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In cammino verso la confermazione

di , 18 Aprile 2009

CresimaDomenica prossima i nostri ragazzi celebreranno la Cresima…  riscopriamo assieme il sacramento. 
La Confermazione è il Sacramento con il quale si riceve la pienezza dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle  mani e l’unzione dell’olio.  Questo dono rende saldi, stabili nell’adesione a Cristo e perciò “conferma” la scelta cristiana.  Vi sono poi particolarmente sette doni che lo Spirito Santo elargisce a tutti i cresimati: 

Sapienza – Per sapienza si intende infatti la conoscenza delle cose di Dio e la riscoperta della volontà di Dio in tutto  quello che avviene nella storia personale di ciascuno. 
Intelletto – Con questo dono viene data la capacità di essere intelligenti.  Tale virtù è caratteristica di coloro che guardano  le cose con maggiore profondità, senza lasciarsi ingannare dalle apparenze. 
Consiglio – Nella Bibbia la parola consiglio significa progetto.  E infatti con questo dono lo Spirito Santo rende capaci di  scoprire il progetto divino sulla propria vita e di metterlo in pratica. 
Fortezza – Questo dono dà la capacità di essere perseveranti, costanti, coraggiosi, forti nelle lotte e nelle tribolazioni  che interessano tutti i progetti di vita. 
Scienza – Questo dono si affina all’intelletto e al consiglio e procura la conoscenza delle cose. 
Pietà – Il dono della pietà è la caratteristica per cui il cristiano riconosce Dio come un Padre di Amore, capace di misericordia  e di perdono. 
Timor Di Dio – Il timore di Dio non va affatto inteso come paura o terrore di essere sottoposti al giudizio severo di Dio;  Dio è amore infinito e si compiace dello sguardo filiale dell’uomo che confida in Lui.  Tuttavia…  Dio è sempre Dio e quindi  occorre rivolgergli il dovuto rispetto, la giusta considerazione, evitando qualsiasi irriverenza.  Il timor di Dio invita a nutrire  obbedienza e riverenza ai comandamenti e ravviva anche la convinzione che solo vivendo nell’ottica della legge  divina l’uomo puo’ realizzarsi e trovare la salvezza definitiva.

Comincia la “Settimana della Bibbia”

di , 21 Marzo 2009

Inizia oggi 22 marzo nel nostro vicariato di Cannaregio – Estuario la “Settimana della Bibbia 2009” tema “Io sono il Buon Pastore” tesa a preparare la prossima sosta in città della Visita Pastorale del Patriarca.

Domenica 22 marzo
Intronizzazione Della Parola in ogni chiesa parrocchiale.

Lunedì 23 marzo
Ore 20.45, Scuola dei Mercanti (Madonna dell’Orto): ‘incontro con mons. Beniamino Pizziol V.A. sulla prima finalità della Visita “Rigenerare il popolo di Dio “.

Mercoledì 25 marzo
Ore 12.00, Piazzale della stazione: “Infiorata della Madonna” per la solennità della Annunciazione (Natale di Venezia).
Ore 17.15, chiesa della Maddalena: Inaugurazione della mostra di disegno a cura dei ragazzi del catechismo,sul tema:”il Buon Pastore”.

Giovedì 26 marzo
Ore 20.45, Chiesa di S. Felice: lectio divina guidata da mons. Lucio Cilia su: Giovanni 10.

Domenica 29 marzo
Ore 16.00, campo della Maddalena: Chiusura ufficiale della Settimana con consegna degli attestati ai partecipanti alla mostra di disegni.

Lunedì 30 marzo
Ore 20.45, Scuola dei Mercanti (Madonna dell’Orto): mons. Orlando Barbaro illustrerà la seconda finalità della Visita pastorale “Educare al pensiero di Cristo”.

Lasciamoci guidare dalla Parola, ma questa Parola deve essere accolta, compresa, deve essere penetrata con le capacità umane, con la propria libertà. “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno mi apre io entrerò, cenerò con lui e lui cenerà con me”.   Cristo passa per le strade del mondo, la sua Parola passa e se non dovesse passare noi resteremmo soli nel nostro mondo, nel nostro piccolo orizzonte finito. E’ indispensabile, però, “se uno mi apre la porta”: ecco il gioco della libertà, che accoglie la Parola.   Se si vuole c’è la grazia – come dice Paolo – che si accende nel cielo della nostra vita ed è il primato assoluto di Dio, ma c’è anche la fede – come dice Paolo – che è la risposta dell’uomo.   In questo incrocio, questo intreccio c’è tutto il mistero della Bibbia e della Rivelazione.

