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Da 60 anni la televisione racconta la nostra storia di uomini e cristiani

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di , 4 Gennaio 2014

12376576_gennaio-1954-nasceva-la-televisione-italiana-4400px-RAI_—_Radiotelevisione_italiana_logo.svg_1-300x300

Era il lontano 3 gennaio 1954, quando in Italia iniziavano le prime trasmissioni televisive della TV di Stato nata dalle ceneri della vecchia EIAR (Ente Radiofonico Italiano) poi ribattezzato RAI (Radio TelevisioneItaliana). Erano gli anni del Primo Dopoguerra, e l’Italia aspirava a diventare un”paese moderno e industrializzato”e la nascita della Televisione contribuì a realizzare quel “miracolo economico” che tutti si aspettavano. Entrava così nella nostra vita questa “scatola magica” che ci rendeva tutti “diretti protagonisti” della nostra vita quotidiana, con immagini ed emozioni nuove che ormai la “vecchia radio”non era più in grado di dare. Si apriva così un “nuovo mondo” che all’inizio vedeva raccolte numerose persone nei Bar e nei Luoghi Pubblici attorno a quel “grande apparecchio” che allora commercialmente costava parecchi mesi di stipendio. Poi, con il passare degli anni il “benessere economico” permise ad ogni famiglia l’acquisto del televisore e ognuno poteva permettersi il “lusso” di avere il “mondo in casa” e di accedere in tempo reale ad ogni tipo di informazione e di immagine. Da sessant’anni dunque, nel bene e nel male la Televisione, racconta quotidianamente la nostra storia fatta di tragedie, avvenimenti di cronaca, scoperte scientifiche e anche aspetti di vita cristiana. Da quell’inizio del 1954, sotto i nostri occhi sono passate immagini che ci hanno sorpreso, impressionato, affascinato e ci hanno dato modo di vivere in prima persona la realtà della vita umana in tutti i suoi aspetti. Pensiamo ad esempio, alle immagini straordinarie del “primo uomo nello spazio”, poi purtroppo le grandi tragedie della storia, l’assassinio di John Kennedy, la guerra del Vietnam, gli “Anni di Piombo” nella nostra Italia, con le stragi di Piazza Fontana, Brescia, L’Italicus per finire poi con l’assassinio di Aldo Moro e di Falcone e Borsellino che hanno dato la vita per la “giustizia e la libertà” nel nostro paese. Sotto un’altro aspetto però la TV, ci ha fatto vivere anche momenti felici ed indimenticabili del nostro “Essere Chiesa nel Mondo”, ricordiamo i vari Pontefici che si sono succeduti per immagini televisive da Pio XII° all’attuale Papa Francesco: L’Apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II°, i Viaggi Apostolici Internazionali iniziati con Paolo VI°, proseguiti da Giovanni Paolo II° fino all’ultimo a Rio De Janeiro compiuto da Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Anche in questo aspetto, la Televisione ci ha aiutato a crescere nella fede e nella nostra vita di credenti e un grande merito lo dobbiamo ad una figura indimenticabile e fondamentale come Padre Mariano” che è stato il primo comunicatore del Vangelo via Etere e permettetemi di ricordare anche il Cardinale Ersilio Tonini, protagonista di innumerevoli trasmissioni su temi legati alla morale, all’etica e al dialogo interreligioso ed ecumenico dei nostri tempi. Ci auguriamo che la TV, e in genere tutti i mezzi di comunicazione possano sempre progredire sulla via della “sana informazione” libera da ogni pregiudizio e condizionamento e affidiamo il” futuro dell’informazione”all’intercessione di Santa Chiara D’Assisi, patrona dei mezzi di comunicazione affinchè ci assista sulla strada della verità, del dialogo e della pacifica convivenza tra i popoli e le culture della terra.

