Tag articolo: defunti

Oro, incenso e mirra

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di , 6 Gennaio 2015

F29ImdA Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.Giunti a Gerusalemme, chiesero a Erode di aiutarli a trovare il bambino predestinato a essere re dei giudei.Erode sostenne di non sapere dove fosse, ma chiese loro di tornare se l’avessero trovato. Avvertiti in sogno del pericolo, i tre non tornarono mai più da Erode.Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.Secondo un vangelo apocrifo, i loro nomi erano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e fu Papa Leone Magno che ne fissò il numero a tre.Il numero tre permette di identificare i Magi con le tre razze in cui si divide l’umanità e che discendono, secondo l’Antico Testamento, dai figli di Noè.Gaspare, mistico re dell’Armenia, lasciò l’intero potere a suo fratello Ntikran per andare a cercare Gesù. Era probabilmente un seguace di Zoroastro. Era un giovanotto rude, discendente di Cam, uno dei figli di Noè.Baldassarre, re arabo del deserto, era giovane e di carnagione scura, e discendeva da Jafet, un altro figlio di Noè.Melchiorre era in realtà il soprannome del maharaja indiano Ram, che pure lasciò il potere a suo fratello per partire verso Gerusalemme insieme al saggio Tsekinata suo amico.Il soprannome gli deriva dalla frase che pronuncio’ inchinandosi davanti a Gesù bambino: ‘Cham el chior’ (ho visto Dio). Era anziano, con i capelli bianchi e la barba lunga e discendeva da Sem, figlio di Noè.I Magi portarono a Gesù Bambino tre doni che simboleggiano la sua duplice natura di essere umano e di figlio di Dio: l’oro, il dono riservato ai re, l’incenso, usato per adorare l’altare di Dio, e la mirra, il balsamo per i defunti.I teschi dei Re Magi, con le corone d’oro ingioiellate, sono tuttora tra le reliquie della cattedrale di Colonia.

La confraternita dei defunti

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di , 28 Ottobre 2014

DSC_0088DSC_0007 - Copia Gli artistici crocefissi delle nostre Chiese di Murano oltre ad essere dei capolavori d’arte ci ricordano che tutti noi cristiani siamo uniti al “Mistero della Morte e della Risurrezione Di Gesù” in virtù del suo Sacrificio sulla Croce.E di questo “Mistero” sono già partecipi tutti i nostri cari defunti che costantemente affidiamo alla “misericordia del Padre”attraverso il Suffragio della Confraternita. Questa “pratica cristiana” della preghiera per i defunti, ci raccoglie ogni settimana nelle Celebrazioni Eucaristiche del mercoledì sera(a S.Donato)e del giovedì sera( a S.Pietro)per tutto il corso dell’anno.Da sabato 1°Novembre in poi,si aprono le adesioni e il rinnovo alla “CONFRATERNITA DEI DEFUNTI”è un’occasione anche questa per affidare alla preghiera della Comunità Cristiana i nostri cari che ci hanno preceduto nella Casa del Padre.E’nostra intenzione incrementare questi momenti di preghiera facendo precedere la Celebrazione della S.Messa con la recita del Rosario e una piccola meditazione sulla Parola.Chi desidera iscrivere o rinnovare l’adesione alla Confraternita può lasciare i nomi dei defunti presso le sacrestie al termine delle S.Messe.Verrà come di consueto rilasciato un apposito cartoncino con l’iscrizione avvenuta.Le offerte raccolte saranno il segno della nostra carità legata alla memoria dei nostri cari.

