Tag articolo: comunità Pastorale

Chiamati ad una spiritualità di comunione

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di , 11 Aprile 2010

il cammino dall’unità alla comunità pastorale
3. La Chiesa nel territorio: dalla diocesi alla parrocchia

«Costituirono quindi per loro in ogni comunità alcuni anziani e dopo a ver pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto» (At 14,23). Gli apostoli Paolo e Barnaba pongono i primi passi delle Chiese sotto la guida di un collegio di anziani, loro collaboratori. Prima di chiederci quali nuovi tratti deve assumere la parrocchia per rispondere alle nuove esigenze dell’evangelizzazione, va ricordato che la parrocchia si qualifica dal punto di vista ecclesiale non per se stessa, ma in riferimento alla Chiesa particolare, di cui costituisce un’articolazione.
È la diocesi ad assicurare il rapporto del Vangelo e della Chiesa con il luogo, con le dimore degli uomini. La missione e l’evangelizzazione riguardano anzitutto la Chiesa particolare nella sua globalità. Da essa, infatti, sul fondamento della successione apostolica, scaturisce la certezza della fede annunciata e ad essa, nella comunione dei suoi membri sotto la guida del vescovo, è dato il mandato di annunciare il Vangelo. La parrocchia, che vive nella diocesi, non ne ha la medesima necessità teologica, ma è attraverso di essa che la diocesi esprime la propria dimensione locale. Pertanto, la parrocchia è definita giustamente come «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie ». Agli inizi, la Chiesa si edificò attorno alla cattedra del vescovo e con l’espandersi delle comunità si moltiplicarono le diocesi. Quando poi il cristianesimo si diffuse nei villaggi delle campagne, quelle porzioni del popolo di Dio furono affidate ai presbiteri. La Chiesa potè così essere vicina alle dimore della gente, senza che venisse intaccata l’unità della diocesi attorno al vescovo e all’unico presbiterio con lui. La parrocchia è dunque una scelta storica della Chiesa, una scelta pastorale, ma non è una pura circoscrizione amministrativa, una ripartizione meramente funzionale della diocesi: essa è la forma storica privilegiata della localizzazione della Chiesa particolare. Con altre forme la Chiesa risponde a molte esigenze dell’evangelizzazione e della testimonianza: con la vita consacrata, con le attività di pastorale d’ambiente, con le aggregazioni ecclesiali. Ma è la parrocchia a rendere visibile la Chiesa come segno efficace dell’annuncio del Vangelo per la vita dell’uomo nella sua quotidianità e dei frutti di comunione che ne scaturiscono per tutta la società. Scrive Giovanni Paolo II: la parrocchia è «il nucleo fondamentale nella vita quotidiana della diocesi» La parrocchia è una comunità di fedeli nella Chiesa particolare, di cui è «come una cellula», a cui appartengono i battezzati nella Chiesa cattolica che dimorano in un determinato territorio, senza esclusione di nessuno, senza possibilità di elitarismo. In essa si vivono rapporti di prossimità, con vincoli concreti di conoscenza e di amore, e si accede ai doni sacramentali, al cui centro è l’Eucaristia; ma ci si fa anche carico degli abitanti di tutto il territorio, sentendosi mandati a tutti. Si può decisamente parlare di comunità “cattolica”, secondo l’etimologia di questa parola: “di tutti”. Più che di “parrocchia” dovremmo parlare di “parrocchie”: la parrocchia infatti non è mai una realtà a sé, ed è impossibile pensarla se non nella comunione della Chiesa particolare. Di qui un ulteriore indirizzo per il suo rinnovamento missionario: valorizzare i legami che esprimono // riferimento al vescovo e l’appartenenza alla diocesi. È in gioco l’inserimento di ogni parrocchia nella pastorale diocesana. Alla base di tutto sta la coscienza che i parroci e tutti i sacerdoti devono avere di far parte dell’unico presbiterio della diocesi e quindi il sentirsi responsabili con il vescovo di tutta la Chiesa particolare, rifuggendo da autonomie e protagonismi.
La stessa prospettiva di effettiva comunione è chiesta a religiosi e religiose, ai laici appartenenti alle varie aggregazioni.
( da: CEI- Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, Nota Pastorale 2004)

