Tag articolo: carnevale

L’Imposizione delle Sacre Ceneri.

commenti Commenti disabilitati su L’Imposizione delle Sacre Ceneri.
di , 5 Marzo 2014

mercoledi_delle_ceneriCon l’espressione Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o, più semplicemente, Le Ceneri), si intende il mercoledi precedente la prima domenica diQuaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l’inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico “forte” a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni. Proprio in riferimento a queste disposizioni ecclesiastiche sono invalse alcune locuzioni fraseologiche come carnevale (dal latino carnem levare, cioè “eliminare la carne”)[] o martedì grasso (l’ultimo giorno di carnevale, appunto, in cui si può mangiare “di grasso”).La parola “ceneri” richiama invece in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta[2] sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima. Per questo il rito dell’imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai»[3] o la più recente «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), introdotta dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano II con riferimento all’inizio della predicazione di Gesù. Nel rito ambrosiano, in cui la Quaresima è posticipata di quattro giorni e inizia la domenica immediatamente successiva (e in cui pertanto il carnevale termina con il “sabato grasso”), l’imposizione delle ceneri avviene o in quella stessa prima domenica di Quaresima oppure, preferibilmente, il lunedì seguente. Il giorno di digiuno e astinenza viene invece posticipato al primo venerdì di Quaresima.Mentre la tradizione popolare meneghina fa risalire il proprio carnevale prolungato, o “carnevalone”, a un “ritardo” annunciato dal vescovo di Milano sant’Ambrogio, impegnato in un pellegrinaggio, nel tornare in città per celebrare i riti quaresimali, in realtà la diversa datazione della festa mobile delle Ceneri dipende da un consolidato e più antico computo cronologico dei quaranta giorni della Quaresima, conservato peraltro anche nel rito bizantinoL’imposizione delle ceneri sul capo del pontefice, che tradizionalmente avveniva nella basilica di Sant’Anastasia al Palatino per mano del cardinale protovescovo, per almeno cinque secoli si è svolta in silenzio. Stando alla dissertazione scritta dal cardinal Niccolò Maria Antonelli nel 1727,[6] il rito era piuttosto antico, anteriore a papa Gregorio I (VI secolo), e si svolgeva «dicendo sacra illa verba: Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris» perlomeno fino al pontificato di papa Celestino III (1191-1198), mentre l’assenza di qualsiasi formula rituale («nihil dicendo») è sicuramente attestata con papa Urbano VI(1378-1389) ma potrebbe essere anticipata con buone ragioni all’inizio del Trecento..Dalla basilica di Sant’Anastasia prendeva poi le mosse la solenne processione penitenziale che, a piedi scalzi (almeno fino al XII secolo), saliva fino alla prima stazione quaresimale della basilica di Santa Sabina, sull’Aventino, dove i pontefici celebravano la messa stazionalee pronunciavano la loro omelia del Mercoledì delle Ceneri. Interrotta nel Settecento e ripresa da papa Giovanni XXIII nel 1962, facendola però iniziare dalla chiesa benedettina di Sant’Alselmo, a poca distanza da Santa Sabina, questa tradizione è stata continuata anche dai suoi successori, con l’unica eccezione del 2013 quando, in seguito alle dimissioni di papa Benedetto XVI, «le circostanze hanno suggerito di radunarsi nella Basilica Vaticana»

Venezia e il “suo Carnevale”.

commenti Commenti disabilitati su Venezia e il “suo Carnevale”.
di , 26 Febbraio 2014