1-2 Novembre, Santi e defunti nel mistero dell’Eternità

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di , 28 Ottobre 2014

403397_357653150960139_153073129_n Stiamo avviandoci a grandi passi verso la conclusione dell’Anno Liturgico e la Chiesa ci fa entrare con queste due Ricorrenze Liturgiche nella contemplazione del Mistero Dell’Eternità a cui tutti siamo chiamati. Ad una prima riflessione potrebbero sembrare due cose distinte, invece il Mistero della Salvezza operato dal Risorto le unisce in un’unico obbiettivo L’Eternità e la Comunione con Dio alla quale l’uomo è destinato a parteciparvi in anima e corpo. Questa “Realtà Finale” di Santità ed intima Comunione con il Padre ha una “strada obbligatoria” da percorrere, la conclusione della nostra vita terrena e il passaggio dalla “morte corporale”alla vita”celeste e immortale”. In questa prospettiva, la Fede ci “educa” già in questa dimensione terrena a costruire la nostra salvezza alla “Scuola del Vangelo” che ci presenta il Progetto delle Beatitudini per vivere concretamente la nostra vita cristiana. Gesù non ci ha parlato di cose “irrealizzabili” da compiere, o superiori alle nostre capacità umane, ma ci ha indicato la via dell”amore, della pace, della conversione del cuore, della testimonianza” da praticare ogni giorno attraverso i nostri gesti e le nostre azioni. E ci ha posto come nostri esempi i Santi, che non sono stati ” Eroi Extraterrestri ” ma uomini e donne come noi che hanno cercato di “imitarlo” attraverso le loro debolezze e fragilità umane, ma in continua ricerca del bene e della conversione. “Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli”con questa certezza il cristiano di ogni tempo opera in questa “dimensione umana”non certo senza fatica e impegno, ma sorretto dallo “Spirito Santo” che è Luce e Forza. Coloro che ci hanno preceduto nella ” Casa del Padre “e sono stati nostri “compagni di viaggio” ci hanno passato il “testimone” della fede e delle loro opere confidando nella grazia e nella potenza rigeneratrice di questo Spirito. Invochiamolo con le parole finali della Sequenza: “dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni, dona virtu’ e premio, dona morte santa. dona gioia eterna. Amen

Quando nell’antica Liturgia Funebre si usava “il catafalco”

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di , 27 Novembre 2013

Catafalco1  “Catafalco “, sembra un nome uscito dalle “oscure nebbie” della storia della Liturgia, e se lo chiedi ad un sacerdote di “nuova generazione “forse non sa cosa significhi o che uso abbia avuto. D’Altro canto, ormai da quasi cinquant’anni, cioè dalla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II° questo “apparato funebre “è scomparso dalle nostre chiese e indubbiamente anche dagli archivi dove si custodiscono gli arredi sacri. Probabilmente, in qualche Museo di Arte Sacra alcuni “reperti storici” saranno conservati a dimostrazione di come venivano solennizzate le Liturgie dei Defunti anche dal punto di vista dell’esteriorità preconciliare. L’Etimologia cioè “il significato” del nome Catafalco è alquanto incerta, gli esperti propendono che derivi dal latino “captare” (catturare lo sguardo) e da “palco” (luogo elevato e visibile). In sostanza il Catafalco era una “costruzione in legno” formata da una base a “tronco di piramide ” rivestita solitamente di tessuto nero damascato con ricamati a rilievo di “teschi con tibie incrociate” e “clessidre alate ” che dovevano ricordare all’assemblea cristiana “l’inesorabile trascorrere del tempo ” e la “dissoluzione del corpo dopo la morte “. Questa base poi, di solito era sormontata da una bara (logicamente senza salma) sul cui coperchio veniva ulteriormente innestata una sfera dorata (sempre di legno) sulla cui sommità svettava una scultura lignea a forma di “colomba con le ali aperte”. Il tutto poteva misurare in altezza mediamente sui 5 o 6 metri e in larghezza 3 o 4 metri, quello che doveva colpire il fedele era la “verticalità “che doveva dare il senso di ascesa al cielo del defunto. Ai lati del Catafalco, come buona regola venivano posti vari candelabri d’argento o d’ottone a seconda della solennità potevano variare da 8 a 12, intervallati da uno spazio sufficiente ad ospitare un vaso solitamente adornato di crisantemi.

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1973-2013 – Quarant’anni fa iniziavano i restauri

