Tag articolo: riconciliazione

E’ Risorto ed è vivo in Mezzo a noi!

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di , 27 Marzo 2010

Carissimi,  l’annuncio che invade il giorno di Pasqua, risuona ancora  per noi.  Gesù, il Signore Dio, che contempliamo in questi giorni,  nel suo donarsi e servirci, nel suo patire e morire  per noi, non è più nel sepolcro, ha sconfitto la morte. 

Questo annuncio di speranza oggi arriva a noi, uomini  e donne del terzo millennio.  Arriva per aiutarci ad uscire  dai sepolcri delle nostre debolezze e dei nostri peccati,  delle nostre incapacità alla riconciliazione, ad una  carità libera dalla ricompensa. 

Ci chiama a guardare al futuro, alla vita nuova  che Lui ogni giorno ci dona.  L’augurio che rivolgo a tutte le famiglie delle nostre  comunità cristiane di Murano è di fidarsi di questo annuncio. 

Vi invito a  credere che Gesù veramente è risorto e ci risorge dalle morti che quotidianamente  sperimentiamo, dalle umiliazioni che ci rendono incapaci di relazioni  sincere, ci dona di guardare con speranza alla difficoltà del lavoro che in silenzio  sta facendo soffrire tanti, per donarci la vita eterna, pienezza della nostra  umanità. 

Buona Pasqua.
Don Carlo e Don Francesco

Perche’ abbiamo paura di confessarci?

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di , 27 Febbraio 2010

La settimana scorsa abbiamo iniziato a chiederci perché non ci confessiamo più.  Uno degli aspetti che  evidentemente mette in crisi questo sacramento è che abbiamo perso il senso del peccato.  Confondiamo  i sensi di colpa, da cui ci liberiamo personalmente o andando da qualcuno, alle volte anche confessandoci,  per capirci ecco un esempio: “siccome sono stanco allora sono poco generoso”, dal peccato che invece  è un atto che ci divide da Dio, ci allontana dal suo amore. 

E’ la luce della fede che ci illumina sul peccato.  “E’ lo Spirito Santo che ci fa conoscere il peccato e noi siamo chiamati a riconoscerlo.  Riconoscerlo  non basta, siamo chiamati a “confessare” questo peccato per poter ricevere il perdono di Dio, che così  entra nella nostra coscienza nella misura in cui nasce in essa il pentimento, ossia la disponibilità a cambiare  quel comportamento che lo Spirito di Cristo mi rivela come peccato. 

Questo avviene appunto nella celebrazione  del Sacramento della Confessione.  Pertanto pentirsi dai peccati significa intraprendere un cammino  di conversione secondo l’ammonimento di San Pietro:” Pentitevi e cambiate vita, perché siano cancellati  i vostri peccati” (Atti 3,19).  Il pentimento non è, dunque, un semplice sentimento, ma è la volontà di  lasciare la via del peccato, per entrare nella via della grazia in amicizia con Cristo. 

Don Carlo

I Precetti della Chiesa

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di , 16 Gennaio 2010

Spesso diamo per scontato di ricordarci tutto…..  ma ne siamo veramente sicuri di conoscere quali sono i fondamenti della nostra  Fede.  In questa pagina vogliamo ricordare, in breve, le basi della vita di ogni cristiano e i principi della Chiesa Cattolica.  Tanto per rinfrescarci la memoria iniziamo dai  Precetti della Chiesa (tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

I precetti della Chiesa si collocano in questa linea di una vita morale che si aggancia alla vita liturgica e di essa si nutre.  Il carattere  obbligatorio di tali leggi positive promulgate dalle autorità pastorali, ha come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile nello spirito  di preghiera e nell’impegno morale, nella crescita del l’amore di Dio e del prossimo. 