Assemblea Parrocchiale

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di , 11 Aprile 2010

Giovedì 15 aprile alle ore 21 a San Pietro si terrà la Assemblea Parrocchiale

Ordine del giorno:

  1. Riflessione: dall’unità alla comunità pastorale (a partire dal testo riportato nella prima pagina di communio di questa settimana) 
  2. Verifica del tempo quaresimale e della pasqua 
  3. Preparazione del programma della visita pastorale 
  4. Programmazione ultimo periodo anno pastorale ed estate

Si ricorda che l’invito è aperto a tutti, questo è il luogo dove si  possono esprimere idee, pensieri, riflessioni, ed è momento di confronto aiutando la comunità a crescere, in altri luoghi o contesti rimangono solo parole…

Assemblea Pastorale di Murano

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di , 27 Marzo 2010

 Martedì 13 aprile alle ore 21 a San Pietro  si ritrova  l’Assemblea  Pastorale con il seguente ordine del giorno:

  • Riflessione “dalla Unità alla  Comunità Pastorale” 
  • Verifica del tempo quaresimale  e della Pasqua. 
  • Preparazione del programma  della Visita Pastorale. 

Tutti sono invitati

Assemblea Parrocchiale

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di , 30 Gennaio 2010

Mercoledì sera alle 21 in casa sacro cuore si è tenuta l’assemblea parrochiale.
Continuando la riflessione sul tema dalla “Unità alla Comunità Pastorale” abbiamo riflettuto  sull’Enciclica di Giovanni Paolo II “Ecclesia de Eucharistia”, ci siamo soffermati  sull’importanza dell’Eucarestia come fonte e culmine per l’edificazione della Chiesa e la  comunione dei propri membri, compresi noi che stiamo camminando verso la formazione  della “Comunità Pastorale”…  Verificando il tempo d’Avvento – Natale abbiamo constatato la scarsa partecipazione  alle celebrazioni eucaristiche, in modo particolare delle famiglie di bambini e ragazzi della catechesi. 

E’ un problema grave, che si presenta ogni domenica.  Quali sono i motivi?  Quali i problemi?  Sicuramente gli avvenimenti accaduti quest’estate dopo il passaggio di don Carlo a parroco unico non hanno  aiutato e non sono il risultato di una comunità che cammina in Cristo.  Dimostrano infatti la necessità urgente  del ripartire proprio da noi, azzerandoci nelle nostre convinzioni e nei nostri egoismi mettendo a disposizione  e unendo le nostre forze nei vari ambiti di vita.  Tutto dipende se ci interessa e se ci sentiamo appartenenti  davvero a questa comunità, come un’unica famiglia, con Gesù sta al centro.  L’occasione proposta  di sostare davanti al Santissimo può diventare l’occasione per rinnovare l’incontro con Lui per creare un  rapporto nuovo “per ricevere e farsi ricevere da Lui”. 

Il Papa Giovanni Paolo II diceva: “se il cristianesimo  deve distinguersi nel nostro tempo come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi in spirituale conversazione  in adorazione silenziosa in atteggiamento di amore davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento?  ”  Sicuramente se faremo spazio le risposte non tarderanno ad arrivare e soprattutto una lettura  nuova per predisporci anche nell’incontro con il Patriarca non vedendolo come un qualcosa di lontano che  non ci appartiene, ma l’inizio di una conversione per tutti.  Abbiamo così iniziato a programmare la prossima  Sosta Pastorale del Patriarca Angelo.  A questo dedicheremo il prossimo incontro.  Abbiamo poi definito alcuni appuntamenti per la Quaresima e la Pasqua di cui riporteremo la prossima settimana  il programma completo.  La prossima assemblea si terrà il 14 Aprile 2010 a san Pietro  Sarebbe bello vedervi numerosi.

