Tag articolo: celebrazioni

Orari delle celebrazioni

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di , 27 Dicembre 2009

31  Dicembre 2009 

  • Ore 17.00 a San Pietro:  Canto del “TE DEUM” 
  • Ore 18.30 a San Donato:  Canto del “TE DEUM”

 
Maria madre di Dio1°  Gennaio 2010 
Ss. Maria Madre di Dio – Giornata di preghiera per la pace

  • Ore 9.30 a San Donato:  “Veni Creator” 
  • Ore 11.00 a San Pietro:  “Veni Creator” 
  • Ore 18.30 a san Donato  S.Messa

6  Gennaio 2010
Epifania

  • Ore 08.00 a San Pietro: S.Messa
  • Ore 09.30 a San Donato: S.Messa
  • Ore 11.00 a San Pietro: S.Messa
  • Ore 18.30 a San Donato: S.Messa

Domenica 10 Gennaio 2010

  • Ore 08.00 a San Pietro: S.Messa
  • Ore 09.30 a San Donato: S.Messa
  • Ore 11.00 a San Pietro: S.Messa
  • Ore 18.30 a San Donato: S.Messa

Alle S. Messe delle 09.30 e 11.00: Celebrazione dei Battesimi

La Festa della Madonna della Salute nell’anno sacerdotale

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di , 21 Novembre 2009

Basilica della SaluteMons.  Lucio Cilia, rettore della Basilica della Salute, rivolge  l’invito a svolgere il pellegrinaggio con una particolare intenzione  legata all’Anno sacerdotale indetto dal Papa: “La Salute  è la chiesa del Seminario e chi viene in pellegrinaggio nella festa  della Madonna sa che lì incontrerà i seminaristi.  Tutto il  grande lavoro che rende possibile la festa è sostenuto quasi  esclusivamente dai giovani che si stanno preparando a diventare  preti.  Ogni mattina l’icona di Maria accoglie i seminaristi  per la celebrazioni della messa; ad ottobre e a maggio vi è la recita del rosario e il canto  delle litanie.  E’ in occasione del fioretto di maggio, sotto gli occhi benevoli di Maria e  l’ascolto attento e critico dei propri compagni, che tutti i futuri preti hanno pronunciato  le loro prime prediche.  Per questo motivo la Basilica è strettamente legata alla memoria  e al cuore di tanti preti”.  E quindi, prosegue mons.  Cilia nella riflessione pubblicata sul  prossimo numero di Gente Veneta, “la Madonna della Salute ci faccia una grazia particolare  quest’anno: ci doni di comprendere che cos’è un prete, per crescere nell’amore e  nella preghiera per chi ha ricevuto ed ha risposto ad una vocazione così grande”. 

Queste parole del Rettore del Seminario, don Lucio mi danno l’opportunità di ricordare  quanto la Madonna della Salute sia veramente legata alla Vocazione Sacerdotale di tanti  noi sacerdoti che all’ombra della Cupola della Basilica ci siamo  formati.  In quest’anno sacerdotale, credo sia importante che, assieme alle  richieste di grazie per se stessi o per la propria famiglia, andando  in pellegrinaggio all’Icona della Vergine, chiediamo pure la grazia  che dalle nostre Comunità Cristiane di Murano, possano sorgere  Vocazioni al Sacerdozio. 

Invito pure ad una preghiera per il  sottoscritto per l’impegno che il Signore mi ha affidato come Pastore  di queste Comunità di Murano. 

Don Carlo

Un anno con San Francesco

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di , 4 Ottobre 2009

FrancescoOggi la Chiesa celebra la festa di San Francesco, Patrono  d’Italia.  Esattamente da 800 anni, la vita della Chiesa universale  è segnata dalla testimonianza di questo giovane uomo di  Assisi che ad un certo punto della sua vita, insoddisfatto dello  stile che aveva, si converte totalmente a Cristo.  Questa  sua testimonianza di fede, povera e semplice, ha segnato la  vita di tanti giovani che da subito lo seguono, e che ancora  oggi ammirati dal suo coraggio di un “Amore più grande” lasciano  tutto per seguire Gesù Cristo, come l’ha seguito il santo Francesco. 

