Tag articolo: Salute

Tappa per tappa l’ingresso del Patriarca

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di , 10 Marzo 2012

Prende forma definitiva e si arricchisce di orari e dettagli importanti il programma dell’ingresso del Patriarca Francesco nella diocesi di Venezia. Il primo abbraccio con mons.Moraglia e i primi saluti ufficiali dei rappresentanti della comunità ecclesiale e civile del Patriarcato avverranno sabato 24 e domenica 25 marzo.

Sabato 24 Marzo

  • Alle ore 15 è fissato il primo appuntamento pubblico nella chiesa parrocchiale di S.Nicolò a Mira Taglio dove riceverà il saluto del vicario foraneo di Gambarare e del sindaco di Mira.
  • Alle 16 arriverà sul sagrato della chiesa di S. Antonio a MArghera , per ricevere il saluto delle locali comunità, prima di recarsi nella chiesa di Gesù Lavoratore dove – alle 16.15 – si svolgerà un incontro con il mondo del lavoro alla presenza dei rappresentanti delle diverse realtà socio-economiche, imprenditoriali e sindacali del territorio. Adorazione eucaristica con i giovani della diocesi.
  • Alle 17. 30 nella grande chiesa del Sacro Cuore in via Aleardi, ci sarà l’incontro e l’adorazione eucaristica con tutti i giovani della diocesi – dalla prima superiore in su – convocati dal nuovo Patriarca a riflettere e pregare intorno al tema “Eucaristia, Carità di Cristo e Chiesa”. A servizio nella mensa dei poveri.
  • Subito dopo il Patriarca si trasferirà nella mensa dei poveri di Ca’ Letizia in via Querini. Mons.Moraglia, accompagnato da una piccola rappresentanza di giovani insieme ai volontari della S.Vincenzo, servirà la cena agli ospiti che ogni sera, numerosissimi, si ritrovano nella struttura caritativa mestrina.
  • Seguirà al termine, nell’adiacente Centro pastorale Papa Luciani, un momento d’incontro del Patriarca con i giovani, i seminaristi e i volontari della San Vincenzo. L’incontro con i preti anziani.

Domenica 25 Marzo

  • Il primo momento pubblico sarà, alle ore 10, la visita al Centro Nazareth di Zelarino per l’incontro con preti anziani, ammalati ed operatori della struttura sanitaria; alle 11 è fissata una sosta di saluto nella chiesa parrocchiale intitolata a S. Lorenzo Giustiniani (primo Patriarca di Venezia) 
  • Alle 11.15, è previsto l’arrivo del corteo patriarcale nel centro di Mestre e precisamente sotto la Torre, qui mons. Moraglia verrà accolto dalle autorità civili e religiose della città e a piedi si avvierà verso piazza Ferretto
  • Alle 11.45, sarà nel Duomo di S. Lorenzo per l’incontro con la comunità mestrina A Venezia corteo in Canal Grande. Alle13. 45 attraverso il Ponte di Calatrava e si dirigerà verso il piazzale della stazione ferroviaria di S. Lucia per il tradizionale momento dell’Infiorata a cui sono specialmente invitati i bambini e le famiglie della diocesi
    Dalla stazione, alle 14.15, si formerà e partirà il corteo acqueo destinato a solcare tutto il Canal Grande.
  • Alle 15 il nuovo Patriarca farà tappa alla basilica della Salute per una breve preghiera nel tempo del Longhena intitolato alla Madonna della Salute e per salutare i fedeli lì presenti.
  • Ripreso il corteo acqueo per il tratto finale, mons. Moraglia giungerà infine al molo di piazza S.Marco per il saluto delle autorità civili. Attenderanno il Patriarca Francesco all’esterno della basilica, per accoglierlo tutti insieme, i sacerdoti della diocesi di Venezia che poi, con lui, in processione entreranno nella basilica di S. Marco dove alle 16. 15 avrà inizio la solenne concelebrazione eucaristica di insediamento ed inizio del ministero episcopale veneziano di mons.Moraglia.
  • Al termine della messa mons. Moraglia saluterà i presenti in piazzetta dei Leoncini.

Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato

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di , 18 Febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (Lc 17,19)  (continua…)

3. Dalla lettura dei Vangeli, emerge chiaramente come Gesù abbia sempre mostrato una particolare attenzione verso gli infermi. Egli non solo ha inviato i suoi discepoli a curarne le ferite (cfr Mt 10,8; Lc 9,2; 10,9), ma ha anche istituito per loro un Sacramento specifico: l’Unzione degli Infermi. La Lettera di Giacomo attesta la presenza di questo gesto sacramentale già nella prima comunità cristiana (cfr 5,14-16): con l’Unzione degli Infermi, accompagnata dalla preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché allevi le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi spiritualmente alla passione e alla morte di Cristo, per contribuire così al bene del Popolo di Dio. Tale Sacramento ci porta a contemplare il duplice mistero del Monte degli Ulivi, dove Gesù si è trovato drammaticamente davanti alla via indicatagli dal Padre, quella della Passione, del supremo atto di amore, e l’ha accolta. In quell’ora di prova, Egli è il mediatore, «trasportando in sé, assumendo in sé la sofferenza e la passione del mondo, trasformandola in grido verso Dio, portandola davanti agli occhi e nelle mani di Dio, e così portandola realmente al momento della Redenzione» (Lectio divina, Incontro con il Clero di Roma, 18 febbraio 2010). Ma «l’Orto degli Ulivi è… anche il luogo dal quale Egli è asceso al Padre, è quindi il luogo della Redenzione…

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Messaggio del Santo Padre per la XX giornata mondiale del malato

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di , 11 Febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (Lc 17,19)
Cari fratelli e sorelle! In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle. 1. In quest’anno, che costituisce la preparazione più prossima alla Solenne Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà in Germania l’11 febbraio 2013 e che si soffermerà sull’emblematica figura evangelica del samaritano (cfr Lc 10,29-37), vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica.
L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2,1-12).

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Venezia rinnova il voto alla Madonna della Salute

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di , 19 Novembre 2011

In attesa del nuovo Patriarca Venezia si appresta a rinnovare, in questi giorni, l’annuale pellegrinaggio cittadino alla Madonna della Salute. La festa – da sempre molto sentita ed accompagnata da una foltissima partecipazione popolare – risale a quasi quattro secoli fa, nel 1630, quando la Repubblica Serenissima fece voto di erigere una nuova chiesa – intitolata a “S. Maria della Salute” e affidata per la costruzione al Longhena – a conclusione della terribile pestilenza che minacciava di distruggere la città lagunare. Con il Patriarcato di Venezia tuttora “sede vacante” e in attesa della nomina del nuovo pastore che succederà al card. Angelo Scola, sarà l’Amministratore apostolico mons. Beniamino Pizziol a presiedere la messa solenne di lunedì 21 novembre, alle ore 10.00, nella Basilica della Salute a Venezia mentre a guidare il pellegrinaggio diocesano dei giovani in programma la sera di domenica 20 novembre, da S. Marco alla Salute, interverrà il vescovo di Concordia – Pordenone mons. Giuseppe Pellegrini. “Svolta obbligata… tornarono in cerca di Lui (Lc 2,45)”: domenica 20 novembre, dalle 18.00 e con ritrovo nella basilica di S. Marco, il pellegrinaggio dei giovani con mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia – Pordenone. “Svolta obbligata”: è il motto sintetico che la Pastorale giovanile diocesana ha scelto per l’edizione 2011 del pellegrinaggio alla Salute che si terrà la sera di domenica 20 novembre e che mette a te la necessità e l’urgenza di “ritornare a Gesù”. A guidare il pellegrinaggio sarà mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia – Pordenone e delegato triveneto alla Pastorale giovanile, in passato anche vicario generale nella diocesi di Verona e direttore dell’Ufficio nazionale cooperazione missionaria della Cei. “Fa sempre da sfondo, negli appuntamenti di quest’anno della Pastorale giovanile, il tema della strada e del camminare, tratto dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus che il Papa ha commentato a maggio nel Parco di S. Giuliano”, spiega il coordinatore della Pastorale giovanile don Renato Mazzuia.

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Visita Pastorale del Santo Padre ad Aquileia e Venezia

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di , 24 Aprile 2011

Sabato 7 maggio 2011

  • 16.15 Arrivo all’Aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia).
  • 16.45 Incontro con la cittadinanza nella piazza Capitolo di Aquileia. Saluto del Santo Padre.
  • 17.00 Assemblea del secondo convegno di Aquileia nella Basilica di Aquileia. Discorso del Santo Padre.
  • 18.15 Partenza in elicottero dall’Area di Mercato adiacente alla Basilica di Aquileia per Venezia.
  • 18.45 Arrivo all’Eliporto del Collegio Navale “F. Morosini” a Sant’Elena.
  • 19.00 Incontro con la cittadinanza nella piazza San Marco di Venezia. Discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 19.30 Venerazione delle Reliquie di San Marco nella Basilica San Marco di Venezia.

