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Natale: il dono di una vita da custodire

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di , 24 Dicembre 2011

“La nascita di ogni bambino porta con sé qualcosa di questo mistero!  Lo sanno bene i genitori  che lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano.  A tutti noi è capitato di sentir  dire a un papà e a una mamma: “Questo bambino è un dono, un miracolo!  “.  In effetti, gli esseri  umani vivono la procreazione non come mero atto riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza,  intuiscono che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il “segno” per eccellenza  del Creatore e Padre che è nei cieli.  Quant’è importante, allora, che ogni bambino, venendo  al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia!  Non importano le comodità esteriori: Gesù è  nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l’amore di Maria e di Giuseppe  gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati.  Di questo hanno bisogno i  bambini: dell’amore del padre e della madre.  E’ questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita,  permette la scoperta del senso della vita.  La santa Famiglia di Nazareth ha attraversato  molte prove, come quella – ricordata nel Vangelo secondo Matteo – della “strage degli innocenti”,  che costrinse Giuseppe e Maria ed emigrare in Egitto (cfr 2,13-23).  Ma, confidando nella  divina Provvidenza, essi trovarono la loro stabilità e assicurarono a Gesù un’infanzia serena  e una solida educazione… .  ” (Papa Benedetto XVI, Angelus Natale 2010)  Questa riflessione di Papa Benedetto ci aiuta a comprendere il dono meraviglioso che ogni  Natale ci viene a offrire cioè il dono di una speranza che non viene meno.  La vita di ciascuno  di noi, come quella di Gesù si realizza all’interno di una famiglia che diviene il luogo concreto  del suo incontro con il mondo.  E’ proprio a tutte le Famiglie di Murano che anche quest’anno desidero rinnovare i miei auguri  di Buon Natale.  Desidero farmi vicino a tutte le famiglie in particolare alle tante che stanno  soffrendo per diversi motivi e annunciare che Gesù, che viene in mezzo a noi, porta una luce  vera per poter essere sostenuti e accompagnati nel cammino.  Egli solo ci dà quella Parola che fa verità dentro alle divisioni o  alla incomprensioni, alle sofferenze e dolori, alle esperienze  belle e gioiose.  Vi invito a non aver paura ad accogliere il Dio  fatto uomo, dentro alla vita di ciascuno di noi, ma in modo particolare  dentro alle nostre famiglie, luogo concreto dove Dio  stesso ha voluto nascere.  Gesù infatti nasce nella famiglia di  Nazareth, dove Maria e Giuseppe l’hanno cresciuto ed educato  all’umanità.  Prego il Dio bambino perché le nostre famiglie siano luoghi  concreti di educazione ad una vita autentica, dove la persona,  illuminata dalla fede in Gesù Cristo, impara i valori profondi, in  modo speciale l’Amore gratuito. 

Tanti auguri di un buon Natale e di un nuovo anno colmo di speranza
Don Carlo, Don Francesco , Don Eustachio, Herman

Il Presepio parlante

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di , 17 Dicembre 2011

Domenica 18 Dicembre alle ore 16.30 in Basilica dei SS.Maria e Donato i bambini dei gruppi di catechesi Arcobaleno & Mamre vi invitano alla sacra rappresentazione “Presepio Parlante, PreghieRime sul Natale” per contemplare con semplicità il presepio ed i suoi protagonisti.

Il mistero del Natale è la storia più bella che possiamo raccontare ai bambini e non solo.  E così, tra le rime, molte voci diverse fanno risuonare la Notte Santa, cercando di svelare la novità  meravigliosa che solo un Dio pazzo d’amore poteva inventare.  Si darà voce ai tanti testimoni di quel evento: dalla Sacra Famiglia all’asino e al bue, dai Magi  alla stella cometa, ai pastori e a molti altri.  rendendo con parole semplici ma accattivanti la  ricchezza e i valori di questo mistero, avvicinando tutti a un racconto che diventa preghiera di  vita quotidiana.  Dentro il percorso di catechesi con questa attività si è sfociati così in una delle  feste più importanti per noi cristiani.  Ringrazio le catechiste e tutte le persone che hanno prestato il loro “servizio” e si sono messi a  disposizione per la realizzazione di questa rappresentazione. 