Anche ai nostri ragazzi, dei gruppi Sichem, la nostra diocesi propone la Testimonianza  di questo giovane del 1200, e li invita ad incontrarlo concretamente con un  pellegrinaggio che vivranno dal 16 al 18 Aprile 2010 proprio nella sua Terra  natale ad Assisi.  Da questa domenica iniziamo con loro un cammino che, speriamo,  possa portarli tutti a vivere questa tre giorni, con il Patriarca Angelo, e gli altri  ragazzi della Diocesi presso la Tomba del Santo innamorato di Cristo vivendo  questo amore nella povertà e nella fraternità. 

Voglio in questo giorno di Festa, dare un fraterno benvenuto a Don Francesco, a  cui facciamo gli auguri, che in questi giorni è giunto in mezzo a noi dalla lontana  Cina.  Il suo servizio sarà prezioso, e sarà per noi un’occasione per vivere quella  dimensione missionaria, quella che il Patriarca Angelo chiama: “LA DIMENSIONE  DEL MONDO” che caratterizza da sempre la Chiesa e la Comunità Cristiana. 

 Voglio anche ringraziare mons.  Rino per il fraterno aiuto che ha dato, non solo a  me, per essersi subito reso disponibile per le celebrazioni Eucaristiche.  La sua  presenza, sempre preziosa, possa ancora essere un riferimento per tanti di noi. 

Don Carlo

Un cammino di Comunione

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di , 6 Settembre 2009

A don Nandino 

Don NandinoSono passati circa 7 anni da quando ci siamo trovati a parlare del nuovo incarico che i superiori ci avevano assegnato, e oggi siamo qui a salutarci.  Sono passati 7 anni da quando abbiamo scattato quella foto in bianco e nero che serviva per annunciare il nostro arrivo qui a Murano e ora siamo chiamati a voltare pagina nel libro della nostra vita.  Un libro che, per quanto siamo stati capaci, abbiamo scritto insieme. 

Sono stati sette anni importanti, vissuti con entusiasmo e trepidazione in alcuni momenti, in altri con fatica e difficoltà, anche se alle volte difficili, ma con la convinzione che stavamo servendo il Signore nei fratelli che Lui ci aveva posto accanto.  Io oggi voglio ringraziare il Signore con te, caro don Nandino, perché abbiamo condiviso questa esperienza insieme.  E’ vero che siamo diversi, e aggiungo per fortuna, ma quello che ha mosso i nostri passi era cercare di portare le persone a Cristo, infatti siamo stati chiamati a questo nella vocazione sacerdotale. 

Abbiamo cercato di farlo come siamo fatti ciascuno di noi.  Ci siamo voluti bene e ci siamo rispettati.  Sono convinto che, l’esperienza che abbiamo vissuto darà i suoi frutti.  Se volgo lo sguardo indietro vedo più le cose belle e significative che abbiamo condiviso e vissuto, che quelle difficili che abbiamo dovuto affrontare per i nostri caratteri e per le nostre personali passioni.  Riesco ad individuare le esperienze che ci hanno fatto maturare assieme come presbiteri della Chiesa, dalle Celebrazioni, alle esperienze con gli adulti e i giovani, ai vari momenti che hanno significato la vita dell’Unità Pastorale….  , l’elenco lo lascio al nostro cuore. 

Ora il Signore ti chiama ad altri incarichi, e chiama me a continuare il cammino iniziato assieme.  Chiedo al Signore che ti doni lo Spirito Santo per sapere guidare con saggezza Pax Christi, questa associazioni a cui il Signore oggi ti invia, come anche domando che ti doni lo Spirito del Consiglio per poter accompagnare le persone che incontrerai nel tuo ministero al Porto. 

