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Il nuovo anno di catechesi

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di , 18 Settembre 2010

Con lunedì 27 settembre riprenderà il cammino di catechesi per tutti i bambini, ragazzi, giovanissimi e giovani. I giorni del catechismo ed altre notizie verranno date direttamente ai genitori negli incontri che si faranno nei prossimi giorni secondo il calendario che viene riportato qui sotto.  Speriamo che a questi appuntamenti non manchi nessun genitore, magari sarebbe bello che potessero venire mamma e papà. 
Ricordiamo che i primi catechisti e testimoni sono proprio i genitori.

Gli incontri genitori si tengono in sala San Gerardo:

lunedi’ 20 settembre:

  • Ore 17.00  genitori gruppi Arcobaleno 2 e 3
  • Ore 19.00  genitori Mamre 4
  • Ore 21.00  genitori Mamre 5

martedi’ 21 settembre:

  • Ore 17.00  genitori Sichem 3
  • Ore 21.00  genitori Sichem 1 e 2

Settimana della bibbia

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di , 13 Marzo 2010

Conosci la tua cChiesa
L’intento quest’anno è quello di riuscire a riflettere e a soffermarsi sugli aspetti caratterizzanti  delle nostre comunità – ecco perchè la “c” minuscola di chiesa –  ma nella prospettiva più ampia di appartenenza  alla Chiesa Madre Universale – “C” maiuscola di Chiesa “.    Ecco perché i vari momenti di incontro  verteranno sulle 4 finalità della visita pastorale attraverso le proposte scelte. 

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 Programma: 

  • Domenica 14 marzo:  intronizzazione della bibbia in ogni chiesa parrocchiale
  • Lunedì 15 marzo: ore 20.45  a San Felice: lectio divina: “uniti in comunione”. Riflessione del vescovo  ausuliare mons beniamino pizziol (riferimento alla prima finalità “rigenerare il popolo di dio”) 
  • Mercoledì 17 marzo ore 17.15:  Mostra del disegno a cura dei ragazzi del catechismo,  chiesa della maddalena (riferimento alla seconda finalità “educare al pensiero di cristo”); 
  • Giovedì 18 marzo a Madonna dell’Orto (Scuola dei mercanti) ore 20.45:  proiezione del film “la via della croce” di serena nono.  Partecipano gli autori e “attori” della casa dell’ospitalità di sant’alvise,  segue dibattito.  (riferimento alla terza finalità “educare al gratuito”);  
  • Lunedì 22 marzo a Madonna dell’Orto (Scuola dei mercanti) ore 20.45:  Presentazione della quarta  finalità della visita pastorale “educare alla missionarietà e alla mondanità”

Settimana della Bibbia 2010

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di , 6 Marzo 2010

Dal 14 al 22 marzo ricorre la settimana della Bibbia 2010, in preparazione della visita pastorale   

  • Domenica 14 marzo:  intronizzazione della bibbia in ogni chiesa parrocchiale 
  • Lunedì 15 marzo:  lectio divina: “uniti in comunione” ore 20.45 a San Felice a cura del Vescovo Ausuliare Beniamino  Pizziol 
  • Mercoledì 17 marzo:  mostra del disegno a cura dei ragazzi del catechismo, ore 17.15  chiesa della  Maddalena 
  • Giovedì 18 marzo:  proiezione del film “La via della croce di serena nono”.  Madonna dell’Orto — Scuola dei mercanti ore 20.45.  Partecipano gli autori e “attori” della casa dell’ospitalità di  Sant’Alvise,  segue dibattito. 
  • Lunedì 22 marzo:  presentazione della quarta finalità della visita pastorale “educare alla missionarietà e alla mondanità”.  Madonna dell’orto — Scuola dei mercanti ore 20.45 

Catechesi per i bambini

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di , 21 Febbraio 2010

Alcune persone che già svolgono servizio di catechismo si sono rese disponibili per le quattro  domeniche di quaresima per un breve percorso di catechesi per i bambini di seconda elementare  – l’ Arcobaleno 2 visto che quest’anno non c’erano catechisti disponibili per  coprire questa classe questi bambini vivranno da oggi il primo approccio con il catechismo e  alcuni anche con la Messa… 
Questo vuol essere un invito a fare riflettere tutta la comunità sul bisogno urgente  di persone volenterose che si interroghino e se percepiscono il desiderio di mettersi in gioco per iniziare questo  servizio fondamentale nella comunità cristiana che aiuta a maturare nella fede prima noi stessi e poi i  bambini. 