Don Carlo

Il Presepio parlante

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di , 10 Dicembre 2011

I bambini dei gruppi di catechesi Arcobaleno & Mamre  vi invitano al “presepio parlante” domenica 18 dicembre alle ore 16.30 in Basilica Ss.Maria e Donato, una sacra rappresentazione con preghierime sul natale per contemplare con semplicità il presepio e i suoi protagonisti

Prima domenica di Avvento

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di , 26 Novembre 2011

Con l’inizio dell’Avvento, in famiglia o nella comunità cristiana, rischiamo di innestare il pilota automatico: destinazione: Natale… con tutti i classici “allegati” della festa. Se invece “navighiamo a vista” è anche peggio, il tempo dell’Avvento diventa un periodo come un altro: la festa ci passerà sopra la testa e così l’ennesimo Natale sarà archiviato. “Vegliate” l’invito evangelico che ci ridesta richiamando un compito ineludibile. Non è per niente utile infatti addormentarsi , gettare al vento tempo e occasioni per l’incontro con Dio che, non dimentichiamo, è sempre il nostro orizzonte, il motivo per cui siamo in viaggio. Allora le “coordinate” vanno inserite in uno speciale “navigatore”… perché con una méta chiara, la via ci venga rivelata e l’incontro possa realmente avvenire, come e dove il Signore stesso vorrà. Quali sono le coordinate del nostro viaggio di Natale? Verso cosa o Chi stiamo andando?

Aquileia 2: le Chiese del Nordest a convegno

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di , 19 Novembre 2011

Dal 12 al 15 aprile 2012 avrà luogo ad Aquileia il secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese del Nordest». Un evento che giunge a vent’anni dal primo grande convegno di Aquileia, tenutosi nel 1990. Il cammino di preparazione ad «Aquileia 2» si è aperto ufficialmente domenica 7 novembre 2010, quando, in tutte le Chiese del Nordest, è stato letto il documento di convocazione all’importante appuntamento. Il percorso in vista di «Aquileia 2» è stato segnato in modo emblematico dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI , Aquileia 7 maggio e Venezia 8 maggio.
Aquileia 2: Perché? Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno «Aquileia 2» chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell’attuale contesto socio-culturale del territorio. Nello specifico, «Aquileia 2» è un «convegno sinodale», attraverso il quale lo Spirito parla alle Chiese e le aiuta a crescere nella comunione e nella reciproca collaborazione. Si tratta di un momento che permette alle Chiese del Nordest di condividere le esperienze ecclesiali e pastorali in atto per un arricchimento reciproco; le aiuta a discernere con gli occhi della fede le profonde trasformazioni in atto e le nuove sfide emerse nel territorio negli ultimi vent’anni; le guida nell’individuazione di alcune scelte di fondo per un rinnovato impegno missionario e le sostiene nell’affrontare insieme alcune sfide che vanno oltre i confini delle singole Diocesi.
Aquileia 2: Quali obiettivi? Attraverso il Convegno le Chiese del Nordest vogliono: testimoniare, con il metodo della «narrazione», il loro vissuto nel ventennio appena trascorso, riconoscendo in esso la presenza e l’azione dello Spirito; discernere e riconoscere ciò che lo Spirito dice loro attraverso le sfide, le difficoltà, le domande, i cambiamenti socio-culturali, i nuovi atteggiamenti religiosi e le espressioni di appartenenza ecclesiale; progettare modalità e iniziative pastorali da attivare; stabilire collaborazioni tra di esse per rinnovare l’annuncio di Cristo, la comunicazione del Vangelo e l’educazione della fede (profezia).
Dopo natale ci incontreremo anche noi per offrire un nostro contributo al Convegno di Aquileia 2.

Un doppio dono

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di , 26 Dicembre 2010

Carissimi fratelli e sorelle, siamo già a Natale.  Siamo giunti ormai a questo nuovo incontro con Dio. Questo è il primo e più importante dono che Dio desidera farci, un dono che ci offre per renderLo vivo, incarnato, nelle nostre vite,nelle nostre famiglie,nelle nostre comunità, nella nostra isola. Quest’anno nel tempo di Natale avremo modo di prepararci ancora a ricevere un dono ulteriore, la Visita del Patriarca Angelo.
Aver rimandato la sua visita in mezzo a noi, ci dà l’opportunità di prepararci con più intensità per ricevere il nostro Pastore con disponibilità e attenzione, rinnovo a tutti l’invito a partecipare e a vivere i vari appuntamenti. Assieme a Communio vi vengono recapitate: la lettera che proprio il Patriarca ci ha inviato per prepararci alla venuta del Papa, il 7-8 maggio, qui a Venezia, e una icona delle Deesis di San Marco, dono proprio del Patriarca Angelo a ricordo della sua visita Pastorale. Desidero prima degli auguri, ringraziare di cuore, tutti coloro che prestano un servizio pastorale e di catechesi nelle nostre due comunità.
Tanti auguri di un Santo Natale e di un nuovo anno nel Signore Gesù, in particolare ai nostri anziani e ammalati.