Settimana della Bibbia

di , 14 Marzo 2009

Quando l’amore è vero e viaggia sui binari di Dio. produce esempi e testimonianze tali che scalfiscono la mente e nessuno riesce a cancellarli. La sapienza di Dio non è una filosofia, tanto meno una sorta di principi morali.
Essa è un avvenimento così intenso e straordinario che Paolo ama definirlo scandalo per tutti, perché è inaudito e inaccettabile: Cristo crocifisso!!!  La regola della vita non è quella del baratto ad ogni costo di prodotti interessati, falsi o vuoti che siano, freddi o luccicanti che siano.  La regola della vita è la donazione, senza condizione, del vissuto del proprio cuore, della propria mente e della propria carne fino all’assurdo.  Così è stato solo Gesù Cristo!  Questo noi crediamo!  Questo vorremmo e dovremmo vivere!  Questo vorremmo indicare al nostro mondo che, se contempla crocifissi, sono quelli delle nostre povertà e delle nostre ingiustizie.  L’amore vero, invece, è sempre un gesto, uno stile.  La Pasqua è il cammino verso questo stile di amore!  Una preghiera ci resta da fare, allora: aiutaci, Signore, a scoprire la sapienza della Croce di Gesù.  Che è l’amore!

  • Domenica 22 Marzo :  Intronizzazione della Bibbia
  • Lunedì 23 Marzo ore 20.45:  Le finalità della Visita Pastorale – “Rigenerazione del popolo Cristiano”
    Sala dei Mercanti alla Madonna dell’Orto (S. E. Mons. Beniamino Pizziol v.a.)
  • Mercoledì 25 Marzo ore 17.15: Chiesa della Maddalena, Mostra dei disegni dei Ragazzi
  • Giovedì 26 Marzo  ore 20.45: Lectio divina su Giovanni 10
    Chiesa di San Felice  (Mons. Lucio Cilia)
  • Lunedì 30 Marzo  ore 20.45: Le finalità della Visita Pastorale – “Educare al pensiero di Cristo”
    Sala dei Mercanti alla Madonna dell’Orto (Mons. Orlando Barbaro)

La Parola della Domenica

di , 28 Febbraio 2009

Battesimo, conversione, riconciliazione: il trinomio del cammino quaresimale
Gen 9,8-15 L’alleanza fra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.
Sal 24 Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.
1Pt 3,18-22 Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.
Mc 1,12-15 Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

Mercoledì, con la celebrazione delle ceneri, ha avuto inizio il tempo di quaresima, che dura quaranta giorni e prepara alla Pasqua. E’ un tempo particolare, dedicato al perdono e alla penitenza, di riscoperta della propria realtà di peccatori, per affidarsi alla misericordia di Dio. E’ il tempo particolare da dedicare all’ascolto della Parola di Dio, di preghiera e di aiuto ai fratelli bisognosi. Le letture di oggi hanno come tema dominante quello del battesimo, della conversione e della riconciliazione a Dio attraverso la morte e resurrezione di Gesù Nella prima lettura troviamo come il popolo ebreo ha dato un valore altamente spirituale al fenomeno atmosferico dell’arcobaleno. E’ la firma che Dio pone sull’alleanza che ha voluto fare con l’umanità intera, e ci dice che ogni volta che apparirà in cielo sarà motivo di ricordo. Ma aggiunge che quel segno sarà anche segno di alleanza “tra ogni essere che vive”, quindi anche all’interno di tutto il creato. Dio ha mantenuto la sua promessa, ma l’uomo ha continuato la sua distruzione, sia con gli altri uomini, sia con l’ambiente che lo circonda, e non si ferma neppure quelle rare volte che riesce a scorgere l’”arco dell’alleanza” tra le nubi del cielo! Anche nella nostra esperienza quotidiana, all’interno della coppia o della famiglia, al termine di una “bufera” ove siamo tutti l’un contro l’altro armati, sorge il sole e appare l’arcobaleno, sta a noi, come succede a Dio Padre, ricordarci di quella alleanza, di quel “si, ti accolgo” con il quale abbiamo siglato l’alleanza che ci impegna all’interno nella coppia e nella famiglia e di conseguenza con il mondo che ci circonda, per essere operatori di pace. San Pietro, nella sua lettera riprende il tema dell’arca, segno del battesimo che diventa strumento di salvezza grazie alla morte e resurrezione di Cristo. Battesimo che non è un semplice gesto di purificazione, ma che richiede anche una conversione, “una invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza”.Marco, contrariamente agli altri evangelisti, è molto sintetico nel raccontarci l’episodio del deserto di Gesù, ci dice solo che fu spinto dallo Spirito, tentato da satana e servito dagli angeli. Un periodo in cui Gesù fa l’esperienza fondamentale, che segnerà tutto il resto del suo cammino, cioè la presa di coscienza della sua missione. Infatti non appena viene a conoscenza che Giovanni il Battista è stato tolto dalla scena, interviene lui, quasi non volesse prima sovrapporsi, e le sue prime parole sono un invito deciso, un invito che ritornerà sempre sino a quando lascerà gli apostoli per salire al cielo “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo”.Il deserto nella bibbia è il luogo dell’incontro con Dio e della riscoperta della nostra vocazione. Non è certo facile ritagliarsi questo tempo nei ritmi che ci impone la vita di tutti i giorni, ma è necessario se vogliamo accogliere l’invito di Pietro, cioè invocare Dio con le parole del Salmo 24: fammi conoscere…, guidami…, ricordati, Signore del tuo amore.