La nostra fraternità sacerdotale, siccome non ce la siamo inventata ma ci è stata donata dal Signore, si è certamente rafforzata e continuerà a rimanere un segno nelle nostre vite, e spero una testimonianza per queste comunità.  Quando celebreremo l’Eucarestia ci sentiremo vicini, anzi in comunione, e non credo che questo sarà solo per me, ma per tutti i fratelli e le sorelle che hanno camminato nella fede con noi in questi anni. 

Fraternamente 
Don Carlo

Natale in Africa

di , 14 Dicembre 2008

In molti Paesi africani, la coesistenza di culture religiose diverse ha dato vita ad interessanti incontri. Ad esempio, in Nigeria, si celebrano le principali feste delle religioni presenti in misura maggiore.  Così, per Natale, le famiglie si riuniscono attorno agli anziani e tutti i conoscenti, senza far distinzioni tra i culti, sono invitati a partecipare alla cena della vigilia. In quella sera, vige infatti l’abitudine di lasciare aperto l’uscio di casa per far sì che chiunque si senta il benvenuto.

La tradizione vuole che ci si scambi regali, spesso consistenti in cibi sia crudi che cotti. Ogni famiglia riceve ed offre molto più cibo di quanto in realtà se ne consumi, e questa abbondanza è considerata di buon augurio.  Oltre ai doni alimentari, corre l’uso di donar vestiti, specie se i destinatari sono dei bambini. Nei giorni che precedono il Natale sono le ragazze che vanno di casa in casa, ballando e cantando accompagnate da tamburi. Usano annunciarsi con un biglietto in cui specificano il giorno in cui si esibiranno.

Le danze proposte variano in base all’ appartenenza etnica dei vari gruppi, come pure i canti, sempre composti nelle lingue locali. Dal 25 in avanti, invece, è la volta degli uomini di esibirsi lungo le strade.  Con i volti coperti da grosse maschere di legno, raffigurano vari personaggi legati al costume locale.  Mentre il presepe è una tradizione importata solo di recente, l’albero è presente nelle celebrazioni natalizie africane già dai primi tempi delle missioni.  Inutile però pensare al classico abete europeo…

La decorazione più frequente, in casa come in chiesa, consiste in un intreccio di rami di palma, spesso disposti a formare un arco, su cui vengono applicati dei grandi fiori bianchi che sbocciano sotto Natale.  I fiori, bellissimi, non vengono coltivati; sono generalmente i bambini che, al mattino della vigilia, tra non poche difficoltà (si tratta di piante rampicanti dalle spine lunghe diversi centimetri), escono per raccoglierli.  La sera della Vigilia si segue una grandiosa fiaccolata che ha luogo dopo la messa di mezzanotte e che è caratterizzata dai canti religiosi cristiani, quasi sempre in inglese.

La notte trascorre in compagnia fino al mattino, quando si comincia ad allestire un pranzo abbondantissimo: più famiglie si riuniscono per ammazzare un animale (un agnello, una capra, una pecora o almeno un pollo).  I due ingredienti che non possono mancare al pasto principale del giorno di Natale sono la carne (cucinata in umido) ed il riso bianco; ad essi si accompagnano altri cibi che appartengono alle tradizioni familiari e non sono specifici delle feste di fine anno.

La celebrazione dei Battesimi

di , 24 Ottobre 2008

Seguendo le direttive  che la Nostra Chiesa Diocesana ci ha consegnato in questi ultimi tempi, e dopo una attenta riflessione vissuta dal nostro consiglio Pastorale sulla situazione della preparazione offerta dalle nostre parrocchie, abbiamo deciso di proporre un cammino verso il Battesimo dei Bambini.
Il Cammino sfocerà poi nella Celebrazione del Sacramento del Battesimo in alcune date, che saranno fisse durante l’Arco dell’Anno Liturgico.

L’esperienza di accompagnamento al Battesimo, sarà un occasione per i genitori di ritrovare un rapporto con la Comunità Cristiana (= parrocchia) e riprendere un dialogo con Cristo Risorto.  E’ Lui che da senso al gesto Battesimale, è Lui che si incontra in questo evento di Salvezza, è Lui che dà la vita Eterna che scaturisce dal Battesimo.