  • Il primo precetto (« Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni  del lavoro ») esige dai fedeli che santifichino il giorno in cui si ricorda la risurrezione del Signore e le particolari festività liturgiche  in onore dei misteri del Signore, della beata Vergine Maria e dei santi, in primo luogo partecipando alla celebrazione eucaristica in cui si riunisce  la comunità cristiana, e che riposino da quei lavori e da quelle attività che potrebbero impedire una tale santificazione di questi giorni. 
  • Il secondo precetto (« Confessa i tuoi peccati almeno una volta all’anno ») assicura la preparazione all’Eucaristia attraverso la  recezione del sacramento della Riconciliazione, che continua l’opera di conversione e di perdono del Battesimo. 
  • Il terzo precetto (« Ricevi il sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua ») garantisce un minimo in ordine alla recezione del  Corpo e del Sangue del Signore in collegamento con le feste pasquali, origine e centro della liturgia cristiana. 
  • Il quarto precetto (« In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno ») assicura i  tempi di ascesi e di penitenza, che ci preparano alle feste liturgiche e a farci acquisire il dominio sui nostri istinti e la libertà di cuore. 
  • Il quinto precetto (« Sovvieni alle necessità della Chiesa ») enuncia che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali  della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità. 

La fedeltà dei battezzati è una condizione fondamentale per l’annunzio del Vangelo e per la missione della Chiesa nel mondo.  Il messaggio  della salvezza, per manifestare davanti agli uomini la sua forza di verità e di irradiamento, deve essere autenticato dalla testimonianza  di vita dei cristiani.  « La testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito soprannaturale  hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio ». 
Poiché sono le membra del corpo di cui Cristo è il Capo, i cristiani contribuiscono all’edificazione della Chiesa  con la saldezza delle loro convinzioni e dei loro costumi.  La Chiesa cresce, si sviluppa e si espande mediante la santità  dei suoi fedeli, finché arriviamo tutti « allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di  Cristo » (Ef 4,13).  
Con la loro vita secondo Cristo, i cristiani affrettano la venuta del regno di Dio, del « regno di giustizia, di amore  e di pace ».  Non per questo trascurano i loro impegni terreni; fedeli al loro Maestro, ad essi attendono con rettitudine,  pazienza e amore.

La Parola della Domenica

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di , 21 Novembre 2009

34a del Tempo Ordinario – Cristo Re
Dn 7,13-14  Il suo potere è un potere eterno. 
Sal 92  Il Signore regna, si riveste di splendore. 
Ap 1,5-8  Il sovrano dei re della terra ha fatto di noi un  regno, sacerdoti per il suo Dio. 
Gv 18,33b-37  Tu lo dici: io sono re. 

Parola della domenicaTutta la nostra storia è indelebilmente segnata dall’evento  Cristo. 
Tutta la nostra liturgia tende come ad un approdo, ad un culmine, alla scoperta  e alla solenne proclamazione della sovranità e regalità del nostro Salvatore e  Signore.  Così ogni anno concludiamo ed iniziamo l’anno liturgico, Ciò che era stato  preannunciato con accenti apocalittici come un personaggio misterioso a lungo atteso  e vagheggiato, ora è presente e vivo: ha conquistato il suo trono regale umiliandosi  nella carne, scalando un monte e immolandosi per noi sul patibolo della  croce.  È la conquista del crocifisso, è la nostra redenzione. 

Egli aveva affermato  che il suo regno non è come quelli del nostro  mondo ed infatti egli non ha conquistato poteri umani,  non si è dotato di potenza, ma ha conquistato  il mondo ed ha affascinato tutti noi a prezzo della  sua stessa vita.  Una conquista scaturita soltanto  dall’amore, dalla misericordia, dalla piena riconciliazione. 

Alla domanda di Pilato: «sei tu re?  » Gesù  risponde: «Tu lo dici; io sono re».  Egli è il testimone  della verità perché è venuto a cancellare la  menzogna che ci ha indotto al peccato.  Egli è la  Voce che ristabilisce il nostro dialogo con Dio dopo  averlo interrotto dopo il primo peccato; ora lo invochiamo  chiamandolo Padre. 