Amore uomo-donna: questo mistero è grande (Ef. 5,32)

di , 23 Gennaio 2009

iconafamigliaDomenica 25 Gennaio 2009 si celebra nella basilica di S. Marco la Festa diocesana della Famiglia:  l’appuntamento è alle ore 15.30 per la celebrazione presieduta dal Patriarca card. Angelo Scola


“Da ventinove anni – afferma mons. Silvio Zardon, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale degli sposi e della famiglia – le famiglie della Chiesa veneziana si incontrano per vivere questo momento ecclesiale in cui l’amore di Dio si rende visibile e, direi, palpabile attraverso la presenza degli sposi e delle famiglie. Dio ha sognato e sogna la famiglia.  Lui l’ha creata e continua a ricrearla con il suo Amore. Per questo motivo invitiamo tutti gli sposi a rivivere questo mistero, per cercare di capire la grandezza e la bellezza dell’amore consegnata loro nel giorno del matrimonio”. 

Si rinnova il tradizionale incontro delle Famiglie della Diocesi con il nostro Patriarca in occasione della Festa Diocesana, che quest’anno si celebra dopo pochi giorni dal Raduno Mondiale delle Famiglie vissuto a Città del Messico da circa un milione di persone, famiglie con figli, nonni e nonne, provenienti da tutto il mondo.

Don Silvio, responsabile diocesano ci spiega cosa accadrà durante la celebrazione di oggi: “Numerosi e significativi i momenti che segneranno la celebrazione a partire dalla consegna della Bibbia, per il quindicesimo anno consecutivo, alle famiglie che l’hanno richiesta. Nella quarantina di famiglie interessate alla consegna vi è da segnalare la presenza delle nove coppie che – su mandato della Chiesa veneziana, già del card. Cè e poi confermato dall’attuale Patriarca – gestiscono da oltre dieci anni la Casa Famiglia S. Pio X della Giudecca; un modo, quindi, per ricordare e ravvivare questo forte impegno. Nel corso della Festa ci sarà poi il rinnovo delle promesse matrimoniali, un piccolo dono-ricordo ai partecipanti e, alla fine, le caramelle offerte ai molti bambini solitamente presenti.

“La Festa sarà anche l’occasione per rilanciare il progetto del “gruppo diocesano sposi” che prevede la partecipazione di almeno due coppie di sposi per parrocchia. Il “gruppo diocesano sposi” punterà a rendere più concreto e significativo l’apporto dell’amore coniugale alla “rigenerazione della vita cristiana” nel Patriarcato (una delle finalità della Visita pastorale) e far diventare più efficace e diretto il collegamento della commissione diocesana con gli sposi presenti nelle parrocchie, nei vicariati e nelle zone pastorali.