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di , 15 Novembre 2013

f450x450px-136a37b9115120d8d2ab4b022a6b0bbd - CopiaNell’autunno dell’ormai lontano 1973,iniziavano i lavori di restauro e di impermeabilizzazione del pavimento musivo della nostra Basilica dei SS.Maria e Donato in Murano. Da allora sono passati esattamente quarant’anni e questo intervento definito dall’allora Parroco Don Vittorio Vianello “miracolosamente provvidenziale” fu possibile per merito di una coppia di coniugi americani i signori John e Gladis Delmas che finanziarono a nome della Fondazione Save Venice Inc. di New York le diverse opere di risanamento. Tutto cominciò ,come raccontava Don Vittorio nei suoi ricordi personali” in una grigia mattina di autunno”,la chiesa era chiusa per l’ennesima alta marea e alcune persone bussarono alla porta della canonica. Dopo aversi presentato al parroco” come cultori e amanti dell’arte,” la coppia americana accompagnata dal Prof. John Mc .Andrew ( fondatore del Save Venice ) chiesero gentilmente di poter accedere all’interno per constatare visibilmente lo stato di degrado dell’intero edificio, pavimento compreso.Una volta raggiunta la soglia della porta interna della sacrestia, con grande stupore dovettero fermarsi,: mai non avrebbero immaginato di vedere un pavimento medievale così splendido sommerso dall’acqua. Attoniti e alquanto sorpresi da questo “insolito fenomeno” i signori Delmas si guardarono negli occhi, e dopo aversi sussurrato qualche parola dissero rivolti a don Vittorio ( che nel frattempo aveva spiegato loro i continui disagi e relativi danni ) :” Non si preoccupi Padre, da oggi in poi a questi problemi cercheremo di provvedere noi tramite la nostra Fondazione”. In’un primo momento, il Parroco credette di aver interpretato male le parole, dato che loro non parlavano in italiano ma bensì in Francese lingua che lui stentava a capire. Ma dopo essersi spiegati in maniera “ chiara e comprensibile” Don Vittorio capì che si stava avverando “il miracolo” che lui, da molti decenni attendeva dalla divina provvidenza. Passata “la grande emozione” di questa inaspettata decisione, Don Vittorio chiese ai signori Delmas di poter dare pubblicamente l’annuncio ufficiale alla Comunità Muranese e dopo aver ottenuto il loro consenso comunicò ai fedeli la “ grande notizia “ durante tutte le messe domenicali. I lavori furono commissionati ad un’impresa specializzata italiana diretta dagli ingegneri Zerbo e Francalancia che subito iniziarono un progetto di stacco del pavimento, impermeabilizzazione della chiesa e conseguente riposizionamento dei mosaici.I lavori cominciarono” alla grande “con particolare urgenza e professionalità da parte degli addetti. Si procedette come primo passo ad uno schema di mappatura e di suddivisione del pavimento in sezioni di stacco, quindi si iniziò il taglio l’incollatura con relativo “strappo”e numerazione delle sezioni rimosse per poter procedere correttamente alla sua futura ricomposizione. Staccato interamente il mosaico che posava sopra uno strato argilloso instabile, si proseguì con la rimozione di tutta la fanghiglia sottostante. Furono riconsolidate le antiche fondazioni dove poggiavano le colonne e le murature perimetrali con iniezioni di cemento e si piantarono nel sottosuolo una settanta di“ micropali in cemento” a intervalli irregolari della lunghezza di metri 12,50 che dovevano servire da sostegno e da ancoraggio alla “ vasca di impermeabilizzazione” in calcestruzzo che come una grande scatola avrebbe contenuto all’asciutto l’intero edificio. I lavori proseguirono per sei lunghi anni, ci vollero solo otto mesi per staccare tutti i cinquecento metri quadrati di mosaico pavimentale e più di un anno per il riposizionamento finale e la sua ricomposizione nelle tessere mancanti. Con pazienza e abilità certosina furono ricostruiti motivi e geometrie in parte quasi del tutto mancanti, fu ripulito il mosaico absidale della “ Vergine orante” rimossi definitivamente due altari laterali barocchi, impermeabilizzato il tetto ed eseguito l’inserimento di un nuovo impianto di riscaldamento. Il costo di tutta l’opera di restauro superò allora “il Miliardo di Lire Italiane,” con un parziale contributo del Magistrato alle Acque di Venezia, ma la spesa maggiore fu sostenuta dalla “grande generosità dei coniugi Delmas” che si dimostrarono dei “ veri signori” non solo per il loro portafoglio ma soprattutto per “ la grandezza del loro cuore” .Adesso a distanza di quarant’anni la Save Venice è ritornata ancora in memoria dei Delmas a rifinanziare un nuovo restauro conservativo del nostro pavimento. Purtroppo in questi lunghi anni alcune maree eccezionali, sono penetrate allagando parte del pavimento con conseguenze di corrosione e di stacco delle tessere musive. Da un’ anno sono all’opera il maestro mosaicista Giovanni Cucco e la sua Assistente la Signora Magda che, con lunga esperienza e professionalità stanno riparando i danni del degrado che il mosaico pavimentale ha subito. Ci vorrà ancora del tempo, ma i risultati già si vedono soprattutto nella navata di sinistra quasi del tutto completata. Dobbiamo dire “ grazie infinite “a questi amici nostri “mecenati” che ancora una volta hanno messo a disposizione il loro amore per l’arte e soprattutto dimostrato una splendida generosità .In ricordo dei coniugi Delmas “indimenticabili benefattori” sarà celebrata mercoledì 18 dicembre a S.Donato assieme ai Defunti della Confraternita una S.Messa di suffragio.Il Signore doni a loro e a tutti i fedeli defunti il “premio eterno”e la beatitudine celeste in cui hanno creduto e sperato.

