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Giornata Missionaria Mondiale

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di , 23 Ottobre 2010

Oggi celebriamo la  Giornata  Missionaria Mondiale
“La costruzione  della comunione ecclesiale  è la chiave della missione” 

Dal messaggio di Benedetto XVI 
“In una società multietnica che sempre più sperimenta forme di solitudine e di indifferenza preoccupanti, i cristiani  devono imparare ad offrire segni di speranza e a divenire fratelli universali, coltivando i grandi ideali che  trasformano la storia e, senza false illusioni o inutili paure, impegnarsi a rendere il pianeta la casa di tutti i popoli”.  Lo afferma Benedetto XVI nel suo messaggio per l’84esima Giornata missionaria mondiale che  quest’anno si celebrerà il 24 Ottobre con il tema “La costruzione della comunione ecclesiale è la chiave della  missione”.  “Solo a partire da questo incontro con l’Amore di Dio, che cambia l’esistenza, possiamo vivere in  comunione con Lui e tra noi, e offrire ai fratelli una testimonianza credibile, rendendo ragione della speranza  che è in noi” aggiunge il Papa, ricordando che ogni anno la Giornata missionaria mondiale offre “l’occasione  per rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo e dare alle attività pastorali un più ampio respiro missionario”.  L’impegno e il compito dell’annuncio evangelico spettano all’intera Chiesa “missionaria per sua natura”  evidenzia il Pontefice, ricordando inoltre l’impegno degli operatori pastorali per promuovere la comunione ecclesiale,  “in modo che anche il fenomeno dell’ ‘interculturalità possa integrarsi in un modello di unità, nel quale  il Vangelo sia fermento di libertà e di progresso, fonte di fraternità, di umiltà e di pace”.  Benedetto XVI esorta  in conclusione a sentirci “tutti protagonisti dell’impegno della Chiesa di annunciare il Vangelo”, rinnovando  “l’invito alla preghiera e, nonostante le difficoltà economiche, all’impegno dell’aiuto fraterno e concreto a sostegno  delle giovani Chiese”.  (sintesi curata da www.perfettaletizia.it

Nella domenica in cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale, l’Ufficio Missionario del Patriarcato  di Venezia ci chiede di sostenere con la preghiera e le offerte gli studenti della Parrocchia  San Marco di Ol Moran (Kenya), un’appendice della Diocesi in terra d’Africa.  Il Programma di Sostegno  della Scuola aiuta 120 studenti che frequentano scuole secondarie, istituti tecnici o college.  Il contributo annuale per uno studente è di 300 euro (ccp 14876304 – Curia Patriarcale Venezia).

84ª Giornata Missionaria Mondiale

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di , 17 Ottobre 2010

24 0ttobre 2010  “Spezzare pane per tutti i popoli”:  84ª Giornata Missionaria Mondiale che conclude  la Quarta settimana dell’Ottobre Missionario  dedicata al tema della Carità. 

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,  se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,  35) 
La missione nasce dal coinvolgimento dei nostri  cuori, attraverso l’Eucaristia, con quello di  Cristo, anzi del Dio Uno e Trino, come afferma il  Papa. 

Chi si nutre del Pane del Cielo, condivide  il donarsi di Dio-Amore all’umanità: un intreccio  che fonda il senso  dell’evangelizzazione, un’urgenza che viene  dal cuore di Dio e dà forma alla carità  dell’uomo.

Mercatino missionario

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di , 9 Ottobre 2010

Nei giorni 23 e 24 ottobre 2010 verrà  allestito a San Pietro il  mercatino  missionario.    Perché venga realizzato al meglio  abbiamo bisogno anche del  tuo contributo: per collaborare puoi prepararci delle  buone torte o biscotti marmellate conserve e  tutto quello che è frutto della tua fantasia.  Saremo lieti di accettarlo nel nostro banco vendita. 

I vostri generosi e gustosi lavori potrete lasciarli in  Chiesa a San Pietro da venerdì 22 ottobre oppure  consegnarli direttamente sabato mattina.   Vi ringraziamo già da ora e vi aspettiamo con gratitudine!

Ottobre mese missionario

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di , 2 Ottobre 2010

“Considerate, fratelli,  la vostra vocazione” (1Cor 1, 26a)
Il Signore chiama ogni uomo a  condividere la sua santità e la sua gloria.
Non possiamo che essere pieni di gioia e  di riconoscenza.
E’ impegno missionario di  ciascun credente, riscoprire per sé e per  gli altri, il senso profondo della vocazione  cristiana: la risposta grata e condivisa  all’offerta dell’Amore. 