Ascoltiamo ciò che il Papa ha detto alle Famiglie a Città del Messico:
La famiglia è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, e anche un bene insostituibile per i figli, degni di venire al mondo come un frutto dell’amore, del dono totale e generoso dei genitori. Come ha messo in evidenza Gesù onorando la Vergine Maria e san Giuseppe, la famiglia occupa un luogo fondamentale nell’educazione della persona. È una vera scuola di umanità e di valori perenni. Nessuno si è dato la vita da solo. Abbiamo ricevuto da altri la vita, che si sviluppa e matura con le verità e i valori che apprendiamo nel rapporto e nella comunione con gli altri. In tal senso, la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l’ambito dove l’uomo può nascere con dignità, e crescere e svilupparsi in maniera integrale” (Benedetto XVI alle famiglie)

Raccogliamo l’invito a partecipare e a pregare per le famiglie, soprattutto quelle delle nostre comunità parrocchiali.

Don Carlo e Don Nandino   .

Essere riuniti nella tua mano

di , 17 Gennaio 2009

2to18gen2E’ bello andare in una delle nostre due chiese di Murano e mentre si prega per l’unità di tutti i cristiani ci si sente in un batter d’occhio “uniti” ad un bengalese e ad un brasiliano, “cuore a cuore” con una russa e una coreana. A proposito… La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 parte da uno sforzo unitario di cristiani di varie parti del mondo ma in primo luogo si tratta dei cristiani coreani che ci offrono come spunto di meditazione questo versetto tratto dalla seconda grande visione del profeta Ezechiele.

I Coreani citano questa visione perché si trovano nella situazione da cui era partito Israele prima dell’esperienza dell’esilio fatto da Ezechiele e dalla sua generazione. Anche la Corea, come Israele di allora, è un paese diviso in due stati: quello del nord e quello del sud, che malgrado la divisione e una terribile guerra di oltre cinquant’anni fa, si sente un’unica nazione. Ma questa è anche la realtà della cristianità di oggi, una realtà divisa ma che ha come speranza centrale quella di “formare un solo bastone nella mano di Dio” (cf Ez 37, 17).

Nella storia d’Israele il periodo dell’esilio e del post-esilio fu senz’altro difficile e sentito come un’immane sciagura, ma fu in quel periodo che il monoteismo si espresse definitivamente e Israele, che era stato uno dei tanti piccoli regni della sponda asiatica del Mediterraneo, diventa il porta bandiera del Dio Creatore e Signore e l’annuncio di una nuova speranza per l’umanità. Il miracolo fu che un popolo disperso dalla zona di Assuan fino alla Tracia, dall’India fino alla Libia, poté portare, anche per il contributo dei persiani, un messaggio unitario al mondo. Il dono che quel popolo portò a termine in quegli anni è la Bibbia ed è un dono di cui non possiamo che dover riconoscenza agli uomini del tempo di Ezechiele e di Esdra. Anche oggi il mondo cerca unità.

È un altro momento in cui sembra impossibile l’intervento di Dio; il mondo occidentale, dove non mancano i mezzi di sussistenza, corre dietro a sogni irraggiungibili e sembra dimenticare quali siano i significati veri della vita. Il cosiddetto terzo mondo si trova nella quasi impossibilità di vivere per la mancanza assoluta dei beni di sostentamento. La natura stessa è così condizionata dall’inquinamento prodotto dalle grandi nazioni che rende più visibile e di attualità stringente il gemito di cui parla l’apostolo Paolo (“Tutto l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli” Rm 8, 19).

Questi ultimi, spesso disorientati e ben divisi sentono l’urgenza di fare propria la visione di Ezechiele: essere riuniti in modo di formare un solo bastone nella mano di Dio. In questa direzione essi hanno una sola arma: la preghiera, che rivolgono a Dio da ogni parte della terra e che esige da loro una conversione all’amore e ad alla giustizia che trovano insieme la loro realizzazione sulla croce di Cristo.

