Tag articolo: ringraziamento

Un grazie dai volontari della colletta alimentare

commenti Commenti disabilitati su Un grazie dai volontari della colletta alimentare
di , 18 Dicembre 2010

Caro Don Carlo,
un sincero ringraziamento a Te, e a tutti i Muranesi che in vario modo con calda umanità hanno  partecipato sabato 27 novembre al gesto della Colletta Alimentare.  Il grande risultato, al di là di ogni previsione,  è stato innanzitutto la condivisione del dono che il Signore ci fa, la partecipazione al Suo amore gratuito.   Quanto agli alimenti raccolti, quantità (1.248 kg) e qualità (molti prodotti per l’infanzia e altri generi pregiati) documentano  la generosità di tutta una comunità.  Ti chiediamo di aiutarci a non perdere la bellezza di quanto abbiamo vissuto, assicurando che l’anno prossimo  avremo cura di prendere i contatti in anticipo, per coordinare meglio il lavoro.   Come al solito, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare si terrà l’ultimo sabato di novembre, sabato 26  novembre 2011.  In allegato troverai il comunicato nazionale sugli esiti della Colletta 2010. 

Un cordiale arrivederci  Susanna e gli amici del Banco Alimentare di Venezia

La Parola della Domenica

commenti Commenti disabilitati su La Parola della Domenica
di , 9 Ottobre 2010

27ª del Tempo Ordinario
2 Re 5, 14-17   Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore 
Sal 97   Il Signore ha rivelato ai popoli la sia giustizia 
2 Tm 2, 8-13   Se perseveriamo, con lui anche regneremo. 
Lc 17, 11-19   Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere  gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
 

Nelle letture che oggi ci propone la liturgia troviamo alcuni punti in comune.  Sia la prima lettura che il Vangelo  ci parlano di malati di lebbra, malattia che presso gli ebrei era considerata come un castigo divino ed  implicava l’emarginazione dalla società; due di questi sono stranieri, quindi non credenti, la guarigione dalla  malattia e gli atteggiamenti legati ad essa, che implicano l’obbedienza della fede.  I dieci lebbrosi si fidano  della parola di Gesù e si mettono in cammino per presentarsi ai sacerdoti, affinché questi riconoscano la  guarigione.  Naaman il siro obbedisce alle parole di Eliseo e ai consigli dei suoi servi, immergendosi sette  volte nel Giordano.  Questo semplice gesto è da sempre stato riconosciuto come figura del battesimo.  Naaman è uno straniero che pensava  di poter “comperare Dio”, diventa invece l’emblema del vero credente, liberandosi dai preconcetti, che professa la sua fede – fiducia  – nel Signore e celebra il culto autentico.  Egli, come il lebbroso del vangelo, non si limita al solo ringraziamento, ma riconosce Dio  come suo salvatore.  Si tratta di un impegno adulto, non legato alla mediazione del profeta, che durerà per tutta la vita.  La sua guarigione  non è solamente fisica, ma totale: egli giunge alla maturità della fede.  Il Salmo 97 recita: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché  ha compiuto prodigi”: il canto nuovo si oppone alla ripetizione, all’abitudine.  Dio compie prodigi anche oggi, anche nella nostra vita,  nella vita delle nostre comunità.  Nella lettera di Paolo troviamo la frase: “se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché  non può rinnegare se stesso”, a ricordarci che Dio è fedele al suo dono, anche quando noi gli mostriamo indifferenza.  Lui non solo offre  la salvezza a tutti, ma la ripropone con pazienza alla nostra indifferenza.  Nel racconto del Vangelo di Luca troviamo dieci lebbrosi che a  gran voce chiedono aiuto a Gesù ed ottengono la guarigione, ma uno solo ritorna per ringraziare e non segue gli schemi rigidi della  legge che gli imponevano di recarsi al tempio.  Molto spesso anche noi quando riceviamo un dono ci concentriamo sul suo aspetto materiale,  dimenticando chi ce lo ha fatto, perdendo così l’occasione di trasformare questo dono in un’esperienza di incontro personale con il  donatore.  Questo è il traguardo raggiunto da Naaman il Siro e anche dal Samaritano guarito, che hanno saputo riconoscere Dio com  unico salvatore.  I lebbrosi sono inviati dai sacerdoti prima ancora di essere guariti: l’azione di Dio richiede sempre un ambiente di fiducioso abbandono.  Una volta guariti, le differenze tornano (mistero dell’umana fragilità!  ): nove vanno al Tempio e il samaritano, di nuovo solo, torna indietro,  fa cioè un cambiamento di direzione e di marcia: è il verbo della conversione, del ritorno a Dio.  La Parola di Dio, che non si può incatenare  o ridurre a prassi rigide, rompe gli schemi della nostra vita.  Il samaritano è libero da ogni condizionamento e torna a ringraziare:  questa è la fede.  La lezione che ci viene dal lebbroso guarito è una lezione di stile di vita, di educazione alla gratitudine che in questo  nostro tempo è sempre più dimenticata, convinti come siamo che tutto ci è dovuto e nulla dobbiamo patire o soffrire.  “La tua fede ti  ha salvato”.  È dunque la fede la condizione primaria per ottenere da Dio quello che chiediamo, sempre che ciò che chiediamo sia in piena  sintonia con la sua volontà di salvezza.  Grazie è una parola rara, esige un atto di riconoscenza e di amore verso chi ci ha fatto del  bene.  Ringraziare è anche un atto, un’espressione di tutto il corpo, un coinvolgimento totale nel riconoscimento della grandezza dell’altro.  Il lebbroso esprime il suo grazie con il corpo che prima era oggetto di separazione, ma che ora si fa parola per esprimere il suo amore  a Dio.  È nell’attenzione a ciò che avviene attorno a noi il segreto di un Dio che passa.  Non si stanca il Signore di accostarsi a noi, lo  fa però senza rumore, mescolandosi tra i volti più ordinari che incontriamo quotidianamente in famiglia, sul lavoro, nella comunità cristiana,  nella società civile…