Chiunque fosse almeno incuriosito non esiti a contattare don Carlo

L’Adorazione permanente

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di , 16 Gennaio 2010

Per diventare “contempl-attivi”
San Benedetto insegnava ai suoi monaci a vivere la regola “Ora et labora”, prega  e lavora.  Questa regola ha scandito e scandisce ancora la vita non solo dei monaci, ma di ogni  credente, di ogni discepolo di Cristo, perche essa non fa altro che rendere concreto  quello che già i Vangeli ci dicono che viveva Gesù. 
Egli sentiva la necessita di pregare  e di ritrovare cosi il legame profondo col Padre, ricordiamo in particolare questo passo  evangelico che ci narra proprio il compimento della Missione :  “Giunsero intanto a un  podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, mentre io prego”.  Prese con se Pietro, Giacomo e Giovanni e comincio a sentire paura e angoscia.  Gesù disse loro:  “La mia anima e triste fino alla morte.  Restate qui e vegliate”.  Poi, andato un po’ innanzi, si  getto a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora.  E diceva: “Abbà, Padre!  Tutto e possibile a te, allontana da me questo calice!  Pero non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi  tu”.  (Marco 14) 

Le nostre parrocchie spesso si sono lasciate tentare da un” fare staccato dal pregare”,  pensando che fosse più importante l’fazione rispetto alla preghiera, e relegando questa  ad occasioni particolari.  Questo distacco tra preghiera e servizio ha portato le parrocchie  e noi che le formiamo, a cadere spesso in una autoreferenzialità, portando più se  stessi che il Signore.

Iniziare questa esperienza dell”Adorazione permanente significa ridare significato al  nostro vivere la comunità e servire la comunità centrandolo in Cristo e diventare cosi  dei contempl-attivi , cioè persone che vivono centrati in Gesù e a partire da lui  qualsiasi iniziativa o esperienza che realizzano: “L’ adorazione e la disposizione fondamentale  dell’uomo che si riconosce creatura davanti al suo Creatore.  Essa esalta la  grandezza del Signore che ci ha creati [Cf => Sal 95,1-6 ] e l’onnipotenza del Salvatore  che ci libera dal male.  E’ la prosternazione dello spirito davanti al “Re della gloria”  ( => Sal 24,9; 2628 => Sal 24,10 ) e il silenzio rispettoso al cospetto del Dio “sempre  più grande di noi” [Cf Sant’Agostino, Enarratio in Psalmos, 62, 16].  

L’adorazione del  Dio tre volte santo e sommamente amabile ci colma di umiltà e da sicurezza alle nostre  suppliche” (Dal catechismo della Chiesa Cattolica) 

Don Carlo

I Precetti della Chiesa

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di , 16 Gennaio 2010

Spesso diamo per scontato di ricordarci tutto…..  ma ne siamo veramente sicuri di conoscere quali sono i fondamenti della nostra  Fede.  In questa pagina vogliamo ricordare, in breve, le basi della vita di ogni cristiano e i principi della Chiesa Cattolica.  Tanto per rinfrescarci la memoria iniziamo dai  Precetti della Chiesa (tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

I precetti della Chiesa si collocano in questa linea di una vita morale che si aggancia alla vita liturgica e di essa si nutre.  Il carattere  obbligatorio di tali leggi positive promulgate dalle autorità pastorali, ha come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile nello spirito  di preghiera e nell’impegno morale, nella crescita del l’amore di Dio e del prossimo. 