Non dipende da noi questo DONO, è un suo regalo da accogliere e vievre tutta la nostra vita terrena. 

 

CORSI PER I GENITORI CHE  CHIEDONO  IL BATTESIMO

Questi  corsi si svolgeranno con una serie di incontri (3- 4),  guidati da alcune coppie di sposi  con i sacerdoti  e  si terranno nei mesi di  Settembre-Ottobre e Febbraio-Marzo. 
( le date verranno fissate con i genitori )

I temi di questi incontri:

  • PERCHE’ CHIEDO IL  BATTESIMO PER MIO FIGLIO?
  • BATTESIMO E COMUNITA’ CRISTIANA
  • IL RITO DEL SACRAMENTO DEL BATTESIMO ( assieme ai padrini e le madrine)

 Le date della Celebrazione del Sacramento saranno:

  • LA DOMENICA DEL BATTESIMO DI GESU’  (11 Gennaio 2009)
  • LA VEGLIA PASQUALE  (sabato 11 Aprile 2009)
  • LA DOMENICA DI PENTECOSTE  (31 Maggio 2009 )
  • LA DOMENICA VICINA ALLA SOLENNITA’ DEI SANTI PIETRO E PAOLO  ( 28 Giugno 2009 )
  • LA SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI  (1 novembre )
  • IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA VERGINE  (8 dicembre 2009)

La Celebrazione del Sacramento avverrà nella celebrazione dell’Eucarestia secondo gli orari stabiliti.
Possono esserci delle eccezioni che i parroci valuteranno.

 

Don Carlo, Don Nandino e il Consiglio Pastorale Muranese 

Ognissanti e commemorazione dei defunti o festa delle zucche?

di , 24 Ottobre 2008

Sabato e Domenica prossimi celebreremo due giornate da sempre vissute con intensità dalla Chiesa Cattolica, ma che in questi ultimi anni hanno lasciato il posto un’altra “festa” che di cristiano e religioso non ha nulla: Halloween.

“Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra il 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all’inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween”, questo è quanto dice l’enciclopedia riguardo a questa festa che orami viene vissuta dai nostri ragazzi e giovani. Quello che più dispiace è che, come altre cose, anche questa è entrata nella nostra società spinta in modo quasi esclusivo dai mass media e dalla pubblicità.

MA PERCHE’ FARE LA FESTA DI HALLOWEEN E NON FESTEGGIARE TUTTI I SANTI? PERCHE’ ACCETTIAMO DI MANDARE I FIGLI IN GIRO VESTITI DA FANTASMI E SCHELETRI E ABBIAMO PAURA DI PORTALI AL FUNERALE DEL PARENTE CHE E’ MORTO?

Come cristiani dovremmo interrogarci su questo aspetto: abbiamo accettato tranquillamente che questa “festa” entrasse nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei nostri ambienti di ritrovo e svago. Magari facciamo fatica a ricordare le festività dei Santi, o addirittura non si può in luoghi pubblici parlare del Natale, o lo facciamo in modo vuoto.

Questo è essere moderni?

Aver paura di parlare di CRISTO Morto e  Risorto per Amore nostro, della vita Eterna, della Risurrezione che ci è donata se crediamo, e giustificare queste paure vivendo  tradizioni che non ci appartengono?

Abbiamo lasciato che queste prendessero il posto del ROSARIO recitato assieme dalla famiglia nella preghiera dei parenti defunti alla sera dei Santi, della visita al Cimitero, del ricordarci che siamo chiamati tutti alla Santità, attraverso il battesimo, vivendo da cristiani ogni giorno della nostra vita.

Viviamo queste prossime feste  accogliendole come un dono che ci offerto per rinforzare il nostro cammino di conversione verso la santità, verso quel posto nel cielo che Gesù ci ha promesso se crediamo in Lui. 

Don Carlo

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