DSC_0531-2Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta.
L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.
Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Evidentemente tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all’interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico dei suoi cittadini
Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.
In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.
Durante il Carnevale le attività e gli affari dei veneziani passavano in secondo piano, ed essi concedevano molto del loro tempo a festeggiamenti, burle, divertimenti e spettacoli che venivano allestiti in tutta la città, soprattutto in Piazza San Marco, lungo la Riva degli Schiavoni e in tutti i maggioricampi di Venezia. È comunque nel XVIII secolo che il Carnevale di Venezia raggiunge il suo massimo splendore e riconoscimento internazionale, diventando celeberrimo e prestigioso in tutta l’Europa del tempo, costituendo un’attrazione turistica ed una mèta ambita da migliaia di visitatori festanti.
Sono di quest’epoca le famigerate avventure che videro protagonista, a Venezia, uno dei più celebri personaggi del tempo: Giacomo Casanova. Scrittore veneziano molto prolifico, fu tuttavia maggiormente conosciuto come uno dei massimi esponenti dell’aspetto libertino della Venezia di quel tempo. Citato ancora oggi per la sua nomea di seduttore, creò il suo personaggio quasi mitico grazie alle partecipazioni a feste tra le più lussuriose, agli episodi amorosi più piccanti e alle incredibili traversie alle quali andò incontro nella sua vita sregolata, che portarono avventure, scandalo e vivacità ovunque si recasse.
Nel 1797, con l’occupazione francese di Napoleone e con quella successiva austriaca, nel centro storico la lunghissima tradizione fu interrotta per timore di ribellioni e disordini da parte della popolazione. Solamente nelle isole maggiori della Laguna di Venezia, come Burano e Murano, i festeggiamenti di Carnevale proseguirono il loro corso, anche se in tono minore, conservando un certo vigore ed allegria.
Solo nel 1979, quasi due secoli dopo, la secolare tradizione del Carnevale di Venezia risorse ufficialmente dalle sue ceneri, grazie all’iniziativa e all’impegno di alcune associazioni di cittadini e al contributo logistico ed economico del Comune di Venezia, del Teatro la Fenice, della Biennale di Venezia e degli enti turistici.
Nel giro di poche edizioni, grazie anche alla visibilità mediatica riservata all’evento e alla città, il Carnevale di Venezia è tornato a ricalcare con grande successo le orme dell’antica manifestazione, anche se con modalità ed atmosfere differenti
Le singole edizioni annuali di questo nuovo Carnevale sono state spesso contraddistinte e dedicate ad un tema di fondo, al quale ispirarsi per le feste e gli eventi culturali di contorno. Alcune edizioni sono state anche caratterizzate da abbinamenti e gemellaggi con altre città italiane ed europee, fornendo in questo modo un ulteriore coinvolgimento dell’evento a livello internazionale
L’attuale Carnevale di Venezia è diventato un grande e spettacolare evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo che si riversano in città per partecipare a questa festa considerata unica per storia, atmosfere e maschere. Auguriamoci che anche questa edizione 2014 sia per tutti oltre che motivo di gioia e di festa, un’occasione per scoprire Venezia nella sua “vera realtà” di città unica al mondo “bella,fragile “ ma soprattuto ancora “ una città a “ dimensione umana” che sa offrire al mondo il suo aspetto immutabile di arte storia e cultura universale.

Halloween e i suoi fratelli …

commenti Commenti disabilitati su Halloween e i suoi fratelli …
di , 30 Ottobre 2009

UN’ ONDA NEOPAGANA SULLE RICORRENZE CRISTIANE  CHE SCANDISCONO L’ANNO 
Halloween e i suoi fratelli  ma il tempo dell’uomo non è moda 
( di Mimmo Muolo da  Avvenire

Da qualche anno assistiamo anche per la solennità di Tutti i Santi a un fenomeno che, sia pure con modalità e tempi  diversi, si è già manifestato per le altre fondamentali feste cristiane.  Una sorta di ‘scippo’ o, se si preferisce, una specie  di ritorsione storicoculturale,  rispetto al dinamismo liberante con cui le prime comunità dell’era apostolica e subapostolica  avevano sovrapposto a festività pagane la celebrazione di eventi legati all’annuncio della Buona Novella  (esemplare il caso del Natale, fissato al 25 dicembre in coincidenza anche simbolica con il solstizio d’inverno).  Duemila anni dopo accade invece che – talvolta sotto la spinta di esigenze commerciali – festeggiamenti ispirati a  una mentalità vagamente neopagana rischiano di avere il sopravvento rispetto alle corrispondenti feste cristiane.  Per  fortuna, almeno finora, il fenomeno è limitato ai suoi riflessi mediatici e comunicativi.  Ma si sa che certi media (e le  corrispondenti élite economiche e culturali) tendono sempre più a costruire e modificare la realtà, piuttosto che a rappresentarla.  E dunque, pur senza usare toni apocalittici, è bene prendere in seria considerazione ciò che sta accadendo. 