La raccolta di solidarieta’ per la missione “Nyumba Yetu”

commenti Commenti disabilitati su La raccolta di solidarieta’ per la missione “Nyumba Yetu”
di , 18 Settembre 2010

Domenica 5 settembre c’è stata una generosità contagiosa nella nostra isola per la missione “Nyumba Yetu” (casa nostra)  in Tanzania dove fa volontariato  Maria Barbini.  Maria é ripartita mercoledì portando con sé  7270 €  raccolti in questi giorni, e ben 14 scatoloni di  merce varia.  Mari ringrazia tutti di cuore e appena arrivata in Tanzania dopo ben 2 giorni di viaggio, ci spedirà una  sua lettera per dare conto di cosa farà col nostro aiuto.  “Voglio esprimere la mia riconoscenza e il mio ringraziamento a Maria Barbini che,con il suo esempio, le sue parole  ci aiuta ad uscire da una visione ristretta ed egoistica della nostra vita.  Io incontro molte persone che costantemente si lamentano dei propri problemi, che non partecipano a nessun immane,  catastrofico, doloroso evento perché concentrate solo sui loro problemi. 

Maria ci ha presentato situazioni  veramente gravi di malattia, di mancanza di tutto, di povertà assoluta.  La risposta delle nostre comunità è stata  pronta e generosa, ma non dobbiamo fermarci: ci sono tante altre situazioni di bisogno, di povertà, di solitudine e  ognuno e di noi può dare qualcosa del proprio tempo, delle proprie capacità, può uscire dalla autocommiserazione  e ascoltare le grida di dolore e a volte i silenzi, ancora più strazianti, di chi è veramente nella sofferenza e nella  solitudine.  Abituiamoci a vedere, a partecipare, ad aiutare.  Questo aiuterà anche la nostra vita, ci renderà meno  infelici, meno soli, meno lagnosi, ci renderà cristiani più autentici perché Gesù ci ha detto: “Allora egli risponderà  loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a  me” (Mt,25 ). 

Adriana

Ringraziamenti

commenti Commenti disabilitati su Ringraziamenti
di , 27 Marzo 2010

Un ringraziamento …

  • Alle signore che hanno confezionato  le buste dell’ulivo 
  • A quanti hanno curato la distribuzione  dell’ulivo e Communio 
  • Alle Signore che ci fanno  trovare le chiese curata e pulita  in ogni particolare, non  solo in questi giorni,ma anche  ogni settimana.  
  • A quanti servono con generosità  le nostre comunità in  tutti i loro settori.

Don Carlo e Don Francesco

Ringraziamento

commenti Commenti disabilitati su Ringraziamento
di , 21 Febbraio 2010

Anche quest’anno sono orgoglioso di ringraziare i miei compaesani a nome dei pazienti del  Reparto Oncologico dell’Ospedale Civile di Venezia, per la pronta e abbondante risposta alla  richiesta di libri.  Per ora ho fatta già una buona scorta, quindi per quest’anno, direi di sospendere  la raccolta per riprenderla l’anno prossimo.  Di nuovo vi ringraziamo. 

Renzo Doro

Una testimonianza

commenti Commenti disabilitati su Una testimonianza
di , 6 Febbraio 2010

…  ed un ringraziamento.   