Auguri Don Francesco per “l’Anno del dragone”

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di , 28 Gennaio 2012

Da qualche giorno, precisamente da Lunedì 23 Gennaio è cominciato per il Calendario Cinese l’attesissimo “Anno del dragone”.  Chiamato, Festa di Primavera o Chun Jie il Capodanno Cinese è la ricorrenza più sentita dalla popolazione tanto che per due settimane uffici e scuole sono chiusi e tutti si riuniscono in famiglia per consumare piatti tipici della tradizione culinaria,per addobbare le case,pregare le divinità e ricordare i defunti con l’accensione di incensi e candele. Un’altra caratteristica per implorare dalle divinità buoni auspici , sono l’esplosione dei fuochi pirotecnici e gli scoppi colorati e rumorosi considerati un modo per scacciare gli spiriti maligni,intimoriti dalle luci e dalla confusione della festa. Quest’anno poi lo Zodiaco Cinese composto da vari animali entra nel “segno del drago”  l’animale mitologico simbolo della Nazione e per millenaria tradizione associato alla forza, alla salute,all’armonia ed alla fortuna nonché segno antichissimo di potere e di ricchezza imperiale. Gli esperti di astrologia e coloro che hanno la pretesa di prevedere il futuro attendono per il 2012 un anno di grandi cambiamenti e di trasformazioni anche per la Cina e prospettano un completo rinnovamento per la classe politica e nuove sfide per la crescita economica e sociale di questa Nazione. A questo punto,ci viene spontaneo rivolgere un augurio anche al nostro carissimo Don Francesco che da qualche anno condivide con noi la vita della nostra comunità cristiana di Murano. Anche per lui quest’anno sarà ricco di novità:parteciperà con la Chiesa di Venezia all’incontro con il nuovo Patriarca,terminerà gli studi di Diritto Canonico al Marcianum probabilmente sarà destinato ad altri incarichi e forse incontrerà qui a Venezia i suoi genitori. auguri Don Francesco! Nel segno del dragone, o meglio nel disegno della provvidenza del Signore tu possa camminare alla luce della sua parola per amarlo e servirlo nel volto dei fratelli.  [Gianluigi Bertola]

Confraternita dei defunti

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di , 5 Novembre 2011

Nelle celebrazioni eucaristiche serali del mercoledì a San Donato e del giovedì a San Pietro, la nostra pietà cristiana raccoglie nel suffragio della confraternita dei defunti , le nostre preghiere e il nostro vivo ricordo di coloro che riposano in Cristo risorto. Le parole del canone romano pronunciate dal celebrante ad ogni Santa Messa ci aiutano a penetrare questo mistero :”Ricordati o Signore dei tuoi fedeli che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace”. In verità la morte resta per l’uomo una insondabile realtà alla quale solo nelle profondità della nostra fede possiamo trovare una risposta. La liturgia ci viene ancora incontro con le sue confortanti esortazioni: “Ai tuoi fratelli o Signore la vita non è tolta ma trasformata”. Alla luce di questa “trasfigurazione” a partire dal mese di novembre dopo le sante messe saremo a disposizione come di consueto per raccogliere le adesioni o le eventuali nuove iscrizioni per l’anno venturo. Le offerte che saranno raccolte verranno devolute alle attività caritative delle nostre parrocchie.

Intenzioni delle sante messe della confraternita per i mercoledì di novembre:

  • Mercoledì 9 Novembre: sacerdoti defunti che hanno guidato le nostre parrocchie
  • Mercoledì 16 Novembre: per religiosi e religiose che hanno collaborato alla vita delle nostre comunitá
  • Mercoledì 23 Novembre: per i defunti benefettori
  • Mercoledì 30 Novembre: per gli educatori animatori e catichisti defunti e per tutti coloro che hanno donato la loro vita per il vangelo (missionari laici e religiosi)

Commemorazione dei defunti

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di , 29 Ottobre 2011

Martedĺ 2 Novembre ricorderemo i fratelli defunti nel corso dell’anno nelle Sante Messe a S.Pietro ore 17 ed a S.Donato alle ore 18