Domenica 8 maggio 2011

  • 10.00 Santa Messa nel Parco San Giuliano di Mestre, omelia del Santo Padre, recita del Regina Coeli, saluto del Santo Padre.
  • 12.30 Partenza in motovedetta da Mestre per la Piazza San Marco di Venezia.
  • 16.45 Assemblea per la chiusura della visita pastorale diocesana nella Basilica San Marco di Venezia, discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 17.45 Partenza in gondola dalla Piazza San Marco per la Basilica della Salute di Venezia.
  • 18.00 Incontro con il mondo della cultura e dell’economia nella Basilica della Salute di Venezia, discorso del Santo Padre.
  • 18.45 Benedizione al termine dei lavori di restauro della Cappella della SS. Trinità , inaugurazione dei locali della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia.
  • 19.15 Partenza in motovedetta dalla Sede del Seminario Patriarcale per Tessera.

 Ci troviamo in zona Angeli alle ore 19.00 per salutare il Papa in partenza per Roma

La visita del Papa

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di , 13 Febbraio 2011

Il 7 maggio ad Aquileia e l’8 a Venezia, arriva «uno di famiglia», il Papa, da accogliere «non solo come un ospite gradito ma come colui che, in quanto successore di Pietro, è il garante della comunione ecclesiale». Lo scrivono i vescovi delle 15 diocesi del Nordest in una lettera ai loro fedeli, invitandoli, fra l’altro, a un’opera di sensibilizzazione, e pure a una colletta perché l’impegno organizzativo «assicuri la bellezza e l’ordine di ogni gesto mediante il quale Benedetto XVI proporrà a tutti il Vangelo di Cristo e la vita buona che ne scaturisce». Proprio a tutti, nessuno escluso, come hanno tenuto a sottolineare il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, l’arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni, nella cui diocesi si trova la Basilica patriarcale di Aquileia, Lucio Soravito, vescovo di Adria-Rovigo, che coordina i lavori preparatori del Secondo Convegno ecclesiale, in programma il prossimo anno sempre ad Aquileia, l’ausiliare di Venezia, monsignor Beniamino Pizziol, che presiede il comitato di preparazione della visita papale. Benedetto XVI sarà ad Aquileia nel pomeriggio del 7 maggio, per incontrare, oltre ai fedeli, anche i delegati diocesani del Convegno ecclesiale, che ha il compito di raccogliere le nuove sfide che si pongono alle comunità cristiane dai processi culturali e sociali in atto. La mattina dell’8 maggio il Papa celebrerà l’Eucaristia nel grande parco mestrino di San Giuliano, con sulla sfondo Venezia e i suoi campanili. Altre 150mila i fedeli attesi non solo dal Triveneto, ma anche dal Nord Italia e da oltre confine. Qui come ad Aquileia saranno presenti i vescovi delle 57 diocesi originate dalla Chiesa madre aquileiese. Nel pomeriggio il Pontefice concluderà la visita pastorale che il patriarca Scola ha condotto, insieme a monsignor Pizziol, per 7 anni, in tutti gli ambienti della diocesi (non solo pastorali, ma anche civili). Quindi sarà in Basilica della Salute per l’incontro con il mondo della cultura, dell’arte e dell’economia, del Nordest ed oltre. La visita si concluderà con la benedizione della Cappella della Santissima Trinità, al termine dei lavori di restauro e l’inaugurazione della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum.

Spiegando il significativo motto della visita «Tu conferma la nostra fede», il cardinale Scola ha detto che «questo tu indica il desiderio nostro che il Papa, che è parte interna e integra di ogni Chiesa, venga a sostenere lo stile di vita del cristiano e che indichi che questo stile di vita è conveniente per il cristiano e per l’uomo di oggi e per l’uomo post-moderno». «Il Santo Padre – ha proseguito il patriarca – viene a provocare la nostra libertà e a sostenerla nella vita di tutti i giorni, a ridirci questa grande speranza di cui noi tutti abbiamo bisogno, soprattutto in questo tempo di transizione molto rapida che non è più ormai solo crisi economica, ma è diventata anche crisi mentale». Numerose altre le implicazioni per tutto il popolo del Nordest, che sotto il segno di Aquileia e di Venezia, «città dell’umanità», come ebbe a definirla Giovanni Paolo II, si sta rifondando sull’asse Nord-Sud, mentre fino ad oggi ha praticato quello Est-Ovest. Una terra, dunque, aperta all’incrocio dei popoli del Sud del mondo verso l’Europa. La ricchezza di suggestioni legate ai luoghi – Aquileia e Venezia – della visita «fanno sì che ogni uomo indipendentemente dal suo credo non possa non essere interessato a questo evento». La lettera dei vescovi delle diocesi nordestine lo chiarisce in modo puntuale: «Il Nordest sente oggi l’urgenza di vivere appieno la sua nuova vocazione di crocevia di popoli latini, slavi e germanici», aperti all’accoglienza di ogni altro popolo,