Anni fa, a Roma, partecipai ad una Messa a San Pietro celebrata da quattro Vescovi,  un francese, un inglese, un tedesco e uno spagnolo.  Fu molto commovente  ascoltare le letture e le preghiere in lingue diverse: solo il Padre nostro recitato,  assieme a noi fedeli, in un latino che aveva accenti differenti, ma tutti sapevano di  pregare un unico Padre, di essere fratelli, di appartenere ad un”unica Chiesa.  Uscii con una grande gioia nel cuore, la stessa che provo quando ascolto nelle  nostre chiese di Murano la lettura stentata del Vangelo, la pronuncia faticosa di don Francesco e di don Peter,  un cinese e un indiano che vengono in mezzo a noi, al posto dei presbiteri che non abbiamo, e che devono  affrontare una lingua così diversa dalla loro e così difficile nella pronuncia e nella forma grammaticale. 

A una signora, che si lamentava benevolmente di non capire molto le loro prediche, ho ribattuto: ” a me piace  invece ascoltare un prete che viene dai paesi così lontani a portarci la Parola, perché mi dà l’idea di una  Chiesa universale, di una fratellanza nella fede.  La signora, alla fine, mi ringraziò e promise di guardare le  cose sotto questa ottica. 

Grazie don Francesco e don Peter, che avete lasciato, anche per noi, la patria, genitori  e fratelli, Grazie di cuore. 

Adriana

Scacchi in Patronato

di , 22 Maggio 2009

ScacchiIl corso di scacchi per i giovani dell’Unità Pastorale di Murano tenuto dal maestro Mario Furlan (N, CM, VE, 2015 Fsi) si è concluso anche per quest’anno, terminando con un torneo al quale hanno partecipato ben 24 giocatori e tenutosi lo scorso 16 Maggio in casa Sacro Cuore con la gradita supervisione dell’arbitro internazionale Mario Nardo.  

Molte persone si sono impegnate con entusiasmo per la buona riuscita della gara, incluso l’offrire un certo numero di scacchiere complete da torneo senza le quali non tutti avrebbero potuto giocare. Qualcuno ha preparato la scenografia, altri i manifesti, i “diplomi” per i ragazzi, le mamme e le nonne che hanno contribuito a rendere l’evento più gustoso portando dolci, torte e biscotti speciali a forma di scacchi.  Non per ultimo un ringraziamento a Don Carlo che ha messo a disposizione i locali della Casa Sacro Cuore anche quest’anno, sia per i corsi che per questa festa.  Festa fino ad un certo punto però… l’essenza di questo antico gioco impone lo scontro in un clima di grande disciplina.

Classifica finale del torneo
(turni di gioco 5, Giocatori 24, Sistema Svizzero)

1° (punti 5) Pietro Bigaglia
2°-3° (punti 4) Paolo Zaniol, Amman Ahmadi
4°-5° (punti 3,5) Marino Massaro, Paolo Siega
6°-11° (punti 3) Arvin Albertini, Emma Zaniol, Francesco Zuliani, Maddalena Donà, Marco Toso, Natale Bottaro
12°-14° (punti 2,5) Tobia Massaro Nardo, Francesco Poggi, Giacomo Morandini
15°/19° (punti 2) Gianluca Bigaglia, Marta Siega, Simone Vianello, Alvise Zanella, Nicola Gambini
20° (punti 1,5) Tommaso Gridelli
21°/24° (punti 1) Matteo Giordani, Giacomo Zennaro, Elena Siega, Riccardo Fusaro

Classifica per categorie:

Categoria adulti

  1. Pietro  Bigaglia
  2. Paolo Zaniol
  3. Amman Ahmadi (spareggio tecnico)

Categoria Under 13

  1. Francesco Zuliani
  2. Maddalena Donà  (spareggio tecnico)

Categoria Under 10

  1. Arvin Albertini
  2. Emma Zaniol (spareggio tecnico e scontro diretto)

Categoria  Under 5

  1. Tobia Massaro Nardo

La Parola della Domenica

di , 18 Aprile 2009

2^ domenica di Pasqua o “della Divina Misericordia”
At 4,32-35 Un cuore solo e un’anima sola.
Sal 117 Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
1Gv 5,1-6 Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
SGv 20,19-31 Otto giorni dopo venne Gesù.

La seconda domenica di Pasqua, prima del Concilio Vaticano secondo, si chiamava Domenica in albis depositis, perché i catecumeni, che ricevevano il battesimo la notte di Pasqua, segno della purezza acquisita col Battesimo,  la domenica successiva deponevano la veste bianca, che avevano indossato come segno di festa per tutta la settimana.  Nel rito bizantino questa è la domenica di S.  Tomaso.  La liturgia romana propone, per questa domenica due collette, di  cui una recita: “Signore Dio nostro… accresci in noi, sulla testimonianza degli Apostoli, la fede pasquale, perché aderendo a  lui (il Figlio) pur senza averlo visto riceviamo il frutto della vita nuova”.  Questa preghiera ci invita a trasformare la nostra vita  in una Pasqua senza fine perché il passaggio dalla morte alla vita non sia un episodio legato ad breve periodo dell’anno. 

