Tag articolo: carità

Il Papa ai fedeli: chi pratica la misericordia non teme la morte

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di , 28 Novembre 2013

943012_400928876705563_97133337_nCirca 50 mila fedeli oggi in Piazza San Pietro per l’udienza generale, nonostante la giornata molto fredda. Il Papa ha fatto innanzitutto i complimenti ai pellegrini presenti: “perché voi siete coraggiosi con questo freddo in piazza! Complimenti, tanti!”.

 

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Non c’è vera carità se non si annuncia Cristo

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di , 22 Novembre 2013

CARIT-~1Introducendo l’incontro internazionale sul tema Testimoniare la fede attraverso la carità, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha discettato su alcuni dei fondamenti più importanti della cristianità.

La fede, ha ricordato il cardinale Bagnasco, “è dono di Dio” che l’uomo può accettare o meno e comunque è sempre “originata dalla chiamata divina e mai dall’iniziativa umana”. Gli uomini d’oggi, tuttavia, “spesso non colgono questo ordine e lo invertono, pensando che Dio sia oggetto della loro scelta”. Dio, però, “non accetta di essere un elemento fra i tanti nella vita dell’uomo, altrimenti sarebbe ridotto a oggetto o a idolo”.

La fede da sola, tuttavia, è insufficiente e necessita delle opere (cfr. Gc 2,26), espressione massima della carità. “Chi non porta frutto nella carità – ha proseguito Bagnasco – mostra quindi di non avere realmente accolto nella fede il Cristo, che trasforma l’uomo e lo rende nuova creatura (2Cor 5,17)”.

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San Martino da Tours, fra storia e leggenda

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di , 1 Novembre 2013

Forse non tutti sanno che, anticamente anche nella nostra Isola di Murano sorgeva una Chiesa e un monastero dedicati a San Martino (scomparsi nel 1815 dopo le soppressioni Napoleoniche) e che il luogo della loro ubicazione era prospicente la fondamenta Navagero vicino a palazzo Trevisan.  Anche a Murano dunque il culto di questo santo era vivo sin dal 1137 data in cui chiesa e monastero furono edificati dalla famigla Marcello.  La devozione a S.  Martino dunque è sempre stata viva anche nella vita di fede della nostra Laguna e ha da secoli suscitato un fascino particolare nel cuore della nostra gente e soprattutto neirimmaginario dei bambini che ancora oggi nel giorno della sua festa (11 novembre) chiedono dolciumi e cantano una filastrocca accompagnata dal suono di pentole e coperchi.  Le fonti storiche raccontano che Martino nacque nel 316 o 17.  in Pannonia (attuale Ungheria) e che il padre Tribuno Militare dell’Impero Romano lo chiamò con tale nome in onore a Marte,dio della guerra.  Iniziato sin dalla sua adolescenza alla carriera militare,Martino diventò presto un soldato e con il grado di “circitor”(caporonda di notte e addetto all’ispezione dei posti di guardia) durante uno di questi compiti avvenne il fatto miracoloso che cambiò definitivamente la sua vita.  Un giorno di freddo autunno presso la città francese di Amiens(allora Gallia) incontrò ai bordi della strada un poveraccio seminudo coperto solo di pochi stracci che a stenti si teneva in piedi.  Preso da compassione mise la mano nella sua borsa in cerca di qualche soldo ma la trovò vuota perchè aveva già dato tutto in elemosina e malgrado la sua paga da ufficiale era rimasto al verde.  Allora con un colpo della sua daga tagliò metà del suo rosso mantello e lo mise sulle spalle del viandante salvandolo così da morte certa.  La tradizione vuole che subito il freddo si addolcì il cielo si rasserenò e il sole con i suoi raggi riscaldò l’aria gelida di quel mattinole fu “l’estate di S.  Martino.  “Nella notte succesiva a Martino apparve Gesù in sogno coperto dalla metà del suo mantello che diceva:”Martino tu mi hai vestito anch’io darò a te una nuova armatura’\Al risveglio trovò accanto il suo mantello ancora intero e l’elsa della spada trasformata in forma di croce.  Allora, subito capì il volere divino e si fece battezzare la Pasqua seguente.  Dopo aver ricevuto il battesimo nel(339) Martino rimase ancora nell’esercito per una ventina di anni e condusse una vita da autentico cristiano,poi ormai quarantenne decise di lasciare le armi e si fece monaco.  Predicò contro l’arianesimo in difesa della fede e il 4 Luglio del 371 gli abitanti di Tours lo acclamarono loro Vescovo.  Uomo di preghiera e di azione visse una vita di carità e giustizia fino alla morte avvenuta nella città di Candes((8/1 l/397).  Lesue spoglie furono portate a Tours l’I lnovembre e collocate nella Cattedrale della città alla venerazione di tutto il mondo cristiano.

Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni (continua)

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di , 5 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto  (continua…)
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari Fratelli nell’episcopato, cari presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, catechisti, operatori pastorali e voi tutti impegnati nel campo dell’educazione delle nuove generazioni, vi esorto con viva sollecitudine a porvi in attento ascolto di quanti all’interno delle comunità parrocchiali, delle associazioni e dei movimenti avvertono il manifestarsi dei segni di una chiamata al sacerdozio o ad una speciale consacrazione. È importante che nella Chiesa si creino le condizioni favorevoli affinché possano sbocciare tanti “sì”, quali generose risposte alla chiamata di amore di Dio. Sarà compito della pastorale vocazionale offrire i punti di orientamento per un fruttuoso percorso. Elemento centrale sarà l’amore alla Parola di Dio, coltivando una familiarità crescente con la Sacra Scrittura e una preghiera personale e comunitaria attenta e costante, per essere capaci di sentire la chiamata divina in mezzo a tante voci che riempiono la vita quotidiana. Ma soprattutto l’Eucaristia sia il “centro vitale” di ogni cammino vocazionale: è qui che l’amore di Dio ci tocca nel sacrificio di Cristo, espressione perfetta di amore, ed è qui che impariamo sempre di nuovo a vivere la “misura alta” dell’amore di Dio. Parola, preghiera ed Eucaristia sono il tesoro prezioso per comprendere la bellezza di una vita totalmente spesa per il Regno. Auspico che le Chiese locali, nelle loro varie componenti, si facciano “luogo” di attento discernimento e di profonda verifica vocazionale, offrendo ai giovani e alle giovani un saggio e vigoroso accompagnamento spirituale. In questo modo la comunità cristiana diventa essa stessa manifestazione della Carità di Dio che custodisce in sé ogni chiamata. Tale dinamica, che risponde alle istanze del comandamento nuovo di Gesù, può trovare eloquente e singolare attuazione nelle famiglie cristiane, il cui amore è espressione dell’amore di Cristo che ha dato se stesso per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32). Nelle famiglie, «comunità di vita e di amore» , le nuove generazioni possono fare mirabile esperienza di questo amore oblativo. Esse, infatti, non solo sono il luogo privilegiato della formazione umana e cristiana, ma possono rappresentare «il primo e il miglior seminario della vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio» , facendo riscoprire, proprio all’interno della famiglia, la bellezza e l’importanza del sacerdozio e della vita consacrata. I Pastori e tutti i fedeli laici sappiano sempre collaborare affinché nella Chiesa si moltiplichino queste «case e scuole di comunione» sul modello della Santa Famiglia di Nazareth, riflesso armonico sulla terra della vita della Santissima Trinità. Con questi auspici, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, Venerati Fratelli nell’episcopato, ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e a tutti i fedeli laici, in particolare ai giovani e alle giovani che con cuore docile si pongono in ascolto della voce di Dio, pronti ad accoglierla con adesione generosa e fedele.

Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari fratelli e sorelle!

la XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni… ci invita a riflettere sul tema: Le vocazioni dono della Carità di Dio. La fonte di ogni dono perfetto è Dio Amore – Deus caritas est -: «chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,16). La Sacra Scrittura narra la storia di questo legame originario tra Dio e l’umanità, che precede la stessa creazione. San Paolo, scrivendo ai cristiani della città di Efeso, eleva un inno di gratitudine e lode al Padre, il quale con infinita benevolenza dispone lungo i secoli l’attuarsi del suo universale disegno di salvezza, che è disegno d’amore. Nel Figlio Gesù – afferma l’Apostolo – Egli «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità » (Ef 1,4). Noi siamo amati da Dio “prima” ancora di venire all’esistenza! Mosso esclusivamente dal suo amore incondizionato, Egli ci ha “creati dal nulla” (cfr 2Mac 7,28) per condurci alla piena comunione con Sé. Preso da grande stupore davanti all’opera della provvidenza di Dio, il Salmista esclama: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? ” (Sal 8,4-5). La verità profonda della nostra esistenza è, dunque, racchiusa in questo sorprendente mistero: ogni creatura, in particolare ogni persona umana, è frutto di un pensiero e di un atto di amore di Dio, amore immenso, fedele, eterno (cfr Ger 31,3)… Si tratta di un amore senza riserve che ci precede, ci sostiene e ci chiama lungo il cammino della vita e ha la sua radice nell’assoluta gratuità di Dio. Riferendosi in particolare al ministero sacerdotale, il mio predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, affermava che «ogni gesto ministeriale, mentre conduce ad amare e a servire la Chiesa, spinge a maturare sempre più nell’amore e nel servizio a Gesù Cristo Capo, Pastore e Sposo della Chiesa, un amore che si configura sempre come risposta a quello preveniente, libero e gratuito di Dio in Cristo» (Esort. ap. Pastores dabo vobis, 25).