  • Il primo precetto (« Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni  del lavoro ») esige dai fedeli che santifichino il giorno in cui si ricorda la risurrezione del Signore e le particolari festività liturgiche  in onore dei misteri del Signore, della beata Vergine Maria e dei santi, in primo luogo partecipando alla celebrazione eucaristica in cui si riunisce  la comunità cristiana, e che riposino da quei lavori e da quelle attività che potrebbero impedire una tale santificazione di questi giorni. 
  • Il secondo precetto (« Confessa i tuoi peccati almeno una volta all’anno ») assicura la preparazione all’Eucaristia attraverso la  recezione del sacramento della Riconciliazione, che continua l’opera di conversione e di perdono del Battesimo. 
  • Il terzo precetto (« Ricevi il sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua ») garantisce un minimo in ordine alla recezione del  Corpo e del Sangue del Signore in collegamento con le feste pasquali, origine e centro della liturgia cristiana. 
  • Il quarto precetto (« In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno ») assicura i  tempi di ascesi e di penitenza, che ci preparano alle feste liturgiche e a farci acquisire il dominio sui nostri istinti e la libertà di cuore. 
  • Il quinto precetto (« Sovvieni alle necessità della Chiesa ») enuncia che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali  della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità. 

La fedeltà dei battezzati è una condizione fondamentale per l’annunzio del Vangelo e per la missione della Chiesa nel mondo.  Il messaggio  della salvezza, per manifestare davanti agli uomini la sua forza di verità e di irradiamento, deve essere autenticato dalla testimonianza  di vita dei cristiani.  « La testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito soprannaturale  hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio ». 
Poiché sono le membra del corpo di cui Cristo è il Capo, i cristiani contribuiscono all’edificazione della Chiesa  con la saldezza delle loro convinzioni e dei loro costumi.  La Chiesa cresce, si sviluppa e si espande mediante la santità  dei suoi fedeli, finché arriviamo tutti « allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di  Cristo » (Ef 4,13).  
Con la loro vita secondo Cristo, i cristiani affrettano la venuta del regno di Dio, del « regno di giustizia, di amore  e di pace ».  Non per questo trascurano i loro impegni terreni; fedeli al loro Maestro, ad essi attendono con rettitudine,  pazienza e amore.

Adorazione Eucaristica permanente

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di , 10 Gennaio 2010

Da martedi 19 gennaio  inizia nelle nostre parrocchie questa esperienza che ci vedrà sostare davanti a Gesù Eucaristia per ridare centralità alla sua Presenza nella vita personale e Comunitaria ( i giorni dell’adorazione sono martedì a San Pietro dalle 8 alle 12, e il giovedì a San Donato dalle 15 alle 21).  Il catechismo della Chiesa Cattolica così ci parla al riguardo.  L’Eucaristia è “fonte e apice di tutta la vita cristiana” [Conc.  Ecum.  Vat.  Il, Lumen gentium, 11].  “Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati.  Infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua” [Conc.  Ecum.  Vat.  Il, Presbyterorum ordinis, 5]. 

Il Venerabile Papa Giovanni Paolo II in una sua enciclica così si esprimeva: “Spetta ai Pastori incoraggiare, anche con la testimonianza personale il culto eucaristico, particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento, nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie eucaristiche.   È bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cfr Gv 13, 25), essere toccati dall’amore infinito del suo cuore. 

Se il cristianesimo deve distinguersi, nel nostro tempo, soprattutto per l’« arte della preghiera », come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore, davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento?  Quante volte, miei cari fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno!  “( Dalla Enciclica “Ecclesia de Eucarestia”). 

L’invito che rivolgo a me stesso e a tutti voi è di non aver paura di sostare davanti al Santissimo, donando un’ora del nostro tempo a Gesù, riceveremo molto di più di quello che ci immaginiamo.  Nelle nostre chiese troverete dei moduli per dare l’adesione, questo servirà per costruire un calendario e così dare ordine a questa esperienza.  Restituite i moduli in sacrestia a San Donato così da preparare il calendario, speriamo in una ampia partecipazione, così da avere tanti di noi la possibilità di stare con Gesù in preghiera, per noi stessi, per le persone delle nostre parrocchie, per la nostra isola, per tutta l’umanità. 

Don Carlo

Festa della dedicazione e dei lustri di matrimonio

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di , 7 Novembre 2009

San PietroQuesta domenica nelle nostre parrocchie festeggeremo la dedicazione  delle Chiese, ricorderemo cioe il giorno in cui sono  state consacrate, inoltre festeggeremo gli anniversari dei matrimoni. 

