Tag articolo: Caritas

11 Ottobre – 2°Assemblea ecclesiale del Patriarcato

commenti Commenti disabilitati su 11 Ottobre – 2°Assemblea ecclesiale del Patriarcato
di , 10 Ottobre 2009

Oggi a S.  Marco  2°Assemblea  ecclesiale  del Patriarcato:  diretta tv e radio  Il programma della  seconda Assemblea  Ecclesiale indica alle ore 14. 30 l’accoglienza in basilica e poi,  alle 15. 00, l’inizio dei lavori con l’introduzione di mons.  Pizziol; seguirà la presentazione di alcune testimonianze  comunitarie, il tutto intervallato da brevi momenti musicali;  alle 17. 00 è previsto l’intervento di “sintesi” del Patriarca  card.  Angelo Scola ed infine alle ore 18. 00 si terrà la solenne  concelebrazione eucaristica con l’omelia pronunciata dal Patriarca  emerito card.  Marco Cè. 

La raccolta di offerte in tale  circostanza sarà destinata a sostenere l’opera individuata per  accompagnare, come segno concreto di carità, la Visita  pastorale: si tratta di una serie di interventi, già in atto e coordinati  dalla Caritas diocesana, in aiuto alle popolazioni del  Pakistan colpite dal disastroso terremoto del 2005.

Raccolta di biancheria maschile e prodotti per l’igiene

di , 25 Aprile 2009

caritasIl gruppo sposi “Cana” propone una raccolta di biancheria maschile e di prodotti per la pulizia personale destinati alla casa S.Giuseppe alla Tana. (Caritas)

Questa struttura infatti si occupa, tra le altre cose, della distribuzione di prodotti per l’igiene personale, del cambio di biancheria ed offre un servizio doccia, utile al miglioramento delle precarie condizioni igieniche tipiche di chi dorme in strada. Questo servizio è usufruito indicativamente da 35 persone al giorno, alcune delle quali provengono da fuori provincia.

Per aiutare Sr. Maria Teresa e Sr. Liliana a svolgere questa opera caritatevole, chiediamo alle persone che volessero contribuire di consegnare in Casa Sacro Cuore, dove il gruppo sposi  si renderà disponibile per il ritiro

Dal 27 aprile al 3 maggio,  dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 raccoglieremo:

  • Biancheria intima maschile (mutande, corpetti, canottiere, calze, ecc.)  nuova o in ottime condizioni.
  • Prodotti per l’igiene personale (bagnoschiuma, lamette monouso, schiuma da barba, ecc.)
  • Prodotti per l’igiene della casa (chi usa le docce dorme per giorni in strada, anche gli ambienti devono essere disinfettati)

Ricordiamo che chi vive delle situazioni di disagio, mantiene comunque la propria dignità, quindi la biancheria dovrà essere nuova o in ottime condizioni. 
Attenzione: consegnare solo quanto richiesto, tutto il resto non potrà essere accettato.

Ringraziamo quanti daranno il proprio contributo
Il gruppo “Cana”

Giornate che ci hanno fatto pensare, la morte di Eluana

di , 14 Febbraio 2009

 In questi giorni in cui abbiamo pregato per la vita di questa giovane donna, e la abbiamo ricordata per la sua morte, abbiamo pure ascoltato tante voci.  Voci che alle volte  ci hanno disorientato e non ci hanno aiutato a comprendere la realtà di quello che stava accadendo.  Desideriamo offrire le Parole del Papa, pronunciate durante la celebrazione  nella Giornata mondiale degli ammalati. La sua  è una  Voce  che ci aiuta a comprendere delle verità sulle quali siamo chiamati a fondare le nostre risposte agli interrogativi che un fatto così, ci ha provocato.

