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S.Nicolo’ Patrono della Serenissima e dei ” Vetrai di Murano”

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di , 30 Novembre 2013

nikolaus-mytraRaccontano le cronache dell’epoca che Il giorno 8 maggio del 1087 giunsero a Bari, le spoglie di San Nicola-Magno, trafugate dalla Basilica di Myra, (attuale Turchia) da 62 marinai dopo una avventurosa spedizione in terra d’oriente. I veneziani eterni rivali nei traffici marittimi, entrarono in competizione per il possesso definitivo delle reliquie e saputo che parte delle stesse ancora giacevano nell’antica sepoltura del santo, partirono nel 1099 per la Prima Crociata guidati dal Doge Vitale Michiel. Nel viaggio di ritorno attraversando la città di Myra e spacciandosi per devoti pellegrini, con l’inganno violarono la sacra tomba e si impadronirono definitivamente delle restanti ossa che portarono trionfalmente a Venezia nel 1100, collocandole alla venerazione del popolo nella chiesa portuale di S.Nicolò del Lido già eretta in suo onore un secolo prima. Da allora, la Serenissima lo volle accanto all’Evangelista Marco come patrono della flotta navale invocandolo anche come protettore dei marinai, naviganti, mercanti e successivamente a lui furono intitolate chiese, confraternite, corporazioni arti e mestieri. La fama di questo santo comunque, era già ben nota nel mondo cristiano.

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Breve storia del Vetro di Murano

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di , 14 Novembre 2013

5376437840_48ff12622c_zIn una leggenda di Plinio il Vecchio (del I°sec.AC.) si narra la nascita del vetro come una “scoperta casuale” di alcuni navigatori Fenici,che accendendo un fuoco in una spiaggia si accorsero che dalla combustione della sabbia a contatto con alghe e frammenti di conchiglie usciva una “pasta viscosa e trasparente” Storicamente nel 3000 AC.in Mesopotamia (area siriaca) appaiono piccoli oggetti in pasta vitrea (scarabei e monili) successivamente in Egitto a partire dal “2000 AC.vengono prodotti i primi recipienti in vetro,fino ad arrivare al I° secolo AC. quando nacque il vetro “ soffiato a stampo o lavorato a mano”. I Romani dopo la conquista dell’Egitto nel 30 AC.importarono e introdussero la lavorazione del vetro nella nostra Cultura Italica e Occidentale.Tra il 1961-62 vicino all’attuale Basilica di Torcello un equipe di archeologi Polacchi diretti dal Prof:Italiano Giampietro Brognetti ( direttore della Fondazione G:Cini di Venezia) riportarono alla luce dei manufatti in vetro a testimonianza che tale attività risaliva presumibilmente ai secoli V° VI°e VII° DC. quando le isole della laguna e la stessa Venezia vennero fondate. I primi “vetrai veneziani” si chiamavano “ fiolai” cioè soffiatori di fiale e di ampolle in vetro chiamate “fiole”.L’Arte vetraria veneziana nel 1291 si sposta dal Centro Storico di Venezia all’isola di Murano per decreto Dogale. La motivazione di fondo era quella di preservare la città di Venezia (allora costruita da abitazioni di legno) dai frequenti incendi che spesso le fornaci provocavano con conseguenze disastrose. Da questa data,inizia per Murano la sua “epoca d’oro del vetro”con la nascita di numerose e fondamentali tecniche sia di composizione che di lavorazione del materiale stesso. I vetrai si costituiscono in “Corporazioni” stabiliscono delle normative precise dette “Mariegole” ed eleggono come loro Patrono S:Nicola di Myra venezianizzando il nome in S.Nicolò. Durante i secoli che si succedettero, fino alla Caduta della Serenissima Repubblica (1797) i vetrai acquisirono particolari privilegi,fondarono “un Libro D’oro”dove venivano ammesse per diritto tutte le famiglie appartenenti “all’Arte Vetraria” in più colui che diventava”maestro vetraio”poteva ambire alla elevatura nella “scala sociale di allora” con la facoltà di sposare una “Nobile Patrizia”.Come controparte però era “prigioniero dell’isola” non poteva spostarsi dal luogo di origine se non per particolari motivi concessi dalle autorità del tempo,doveva assolutamente preservare i segreti e le tecniche vetrarie affinchè l’arte non potesse essere esportata e copiata da altri paesi e tutto era severamente controllato e punito sotto minaccia di “pena capitale”. Fondamentali per Murano furono i vetri del 1400 lavorati dal maestro “Ercole Barovier” (autore della famosa “Coppa Nuziale”) per poi a seguire con i Vetri Rinascimentali,Barocchi e Ottocenteschi. Numerose tecniche di lavorazione e di composizione segnarono le varie epoche: nacquero i vetri bianco opachi detti “lattimi”( simili al colore del latte ) le murrine ( le classiche perle multicolori e di varia foggia) la filigrana,gli zanfirici,il vetro calcedonio (simile come effetto alle venature del marmo) e la famosa avventurina ( una pasta vitrea simile a schegge d’oro ) ottenuta da una particolare fusione di materiali. Nel periodo di fine 1800 primi 1900,il vetro muranese subisce una parentesi di decadenza fino agli inizi degli anni venti,quando per merito di un “lungimirante imprenditore Milanese: Paolo Venini” che fonda assieme all’antiquario veneziano Giacomo Cappellin la Vetreria “ Cappellin Venini) avviene una “nuova rinascita”della vetraria con l’avvento di nuovi stili nella forma degli oggetti,nuove tecniche e delicate colorazioni compositive. Con Paolo Venini,Murano si avvierà verso” l’arte moderna e contemporanea” che vedrà sorgere grandi “designers”e prestigiosi “maestri vetrai” che coniugheranno nuove forme con la continuità della “tradizione”rinnovando radicalmente il vetro di murano e rendendolo “unico e inimitabile”nel mercato mondiale sino ai nostri giorni.