Che cosa sta avvenendo, dunque? 
Limitiamoci all’osservazione di quattro delle più importanti feste cristiane.  Natale è talvolta – specie nel nostro mondo  occidentale – una festa senza festeggiato.  O meglio con un surrogato di festeggiato (Babbo Natale, di cui è evidente  la matrice consumistica), messo al posto dell’originale, cioè Gesù Bambino.  Pasqua rischia di diventare la festa  della primavera, l’Assunta di essere assorbita nel solleone del Ferragosto e tutti i Santi, appunto, di passare in secondo  piano rispetto alla carnevalata di Halloween. 

Carnevalata, certo, con la sua grottesca rappresentazione dell’orrido e di un aldilà popolato da creature dannate e  infelici.   Tuttavia, pur non sopravvalutando ciò che in effetti questo evento è (una moda le cui implicazioni commerciali sono  quanto mai scoperte, dato l’indotto di gadget, maschere e travestimenti che si porta appresso), non è bene neanche  farlo passare completamente sotto silenzio, dato l’impatto che una simile rappresentazione può avere soprattutto sulle  giovani generazioni. 

All’inizio del ‘decennio dell’educazione’ – la sfida che la Chiesa italiana propone a se stessa e all’intera società – è  legittimo impegnarsi come e più che in passato per riaffermare la verità storica (oltre che i contenuti di fede) di tutte le  feste cristiane a rischio di ‘scippo’.  Così come è legittimo, nel caso di Halloween, l’interrogativo sul segnale che questa  moda soprattutto giovanile ci trasmette.  Paura del futuro? 
Sfida estrema a questa stessa paura, dato che per la mentalità dominante anche il semplice averla, la paura, sentimento  umanissimo e naturale, è considerato un segnale di debolezza?  Oppure incapacità di avere speranza, perdita  del senso della vita e quindi anche della morte? 

Come si vede, domande impegnative che rimandano a una fede pensata e a una vicinanza agli uomini e alle donne  del nostro tempo, in qualunque situazione si trovino.  Per limitarci al dualismo HalloweenTutti  i Santi, basti ricordare  che proprio nella rappresentazione dell’aldilà esse sono agli antipodi.  Con tutto il rispetto di chi la pensa diversamente,  noi vorremmo tenerci stretta, e proporla senza costrizioni, la visione trascendente cristiana.  Per cui, grazie al sacrificio  salvifico di Cristo liberamente accolto nella nostra vita terrena, siamo attesi da un destino di beatitudine eterna.  Per le carnevalate ci sono altri spazi.  A Carnevale, appunto.  Perché semel in anno licet insanire, come dicevano gli  antichi Romani.  Semel,  cioè una volta all’anno.  Due o più rischiano di diventare troppe.  Il tempo dell’umano non può essere scandito dalle  mode.

Thinking day 2009

di , 7 Marzo 2009

Come ogni anno arriva la fine di febbraio, ed il giorno 22 tutti gli scout e le guide del mondo celebrano il “Thinking day” ovvero la giornata del ricordo, ricordo della data di nascita di Sir Robert Baden Powell e di sua moglie Olave.
Quest’anno il carnevale ha fatto slittare la festa ai primi di marzo, ma questo ci ha consentito di riflettere di “pensare”.
Per questa riflessione chiediamo aiuto ad alcuni articoli della legge scout:
La guida e lo scout si rendono utili ed aiutano gli altri,
La guida e lo scout sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout,
La guida e lo scout sono laboriosi ed economi.
Ma cosa hanno in particolare questi tre articoli ? Niente ! se non fosse che interpretano lo spirito e lo stile che gli scout si prefiggono nella relazione tra le persone, in questo periodo non facile dal punto di vista valoriale, sociale ed economico.
Lo spirito di servizio, la solidarietà e la fratellanza, l’attenzione ed iol rispetto per l’uso delle cose, l’essenzialità e l’attitudine “al fare”, rappresentano di per sé importanti fattori per vivere la proposta scout.
Baden Powell nel suo ultimo messaggio ci ricorda: “Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri” e conclude “La felicità non dipende dalla ricchezza né dal successo nella carriera, né dal cedere alle proprie voglie”.
Anche noi crediamo nel Signore che ci invita alla fratellanza, una fratellanza che si possa vivere e manifestare nell’aiuto reciproco, nell’attento e discreto interesse verso chi ha problemi e per questi si isola e non partecipa alla vita sociale e comunitaria. In questo momento di difficoltà sociali, di mancanza di valori e di sicurezze economiche, è importante stare vicini ai giovani, incoraggiarli ad avere fiducia nel domani, ad impegnarsi per essere capaci di superare la precarietà che affligge il nostro tempo e puntare sul proprio futuro con occhi di speranza e di coraggio. Questo diventa il nostro messaggio ed il nostro impegno oggi ed in questo anno nel quale ricorre il 90° anniversario della nascita dello scoutismo a Murano.
                      La Co.Ca. di Murano  (Comunità Capi AGESCI Murano 1)

Torna il carnevale di Murano

di , 14 Febbraio 2009

Domenica 22 Febbraio 2009  torna il “Carnevale di Murano”, a cui tutti sono invitati.