(da Avvenire)

Ecco, intanto, come primo assaggio alcuni “numeri” della visita:
15 le Chiese della Conferenza Episcopale Triveneto (Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Bolzano – Bressanone, Chioggia, Concordia – Pordenone, Gorizia, Padova, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e Vittorio Veneto); 57 le Chiese italiane ed europee “nate” da Aquileia (36 diocesi tuttora esistenti e 21 “nella comunione dei santi”); 7.138.638 gli abitanti attuali nell’area de! Triveneto; 3.527 le parrocchie nell’area del Triveneto.

19ª Giornata mondiale del malato

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di , 5 Febbraio 2011

Il giorno 11 febbraio 2011 – in occasione della Festa della B.Maria Vergine di Lourdes – 19ª Giornata mondiale del malato

“Dalle sue piaghe siete stati guariti” (1Pt 2,24) 
Cari ammalati e sofferenti, è proprio attraverso le piaghe del Cristo che noi possiamo vedere, con  occhi di speranza, tutti i mali che affliggono l’umanità.  Risorgendo, il Signore non ha tolto la sofferenza  e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice.  Alla prepotenza del Male ha opposto l’onnipotenza  del suo Amore.  Ci ha indicato, allora, che la via della pace e della gioia è l’Amore: “Come io ho amato  voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).  Cristo, vincitore della morte, è vivo in mezzo a  noi.  E mentre con san Tommaso diciamo anche noi: “Mio Signore e mio Dio!  “, seguiamo il nostro Maestro  nella disponibilità a spendere la vita per i nostri fratelli (cfr 1 Gv 3,16), diventando messaggeri di una gioia che non  teme il dolore, la gioia della Risurrezione. 

[Benedetto XVI] 

Sante Messe : ore 10.00 a San Pietro ed ore 15.30 a San Donato 
Durante le celebrazioni eucaristiche chi lo desidera potrà ricevere il sacramento dell”Unzione degli Infermi comunemente chiamata  “Estrema Unzione”, perché frequentemente si conferisce all’ammalato ormai morente, quando ormai non è più cosciente.  Non bisogna vivere  questo sacramento come una sorta di “lasciapassare per l’anima”, bensì come una grazia necessaria per aiutare chi sta soffrendo.  Il sacramento  può essere dato a chi ha una salute cagionevole, a chi è in un’età avanzata, ma anche a coloro che devono affrontare una delicata operazione  e, qualora si dovessero ripresentare altre condizioni simili o situazioni che destano preoccupazione, può essere ricevuto nuovamente.  L’Unzione degli Infermi aiuta il malato nella sofferenza, gli dà la grazia, la serenità, la luce e l’equilibrio necessari per affrontare la malattia  e per essere un faro luminoso che brilla all’interno della famiglia.  È lo stesso Gesù a chinarsi sul sofferente per offrigli il Suo aiuto, la Sua  comprensione e il Suo conforto.

Daniele Ungrispach

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di , 1 Gennaio 2011

Nato a Cormons nel 1344 
Cittadino di Pordenone e podestà del comune nel 1384 e 1404
Ospite camaldolese a Murano (Venezia)  dal 1392 e qui morto nel 1411 