Con cuore rinnovato prepariamoci a questa particolare settimana di preghiera per l’unità.

don Nandino e don Carlo

La Parola della Domenica

di , 5 Dicembre 2008

PRIMA LETTURA – Dal libro del profeta Isaìa (40,1-5.9-11)
Il popolo ebraico in esilio a Babilonia cominciò ad intravedere la possibilità di una liberazione: Dio non li aveva abbandonati ed attraverso le strade misteriose della Provvidenza, che si servono delle azioni degli uomini anche a loro insaputa, aveva fatto crollare l’impero dei loro oppressori. Un profeta anonimo, i cui scritti sono conservati dalla Bibbia sotto il nome di Isaia, legge il presente ed il futuro con gli occhi della fede e prende a cantare il prossimo ritorno in patria.  Nel giorno beato della liberazione, tutti gli ostacoli del cammino scompariranno.  Il popolo che Dio stesso avrà reso libero procederà spedito e guidato dal Signore giungerà alla meta della salvezza.


SECONDA LETTURA – Dalla seconda lettera di S. Pietro apostolo (3,8-14)
Alla fine del primo secolo stavano ormai scomparendo gli ultimi testimoni del tempo apostolico e per i credenti più deboli nella fede, divenne sempre più grande la tentazioni di un ritorno alla vita di prima.  Chiaramente, il grande giorno che essi attendevano non era venuto ed il mondo continuava ad essere lo stesso.  Pietro, invita alla pazienza. Attendendo la piena manifestazione di Dio, bisogna saper distinguere ciò che è caduco ed il mondo nuovo del rinnovamento interiore dell’uomo che il Signore ci dona.


VANGELO – Dal vangelo secondo Marco (1,1-8)
Fin dall’inizio del suo vangelo, Marco presenta Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio, annunciato da Giovanni Battista, investito dalla forza dello Spirito Santo fin dal battesimo e vincitore nei confronti delle forze del male. Tutte le parole del primo versetto sono state scelte con grande attenzione: “Inizio del vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio”. 

“Inizio”.  Molti libri biblici fino da quello della Genesi cominciano così. Marco suggerisce in questo modo un accostamento tra la prima pagina della Bibbia e l’inizio del Vangelo di Gesù, come farà più tardi anche Giovanni con il prologo della sua opera. Con Gesù comincia infatti una nuova storia della salvezza, quasi una nuova creazione del mondo.  Questo è vero nell’esistenza di ogni credente: per ogni cristiano il momento in cui per la prima volta inizia ad ascoltare la parola di Gesù segna nella sua vita un vero nuovo inizio.  Ogni incontroscontro con Gesù è portatore di una profonda novità nella vita di ogni uomo. Le storie dei santi a cominciare da quelle degli stessi apostoli, lo confermano in maniera evidente. Questo è il Vangelo, cioè la buona notizia che ci viene offerta!

Marco usando il termine vangelo per designare l’annuncio cristiano proclama così che Gesù dà inizio al tempo della vera liberazione, con lui le promesse di Dio si compiono: questa è la buona notizia che la chiesa è chiamata a diffondere nel mondo. Sembra tutto scontato e conosciuto, eppure questo fatto dà molto da pensare. La noia e lo sbadiglio, lo scarso entusiasmo con cui oggi viene accolta la predicazione cristiana sono un rimprovero al nostro modo di annunciare il vangelo. Non siamo capaci di proclamare “la buona notizia” facendo comprendere ai nostri fratelli tutta la bontà di questo annuncio.

Ironicamente potremmo dire che spesso la nostra evangelizzazione non la fa sembrare né “buona” né una vera “notizia”, un annuncio nuovo. Forse perché noi per primi abbiamo sperimentato troppo poco la gioia della fede e la positività di una vera vita cristiana. La notizia è Gesù che è uomo eppure “Figlio di Dio”.  Marco ripete più volte, nel corso del suo vangelo, che la fede in Gesù figlio di Dio non è possibile che a partire dalla croce. Nella prima pagina del suo vangelo Marco si impegna a mostrare che Gesù è il compimento della speranza del popolo della prima alleanza. Gesù non è dunque soltanto l’annunciatore del vangelo, ma il suo stesso contenuto, la buona notizia è Gesù stesso. L’ascolto del vangelo è dunque incontro con il mistero di Gesù, il mistero della sua divinità, ma anche della sua profonda umanità.

Giovanni Battista diventa a questo punto semplicemente un elemento di questo grande quadro di presentazione del Signore e del suo valore per noi. E’ il primo messaggero di questo annuncio, come Marco dice presentando la venuta a lui della commissione mandata dai sommi sacerdoti del tempio. L’evangelista annota che la sua confessione fu un’affermazione positiva: il Messia che sarebbe venuto non avrebbe sottratto spazio agli uomini, ma avrebbe allargato i confini della loro libertà,invita a compiere a Natale delle scelte giuste, dei gesti profetici, che lascino nascere la Speranza.