Assemblea parrocchiale

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di , 24 Gennaio 2010

Mercoledì 27 gennaio alle ore 21.00 a San Donato si terrà l’Assemblea parrocchiale

Ordine del Giorno:

  1. Riflessione : “Dall’ Unità alla Comunità Pastorale”:  
    l’Eucarestia Edifica la Chiesa, dalle Enciclica del Papa, (vedi il foglio preparato)
  2. Verifica del tempo di Avvento – Natale
  3. Visita Pastorale del Patriarca Angelo
  4. Programmazione del Tempo di Quaresima – Pasqua.
  5. Varie ed Eventuali

Clicca qui per visualizzare il foglio

Don Carlo

Un nuovo dono

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di , 19 Dicembre 2009

NatalePuntuale arriva il Natale, non sbaglia giorno, non ritarda, anzi. 
Un Natale nuovo, un Natale che viene a rinnovare la nostra  vita personale e comunitaria.  Dio che si incarna nella nascita  di Gesù a Betlemme, ci annuncia ancora: “Dio desidera donare  se stesso per dare alla tua vita compimento”.  E’ questo il grande e nuovo dono, Dio stesso si fa uomo  per ciascuno di noi.  Sarà un nuovo Natale e porta con se novità :  *prima di tutto questa esperienza di cammino dall’Unità alla  Comunità Pastorale, cammino che cambierà sostanzialmente il  modo di vivere la nostra dimensione di parrocchia.  *Poi la centralità che desideriamo dare all’Eucaristia con la  realizzazione della Adorazione permanente, cioè la possibilità  di avere una mattina e un pomeriggio di ogni settimana, Gesù esposto nel santissimo  Sacramento per diventare punto di riferimento e centro vitale del cammino delle nostre  persone e delle nostre comunità.  *La preparazione alla Visita Pastorale del Patriarca Angelo che verrà tra noi il 4 e il 5  dicembre 2010.  Il 6 poi festeggerà con noi il patrono san Nicolò. 

Questa sua visita è la  visita del Pastore che ha a cuore il suo gregge.  Egli viene per confermarci nella fede e per  annunciarci quella Parola che da vita.  Nell’opuscolo che viene consegnato con questo  COMMUNIO, troverete tutte le date, fissiamole già nel calendario di casa, nelle agende  personali, nelle memorie dei cellulari, così potremmo partecipare e gustare con tutti i  fedeli della nostra diocesi, del nostro vicariato, della città lagunare, a questo incontro  con il Pastore che viene a raccogliere il suo gregge per accompagnarlo a pascoli sicuri e  buoni.  Questo è il mio augurio di Buon Natale e di un Nuovo Anno nel Signore, un augurio  per tutti, per i nostri ammalati e anziani e per chi lo vivrà da solo, per i giovani e i  ragazzi, per le famiglie, soprattutto quelle che soffrono. 

Aggiungo un grazie di cuore a tutti quelli, che in qualsiasi modo, si spendono nel servire  le nostre comunità cristiane e generosamente le fanno vivere. 