Affidiamo il nuovo anno a Maria e preghiamo per la pace nel mondo

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di , 30 Dicembre 2013

DSC_0043 - CopiaMaria (in ebraico: מרים, Myrhiàm; aramaico: Maryām; greco: Μαρίαμ Mariam, Μαρία María; arabo: مريم, Maryam) è il nome della madre di Gesù. È venerata come “Santissima Madre di Dio” dai cattolici e dagli ortodossi (che la onorano del titolo di Θεοτόκος, Theotókos); la sua santità è comunque riconosciuta dalla Comunione anglicana e anche da confessioni protestanti come quella luterana. È usato anche il titolo di Madonna. Le è dedicata una sura nel Corano e anche per l’Islam la sua figura è degna di venerazione Nel cristianesimo il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un’antica tradizione narra che, laddove sorge la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la “casa di Maria”. Ricerche archeologiche condotte alla fine degli anni sessanta dall’italiano Bellarmino Bagatti, documentano che l’attuale Basilica dell’Annunciazione è stata edificata su una più antica basilica bizantina del V secolo, che a sua volta è stata costruita su una chiesa del III secolo. Sotto quest’ultima è stata scoperta una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: “Luogo sacro a Maria” e “Kaire Maria” (Greco: XE MAPIA; ital.: “Ave Maria”

La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione. Dal punto di vista teologico, la sua opera di mediazione tra Dio e l’umanità si spiega con l’investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne “donata” agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l’ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l’unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come “Madre di Dio”.

Nell’esortazione apostolica Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l’unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell’esortazione apostolica sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul rosario è tornato papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariaedel 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell’eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messalecomprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine. Per la Chiesa cattolica, il dogma di Maria “Santissima Madre di Dio” poggerebbe anche nel passo del vangelo secondo Luca 1: 43, in cui Elisabetta si rivolge a Maria in questi termini: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore”.

Durante l’Anno liturgico della Chiesa cattolica sono varie le feste e memorie che ricordano Maria; non tutte celebrate per obbligo od in tutta la Chiesa; ad eccezione delle feste e delle solennità mariane:

  • 1º gennaio – Maria Santissima Madre di Dio – solennità
  • 2 febbraio – Presentazione al Tempio di Gesù e purificazione di Maria – festa
  • 11 febbraio – Nostra Signora di Lourdes – memoria
  • 25 marzo – Annunciazione del Signore – solennità
  • 13 maggio – Nostra Signora di Fatima – memoria
  • 24 maggio – Maria Ausiliatrice – memoria
  • 31 maggio – Visitazione della Beata Vergine Maria – festa
  • III sabato dopo la Pentecoste – Cuore Immacolato di Maria – memoria
  • 16 luglio – Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – memoria
  • 5 agosto – Madonna della Neve – memoria
  • 15 agosto – Assunzione di Maria – solennità
  • 22 agosto – Beata Vergine Maria Regina – memoria
  • 8 settembre – Natività della Beata Vergine Maria – festa
  • 12 settembre – Santissimo Nome di Maria – festa
  • 15 settembre – Beata Vergine Maria Addolorata – memoria
  • 7 ottobre – Beata Vergine Maria del Rosario – memoria
  • 21 novembre – Presentazione della Beata Vergine Maria – memoria
  • 8 dicembre – Immacolata Concezione – solennità
  • 10 dicembre – Beata Vergine Maria di Loreto – memoria

In questa Solennità della S.Madre di Dio siamo invitati dalla Chiesa Universale ad implorare il Dono della Pace nel Mondo. Uniamoci alla preghiera di Papa Francesco affinchè la S.Vergine che ci ha donato il “Gesù redentore”interceda per il bene dell’umanità e apra il cuore di ogni uomo al dialogo e alla pacifica convivenza tra i popoli e le culture della terra. Madre di Dio, prega per noi