Don Carlo

La busta del sostegno per le parrocchie

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di , 26 Dicembre 2010

 Assieme al numero speciale di Communio, vi viene recapitata a casa una busta.  Vi chiedo di riportarla  in parrocchia, durante il periodo di Natale, con il vostro gesto di solidarietà nei confronti della  Comunità Parrocchiale.  Credo sia giusto spiegare che le nostre parrocchie vivono esclusivamente delle offerte che quotidianamente  e settimanalmente vengono raccolte durante le Messe.  Queste offerte, come quelle dei Battesimi,  delle Prime Comunioni, dei Matrimoni, dei Funerali, quelle per l’utilizzo dei locali parrocchiali e altre, sono  tutte destinate alla parrocchia e servono per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni parrocchiali,  per il pagamento delle bollette varie (solo a titolo informativo nelle due parrocchie ci sono 9 contatori  del gas), per la custodia delle chiese, per le attività pastorali ecc.  Queste offerte non sono per il parroco o per i preti, infatti essi ricevono direttamente dalla CEI il loro sostentamento,  assieme alle offerte che vengono date per le intenzioni delle Messe.  Nei primi mesi del prossimo anno daremo anche notizia del rendiconto economico delle parrocchie.  Ringrazio tutti, in modo particolare per la generosità che sempre viene dimostrata per le giornate particolari:  la giornata Missionaria, la giornata del Seminario, le adozioni a distanza, le cassettine di avvento e  quaresima e altre occasioni, dove siamo chiamati a mostrare concretamente la nostra solidarietà.  In particolare, a testimonianza di questo, vi riporto le parole che Maria Barbini proprio in questi giorni mi  ha inviato in una lettera dalla Missione in Tanzania.  Mi dice di ringraziare tutti per la meravigliosa generosità  dimostrata.  Con i 7000€ raccolti hanno potuto:”con 500 rifare il tetto di una casa, con 3500€  abbiamo fatto rifornimento di roba da mangiare per i bambini dell’orfanotrofio per 6 mesi, con gli altri  3000€ abbiamo comprato un camion con rimorchio di grano da seminare per tutti gli 8 paesi della parrocchia.  Il problema è che se non piove non si può seminare ed allora perché non fate una domenica di preghiera  assieme a noi per chiedere al Signore la pioggia, se siamo in tanti a chiederla il Signore ce la concede… ”  Siccome la lettera mi è giunta dopo la data proposta da Maria, dedichiamo domenica 26 dicembre  festa della Sacra Famiglia, per questa preghiera in comunione.  Un doveroso ringraziamento lo devo rivolgere anche alle tante persone che si prestano volontariamente  perché le nostre parrocchie abbiano le Chiese e gli ambienti sempre in ordine e pulite, accoglienti e funzionali.  Ringrazio anche chi si presta per il servizi più semplici e nascosti, come anche ringrazio le ditte  che con generosità offrono quanto può essere utile per il mantenimento degli ambienti e anche per varie  iniziative che proponiamo.  Per tutti rivolgo una preghiera e una benedizione.  Ora vi chiedo un gesto di generosità verso le nostre comunità, le nostre parrocchie sono un cantiere  sempre aperto.  Vi ringrazio fin d’ora per la generosità con la quale parteciperete all’impegno per mantenere e custodire  questi beni. 

Grazie da don Carlo

Incontro della Carità

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di , 12 Dicembre 2010

Domenica 19 Dicembre 2010 alle ore 15.30 nella Basilica di San Marco si terrà l’incontro della carità con il Patriarca.
L’incontro è come  sempre rivolto a tutti  i bambini dai 6 ai 10  anni e alle loro famiglie, che il Patriarca desidera incontrare  nell’imminenza del Santo natale, per un gesto diocesano di condivisione,  preghiera e carità verso altri bambini che si trovano in difficoltà.  Il tema  “Tendiamo a Gesù” vuole esprimere il  desiderio profondo di andare incontro a Dio che si fa uomo e preparare  per lui la dimora accogliente delle nostre comunità.