San Donato:
Italo Scarpa, Germano Boscolo, Lucia Tedesco, Alberico Santini, Adriano Monrucchio, Diana Rossetto, Alba Vianello, Silvio Simioni, Umberto Spezzamonte, Elettra Francesconi, Mario Camozzo, Lidia Mazzega, Luigi Costantini, Natalina Bigaglia, Alfredo Santini, Augusto Rossi, Giorgio Pinzan, Amalia Donà, Giovanni Lionello, Angelo Novello, Vincenzo Tosi, Leonardo Lamberti, Aldo Zane, Angelina Bortolot, Tosca Rossi, Natalia Cimarosti, Elio Raffaeli, Maria Scaramal, Luciana Fuga, Gina Ada Ragazzi, Silvana Alberti, Antonio Vianello, Gino Campagnol

San Pietro:
Mario Pinzan, Luigia Pavan, Iris Serena, Adelia Zane, Ezio Quarisa, Santa Sanavio, Alessandro Tagliapietra, Giorgio Boscolo, Annarosa Padoan, Ezio Matiussi, Rina Bardella, Alfio Morasso, Renato Onesto, Umberto Biscontin, Antonio Darduin, Margot Bonora, Maria Pi nzan, Serafina Zanardo, Linda Tagliapietra, Maria Rosa Fuga, Paolo Ferro, Milca Bucella, don Aldo Schiavon, Gianfranco Lana, Nella Cattelan

Signore scrivi il loro nome nel libro della vita e accogli le loro anime nel tuo abbraccio eterno

La confraternita per i fedeli defunti

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di , 6 Novembre 2010

Ogni settimana  la nostra unità pastorale ricorda nelle sante Messe serali del mercoledì a San Donato e del giovedì a S. Pietro, i fratelli defunti affidati al suffragio della confraternita.   La Chiesa, da sempre, in ogni liturgia eucaristica celebra il trionfo della vita sulla morte e fa memoria della croce e della resurrezione di Gesù Cristo come avvenimento di salvezza per l’umanità intera.   Noi credenti, attraverso il mistero della comunione dei santi affidiamo all’infinita misericordia del Signore, i nostri cari defunti e preghiamo per la purificazione e santità delle loro anime. Coloro, che già godono della vita del risorto ci sostengono con la loro intercessione e invocano per noi ogni grazia divina, affinché operi nel nostro cammino terreno fino al compiersi dei nostri giorni. Prossimamente, e in modo particolare durante il mese di novembre, raccoglieremo le adesioni e le eventuali nuovi iscrizioni alla confraternita.  Le offerte che saranno raccolte andranno a soddisfare i bisogni e le molteplici attività caritative e pastorali delle nostre comunità.

Commemorazione dei defunti

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di , 29 Ottobre 2010

Martedĺ 2 Novembre commemorazione dei defunti
Ricorderemo i fratelli defunti nel corso dell’anno

SS. Maria e Donato  (S.Messa ore 17.00)

Bruno Mantoan, Leda Santi, Mario Zane, Alice Siega, Ofelia Mandruzzato, Augusto Veronese, Adriano Tosi, Andrea Boscolo, Fernanda Lunetta, Antonio Salvadori, Severino Bubacco, Mario Rioda, Antonia Scabello, Berlendo Campagnol, Giuliana Dal Moro, Almiro Tagliapietra, Umberto Ballarin, Maria Fonzo, Annunziata Santini, Maria Untinpergher, Gilda Ballarin, Maria Slomp, Gino Sandon, Imperia Spezzamonte, Maria Tagliapietra, Ginetta Frausin, Italo Cadamuro, Luciano Vistosi, Silvana Fumelli, Genevrino Serena, Carmen Dal Mistro, Mons. Attilio Daltin, Giuliana Tosi, Liliana Moretti, Luigi Falcier, Alfredo Rossetto, Elvina Bucella, Fernanda Barbini, Emanuele Batti, Ileana Vianello, Guerrina Finotto, Luigi Bona, Giovanni Quintavalle, Fanny Menegato, Elsa Amadi, Maria Ida Rubis

San Pietro (S.Messa ore 18.30)

Ivana Trevisan, Ada Boaduzzi Nason, Lino Finotello, Roberto Vecchi, Amedeo D’este, Fuga Giovanni, Arpalice alberti, Gelindo Sarto, Anna Maria Ferro, Maria Vinciati, Rosina Torcellan, Giovanni Rossetto, Silvia Vitturi, Erminia Zanella, Erminia Nicolli, Italo Toso, Laila Rullia, Vanda Bon, Germano Fuga, Bruno Camozzo, Lidia Bonzio, Livio Rioda, Luciana Nason, Ines Dei Rossi, Barbara Ardenghi, Guido Vecchi, Ermenegildo Fonzo.

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