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XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n. 17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’ Amore… si può” Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.

Maggio mese Mariano

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di , 1 Maggio 2012
  • Fioretto tutti i giorni alle 17.30 prima della S.Messa
  • Al lunedì ore 16.45 fioretto per i gruppi Arcobaleno e Mamre
  • Al mercoledì ore 17.30 fioretto per i gruppi Sichem
  • Martedì 1 maggio ore 21 “fioretto tra i campielli”  – Calle Vivarini (Dietro Palazzo da Mula)
  • Giovedì 3 maggio ore 21 “fioretto tra i campielli” – Calle San Giuseppe

Beata sei tu, Maria Vergine dal cuore infinito.
Intuisci con affetto di Madre le segrete attese di ogni persona,
che cerca il senso autentico della propria Chiamata.
Incoraggia con cuore di Madre il profondo desiderio di ogni vita, che sa farsi dono e servizio nella Chiesa.
Donaci la tua mano dolce, quando la strada delle scelte si fa ardua e faticosa.
Donaci la tua fede trasparente, quando il nostro cuore è dubbioso ed inquieto.
Donaci la tua preghiera fiduciosa per capire, per partire, per servire.
Vergine Madre, semplice nel cuore.
Vergine Sorella, sostegno nel cammino.
Vergine Amica, infinito Sì all’Amore.
Intercedi per noi sante Vocazioni, dono gioioso della Carità di Dio.
Amen

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012

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di , 25 Marzo 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)

(continua)…  3.  “Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere  buone”: camminare insieme nella santità.  Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare  la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella  vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre  più alta e più feconda (cfr 1 Cor 12,31-13,13).  L’attenzione reciproca  ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, «come la luce dell’alba, che aumenta lo  splendore fino al meriggio» (Pr 4,18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio.  Il tempo che ci è dato nella  nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell’amore di Dio.  Così la Chiesa stessa cresce e si  sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr Ef 4,13).  In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra  esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell’amore e delle buone opere.  Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di «trafficare i talenti»  che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr Mt 25,25s).  Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili  per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18).  I  maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede.  Cari fratelli e sorelle, accogliamo l’invito  sempre attuale a tendere alla «misura alta della vita cristiana» (Giovanni Paolo II, Lett.  ap.  Novo millennio ineunte [6  gennaio 2001], n.  31).  La sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santità di taluni cristiani  esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di imitarne le virtù.  San Paolo esorta: «gareggiate nello  stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).  Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano  l’urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10).  Questo richiamo è  particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua.  Con l’augurio di una santa e feconda Quaresima, vi  affido all’intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica. 

 Dal Vaticano, 3 novembre 2011

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012

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di , 10 Marzo 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda  nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24) 

(continua)…  L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui o per lei il bene,  sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale.  La cultura contemporanea  sembra aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire  con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è «buono e fa il bene  » (Sal 119,68).  Il bene è ciò che suscita, protegge e promuove la vita, la  fraternità e la comunione.  La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell’altro, desiderando che  anch’egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità.  La Sacra Scrittura mette  in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da una sorta di «anestesia spirituale» che rende ciechi alle sofferenze altrui.  L’evangelista Luca riporta due parabole di Gesù in cui vengono indicati due esempi di questa situazione che può crearsi nel  cuore dell’uomo.  In quella del buon Samaritano, il sacerdote e il levita «passano oltre», con indifferenza, davanti all’uomo derubato  e percosso dai briganti (cfr Lc 10,30-32), e in quella del ricco epulone, quest’uomo sazio di beni non si avvede della condizione  del povero Lazzaro che muore di fame davanti alla sua porta (cfr Lc 16,19).  In entrambi i casi abbiamo a che fare con il  contrario del «prestare attenzione», del guardare con amore e compassione.  Che cosa impedisce questo sguardo umano e  amorevole verso il fratello?  Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l’anteporre a tutto i propri interessi e le  proprie preoccupazioni.  Mai dobbiamo essere incapaci di «avere misericordia» verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere  talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero.  Invece proprio l’umiltà di cuore  e l’esperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e all’empatia: «Il giusto  riconosce il diritto dei miseri, il malvagio invece non intende ragione» (Pr 29,7).  Si comprende così la beatitudine di «coloro che  sono nel pianto» (Mt 5,4), cioè di quanti sono in grado di uscire da se stessi per commuoversi del dolore altrui. 