Recita del Rosario tutti i giorni alle ore 18.00 a San Donato e San Pietro

Senza Dio l’uomo non sa dove andare

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di , 15 Maggio 2010

Il pellegrinaggio di Papa Benedetto XVI a  Fatima: «Senza Dio l’uomo non sa dove andare»  (alcune riflessioni dall’ultima omelia in Portogallo) 

«Bisogna che uno divenga testimone, insieme a noi, della risurrezione, diceva  Pietro.  E il suo attuale Successore ripete a ciascuno di voi: Miei fratelli e sorelle,  bisogna che diventiate con me testimoni della risurrezione di Gesù»: è l’appello  lanciato questa mattina dal Papa in Portogallo, nell’omelia della messa solenne  celebrata nella città di Porto, sul grande piazzale dell’Avenida dos Aliados.  Benedetto XVI ha chiesto: «In effetti, se non sarete voi i suoi testimoni nel vostro  ambiente, chi lo sarà al vostro posto?  ».  Dopo avere parlato di «sproporzione tra le  forze in campo» nell’annuncio evangelico, ha ricordato che lo stesso Gesù era  «solo o quasi nei momenti decisivi». 

Eppure – ha aggiunto – «è avvenuto che,  alla fine, dallo stesso amore che ha creato il mondo, la novità del Regno è spuntata  come piccolo seme che germina la terra, come scintilla di luce che irrompe nelle tenebre, come alba di un  giorno senza tramonto».  Il Papa ha quindi sottolineato che tale compito di annuncio compete a ciascun credente, in quanto «il cristiano  è, nella Chiesa e con la Chiesa, un missionario di Cristo inviato nel mondo.  Questa è la missione improrogabile  di ogni comunità ecclesiale: ricevere da Dio e offrire al mondo Cristo risorto».

La Parola della Domenica

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di , 1 Maggio 2010

5ª di Pasqua
At 14,21-27   Riferirono alla comunità tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro. 
Sal 144   Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.   
Ap 21,1-5   Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. 
Gv 13,31-35   Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.
 

Questa 5ª Domenica di Pasqua non ha un tema conduttore unico ma, è dominata dalle parole  di Gesù che, invita ad attuare il suo Comandamento Nuovo: amatevi a vicenda come  io ho amato voi.  La consegna, contenuta nei “discorsi di addio”, data ai discepoli, avviene  dopo che Giuda, nella notte si allontana dal Cenacolo, perché è un discorso che lui non può  capire, in quanto si è escluso ad accogliere la voce dello Spirito.  La prima lettura tratta dagli  Atti, riferisce avvenimenti che susseguono al primo viaggio missionario che Paolo compie in compagnia di Barnaba.  Trattasi di un viaggio non facile e di una predicazione difficile perché fatta attraversando “molte tribolazioni”  e ciò nonostante è necessario “restare saldi nella fede” se si desidera superarle. 

Per questo motivo Paolo  e Barnaba organizzano le nuove comunità dando loro delle guide che li facciano rimanere, al momento opportuno,  “saldi nella fede”.  Questa struttura paolina è ancora presente nelle nostre parrocchie e nelle nostre  Diocesi, niente da allora si è modificato e tanto meno il pericolo delle tentazioni che ci assalgono e ci circondano  nel tentativo di soffocarci ponendo “L’amatevi come io vi ho amati” all’ultimo posto.  “Benedirò il tuo nome perché tu sei paziente e misericordioso verso tutte le cose da te create.  Tu che sei infinito  accetta la lode dalle tue creature che di fronte a te sono nulla ma, un nulla da te amato, tanto da darci il tuo  Unigenito”.  Il testo dell’Apocalisse ci rivela un’umanità trasfigurata dall’Amore condiviso che, “tergerà ogni lacrima”  e cancellerà ogni ruga. 

Questa umanità abiterà nella città santa diventata il segno della nuova alleanza tra  Dio e l’umanità intera.  Dio torna a piantare la propria tenda in mezzo al popolo che ha costituito come suo erede:”  Ecco la dimora di Dio con gli uomini”.  Finalmente l’uomo, liberato il volto dal velo delle lacrime, può contemplare  quel Dio che tutto ha creato per la vita.  C’è una pedagogia nell’amore ed è questa: s’impara ad amare  solo se ci sentiamo amati.  Gesù ce lo ricorda nel vangelo di oggi: “Come io ho amato voi, anche voi amatevi gli  uni gli altri”.  Si tratta, come Lui dice, di un comandamento nuovo che, non somiglia affatto ai comandamenti  fino ad allora conosciuti, sfugge ai nostri sforzi o alla nostra generosità.  Si ama non su comando, su costrizione  o per forza, ma solo spontaneamente e sgorga soltanto da un amore ricevuto, altrimenti è falso, una forzatura  frustrante per chi dona amore e per chi ne è vittima