Apparentemente sembrano due feste distinte, ma in verita non e cosi. 
Se è vero che  quando due sposi celebrano il loro matrimonio diventano Chiesa Domestica, allora ricordare  l’anniversario del matrimonio significa riconoscere il fatto che Dio ha stabilito una  sua dimora proprio nellfamore di queste due persone e l’ha resa luogo concreto di incontro  con Lui.  Cosi come la Chiesa quando viene consacrata diviene il Segno concreto della presenza  di Dio in mezzo alle nostre case, luogo dove incontrarlo personalmente e comunitariamente  nella preghiera e nell’Eucaristia.

Celebrata  Dal catechismo della Chiesa cattolica: La Chiesa domestica 

  • N.  1655 Cristo ha voluto nascere e crescere in seno alla Santa Famiglia di Giuseppe  e di Maria.  La Chiesa non e altro che la famiglia di Dio.  Fin dalle sue origini, il  nucleo della Chiesa era spesso costituito da coloro che, insieme con tutta la loro  famiglia, erano divenuti credenti [At 18,8 ].  Allorche si convertivano, desideravano  che anche tutta la loro famiglia fosse salvata [At 16,31 e Ë 11, 14].  Queste famiglie divenute credenti erano piccole isole di vita cristiana in un mondo  incredulo. 
  • San DonatoN.  1656 Ai nostri giorni, in un mondo spesso estraneo e persino ostile alla fede, le  famiglie credenti sono di fondamentale importanza, come focolari di fede viva e  irradiante.  E’ per questo motivo che il Concilio Vaticano II, usando un’antica espressione,  chiama la famiglia Ecclesia domestica Chiesa domestica [Conc.  Ecum.  Vat.  II, Lumen gentium, 11; cf Giovanni Paolo II, Esort.  ap.  Familiaris consortio,  21].  E’ in seno alla famiglia che i genitori devono essere per i loro figli, con la  parola e con l’esempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione  propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale  [Conc.  Ecum.  Vat.  II, Lumen gentium, 11]. 

Le parole del Catechismo ci spiegano bene dunque il senso  della Festa che oggi celebriamo, facendo gli auguri alle  coppie che oggi ricordano il loro anniversario, vogliamo soprattutto  fare Festa al Signore che non ci fa mai mancare il  suo Amore e la sua presenza concreta in mezzo a noi. 

Don Carlo

Chiamati ad una spiritualità di Comunione

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di , 26 Settembre 2009

“Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che  ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio  e rispondere anche alle attese profonde del mondo.  Che cosa significa questo in concreto?  Anche qui il discorso potrebbe farsi immediatamente  operativo, ma sarebbe sbagliato assecondare simile impulso.  Prima  di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione,  facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si  plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell’altare, i consacrati,  gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità.  Spiritualità  della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della  Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci  stanno accanto.  ” (Giovanni Paolo II) 

Queste le parole con cui il vescovo ausiliare mons.  Beniamino, ci aiutato a scoprire il dono,  che la Diocesi offre alle comunità cristiane della nostra diocesi, con la proposta della  Comunità’ Pastorale.  Ci ha indicato le coordinate per poterla, un giorno, realizzare anche  qui a Murano. 

Ora tocca a noi

Con questa domenica riprendiamo il cammino, e lo stile che vogliamo assumere per viverlo  e quello della Spiritualità di Comunione, vale a dire scoprire che nell’altro, qualsiasi esso  sia, posso incontro Dio nella sua Trinità, cioè quel mistero di Comunione che racconta il  Signore nella storia.  Questa comunione è il fondamento di qualsiasi comunità sia quella  della famiglia, del gruppo, della parrocchia, della Diocesi, della Chiesa.  Il Papa ci dice che  sarebbe bello che questa comunione si imparasse e si insegnasse nella Chiesa, ed è questo  quello che iniziamo a vivere da oggi. 
Sperando che la nostra Chiesa di Murano possa diventare “la casa e la scuola della comunione“,  proponiamo ora i vari cammini di fede: 