Auguri, don Carlo

Dalla Unità alla Comunità Pastorale

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di , 12 Dicembre 2009

 Dalla Lettera Apostolica  “Novo Millenio Ineunte” di Giovanni Paolo II 

La Spiritualità di Comunione come si realizza?  ” 
Giovanni Paolo II46.  Questa prospettiva di comunione è strettamente legata  alla capacità della comunità cristiana di fare spazio a  tutti i doni dello Spirito.  L’unità della Chiesa non è uniformità,  ma integrazione organica delle legittime diversità.  È  la realtà di molte membra congiunte in un corpo solo, l’unico  Corpo di Cristo (cfr 1 Cor 12,12).  È necessario perciò  che la Chiesa del terzo millennio stimoli tutti i battezzati e  cresimati a prendere coscienza della propria attiva responsabilità  nella vita ecclesiale.  Accanto al ministero ordinato,  altri ministeri, istituiti o semplicemente riconosciuti,  possono fiorire a vantaggio di tutta la comunità, sostenendola  nei suoi molteplici bisogni: dalla catechesi all’animazione  liturgica, dall’educazione dei giovani alle più varie  espressioni della carità.  Certamente un impegno generoso va posto — soprattutto  con la preghiera insistente al padrone della messe (cfr Mt  9,38) — per la promozione delle vocazioni al sacerdozio e  di quelle di speciale consacrazione.  È questo un problema  di grande rilevanza per la vita della Chiesa in ogni parte  del mondo.  In certi Paesi di antica evangelizzazione,  poi, esso si è fatto addirittura drammatico a motivo del  mutato contesto sociale e dell’inaridimento religioso indotto  dal consumismo e dal secolarismo.  È necessario ed  urgente impostare una vasta e capillare pastorale delle  vocazioni, che raggiunga le parrocchie, i centri educativi,  le famiglie, suscitando una più attenta riflessione sui valori  essenziali della vita, che trovano la loro sintesi risolutiva  nella risposta che ciascuno è invitato a dare alla chiamata  di Dio, specialmente quando questa sollecita la donazione  totale di sé e delle proprie energie alla causa del Regno.  In questo contesto prende tutto il suo rilievo anche ogni  altra vocazione, radicata in definitiva nella ricchezza della  vita nuova ricevuta nel sacramento del Battesimo.  In particolare,  sarà da scoprire sempre meglio la vocazione che  è propria dei laici, chiamati come tali a « cercare il regno  di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo  Dio »32 ed anche a svolgere « i compiti propri nella Chiesa  e nel mondo […  ] con la loro azione per l’evangelizzazione  e la santificazione degli uomini ».  33  In questa stessa linea, grande importanza per la comunione  riveste il dovere di promuovere le varie realtà aggregative,  che sia nelle forme più tradizionali, sia in quelle più  nuove dei movimenti ecclesiali, continuano a dare alla  Chiesa una vivacità che è dono di Dio e costituisce un’autentica  « primavera dello Spirito ».  Occorre certo che associazioni  e movimenti, tanto nella Chiesa universale  quanto nelle Chiese particolari, operino nella piena sintonia  ecclesiale e in obbedienza alle direttive autorevoli dei  Pastori.  Ma torna anche per tutti, esigente e perentorio, il  monito dell’Apostolo: «Non spegnete lo Spirito, non disprezzate  le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che  è buono» (1 Ts 5,19-21).  47.  Un’attenzione speciale, poi, deve essere assicurata  alla pastorale della famiglia, tanto più necessaria in un  momento storico come il presente, che sta registrando  una crisi diffusa e radicale di questa fondamentale istituzione.  Nella visione cristiana del matrimonio, la relazione  tra un uomo e una donna — relazione reciproca e totale,  unica e indissolubile — risponde al disegno originario di  Dio, offuscato nella storia dalla « durezza del cuore », ma  che Cristo è venuto a restaurare nel suo splendore originario,  svelando ciò che Dio ha voluto fin « dal principio  » (Mt 19,8).  Nel matrimonio, elevato alla dignità di Sacramento,  è espresso poi il « grande mistero » dell’amore  sponsale di Cristo per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32).  Su questo punto, la Chiesa non può cedere alle pressioni  di una certa cultura, anche se diffusa e talvolta militante.  Occorre piuttosto fare in modo che, attraverso un’educazione  evangelica sempre più completa, le famiglie cristiane  offrano un esempio convincente della possibilità di un  matrimonio vissuto in modo pienamente conforme al disegno  di Dio e alle vere esigenze della persona umana: di  quella dei coniugi, e soprattutto di quella più fragile dei  figli.  Le famiglie stesse devono essere sempre più consapevoli  dell’attenzione dovuta ai figli e farsi soggetti attivi di  un’efficace presenza ecclesiale e sociale a tutela dei loro  diritti.