  • 1344 – Il Beato Daniele nasce a Cormons, figlio primogenito  di Nicolaussio d’Ungrispach (castello non lungi da Gorizia)  e di Maddalena Savio.  Discendente della “nobile e facoltosissima”  famiglia feudale dei signori di Cormons, Medea  e Foiana, ramificata anche a Cividale, Udine, Madrisio.  Parente dei vescovi d’Ungrispach: Giacomo (di Concordia)  e Giovanni (di Trieste).  A sedici anni risiede a Pordenone, città nella quale altri  Ungrispach hanno avuto e avranno incarichi e possedimenti.  Qui sceglie, pur nobile, di esercitare un lucroso commercio  di fini tessuti: panni di seta, lana, pelli di vaio.  Sua piazza  d’affari è soprattutto Venezia, luogo di ampi commerci, in  particolare con l’Oriente, cui Pordenone (“Porto sul Noncello”  per il carico e scarico di merci) è collegata via acqua. 
  • Fin da giovane persegue “una vita quieta e spirituale”; è  “osservatore segnalato della legge di Dio, d’ogni pratica  religiosa, di singolare compassione verso dei poveretti ed  amantissimo dei Luoghi Pii”.  Dunque: devotissimo e tutto  carità verso i poveri.  Nelle soste a Venezia ama ritirarsi  presso i monaci camaldolesi (inclusi, di clausura) di San  Mattia, isoletta presso Murano, dove ha una cella a disposizione. 
  • 1364 – A circa vent’anni, sposa Orsina Ricchieri, della più  potente famiglia di Pordenone, e ha da lei una figlia, Lucia,  andata poi sposa (1384) al nobile Giacomo Spelladi.  È marito  e padre integerrimo. 
  • 1365-68 – È prigioniero a Verona di Cansignorio della  Scala , per motivi (non di guerra) ancora sconosciuti.  Sopporta  tutto senza rancore.  Si adopera anzi in favore di un  familiare del suo persecutore.  È così ben voluto dai pordenonesi  che essi intervengono per ottenere la sua liberazione. 
  • 1384 – Rientrato da tempo a Pordenone, è nominato  “podestà” (carica annuale corrispondente all’attuale di  “sindaco”) dal duca d’Austria, al cui dominio la città appartiene.  Funge così da capo degli amministratori civici, rappresentante  della comunità nelle manifestazioni civili e religiose.  In quegli anni è pure giudice, procuratore della chiesa  di San Marco (1398), intermediario nella lotta fra Pordenone  e il Patriarca d’Aquileia. 
  • 1404-05 – È consigliere del Comune e segnalato ancora  qual podestà, forse in sostituzione (o supplenza) del titolare:  segno della notorietà, fiducia e capacità riconosciutegli. 
  • 1392 – Tanta è l’attrattiva della vita eremitica e il desiderio  di pietà e penitenza, che Daniele rinuncia a diritti, privilegi e  beni di famiglia spettantigli dopo la morte del padre.  Lascia  anche la moglie legittimamente (di comune accordo) e chiede  e ottiene di essere accolto come “familiare” nel già frequentato  monastero camaldolese di San Mattia di Murano.  Fino alla morte, condivide la vita dei monaci, senza voti e  senza obbligo di clausura.  Esercita ancora la mercatura, ma  per soccorrere i poveri ed essere di sostegno ai monaci.  Di  tanto in tanto torna anche a Pordenone, per adempiervi  sentiti doveri familiari e civili… 
  • 12 settembre 1411 – Fa in Pordenone testamento: lascia  cento libbre di monete alla figlia e marito Spelladi; il resto  alla moglie.  Designa come luogo della sua sepoltura  l’eremo dei Camaldolesi di Murano, suo abituale domicilio  da diciannove anni. 
  • Nello stesso mese di settembre 1411, al ritorno da un suo  commercio, è ucciso per strangolamento a scopo di rapina  da ignoti malviventi, entrati nottetempo nella sua cella del  monastero di Murano.  I Padri Camaldolesi, fra le lagrime, gli  danno devota sepoltura nella tomba dei nobili Donà e lo  considerano un martire della carità. 
  • 1435 – Ventiquattro anni dopo, il corpo viene riesumato e  trovato prodigiosamente incorrotto, fresco e profumato e  perciò è trasferito nella chiesa ed esposto sopra un altare.  È  subito venerato “per santo beatificato” dai fedeli, numerosi e  spesso beneficati da grazie (di alcune di esse si ha memoria  fino al 1903).  Il culto al beato è approvato dal vescovo di  Torcello.  Anche dopo il Concilio di Trento esso è confermato  con una disposizione del medesimo vescovo che impone  di rimettere la salma sopra l’altare (vi era stata rimossa) e  visibile nell’urna.  Tale culto dura ininterrotto per secoli. 
  • 1810 – Il monastero camaldolese di San Mattia di Murano  è soppresso e la chiesa in seguito distrutta.  Il corpo del Beato  Daniele subisce diversi trasferimenti, ma viene conservato  (per un periodo è custodito nella sacrestia della Basilica  della Salute a Venezia). 
  • 1857 – Il Beato Daniele d’Ungrispach ritorna a Murano, in  un’urna, che viene collocata in una cappella esterna  dell’Istituto “Dalmistro” retto dalle Suore Maestre di Santa  Dorotea.  Il corpo si mostra anche oggi ai fedeli tutto intero,  incorrotto, ricoperto di un drappo simildorato, donato per  grazia ricevuta nel 1745. 