Ricordo di Mons.Vittorio Vianello a 10 anni dalla sua scomparsa

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di , 11 Dicembre 2013

scansione0004 Lo chiamavamo tutti “Don Vittorio”, anche dopo la sua nomina a Monsignore e Canonico Onorario di S.Marco avvenuta nel 1990 anno in cui lasciò la Parrocchia dei SS.Maria e Donato per raggiunti limiti di età, lasciando un segno indelebile nella vita della comunità cristiana dell’isola di Murano. Ed ora a dieci anni esatti dalla sua scomparsa sarà ricordato Domenica 15 dicembre(giorno della sua morte) nella S.Messa delle ore 11,15 in quella Basilica che tanto amava e che lo ha visto Pastore e guida spirituale di intere generazioni di muranesi. Nato a Pellestrina nel 1914 fu ordinato Sacerdote nel 1939 dal Patriarca La Fontaine il 2 luglio e nell’ottobre dello stesso anno fu assegnato come Cappellano alla Parrocchia di S.Donato guidata dall’allora Parroco Don Benedetto Tosi. Alla morte di Don Tosi avvenuta nel 1948 Don Vittorio venne eletto Parroco dai capifamiglia della Parrocchia attraverso il privilegio elettivo dello “Jus Patronato” e nel suo lunghissimo ministero ha accompagnato all’ordinazione quattro sacerdoti isolani, Don Cipriano Barbini, Don Umberto Bertola, Don Marino Gallina e Fra Igor Barbini. Contribuì in maniera determinante alla edificazione della “Casa S.Cuore” nel 1959 e al grande restauro del Pavimento Musivo della Basilica di S.Donato avvenuto negli anni 1973-1979 per merito dei Coniugi Delmas membri dell’Associazione Americana “Save Venice”che finanziarono i lavori. Don Vittorio è stato un “Pastore Fedele” alla Chiesa Veneziana e ai suoi Patriarchi succedutisi nei suoi 52 anni di ministero in mezzo a noi, tra cui amava ricordare il Card. Albino Luciani, poi Papa Giovanni Paolo I° di cui fu amico personale e particolare collaboratore nelle vicende liete e tristi che segnarono il suo Ministero Episcopale nella Diocesi di Venezia. Nel 1990 lasciata Murano si ritirò a vita privata nella Parrocchia Veneziana di S.Simeone Profeta dove continuò a collaborare con il Parroco di allora Don Luigi Vitturi alla vita della comunità. Il suo ricordo rivive nei nostri cuori e la sua preghiera di intercessione ci accompagna nel nostro cammino verso “Il Regno che Attendiamo”.

A conclusione dell’Anno della Fede, un piccolo bilancio

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di , 23 Novembre 2013

Annus FideiPiù di un anno è ormai passato da quando Papa Benedetto XVI°(ora Pontefice Emerito) annunziò alla Chiesa Universale l’indizione Dell’ANNO della FEDE, era l’11 ottobre 2012 e le motivazioni che indussero il Pontefice a proclamare questo”Momento di Grazia” erano fondamentalmente due: celebrare il 50° Anniversario dell’Apertura del Concilio Vaticano II° e fare memoria del 20° Anniversario della Promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, donato dal Beato Papa Giovanni Paolo II°. E di fatto quest’anno, “veramente straordinario” per la vita della Chiesa, ci ha regalato sorprese e momenti veramente intensi di vita cristiana. La prima cosa che lasciò sorpreso il mondo e tutta la Cristianità, furono le “inaspettate dimissioni di Papa Benedetto”. Fu come “un fulmine a ciel sereno”, come lo definì il Card. Sodano che per primo prese la parola a nome dei Porporati durante il Sinodo che si stava compiendo.

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Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari fratelli e sorelle!

la XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni… ci invita a riflettere sul tema: Le vocazioni dono della Carità di Dio. La fonte di ogni dono perfetto è Dio Amore – Deus caritas est -: «chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,16). La Sacra Scrittura narra la storia di questo legame originario tra Dio e l’umanità, che precede la stessa creazione. San Paolo, scrivendo ai cristiani della città di Efeso, eleva un inno di gratitudine e lode al Padre, il quale con infinita benevolenza dispone lungo i secoli l’attuarsi del suo universale disegno di salvezza, che è disegno d’amore. Nel Figlio Gesù – afferma l’Apostolo – Egli «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità » (Ef 1,4). Noi siamo amati da Dio “prima” ancora di venire all’esistenza! Mosso esclusivamente dal suo amore incondizionato, Egli ci ha “creati dal nulla” (cfr 2Mac 7,28) per condurci alla piena comunione con Sé. Preso da grande stupore davanti all’opera della provvidenza di Dio, il Salmista esclama: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? ” (Sal 8,4-5). La verità profonda della nostra esistenza è, dunque, racchiusa in questo sorprendente mistero: ogni creatura, in particolare ogni persona umana, è frutto di un pensiero e di un atto di amore di Dio, amore immenso, fedele, eterno (cfr Ger 31,3)… Si tratta di un amore senza riserve che ci precede, ci sostiene e ci chiama lungo il cammino della vita e ha la sua radice nell’assoluta gratuità di Dio. Riferendosi in particolare al ministero sacerdotale, il mio predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, affermava che «ogni gesto ministeriale, mentre conduce ad amare e a servire la Chiesa, spinge a maturare sempre più nell’amore e nel servizio a Gesù Cristo Capo, Pastore e Sposo della Chiesa, un amore che si configura sempre come risposta a quello preveniente, libero e gratuito di Dio in Cristo» (Esort. ap. Pastores dabo vobis, 25).