“Questa Giornata invita a far sentire con maggiore intensità ai malati la vicinanza spirituale della Chiesa, la quale, co­me ho scritto nell’enciclica Deus caritas est, è la famiglia di Dio nel mondo, all’interno della quale nessuno deve soffrire per mancanza del necessario (cfr n. 25 b). Al tempo stesso, quest’oggi ci è data l’opportunità di riflettere sull’espe­rienza della malattia, del dolore, e più in generale sul senso della vita da realizzare pienamente anche quando è sofferente. Nel messaggio per l’odierna ricor­renza ho voluto porre in primo piano i bambini ammalati, che sono le creature più deboli e indifese. È vero! Se già si resta senza parole davanti a un adulto che soffre, che dire quando il male colpisce un piccolo innocente?  Come percepire anche in situazioni così difficili l’amore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova? Sono frequenti e talora inquietanti tali interrogativi, che in verità sul piano semplicemente umano non trovano adeguate risposte, poiché il dolore, la malattia e la morte restano, nel loro significato, insondabili per la nostra mente. Ci viene però in aiuto la luce della fede.  La Parola di Dio ci svela che anche questi mali sono misteriosamente «abbracciati» dal disegno divino di salvezza; la fede ci aiuta a ritenere la vita umana bella e degna di essere vissuta in pienezza pur quando è fiaccata dal male. Dio ha creato l’uomo per la felicità e per la vita, mentre la malattia e la morte sono entrate nel mondo come conseguenza del peccato.   Ma il Signore non ci ha abbandonati a noi stessi; Lui, il Padre della vita, è il medico per eccellenza dell’uomo e non cessa di chinarsi amorevolmente sull’umanità sofferente. Il Vangelo mostra Gesù che «scaccia gli spiriti e guarisce coloro che sono ammalati » ( Mt 8, 16), indicando la strada della conversione e della fede come condizioni per ottenere la guarigione del corpo e dello spirito. Con la sua passione e morte Egli ha assunto e trasformato fino in fondo la nostra debolezza. Ecco perché – secondo quanto ha scritto il servo di Dio Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Salvifici doloris – « soffrire significa diventare particolarmente suscettibili, particolarmente aperti all’opera delle forze salvifiche di Dio, offerte all’umanità in Cristo » (n. 23).

Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto sempre più che la vita dell’uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento. La vita è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno. Ancor più è necessario circondare di premure e rispetto chi è ammalato e sofferente. Questo non è sempre facile; sappiamo però dove poter attingere il coraggio e la pazienza per affrontare le vicissitudini dell’esistenza terrena, in particolare le malattie e ogni ge­nere di sofferenza. Per noi cristiani è in Cristo che si trova la risposta all’enigma del dolore e della morte. La partecipazione alla Santa Messa, come voi avete appena fatto, ci immerge nel mistero della sua morte e risurrezione.   Ogni celebrazione eucaristica è il memoriale perenne di Cristo crocifisso e risorto, che ha sconfitto il potere del male con l’onnipotenza del suo amore.  È dunque alla « scuola » del Cristo eucaristico che ci è dato di imparare ad amare la vita sempre e ad accettare la nostra apparente impotenza davanti alla malattia e alla morte”

Benedetto XVI

Una scelta preferenziale: i poveri

di , 14 Dicembre 2008

“È tempo di ricordare che un uomo, per quanto lacero, vale più del decoro di un marciapiede.  E’ ora di riaprire il Vangelo della Carità per ritrovare i poveri alla porta di casa e accoglierli in quanto sono Cristo stesso.  Anche le leggi e i politici dovranno rivedere comportamenti razzisti e disumani perche dietro gli stracci di un povero o di un migrante c’è prima di tutto una persona!”

Scalpore e sconcerto hanno fatto qualche mese fa le parole di Mons.  Vittorio Nozza Direttore della Caritas Italiana sulla realtà dei poveri che anche a Venezia ha sempre avuto un osservatorio e una porta aperta di accoglienza per senza fissa dimora “di casa nostra”, immigrati e poveri di passaggio.

Sembra diventato normale – prosegue mons.  Nozza – interdire ai poveri città che passano per essere patrimonio dell’umanità.  Mentre lo sono solo per chi se lo può permettere.  Politica e opinione pubblica sono preda di bugie ed emergenze permanenti.  Ma la vera emergenza resta la solidarietà.  Ne scaturiscono atti che ledono i diritti di migranti ed esclusi.   Stupisce anche l’enfasi con cui decisioni politiche provocate dalla paura iniettata ad arte dalla televisione, sono cucinate e servite agli italiani ogni giorno. 

La mensa dei poveri Alla solidarietà, di cui non si parla più, si è sostituita la legge del più forte e la difesa dei nostri privilegi invece che la difesa dei diritti dei più deboli.  Senza esitazioni, senza incertezze, senza posare lo sguardo sulla sofferenza di chi tende la mano ma evita gli sguardi dei passanti.  Forse è tempo di ricordare, che rovistare in un cassonetto o nell’immondizia non è un divertimento per nessuno.  Tantomeno per un povero“.

Lo sanno bene gli operatori della nostra Mensa di Betania, che con dedizione instancabile mettono davanti a tutti il povero, come ci richiama Papa Benedetto nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: “Bisogna superare lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli”.  E’ l’Avvento e il Natale il tempo giusto per rivedere i nostri stili di vita e orientare cuore e…denaro alle necessità di poveri. Fin da ragazzi dovremo educarci alla carità e per questo ogni anno la Diocesi chiama tutti i piccoli in Cattedrale per la Festa della Carità.

Già Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di « abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e popoli – come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto ».  E Benedetto XVI augura: “ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di buona volontà, rivolgo pertanto il caldo invito ad allargare il cuore verso le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso“.

Don Nandino e don Carlo   

Panorama Theme by Themocracy