Egli è la via che ci riconduce alla casa paterna dopo il  nostro vagabondare nei pascoli immondi.  Egli è il re della pace e il Signore dei risorti.  La nostra sudditanza è scandita dalla libera e gioiosa adesione al suo vangelo,  da una incondizionata fedeltà, da una continua e crescente comunione con lui.  Dobbiamo soltanto tendere l’orecchio dell’anima alla sua voce, ai suoi preziosi insegnamenti. 

Questa è la via per affermare la sua regalità e per espandere e far  crescere il suo regno.  Ci vuole come testimoni anche quando siamo chiamati a pagarne  il prezzo, anche quando ci potrebbe costare la vita.  I martiri non si sono assoggettati  alle angherie dei potenti e prepotenti del mondo per proclamare l’indiscutibile  primato di Cristo, la sua divina sovranità.

Catechesi per adulti

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di , 7 Novembre 2009

CatechesiContinua la catechesi per gli adulti. 

invito caldamente ogni membro della  comunita’ a riflettere sull’importanza  di dedicare del tempo alla “formazione  cristiana nella catechesi” che comprende:  la riconciliazione nella confessione, e sosta  davanti al santissimo affinche’ il nostro diventi  uno stile di vita in cristo.  non si nasce amando, ci si educa all’amore.

Giovedì 12 Novembre
Ore 21.00 a San Donato

Esercizi spirituali diocesani

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di , 17 Ottobre 2009

Il 23-25 ottobre si terranno gli esercizi spirituali diocesani organizzati dal vicariato di Cannaregio-Estuario in preparazione alla Visita Pastorale
Sede: Casa Diocesana di Spiritualità “Santa Maria Assunta” via Fausta, 278 Cavallino (VE)  tei. 041 968014
Predicatore: Card. Marco Ce

ORARIO

VENERDÌ’ 23 ottobre 2009
18.00         Arrivi e accoglienza
18.30         Saluto e Canto dei Vespri in Chiesa
19.00         Meditazione introduttiva (Silenzio e preghiera personale)
20.00         Cena
21.15         Prima meditazione (Silenzio e preghiera personale)
22.00         Preghiera di Compieta

SABATO 24 ottobre 2009
7.15           S. Messa per chi vuole
7.30           Sveglia
8.00           Lodi
8.30           Colazione
9.15           Seconda meditazione (Silenzio e preghiera personale)
11.30         Terza meditazione (Silenzio e preghiera personale)
13.00         Pranzo
15.30         Celebrazione comunitaria del Sacramento della Riconciliazione, Esposizione dell’Eucaristia, Confessioni individuali.
18.00         Vespri e benedizione eucaristica
18.30         Meditazione comunitaria
20.00         Cena
21.15         Celebrazione vigiliare in preparazione alla Domenica

DOMENICA 25 ottobre 2009
7.30           Sveglia
8.00           Lodi
8.30           Colazione
9.15           Quarta meditazione (Silenzio e preghiera personale)
11.15         Introduzione alle Letture della Messa
11.45         Celebrazione della S. Messa
13.00         Pranzo
14.30         Saluti e Conclusione

Esercizi spirituali diocesani

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di , 12 Settembre 2009

Il 23-25 ottobre si terranno gli esercizi spirituali diocesani organizzati dal vicariato di Cannaregio-Estuario in preparazione alla Visita Pastorale

ESERCIZI SPIRITUALI DIOCESANI
Vicariato di Cannaregio-Estuario

Cavallino 23 – 25 ottobre 2009
Predicatore: Card. Marco Ce

ORARIO

VENERDÌ’ 23 ottobre 2009
18.00         Arrivi e accoglienza
18.30         Saluto e Canto dei Vespri in Chiesa
19.00         Meditazione introduttiva (Silenzio e preghiera personale)
20.00         Cena
21.15         Prima meditazione (Silenzio e preghiera personale)
22.00         Preghiera di Compieta