Festa della Madonna della Salute

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di , 20 Novembre 2010

Oggi – festa della Madonna della Salute – ci viene consegnata la prima lettera Pastorale del Patriarca Angelo per la Visita del Papa Benedetto “tu conferma la nostra fede”

Carissimi,
Oggi domenica 21 novembre, giorno nel quale Venezia celebra la festa della  Madonna della Salute, il Patriarca Angelo annuncia al Patriarcato la visita che Papa Benedetto  XVI terrà il 7 e 8 maggio ad Aquileia e Venezia.  Il Santo Padre viene tra noi per confermare  e rafforzare la fede degli abitanti del Patriarcato, di tutti i fedeli e gli uomini di buona  volontà del Nordest: è un grande evento di grazia che va adeguatamente preparato.  La Lettera del Patriarca “Tu  conferma la nostra fede”, che spiega il significato della visita papale e traccia le grandi linee della sua preparazione,  giungerà nelle parrocchie e nelle diverse realtà diocesane la prossima domenica assieme al settimanale diocesano  Gente Veneta.  È importante che questa Lettera raggiunga tutti i cristiani del Patriarcato, ma non solo: anche  tutti coloro che abitano nel territorio del Patriarcato e possono essere attratti dall’appuntamento con Papa Benedetto.  Dal 27 novembre inoltre, ogni settimana fino al 7 maggio, Gente Veneta curerà un inserto di quattro pagine  per trasmettere alcuni momenti salienti del Magistero di Benedetto XVI, oltre ai contenuti, le preghiere,  le riflessioni e le informazioni riguardanti la visita del Papa.  È desiderio del Patriarca, mio, del Consiglio di  Curia che questo materiale diventi lo strumento fondamentale nei gruppi che si riuniscono in parrocchia,  nelle associazioni, nei movimenti e in tutte le occasioni che la vostra fantasia saprà inventare, per la preparazione  all’incontro con Benedetto XVI.  Invito perciò tutti gli operatori pastorali (i partecipanti alla Scuola di Metodo, i catechisti, gli animatori, gli operatori  della cultura, i sacerdoti, le religiose e i religiosi…  ) a mettersi in gioco in prima persona, rendendosi protagonisti  della diffusione della lettera del Patriarca e successivamente dell’inserto di Gente Veneta, in stretto rapporto  di collaborazione col settimanale diocesano e con i suoi diffusori.  Lo scopo è sensibilizzare in modo capillare le realtà  ecclesiali (gruppi parrocchiali, movimenti, associazioni, centri culturali, centri sportivi, ecc.  ) ma anche, per  quanto possibile, le realtà civili e sociali.  Vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi saluto fraternamente.

Il Vescovo ausiliare, Mons. Beniamino Pizziol

Visita Pastorale nel vicariato di Cannaregio – Estuario

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di , 18 Settembre 2010

Il primo vero e proprio appuntamento della Visita sarà  venerdì 24 settembre alle ore 18.00: celebrazione comunitaria vicariale  del sacramento della Penitenza, (chiesa di S.  Girolamo).  Guidata da mons.  Orlando Barbaro 

Appuntamenti col Patriarca

  • Giovedì 7 ottobre alle 20.30  con il Consiglio Pastorale Vicariale (Casa dei Gesuiti). 
  • Sabato 9 ottobre, ore 17.00  Incontro vicariale di Gruppi di Ascolto (chiesa S.  Canciano). 
  • Venerdì 22 ottobre, ore 20.30  Dialogo dei Giovani (18-25 anni) di tutta la Città ( S.  Giovanni Grisostomo). 
  • Sabato 23 ottobre, ore 17.00  Incontro vicariale dei Catechisti (chiesa S.  Marcuola). 
  • Sabato 6 novembre, ore 20.30  Incontro vicariale dei Giovanissimi (14-18 anni) (Patronato S.  Giobbe). 
  • Sabato 13 novembre, ore 17.00  Incontro vicariale dei Volontari con il Patriarca (Mensa “Betania”)
  • Sabato 20 novembre (tardo pomeriggio-sera)  Pellegrinaggio diocesano dei giovani alla Salute. 

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