Chiamati ad una spiritualità di comunione

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di , 11 Aprile 2010

il cammino dall’unità alla comunità pastorale
3. La Chiesa nel territorio: dalla diocesi alla parrocchia

«Costituirono quindi per loro in ogni comunità alcuni anziani e dopo a ver pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto» (At 14,23). Gli apostoli Paolo e Barnaba pongono i primi passi delle Chiese sotto la guida di un collegio di anziani, loro collaboratori. Prima di chiederci quali nuovi tratti deve assumere la parrocchia per rispondere alle nuove esigenze dell’evangelizzazione, va ricordato che la parrocchia si qualifica dal punto di vista ecclesiale non per se stessa, ma in riferimento alla Chiesa particolare, di cui costituisce un’articolazione.
È la diocesi ad assicurare il rapporto del Vangelo e della Chiesa con il luogo, con le dimore degli uomini. La missione e l’evangelizzazione riguardano anzitutto la Chiesa particolare nella sua globalità. Da essa, infatti, sul fondamento della successione apostolica, scaturisce la certezza della fede annunciata e ad essa, nella comunione dei suoi membri sotto la guida del vescovo, è dato il mandato di annunciare il Vangelo. La parrocchia, che vive nella diocesi, non ne ha la medesima necessità teologica, ma è attraverso di essa che la diocesi esprime la propria dimensione locale. Pertanto, la parrocchia è definita giustamente come «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie ». Agli inizi, la Chiesa si edificò attorno alla cattedra del vescovo e con l’espandersi delle comunità si moltiplicarono le diocesi. Quando poi il cristianesimo si diffuse nei villaggi delle campagne, quelle porzioni del popolo di Dio furono affidate ai presbiteri. La Chiesa potè così essere vicina alle dimore della gente, senza che venisse intaccata l’unità della diocesi attorno al vescovo e all’unico presbiterio con lui. La parrocchia è dunque una scelta storica della Chiesa, una scelta pastorale, ma non è una pura circoscrizione amministrativa, una ripartizione meramente funzionale della diocesi: essa è la forma storica privilegiata della localizzazione della Chiesa particolare. Con altre forme la Chiesa risponde a molte esigenze dell’evangelizzazione e della testimonianza: con la vita consacrata, con le attività di pastorale d’ambiente, con le aggregazioni ecclesiali. Ma è la parrocchia a rendere visibile la Chiesa come segno efficace dell’annuncio del Vangelo per la vita dell’uomo nella sua quotidianità e dei frutti di comunione che ne scaturiscono per tutta la società. Scrive Giovanni Paolo II: la parrocchia è «il nucleo fondamentale nella vita quotidiana della diocesi» La parrocchia è una comunità di fedeli nella Chiesa particolare, di cui è «come una cellula», a cui appartengono i battezzati nella Chiesa cattolica che dimorano in un determinato territorio, senza esclusione di nessuno, senza possibilità di elitarismo. In essa si vivono rapporti di prossimità, con vincoli concreti di conoscenza e di amore, e si accede ai doni sacramentali, al cui centro è l’Eucaristia; ma ci si fa anche carico degli abitanti di tutto il territorio, sentendosi mandati a tutti. Si può decisamente parlare di comunità “cattolica”, secondo l’etimologia di questa parola: “di tutti”. Più che di “parrocchia” dovremmo parlare di “parrocchie”: la parrocchia infatti non è mai una realtà a sé, ed è impossibile pensarla se non nella comunione della Chiesa particolare. Di qui un ulteriore indirizzo per il suo rinnovamento missionario: valorizzare i legami che esprimono // riferimento al vescovo e l’appartenenza alla diocesi. È in gioco l’inserimento di ogni parrocchia nella pastorale diocesana. Alla base di tutto sta la coscienza che i parroci e tutti i sacerdoti devono avere di far parte dell’unico presbiterio della diocesi e quindi il sentirsi responsabili con il vescovo di tutta la Chiesa particolare, rifuggendo da autonomie e protagonismi.
La stessa prospettiva di effettiva comunione è chiesta a religiosi e religiose, ai laici appartenenti alle varie aggregazioni.
( da: CEI- Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, Nota Pastorale 2004)