SABATO 24 ottobre 2009
7.15           S. Messa per chi vuole
7.30           Sveglia
8.00           Lodi
8.30           Colazione
9.15           Seconda meditazione (Silenzio e preghiera personale)
11.30         Terza meditazione (Silenzio e preghiera personale)
13.00         Pranzo
15.30         Celebrazione comunitaria del Sacramento della Riconciliazione, Esposizione dell’Eucaristia, Confessioni individuali.
18.00         Vespri e benedizione eucaristica
18.30         Meditazione comunitaria
20.00         Cena
21.15         Celebrazione vigiliare in preparazione alla Domenica

DOMENICA 25 ottobre 2009
7.30           Sveglia
8.00           Lodi
8.30           Colazione
9.15           Quarta meditazione (Silenzio e preghiera personale)
11.15         Introduzione alle Letture della Messa
11.45         Celebrazione della S. Messa
13.00         Pranzo
14.30         Saluti e Conclusione

Sede: Casa Diocesana di Spiritualità “Santa Maria Assunta”
via Fausta, 278 Cavallino (VE)  
tei. 041 968014
raggiungibile con autobus Atvo da Punta Sabbioni (fermata dopo la frazione di Ca’ Ballarin e Camping Union Lido)

Informazioni e iscrizioni:

  • Ufficio Esercizi Spirituali Diocesani – Curia Patriarcale
    Calle degli Albanesi – Castello, 4264 – Venezia
    tei. 041 2702413 e-mail: oders(g)patriarcatovenezia.it
  • Gabriella Dri
    San Marco 4042 – 30124 Venezia
    tei. 041 5287362; e-mail: drigabri@alice.it

Orario d’inizio:  Venerdì         ore 18.00
Orario conclusione:  Domenica ore 14.00 ca. (dopo il pranzo)
Quote: Adulti          €   75.00 (indicativa)
Portare Bibbia e materiale per appunti (La biancheria è fornita dalla Casa)

Diario di un’esperienza

di , 4 Aprile 2009

La giornata di domenica, oltre che dalla pioggia, è stata caratterizzata all’esperienza dei bambini di Arcobaleno 3, che per la prima volta si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.  Già dalla mattina l’emozione era forte, palpabile nell’aria e nei comportamenti dei piccoli protagonisti, che hanno preparato con impegno, e un po’ di agitazione, la lettura animata della parabola del Padre Misericordioso (Lc 15, 11-32), i canti e la celebrazione in generale. 

Alle quattro tutti in chiesa, genitori, nonni, maestri, allenatori, altri bambini e ragazzi… ed è stata una grande gioia vedere questi bambini compiere il passo verso l’abbraccio d’amore col quale il Signore Dio sempre ci accoglie!

La festa si è conclusa poi in casa S. Gerardo, dove i bambini del gruppo Arcobaleno 2 hanno organizzato per i loro amici un rinfresco, al quale hanno partecipato tutti i presenti. Ma non solo! Oltre ad esserci stati vicini con la loro amicizia e la loro preghiera, Arcobaleno 2 ha materialmente contribuito alla nostra opera di carità (vendita dei biscotti, domenica 22 marzo), in aiuto della missione diocesana a favore dell’Hogar “S.Maria de Los Angeles” di Santa Cruz, in Bolivia, aggiungendo al nostro, il ricavato della loro vendita di borse.

Abbiamo così raggiunto, insieme, la somma di 616,00 Euro, per la quale ringraziamo tutti coloro che hanno così generosamente contribuito.
Infine, a tutti coloro che, durante questi giorni, sono stati vicini ad Arcobaleno 3 con la preghiera … grazie!!! 