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Messaggio del Santo Padre per la XX giornata mondiale del malato

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di , 11 Febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (Lc 17,19)
Cari fratelli e sorelle! In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle. 1. In quest’anno, che costituisce la preparazione più prossima alla Solenne Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà in Germania l’11 febbraio 2013 e che si soffermerà sull’emblematica figura evangelica del samaritano (cfr Lc 10,29-37), vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica.
L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2,1-12).

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85ª Giornata missionara mondiale

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di , 22 Ottobre 2011

«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21)

Ogni anno la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale.  È un giorno destinato a ravvivare in tutti i fedeli,  anche nei pastori, la consapevolezza che la Chiesa è missionaria per sua essenza, per sua natura, per  volontà di Cristo.  L’evangelizzazione non è un compito imposto dall’esterno, ma scaturisce dall’essere stesso  della Chiesa.  Non si può essere autenticamente cristiani e non essere missionari, non avendo lo zelo apostolico,  il desiderio di proclamare l’amore di Gesù Cristo agli uomini.  Possiamo affermare in modo inequivocabile  che lo zelo missionario di una comunità o di una Chiesa locale, viene ad essere un segno della sua  vitalità spirituale.  Allo stesso tempo, l’evangelizzazione è il modo migliore per rafforzare la fede.  Come indicato  nel Beato Papa Giovanni Paolo II, la fede si rafforza donandola (cfr RM,2).  Il tema della Giornata Missionaria Mondiale di oggi, è: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando  voi” (Gv 20, 21).  La dimensione missionaria della Chiesa è un prolungamento dell’invio di Cristo da parte del  Padre.  La Chiesa, come suo Corpo mistico, prolunga l’incarnazione di Cristo, la sua presenza fisica tra gli  uomini.  Ogni cristiano diventa, mediante il battesimo, la bocca di Cristo per annunciare il suo regno tra gli  uomini.  Il Papa ricorda che nella liturgia della Chiesa, specialmente nella Messa, si attualizza l’invio dei battezzati  per l’evangelizzazione del mondo.  Come i discepoli di Emmaus, tutti i fedeli che hanno avuto un vero  incontro con Cristo, si sentono spinti ad annunciarlo subito a tutti gli uomini.  La vicinanza del Signore, che si  trattiene per condividere con loro il pane, fa sì che quei due discepoli che camminavano disincantati diventino  apostoli che sentono la necessità imperiosa di annunciare a tutti che Gesù, il Cristo, è vivo.  La partecipazione  autentica alla liturgia porta sempre frutti in uno spirito missionario.  Benedetto XVI afferma, nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2011, che “destinatari dell’annuncio  del Vangelo sono tutti i popoli” e ribadisce che la missione affidata da Cristo alla sua Chiesa è ancora molto  lontana dal suo compimento.  “Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono  ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza.  Non  solo; ma si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato  e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane,  sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede.  È in atto un cambiamento culturale, alimentato  anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall’imperante relativismo, un cambiamento che porta  ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse,  e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo  della vita, anche a scapito dei valori morali”.  Tale situazione richiede una rinnovata passione per l’evangelizzazione  in tutti i fedeli.  Ogni battezzato deve sentire questa missione come propria, e sostenere con la  preghiera e l’aiuto economico, il servizio dei nostri missionari per far conoscere agli uomini l’amore salvifico  di Dio, specialmente nelle Chiese più povere e carenti di risorse finanziarie.  L’intercessione di Maria, Stella  dell’Evangelizzazione, porti a compimento il desiderio del Santo Padre: “La Giornata Missionaria ravvivi in  ciascuno il desiderio e la gioia di ‘andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo”. 
(dal sito agenziafides.  org commento al Messaggio del Papa Benedetto XVI in relazione alla Giornata Mondiale Missionaria)

