tutti l’amore, per vivere e dare senso e  bellezza alla vita.

Inizia l’estate e…

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di , 5 Giugno 2011

Siamo quasi arrivati all’estate, tempo di dispersione e di riposo e di attività formativa.

Dispersione, purtroppo sì, perché un po’ tutti durante il tempo estivo ci disperdiamo chi da una parte chi dall’altra. Mare, montagna, viaggi, e ancora altro, sono le mete di tanti di noi. Anche se ci vedremo in calle o in vaporetto, questo però porta le nostre comunità a disperdersi, soprattutto nell’esperienza centrale delle parrocchie che è l’Eucaristia domenicale.

Riposo, perché è necessario per riprendere le forze.  Facciamolo diventare un riposo bello, occasione per conoscere cose nuove, per leggere, per informarsi. Tra le tante le possibilità, suggerisco la lettura del nuovo libro del Papa “Gesù di Nazareth-seconda parte”; del libro che raccoglie gli interventi papali e non alla recente visita Pastorale di Benedetto XVI a Venezia. Riprendiamo anche la Parola di Dio tra le nostre mani, si potrebbe leggere il Vangelo di Luca, vangelo del prossimo anno liturgico, o la lettera ai Galati di San Paolo, tema dei Gruppi di Ascolto del prossimo anno pastorale. E nei giorni di ferie perché non partecipare anche alle Eucarestie feriali.

Formazione, infatti tanti dei nostri ragazzi e giovani vivranno esperienze che segneranno la loro vita. Partiranno per primi i giovani del noviziato scouts con il campo mobile, poi gli esploratori con il campo estivo e anche i lupetti con le vacanze di Branco. Passeranno il testimone ai giovani del Clan che vivranno la loro route annuale. Chiuderanno questo tempo così emozionante i giovani che andranno a Madrid alla Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Benedetto XVI. Saranno occasioni preziose per crescere come persone nella fede del Risorto.

Augurando a tutti una buona estate ci diamo appuntamento con Communio a settembre.
Don Carlo

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