I primi cristiani.  (At 4, 32-35).  La resurrezione di Cristo è un evento unico, ma bisogna trovare il modo di viverla ogni giorno.  Per i primi cristiani, il modo più adatto per farlo era la vita comunitaria, noi cristiani del XXI secolo, che partecipiamo a molte  riunioni, incontri assemblee, ma che restiamo chiusi in noi stessi, siamo incapaci di capire che l’abbondanza, posta da Dio  quale segno di comunione e condivisione, non deve interpretarsi come segno di diversità e mezzo di divisione. 

Contempliamo le meraviglie dell’amore di Dio.  (Sal 117, 1-4; 16-18; 22-24).  Questo salmo, l’ultimo dell’Hallel pasquale, Israele  lo cantava, come inno di ringraziamento, durante la celebrazione della festa delle Capanne.  A causa del gioco di parole fra  “pietra” (‘bn) e “figlio” (hbn) si presta ad essere interpretato come prova scritturistica della resurrezione del Signore e ne fa il  salmo messianico per eccellenza.  Per questo diventa motivo di gioia recitarlo o cantarlo durante la S.  Messa dell’odierna  domenica o, come fanno ancora i monaci, recitarlo per intero, all’ora sesta, nell’ufficio della domenica.  I cristiani sono esseri  amanti.  (1Gv 5,1-6).  Credere in Gesù Cristo significa credere in Dio e nella sua paternità nei nostri riguardi, Questa è la divinizzazione  dell’uomo che non può essere separata dalla fraternità universale.  Pertanto l’amore per Dio è possibile solo se ci  amiamo tra fratelli.  L’Amore, concetto chiave di tutta l’opera giovannea, deve impregnare la nostra vita e le nostre ossa, esso  è la sorgente di giustizia, di carità, di misericordia e di umiltà.  Il nostro compito è quello di considerarci peccatori, pellegrini, in  via di una continua conversione e di sperare, fermamente, nella misericordia del Padre Tommaso ( Gv 20, 19-31)  . 

Il Vangelo di questa seconda domenica di Pasqua ci presenta la figura di Tommaso, apostolo della concretezza, che vuole  vedere e toccare per credere.  All’invito di Cristo, a verificare con le proprie mani l’avvenuta risurrezione, Tomaso risponde  con la risposta della fede: ” Mio Signore e mio Dio”.  Poiché nel Vangelo di Giovanni, Tommaso, sopra nominato “Didimo”, che  in greco significa “gemello”, non ha alcun fratello, non ci resta che considerare Tommaso come nostro gemello, anche perché  la nostra fede, come la sua, deve basarsi sulla testimonianza degli apostoli.  Anche noi come il nostro gemello siamo  invitati a fondare la nostra fede nell’incontro personale con Gesù Risorto.

Riflessione sulla prima domenica di Avvento

di , 28 Novembre 2008

Siamo sempre abituati a vedere quello che manca, quello che non funziona, quello che ci fa penare.
Accade nella vita personale: c’è una sottile vena di insoddisfazione che attraversa le nostre giornate e le rende grigie. Motivi per essere preoccupati ce ne sono più di uno e più di una volta riusciamo pure a ingigantirli. Quando parliamo con gli amici o i familiari, la dolente litania si ripete.

Anche con il Signore siamo pronti a implorare e chiedere qualcosa che non c’è o qualcosa che non va come vorremmo. Accade nella vita della comunità: sottili tensioni covano di frequente sotto una facciata di sorrisi e gentilezze. Ad ogni nostro incontro lamentiamo la mancanza di collaborazione, di comunione, di corresponsabilità.

  • Perché non potremmo imparare da san Paolo, che in più di una lettera apre i discorsi proprio dal ringraziamento a Dio?
  • Perché anche nelle nostre comunità non cominciamo a vedere le cose meravigliose che il Signore sta operando, proprio attraverso i doni di ciascuno?
  • Perché non valorizziamo la storia gloriosa del nostro passato, che sta a dirci che Dio ha veramente fatto tanto per noi?

Prepariamo la via al Signore vivendo in questo tempo di Avvento piu’ intensamente la preghiera…
I Vesperi delle domeniche di avvento alle ore 17.30 a San Pietro
Lodi mattutine da lunedì’ 1 dicembre alle ore 7.30 a San Pietro

Un Ringraziamento…

di , 21 Novembre 2008

Un RINGRAZIAMENTO alle persone che si sono turnate nei giorni dei defunti, in cimitero, per la colletta della San Vincenzo. Sono stati raccolti 800 Euro.

Saranno utilizzati per aiutare i poveri che spesso suonano al campanello della Parrocchia.

Panorama Theme by Themocracy