Assemblea Parrocchiale

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di , 12 Dicembre 2009

Unita' PastoraleMercoledi 16 Dicembre alle ore 21.00 a San Pietro
(sala Zanetti)   Assemblea Parrocchiale.
Tutti sono invitati a partecipare, specialmente quanti in modo continuativo desiderano donare il proprio servizio  per il cammino delle Comunità Parrocchiali di Murano 

Ordine del Giorno dell”Assemblea: 

  • Proseguiamo la riflessione: ” dalla Unità alla Comunità Pastorale”  lettura e commento dei passi riportati  in prima pagina della Lettera Apostolica “Novo Millenio Ineunte” di Giovanni Paolo II 
  • Il Cammino verso la Visita Pastorale (dicembre 2010, inizio domenica 31 gennaio 2010)  
  • Proposte pastorale di Adorazione Eucaristica permanente  
  • Proposta di equipe per i vari settori della pastorale( Catechesi – Liturgia – Carità)  
  • Verifica delle proposte di questi primi mesi dell’anno pastorale 
  • Proposte per il tempo di Quaresima-Pasqua

Dall’unità alla Comunità Pastorale

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di , 15 Novembre 2009

Un’altra tappa del cammino: “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione“: ecco la grande sfida che ci  sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e  rispondere anche alle attese profonde del mondo.  (Giovanni Paolo II) 

Il 4 novembre u.  s.  alcuni di noi hanno risposto all’invito di don Carlo a partecipare alla seconda ASSEMBLEA  dell’UNITA’ PASTORALE di Murano.  Eravamo 21 [come ha notato uno dei presenti evidenziando, poi, che 18 erano di San Donato e 3 di San  Pietro ed invitando alla riflessione], eppure l’invito, fatto attraverso il notiziario Communio e durante tutte le  S.  Messe, era per tutti. 

Forse non era chiaro, perciò lo ridiciamo: TUTTI possono partecipare all’Aassemble dell’Unità Pastorale,  chi svolge un servizio pastorale e chi no, chi appartiene a gruppi [sposi, d’ascolto, AGESCI … ] e chi  no, giovani [graditissimi!!!  ], adulti e “non più giovani” …  Il treno è partito, ma si può salire anche alla prossima stazione. 

Che cosa è stato fatto?  Abbiamo letto insieme i paragrafi 42.  43.  44 della Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte di Giovanni  Paolo II.  Le parole del papa ci hanno ricordato che tutto quello che facciamo “non può non ispirarsi al comandamento  nuovo [… ] «come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri»” e che prima di programmare iniziative  concrete e, a volte, fine a se stesse, “occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola  emergere come principio educativo“. 

Liberamente, poi, sono state offerte considerazioni e riflessioni personali.  Come potete ben capire, niente di clamoroso.  Nessuno di noi è andato in cerca “di cose grandi e superiori alle proprie forze” – come dice il Salmo 131 -,  ma ciascuno, con serenità e semplicità, ha applicato “l’arte del piccolo passo”.  Forse perché consapevole che un passo dopo l’altro verso la mèta è molto più efficace di una corsa sfrenata  e sfiancante.  Il futuro non ci deve spaventare e il presente va affrontato con fiducia, passione e vitalità perché abbiamo  un passato colmo di doni, di grazie e di bellezza. 

Gli appuntamenti prossimi che ci vedranno tutti impegnati saranno:  ·  Il tempo di Avvento, dove abbiamo pensato di celebrare con semplicità i Vesperi della Domenica e le  lodi alle 7.  30 del mattino dei giorni feriali, secondo un calendario che troveremo su Communio,  ·  Un triduo di preparazione alla Festa di san Nicolò che celebreremo venerdì 4 dicembre alle 17.  30 a  San Donato.  Il Triduo lo vivremo nelle serate del 1-2-3 dicembre alle 21 in Chiesa a San Donato.  Rimangono poi tutti gli appuntamenti di catechesi e di vita comunitaria già in atto. 