  • L’iniziazione cristiana dei Bambini: con la Catechesi Biblica Simbolica per Arcobaleno 2 e  3 e Mamre 4 e il catechismo “tradizionale” per Mamre 5 e i gruppi Sichem 1-2-3
  • Il  post Cresima: con il cammino per i giovanissimi e giovani del Kairòs
  • La Catechesi degli adulti: con i Giovedì degli Adulti che si aprirà con l’adorazione e si  chiuderà con la penitenziale. 
  • I Gruppi di Ascolto, con le 12 icone che li accosteranno al Libro dell’Esodo. 
  • I Gruppi sposi, che mensilmente approfondiranno il dono dell’Amore sponsale e  dell’essere famiglia cristiana. 
  • E ancora il Cammino di formazione al Matrimonio Cristiano e gli incontri di preparazione  al Sacramento del Battesimo

Accanto a questi cammini di fede ci sono le esperienze dell’Agesci, le occasioni di incontro  per gli Anziani, il NOI del Patronato per l’animazione del tempo libero. 
A tutti auguro di cuore di trovare nelle nostre comunità “la casa e la scuola della comunione”. 

Don Carlo

Il Vangelo della Domenica, il commento di don Carlo

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di , 4 Luglio 2009

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
“Da dove gli vengono queste cose?.. Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?..” Sanno tutto di Gesù, lo inquadrano, ne conoscono la parentela eppure. La liturgia della Parola di questa domenica ci offre un brano di Marco che segna la svolta dell’attività missionaria del Cristo. Gesù e i suoi discepoli vengono a Nazareth, dopo aver predicato principalmente nei paesi introno al lago di Tiberiade. Gesù torna al paese natale, dove ha vissuto per trentanni circa. Apparentemente l’accoglienza sembra buona, “E molti, ascoltando, rimanevano stupiti”, ma presto il stupore si trasforma in scandalo. I suoi concittadini “sbattono contro” a Gesù, o meglio a quello che loro credevano di conoscere di lui. Si illudono di sapere chi sia veramente Gesù perché sanno “qualcosa”, chi sono i parenti, il mestiere che faceva quando abitava con loro. Lo inquadrano dentro alle poche e superficiali notizie che hanno nei suoi riguardi, credono così di sapere chi è veramente. “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?”così si dicono tra loro e non vogliono credere che lui è il Profeta. Sanno di chi è figlio, di chi è parente, ma non sanno chi Gesù veramente, non lo ascoltano davvero e lo rifiutano. Lo scandalo che produce Gesù agli abitanti di Nazareth è perché Lui non corrisponde più a quello che loro credono di sapere di Lui. Non vogliono accettare di uscire dalle poche e superficiali notizie, quasi chiacchere di paese, per incontrarlo davvero, per ascoltarloe scoprire così chi è  Gesù, che è anche figlio di Maria, fratello di, ma soprattutto è l’inviato dal Padre. Di fatto non si lasciano incontrare da Gesù, e così non incontrano Dio.
E noi? Crediamo di essere così diversi da loro? Questo può accedere anche a ciascuno di noi. Può succederci di avere la presunzione di sapere chi è  Gesù solo perché sappiamo qualcosa superficialmente di Lui. “Anch’io sono stato al catechismo”, “sono stato chierichetto” sono frasi che ogni tanto, forse spesso, mi sento dire per giustificare una lontananza dalla relazione personale con Gesù e dalla Chiesa. Sono espressioni che in qualche modo esprimono una conoscenza superficiale del Cristo, dicono di un incontro iniziato ma mai vissuto in pienezza, e arrivano spesso allo scandalo di fronte ai fatti che la vita propone. Capita così, forse molto più spesso di quello che pensiamo, di inquadrare Gesù dentro cornici storico-affettive che decidiamo noi. E’ il figlio di… significa che l’abbiamo già catalogato in una funzione che non ci tocca più di tanto. Da dove gli vengono queste parole, lo diciamo in riferimento al fatto che non ci fidiamo che Lui abbia parole vere sulla nostra vita perché non vogliamo cambiare di una virgola quello che siamo.
Il vangelo di oggi ci invita a riconoscere Gesù come il Profeta, quello che Dio manda: ” Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
 Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi,  e predicare un anno di grazia del Signore.  Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.  Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Così L’evangelista Luca racconta lo stesso fatto di Nazareth, spiegandoci meglio chi è questo profeta.  Accogliamo e ascoltiamo, mettiamoci alla scuola di “questo Profeta”, non stanchiamoci di cercare chi è veramente Lui. Non crediamoci conoscitori del Cristo per stupirci e meravigliarci sempre della sua Parola di Salvezza.

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