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Tappa per tappa l’ingresso del Patriarca

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di , 10 Marzo 2012

Prende forma definitiva e si arricchisce di orari e dettagli importanti il programma dell’ingresso del Patriarca Francesco nella diocesi di Venezia. Il primo abbraccio con mons.Moraglia e i primi saluti ufficiali dei rappresentanti della comunità ecclesiale e civile del Patriarcato avverranno sabato 24 e domenica 25 marzo.

Sabato 24 Marzo

  • Alle ore 15 è fissato il primo appuntamento pubblico nella chiesa parrocchiale di S.Nicolò a Mira Taglio dove riceverà il saluto del vicario foraneo di Gambarare e del sindaco di Mira.
  • Alle 16 arriverà sul sagrato della chiesa di S. Antonio a MArghera , per ricevere il saluto delle locali comunità, prima di recarsi nella chiesa di Gesù Lavoratore dove – alle 16.15 – si svolgerà un incontro con il mondo del lavoro alla presenza dei rappresentanti delle diverse realtà socio-economiche, imprenditoriali e sindacali del territorio. Adorazione eucaristica con i giovani della diocesi.
  • Alle 17. 30 nella grande chiesa del Sacro Cuore in via Aleardi, ci sarà l’incontro e l’adorazione eucaristica con tutti i giovani della diocesi – dalla prima superiore in su – convocati dal nuovo Patriarca a riflettere e pregare intorno al tema “Eucaristia, Carità di Cristo e Chiesa”. A servizio nella mensa dei poveri.
  • Subito dopo il Patriarca si trasferirà nella mensa dei poveri di Ca’ Letizia in via Querini. Mons.Moraglia, accompagnato da una piccola rappresentanza di giovani insieme ai volontari della S.Vincenzo, servirà la cena agli ospiti che ogni sera, numerosissimi, si ritrovano nella struttura caritativa mestrina.
  • Seguirà al termine, nell’adiacente Centro pastorale Papa Luciani, un momento d’incontro del Patriarca con i giovani, i seminaristi e i volontari della San Vincenzo. L’incontro con i preti anziani.

Domenica 25 Marzo

  • Il primo momento pubblico sarà, alle ore 10, la visita al Centro Nazareth di Zelarino per l’incontro con preti anziani, ammalati ed operatori della struttura sanitaria; alle 11 è fissata una sosta di saluto nella chiesa parrocchiale intitolata a S. Lorenzo Giustiniani (primo Patriarca di Venezia) 
  • Alle 11.15, è previsto l’arrivo del corteo patriarcale nel centro di Mestre e precisamente sotto la Torre, qui mons. Moraglia verrà accolto dalle autorità civili e religiose della città e a piedi si avvierà verso piazza Ferretto
  • Alle 11.45, sarà nel Duomo di S. Lorenzo per l’incontro con la comunità mestrina A Venezia corteo in Canal Grande. Alle13. 45 attraverso il Ponte di Calatrava e si dirigerà verso il piazzale della stazione ferroviaria di S. Lucia per il tradizionale momento dell’Infiorata a cui sono specialmente invitati i bambini e le famiglie della diocesi
    Dalla stazione, alle 14.15, si formerà e partirà il corteo acqueo destinato a solcare tutto il Canal Grande.
  • Alle 15 il nuovo Patriarca farà tappa alla basilica della Salute per una breve preghiera nel tempo del Longhena intitolato alla Madonna della Salute e per salutare i fedeli lì presenti.
  • Ripreso il corteo acqueo per il tratto finale, mons. Moraglia giungerà infine al molo di piazza S.Marco per il saluto delle autorità civili. Attenderanno il Patriarca Francesco all’esterno della basilica, per accoglierlo tutti insieme, i sacerdoti della diocesi di Venezia che poi, con lui, in processione entreranno nella basilica di S. Marco dove alle 16. 15 avrà inizio la solenne concelebrazione eucaristica di insediamento ed inizio del ministero episcopale veneziano di mons.Moraglia.
  • Al termine della messa mons. Moraglia saluterà i presenti in piazzetta dei Leoncini.

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