Sinodo dei Vescovi – Ottobre 2008

di , 22 Ottobre 2008

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa

Come appartenenti alla grande famiglia della Chiesa ci sembra importante condividere un momento molto forte nella vita della comunità cristiana IL SINODO DEI VESCOVI, dando una breve spiegazione del suo significato e riportando alcuni passi fondamentali di quello che i vescovi stanno discutendo. Fondamentale nel cammino di un cristiano seguire la quotidianità di questi ed altri avvenimenti importanti per sentirsi partecipi attivamente alla vita comunitaria in un cammino di fede verso l’unica meta che è l’incontro con Dio. Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente del Collegio episcopale della Chiesa Cattolica. Fu il Papa Paolo VI che lo istituì il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei Padri del Concilio Vaticano II per mantenere vivo l’autentico spirito formatosi dall’esperienza dello stesso Concilio. E’ un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale.

I Vescovi hanno detto…
Il Sacro Vangelo deve penetrare nella mente attraverso il cuore e affinché ciò avvenga è necessario presentarlo con fervido calore. Ciò non può avvenire in modo meccanico o negligente e tali caratteristiche sono valide anche per l’omelia che presenta e dà applicazione al messaggio evangelico. La proclamazione del Vangelo deve illuminare i partecipanti anche affinché avvertano una sacra soggezione di Dio, poiché è lo stesso Dio che ha creato la luce dalle tenebre.
Abbiamo bisogno di orientamenti che aiutino i Cattolici a interpretare correttamente la Bibbia. Facciamo sì che tali orientamenti vengano presentati in modo chiaro. Essi potranno comprendere i seguenti criteri per una lettura cattolica della Bibbia:

  • Conoscere la Bibbia non è tanto conoscere un libro, ma conoscere e rapportarsi alla persona di Cristo.
    La liturgia è il luogo primario dell’incontro con la Bibbia come Parola di Dio.
  • Una vera comprensione della Bibbia deve essere coerente con la vita autentica (come le vite dei Santi), le pratiche e gli insegnamenti della Chiesa. La corretta comprensione della Scrittura dovrebbe essere guidata sia dalla fede che dallo studio.
  • Ogni passo della Bibbia deve essere letto nel contesto dell’unità interna della Scrittura.
  • La corretta comprensione della Bibbia dovrebbe prendere in considerazione le situazioni concrete dell’ oggi, nonché rivolgersi ad esse.
  • Leggere la Bibbia non deve rimanere mera conoscenza.
  • L’uso corretto della Bibbia deve promuovere l’unità in seno alla Chiesa e fra le Chiese.
  • Abbiamo bisogno di avvicinarci alla Bibbia con spirito di umiltà, poiché ciò ci permette di apprezzare l’interpretazione che ne danno i poveri. Suggerisco che vi sia maggior interazione fra gli studiosi della Bibbia e gli operatori pastorali. Insieme essi devono ricercare metodi di comprensione e temi di studio che approfondiscano la fede dei nostri popoli nelle nostre culture originali.

Parlare della Parola di Dio nella chiesa significa parlare della Parola di Dio nella vita dei credenti. Compito dei pastori è convertire l’immaginazione , l’intelletto e la volontà di coloro cui proclamano la Parola di Dio e per i quali interpretano le Sacre Scritture. Se la potenza della Parola di Dio nelle Sacre Scritture deve essere avvertita nella vita e nella missione della Chiesa, i pastori devono dedicarsi in egual misura ai contesti specifici in cui operano e alle Sacre Scritture.

Pensiero…
San Cesario d’Arles esortava spesso i suoi diocesani a non trascurare mai ciò che egli chiamava “nutrimento dell’anima per l’eternità”: “Vi prego, diletti fratelli, di applicarvi a consacrare alla lettura dei testi sacri tante ore quante potrete”. Spesso, alla fine della giornata, amava domandare ai suoi sacerdoti, a proposito della meditazione della Parola di Dio: “Che cosa avete mangiato oggi?’ Magari potessimo avere la stessa disponibilità, lo stesso gusto per la Parola di Dio e porci a nostra volta la stessa domanda: “Che cosa abbiamo mangiato oggi?”

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