La prossima Assemblea sarà a San Pietro giovedì 16 dicembre alle 21.00.

Convegno nazionale “Sinodo dei Magister”

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di , 15 Novembre 2009

Sinodo dei Magiisterlo e Margherita, come responsabili della Comunità MASCI di Murano (Adulti Scout) abbiamo partecipato lo scorso fine settimana al Convegno nazionale “Sinodo dei Magister” che si è svolto ad Alghero (SS). 

Vorremmo con queste poche righe portare a conoscenza, della nostra Comunità Pastorale di appartenenza, di quanto di bello è stato elaborato, discusso e programmato nel corso del Convegno…  Il MASCI ha come proprio metodo l’educazione permanente a tutto campo, gli Adulti Scout animati dalla fede in Gesù Cristo e dall’appartenenza alla sua Chiesa, tendono all’educazione complessiva della persona.  Le direttrici che il Movimento oggi propone sono il “Fare Strada”…  I temi di discussione e confronto si sono sviluppati intorno a tre filoni mi limito a segnalare una riflessione per argomento, disponibile, per chi voglia, ad approfondire il tutto nel corso degli incontri che svolgiamo bisettimanalmente.

 Nel cuore (come luogo intimo, coscienza, luogo delle scelte) si è parlato di fede, di fede adulta.  Sia il relatore che l’Assistente Nazionale Padre Francesco Compagnoni hanno evidenziato l’annacquamento della proposta forte ed ispirata donataci dallo Spirito del Concilio Vaticano 2°, si sta perdendo di vista il messaggio profetico rivolto dalla Chiesa all’Uomo (Gaudium et Spes – art 2) con amore paterno verso dei figli ingrati e peccatori come siamo tutti noi.  Da questo l’indirizzo di proporre nei nostri singoli e rispettivi ambienti una rilettura ed una riscoperta dei documenti del S.  S.  Concilio che i Vescovi ci hanno consegnato, per meglio comprendere e rendere viva, oggi, la Parola di Dio, primo ed unico riferimento per aderire il meno indegnamente possibile alla Chiesa di Cristo. 

Nel creato (lo scout ama e rispetta il creato) si è parlato di come l’educazione scout “permanente” ci porti alla conoscenza, per poter sentirsene parte, dell’opera di Dio, opera che non si è limitata solo alla natura, ma che è stata completata con la creazione dell’Uomo, fatto a Sua immagine e somiglianza. 

Nella città (educazione al servizio, alla politica come appartenente ad una città) si è parlato della finalità del metodo scout ideato da Lord Robert Baden Powell più di cento anni fa, ovvero la formazione del “Buon Cittadino”.  Allora per buon cittadino si intendeva la persona che attraverso una scelta di fede, di appartenenza e di esperienza acquisita attraverso “piccole buone abitudini quotidiane”, avrebbe potuto inserirsi all’interno della società espressione della cultura dominante. 

Da questo la proposta di proseguire ed arricchire la partecipazione e la presenza degli Adulti Scout nelle varie espressioni della società civile, partecipazione al Servizio di….  e non, come troppo spesso succede, per Servirsi di…  Quando un bambino vive una bella esperienza, rientrando a casa monopolizza i genitori raccontando loro tutte le cose belle che gli sono accadute.  Con lo stesso spirito di semplicità e di gioia, ma da adulti, abbiamo pensato di portare a conoscenza di tutti voi, quello che di bello, gioioso e formativo, abbiamo appreso in questi giorni, ringraziando il Signore per averci donato la Fede e per averci dato la possibilità di vivere e crescere nella Chiesa locale di Murano, per poterci aprire poi agli altri, in questo caso ai fratelli Adulti Scout di tutta Italia. 

Bepi

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