Gianluigi Bertola.

Triduo in preparazione alla festa di San Nicolò

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di , 29 Novembre 2009

Il 6 dicembre a Murano si festeggia San Nicolò, il patrono dei vetrai.  Conosciuto nel resto d’Italia come  San Nicola, fu vescovo di Myra in Turchia nel IV secolo d.  C.  Tra le molte leggende che lo riguardano, la  più nota racconta di quando avrebbe regalato tre sfere d’oro a tre fanciulle prive di dote, consentendo  loro in questo modo di sposarsi.  Per questo, a Murano come in altri luoghi d’Italia, si mantiene la tradizione  di scambiarsi doni il giorno di San Nicolò. 

Vivendo un momento delicato per Murano essendo il patrono dei vetrai abbiamo pensato di riunirci in 3  giorni di preghiera per preparaci alla festa che ci accompagnino e ci aiutino a fare chiarezza dentro la  realtà della nostra isola, tutti sono invitati 

  • Chiesa di San Donato,  Martedì 1 Dicembre ore 21.00:  Il lavoro per il Cristiano
  • Mercoledì 2 Dicembre ore 21.00:  Adorazione eucaristica 
  • Giovedì 3 Dicembre ore 21.00:  La risposta cristiana alla crisi di oggi
  • Venerdì 4 Dicembre ore 17.  30:  Santa Messa,  ore 18.  30 Inaugurazione della ” Mostra di San Nicolò “

San Nicola di Myra

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di , 29 Novembre 2009

San Nicola di MyraLa sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia.   E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro.

Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti… Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti.  Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi.  Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore…  Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.   Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo).   Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira.

Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.  Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”.   Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.

Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: “In tal modo la basilica si presenta… come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa”. Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.

Nell’iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d’oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d’oro.   Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre,  non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi.  Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d’oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

Murano festeggia San Nicolò

di , 28 Novembre 2008

Murano festeggia San Nicolò.  Conosciuto nel resto d’Italia come San Nicola, fu vescovo di Myra in Turchia nel IV secolo d.C. 

Tra le molte leggende che lo riguardano, la più nota racconta di quando avrebbe regalato tre sfere d’oro a tre fanciulle prive di dote, consentendo loro in questo modo di sposarsi. 

E’ Un’occasione per riscoprire le bellezze di Murano e per festeggiare celebrando l’eucarestia e invocando la benedizione sulla nostra isola.

La basilica dei Santi Maria e Donato, la chiesa di San Pietro e il Museo del vetro, ospitano una delle più ricche e prestigiose raccolte di oggetti in vetro durante il periodo della manifestazione. 

Un’occasione imperdibile per festeggiare insieme alla comunità muranese San Nicolò, il santo patrono dei vetrai

   

 

 

Venerdì 5 dicembre

  • Ore 17.30: S. Messa di San Nicolò nella chiesa di San Pietro Martire
  • Ore 18.30: presentazione della manifestazione e apertura dell’esposizione Galleria di luci Chiostro di San Pietro Martire
  • Ore 18.45, apertura mostra di San Nicolò Sala Pio X del patronato.

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