  • Ore 09:00: Messa a San Pietro
  • Ore 10:15:  Ritrovo in Campo San Stefano
  • Ore 10:30:  Partenza della sfilata in maschera per le rive di Murano. Le barche del “Gruppo remiero Murano” in collaborazione con il “Centro Musica” seguiranno la sfilata con addobbi carnevaleschi e supporto musicale.
  • Ore 11:45  Conclusione della sfilata in campo San Donato e successiva assegnazione del titolo di “Miss Frittola 2009

 

Bando per la partecipazione al concorso “Miss Frittola 2009”
Ogni signora / signorina (ma anche signori !) che desidera partecipare al concorso dovrà portare un kilo di frittelle (o 20 frittelle)  in Casa Sacro Cuore entro le ore 10:30 di Domenica 22 Febbraio, dove un gruppo di esperti “valuterà” e premierà “la fritola piu bona de Muran

Le "Fritoe" venezianeStoria e Ricetta dee “fritoe”
Indiscussa regina dei dolci veneziani, la frittella, o meglio “ea fritoa”, si presta a vivere, con il Carnevale, il suo momento magico. Da sempre considerata il dolce nazionale della Repubblica Serenissima, “gustata” non solo a Venezia, ma in tutto il territorio veneto friulano, fina quasi alle porte di Milano, “ea fritoa” veniva prodotta esclusivamente dai fritoleri, che quasi a sottolineare questa loro ufficialità, nel ‘600 si costituirono in associazione. Anche se l’autentica frittella rimane comunque quella veneziana, in tutto il Veneto si diffusero ricette locali, dove troviamo quelle confezionate con frutta immersa nella pastella o con fiori o con ortaggi, in alcuni casi perfino con erbe spontanee di prato e di monte e ancora con il riso e la polenta.

Descrizione della ricetta originale

Ingredienti:
farina bianca “00”, uvetta sultanina, zucchero, uova, latte, lievito di birra, zucchero vanigliato, sale, olio di semi, aromi (buccia di limone o arancio)

Preparazione:
Mescolare in una terrina la farina con latte, uova e zucchero, facendone un impasto abbastanza tenero – aggiungere un pizzico di sale – un po’ di lievito di birra – uva sultanina bagnata ed infarinata e si rimesta molto bene cercando che tutto si amalgami – lasciare lievitare il composto, coperto con un tovagliolo, in un luogo tiepido, per alcune ore. Lavorare di nuovo il composto, aggiungendo, se occorre, un po’ d’acqua per avere un impasto fluido. Versare a cucchiaiate l’impasto in una padella con molto olio bollente, e quando si rapprende, voltarlo con una schiumarola fino a che prende un color marrone chiaro. Quando pronte, levarle con una schiumarola, posare su una carta assorbente, servendole a cupola su un piatto, coperte da un velo di zucchero vanigliato.

L’evento è in partecipazione con la Municipalità Venezia-Murano-Burano (delegazione di zona di Murano) ed il Gruppo Scout “Murano 1”

“Disegno il Carnevale”

di , 26 Gennaio 2009

CarnevaleSiete pronti con matita e colori per rendere il Carnevale ancora più allegro e scherzoso? Sì?!

Allora diamo il via al primo concorso “Disegno il Carnevale” rivolto a tutti i bambini e i ragazzi che hanno voglia di mettere in gioco la loro fantasia e creatività per realizzare una personale opera d’arte.

Per partecipare basta consegnare il proprio elaborato, corredato di nome, cognome e data di nascita, domenica 8 febbraio presso la Chiesa S. Pietro Martire di Murano.

Una giuria di “esperti” decreterà i vincitori e la premiazione avverrà domenica 15 febbraio alle ore 11.45 presso il Patronato di Rio – Chiesa S. Pietro

Forza allora… liberate la vostra creatività artistica!!

Scarica la locandina

Panorama Theme by Themocracy