Le catechiste di Arcobaleno 3

La Parola della Domenica

di , 28 Febbraio 2009

Battesimo, conversione, riconciliazione: il trinomio del cammino quaresimale
Gen 9,8-15 L’alleanza fra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.
Sal 24 Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.
1Pt 3,18-22 Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.
Mc 1,12-15 Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

Mercoledì, con la celebrazione delle ceneri, ha avuto inizio il tempo di quaresima, che dura quaranta giorni e prepara alla Pasqua. E’ un tempo particolare, dedicato al perdono e alla penitenza, di riscoperta della propria realtà di peccatori, per affidarsi alla misericordia di Dio. E’ il tempo particolare da dedicare all’ascolto della Parola di Dio, di preghiera e di aiuto ai fratelli bisognosi. Le letture di oggi hanno come tema dominante quello del battesimo, della conversione e della riconciliazione a Dio attraverso la morte e resurrezione di Gesù Nella prima lettura troviamo come il popolo ebreo ha dato un valore altamente spirituale al fenomeno atmosferico dell’arcobaleno. E’ la firma che Dio pone sull’alleanza che ha voluto fare con l’umanità intera, e ci dice che ogni volta che apparirà in cielo sarà motivo di ricordo. Ma aggiunge che quel segno sarà anche segno di alleanza “tra ogni essere che vive”, quindi anche all’interno di tutto il creato. Dio ha mantenuto la sua promessa, ma l’uomo ha continuato la sua distruzione, sia con gli altri uomini, sia con l’ambiente che lo circonda, e non si ferma neppure quelle rare volte che riesce a scorgere l’”arco dell’alleanza” tra le nubi del cielo! Anche nella nostra esperienza quotidiana, all’interno della coppia o della famiglia, al termine di una “bufera” ove siamo tutti l’un contro l’altro armati, sorge il sole e appare l’arcobaleno, sta a noi, come succede a Dio Padre, ricordarci di quella alleanza, di quel “si, ti accolgo” con il quale abbiamo siglato l’alleanza che ci impegna all’interno nella coppia e nella famiglia e di conseguenza con il mondo che ci circonda, per essere operatori di pace. San Pietro, nella sua lettera riprende il tema dell’arca, segno del battesimo che diventa strumento di salvezza grazie alla morte e resurrezione di Cristo. Battesimo che non è un semplice gesto di purificazione, ma che richiede anche una conversione, “una invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza”.Marco, contrariamente agli altri evangelisti, è molto sintetico nel raccontarci l’episodio del deserto di Gesù, ci dice solo che fu spinto dallo Spirito, tentato da satana e servito dagli angeli. Un periodo in cui Gesù fa l’esperienza fondamentale, che segnerà tutto il resto del suo cammino, cioè la presa di coscienza della sua missione. Infatti non appena viene a conoscenza che Giovanni il Battista è stato tolto dalla scena, interviene lui, quasi non volesse prima sovrapporsi, e le sue prime parole sono un invito deciso, un invito che ritornerà sempre sino a quando lascerà gli apostoli per salire al cielo “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo”.Il deserto nella bibbia è il luogo dell’incontro con Dio e della riscoperta della nostra vocazione. Non è certo facile ritagliarsi questo tempo nei ritmi che ci impone la vita di tutti i giorni, ma è necessario se vogliamo accogliere l’invito di Pietro, cioè invocare Dio con le parole del Salmo 24: fammi conoscere…, guidami…, ricordati, Signore del tuo amore.

Il messaggio del Papa per la Quaresima

di , 21 Febbraio 2009

Bendetto XVICari fratelli e sorelle!

All’inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana – la preghiera, l’elemosina, il digiuno – per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio.

Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest’anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: “Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame” (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 3- 4,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore.

Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po’ della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una “terapia” per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Il digiuno va visto nel contesto della chiamata di ogni cristiano a “non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e … anche a vivere per i fratelli” (cfr Cap. I). Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio?” (3,17). S

cegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina. Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio . La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l’anima aprendola all’amore di Dio e del prossimo.

Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell’attiva partecipazione all’Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica.

BENEDETTO XVI

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