Pasqua di Resurrezione

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di , 20 Marzo 2010

Il valore primario degli esercizi spirituali è quello di sempre: il credente ha bisogno assoluto di trovare dei  momenti fermi dove concentrare la propria intimità con il Signore sia a livello individuale che comunitario.  Oggi questi esercizi spirituali possono rivestire un significato del tutto speciale perché forse siamo travolti da  un’accelerazione della storia, che rischia di farci smarrire la vera gerarchia dei valori.  Gli esercizi spirituali  hanno lo scopo di aiutarci a mettere ordine nella nostra vita, e fatti sotto il tempo quaresimale in previsione  della Pasqua assumono un valore ancora più importante mi fermo e mi prepraro ad accogliere il  dono della salvezza, in Cristo; infatti si pensa alla Quaresima come ad un tempo liturgico di privazioni,  di sofferenza, di sacrificio, mentre invece ha un significato positivo…  è proprio la logica evangelica:  quanto più ci apriamo al dono di noi stessi, tanto più raggiungiamo la vera felicità.  Questo è il significato proprio  della Pasqua e quest’anno il Papa ci raccomanda, in modo speciale, di vivere la Quaresima all’insegna  della giustizia più grande.  Questa giustizia più grande è l’amore.  Un amore che consiste, da parte nostra,  nel dono di noi stessi.  Questa è la via che ci richiama la Quaresima e questa è la via unica della nostra felicità…  Che tutti noi ci mettiamo con decisione su questa stessa strada, comprendendo che questa mortificazione  non è certo legge di morte, ma è legge di vita.  E’ legge di una felicità più piena. 

  • Lunedì 22 marzo: chiusura della settimana della Bibbia 
    Madonna dell’Orto – Suola dei Mercanti ore 20.  45 : presentazione della quarta finalità della Visita Pastorale  “Educare alla missionarietà e alla mondanità” 
  • Martedi’ 23 marzo ore 21 a San Donato:  riflessione di don Georges sul tema: “il peccato esiste ancora?  ”  
  • Mercoledì 24 marzo ore 21 a San Pietro:  ·  Celebrazione Penitenziale 
  • Giovedì 25 marzo ore 21 a San Donato  Riflessione di mons.  Lucio Cilia: “il giovedì santo” nell’Anno Sacerdotale 
  • Venerdì 26 marzo ore 21 a San Pietro:  preparazione comunitaria della veglia pasquale. 

Settimana della bibbia

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di , 13 Marzo 2010

Conosci la tua cChiesa
L’intento quest’anno è quello di riuscire a riflettere e a soffermarsi sugli aspetti caratterizzanti  delle nostre comunità – ecco perchè la “c” minuscola di chiesa –  ma nella prospettiva più ampia di appartenenza  alla Chiesa Madre Universale – “C” maiuscola di Chiesa “.    Ecco perché i vari momenti di incontro  verteranno sulle 4 finalità della visita pastorale attraverso le proposte scelte. 

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 Programma: 

  • Domenica 14 marzo:  intronizzazione della bibbia in ogni chiesa parrocchiale
  • Lunedì 15 marzo: ore 20.45  a San Felice: lectio divina: “uniti in comunione”. Riflessione del vescovo  ausuliare mons beniamino pizziol (riferimento alla prima finalità “rigenerare il popolo di dio”) 
  • Mercoledì 17 marzo ore 17.15:  Mostra del disegno a cura dei ragazzi del catechismo,  chiesa della maddalena (riferimento alla seconda finalità “educare al pensiero di cristo”); 
  • Giovedì 18 marzo a Madonna dell’Orto (Scuola dei mercanti) ore 20.45:  proiezione del film “la via della croce” di serena nono.  Partecipano gli autori e “attori” della casa dell’ospitalità di sant’alvise,  segue dibattito.  (riferimento alla terza finalità “educare al gratuito”);  
  • Lunedì 22 marzo a Madonna dell’Orto (Scuola dei mercanti) ore 20.45:  Presentazione della quarta  finalità della visita pastorale “educare alla missionarietà e alla mondanità”

Settimana della Bibbia 2010

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di , 6 Marzo 2010

Dal 14 al 22 marzo ricorre la settimana della Bibbia 2010, in preparazione della visita pastorale   

  • Domenica 14 marzo:  intronizzazione della bibbia in ogni chiesa parrocchiale 
  • Lunedì 15 marzo:  lectio divina: “uniti in comunione” ore 20.45 a San Felice a cura del Vescovo Ausuliare Beniamino  Pizziol 
  • Mercoledì 17 marzo:  mostra del disegno a cura dei ragazzi del catechismo, ore 17.15  chiesa della  Maddalena 
  • Giovedì 18 marzo:  proiezione del film “La via della croce di serena nono”.  Madonna dell’Orto — Scuola dei mercanti ore 20.45.  Partecipano gli autori e “attori” della casa dell’ospitalità di  Sant’Alvise,  segue dibattito. 
  • Lunedì 22 marzo:  presentazione della quarta finalità della visita pastorale “educare alla missionarietà e alla mondanità”.  Madonna dell’orto — Scuola dei mercanti ore 20.45 

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