La Parola della Domenica

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di , 4 Dicembre 2010

2ª di Avvento
Is 11, 1 – 10   Giudicherà con giustizia i miseri
Sal 71 Vieni,   Signore, Re di giustizia e di pace
Rm 15, 4 – 9   Gesù Cristo salva tutti gli uomini
Mt 3, 1 – 12   Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Il brano che più ci ha colpito nelle letture di questa domenica è il passo del profeta Isaia.  Una  profezia molto coinvolgente, incredibile e insperata.  Ragione umana non può certamente  ritenere attuabili le immagini che il profeta disegna nella mente del lettore: il lupo con l’agnello,  il leone e il vitello, il leopardo col capretto e tutti sotto la guida di un fanciullo.  Impossibile,  incredibile.  Fino al giorno in cui Gesù ha reso concreta e reale la promessa profetica.  Ora tocca a noi.  Le parole del  profeta possono diventare realtà, Gesù ce ne ha dato gli strumenti e ci ha insegnato il modo.  Dobbiamo solo credere  in lui, seguire la sua Parola.  Non è una promessa persa nel vuoto, non sono parole campate in aria, ma fatti concreti  vissuti al nostro fianco, camminando con i nostri padri, soffrendo come mai nessuno al mondo e risorgendo  coma mai nessuno ha fatto o potrà fare.  E in questa promessa ben si inseriscono le parole del Battista che a sua  volta annuncia l’incredibile.  La salvezza è vicina per chi la saprà accogliere nella penitenza, ma la condanna è imminente  per chi, ascoltata la profezia, non si impegnerà sul cammino tracciato da Gesù.  Il battesimo con acqua ci apre  la strada della salvezza, ma sarà il battesimo con Spirito Santo e fuoco che ci permetterà di raggiungere la meta.  Non è la promessa di un percorso facile, di un cammino senza difficoltà.  Perché allora cerchiamo, vogliamo, pretendiamo  una vita fatta solo di benessere, appagamenti terreni, premi e gratificazioni in questo mondo.  E quale grande  metafora della vita in genere è la vita di una comunità cristiana , in cui ci si deve accogliere al di là delle difficoltà e  delle fatiche, in cui le diversità e i contrasti debbono essere temperate nel Signore, in cui il cammino insieme deve  essere il frutto di una scelta e di una convinzione di amore e di fede.  Se riusciamo a comprenderci, aiutarci, amarci,  vivere serenamente potremo sperimentare la promessa di Gesù ed evitare le minacce e le difficoltà annunciate dal  Battista.  Dipende da noi, da ognuno di noi.  Ma si può fare.  Ce lo insegna San Paolo: “Accoglietevi gli uni gli altri… “.  Impariamo a vivere in pace, prima di pretendere la pace dagli altri, tra i popoli, tra i nemici.  La pace non si può imporre,  occorre viverla, sperimentarla, offrirla prima di chiederla.  Allora il lupo potrà vivere accanto all’agnello: in pace.  E attendiamo il Natale in cui un fanciullo ci guiderà. 

[revisione monaci benedettini silvestrini]

La Parola della Domenica

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di , 27 Novembre 2010

1ª di Avvento
Is 2, 1 – 5   Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo regno
Sal 121   Andiamo con gioia incontro al Signore
Rm 13, 11 – 14a   La nostra salvezza è più vicina
Mt 24, 37 – 44   Vegliate, per essere pronti al suo arrivo

L’Avvento è attesa di un grande avvenimento che non può passare inosservato nella vita dell’umanità,  come in quello di ogni uomo, specialmente se credente.  E’ come il sole che appare e fa notare la sua presenza  anche se è coperto da oscure nubi.  E’ necessario quindi mettersi in movimento e cercare Lui, l’atteso  delle genti e accorrere dove lo si può trovare, come ci suggerisce la prima lettura: occorre destarsi  da un sonno che ci impedisce di vedere il sole che sorge e che illumina tutta la nostra vita, ci esorta San  Paolo.  E’ necessario vegliare per riconoscere i segni del tempo, senza lasciarci sorprendere da eventi che  possono sconvolgere tutta la nostra vita.  Il messaggio per ognuno è chiaro: vivere la propria esistenza con impegno, serietà e  costanza nell’attesa della venuta del Signore.  Anche gli avvenimento della fede più forti possono lasciarci indifferenti.  Presepi,  natale, musica… son cose da bambini, si suole dire.  Ma il vangelo ci ripete che se non diventate come bambini non entrerete nel  Regno dei Cieli.  Se tu fratello, che sei pellegrino su questo mondo ti sei adagiato nelle tue realtà umane, come se durassero eternamente,  scuotiti da questo ipnotismo che ti impedisce di vedere il succedersi degli interventi del Signore per la tua salvezza.  Non a caso il brano del vangelo ci riporta al tempo di Noè, quando la gente mangiava, beveva, si divertiva senza darsi pena della  tragedia che si avvicinava.  Anche oggi molti delle nostra gente, anche credente, nonostante le tragedie che si susseguono su questo  nostro pianeta: tsunami, inondazioni, terremoti, smottamenti, incidenti, stragi della discoteca, terrorismo, strage di gente  innocente… vivono nella dimenticanza del giorno del Signore, nella superficialità e forse nel rifiuto di Dio senza nemmeno pensare  che da un momento all’altro si potrebbe essere chiamati a comparire dinanzi a lui per rendere conto della propria vita.  L’avvento  ci sprona a fermarci un poco, a riflettere verso quale direzione è orientata la nostra vita, a mettere un po’ di ordine nella  nostra coscienza.  Quindi preghiera personale e comunitaria, lettura della Parola di Dio, partecipazione alle iniziative parrocchiali  o Diocesane, sotto la protezione e la guida della Madonna, nel tempo liturgico che maggiormente le si addice.

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