Biografia del Card. Angelo Scola

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di , 4 Settembre 2011

Il Card.  Angelo Scola è nato a Malgrate (Milano) il 7 novembre 1941,  da Carlo (1903-1996) camionista e da Regina Colombo (1901-1992)  casalinga.  È il minore di due figli (il fratello Pietro è morto nel 1983).  È stato presidente della Gioventù Studentesca di Lecco.  Studente in  filosofia all’Università Cattolica del S.  Cuore è diventato prima Vicepresidente  e poi Presidente della FUCI di Milano (1965-1967).  Ha conseguito il dottorato in Filosofia.  È’ stato ordinato sacerdote il  18 luglio 1970 a Teramo.  Ha conseguito il dottorato in Teologia a Friburgo.  Nel 1982 è stato nominato professore di Antropologia Teologica al  Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia,  presso la Pontificia Università Lateranense.  È stato Consultore  della Congregazione per la Dottrina della Fede.  Il 20 VII 1991 è stato eletto vescovo di Grosseto dove è rimasto fino  al 1995.  Nel luglio del 1995 è stato nominato Rettore della Pontificia Università  Lateranense.  Il 5 gennaio 2002 è stato nominato Patriarca di Venezia e il 21 ottobre  2003 è stato creato Cardinale.  Come Patriarca di Venezia si è impegnato nella Visita Pastorale  (2004-2011) – conclusa dal Santo Padre l’8 maggio u.  s.  – caratterizzata  da quattro scopi: rigenerare il popolo cristiano, educare al pensiero  di Cristo e alla capillare a-zione di carità e condivisione, es-sere  testimoni in tutti gli ambienti dell’umana esistenza.  A partire dal 2005 ha guidato regolarmente una Scuola di metodo di  vita cristiana per trecento responsabili di parrocchie e aggregazioni  di fedeli.  Ha dato vita allo Studium Generale Marcianum (Facoltà di  Diritto Canonico, Scuole e Liceo della Fondazione Giovanni Paolo I)  e alla Fondazione Internazionale Oasis.  Il 28 giugno 2011 è stato eletto Arcivescovo di Milano.

Note logistiche per i fedeli
L’entrata in Cattedrale di S. Marco e la partecipazione all’Eucaristia è libera, pertanto non sono previsti inviti  o pass.  La S. Messa inizierà alle 18.30.  Si consiglia di prevedere l’arrivo in Basilica con un certo anticipo, in modo da favorire un afflusso comodo e  ordinato.  L’ingresso sarà consentito a partire dalle 17.30.  I fedeli potranno entrare dalla porta centrale o dalla  porta laterale “della Nicopeja” (Piazzetta dei Leoncini).  Dopo la S. Messa, presso la Piazzetta dei Leoncini, il Card. Scola incontrerà i fedeli che vorranno salutarlo  personalmente.

Raccolta offerte per gesto di carità
Non ci saranno doni per il Patriarca, se non un presente dal forte significato simbolico.  La sua volontà è quella  di partecipare tutti insieme ad un atto di carità, che sia in qualche modo collegato alla chiusura della Visita  Pastorale, cioé per un’opera di educazione al gratuito, che sarà esplicitata a breve.  L’invito è dunque a versare fin d’ora delle offerte secondo le seguenti modalità: consegna a mano delle offerte  all’Ufficio Cassa della Curia Patriarcale; consegna a mano, il giorno stesso del saluto nella Basilica di S.Marco, a don Danilo Barlese o a mons.Valter Perini

Visita Pastorale di Papa Benedetto a Venezia

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di , 1 Maggio 2011

Si apre con questa domenica una settimana speciale per noi del Patriarcato di Venezia.

Contemplando il Beato Giovanni Paolo II° che per lungo tempo ha guidato la Chiesa Cattolica, aspetteremo il Papa Benedetto VXI che verrà a confermarci nella fede.

Con le sue parole ci indicherà il cammino che la nostra Chiesa diocesana vivrà nel dopo Visita Pastorale.

  • La partenza dei pellegrini per San Giuliano sarà
    alle ore 06.30 al Faro
  • Il ritorno dopo la Messa e l’Angelus del Papa

Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II

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di , 16 Aprile 2011

Prepariamo questo avvenimento così importante con la visione del film

“Giovanni Paolo II, un ricordo d’amore” (seconda parte)
Venerdì 29 Aprile 2011 – ore 20.30 in sala San Gerardo

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