Tag articolo: San Nicola

30 novembre. La Chiesa festeggia S.Andrea Apostolo

commenti Commenti disabilitati su 30 novembre. La Chiesa festeggia S.Andrea Apostolo
di , 25 Novembre 2013

Sagra Sant Andrea:ZeloAndrea era il fratello di san Pietro. Quasi sicuramente il suo nome (derivante dal vocabolo greco ανδρεία, “virilità, valore”), come altri nomi tramandati in greco, non era il nome originario di questo apostolo in quanto, nella tradizione ebraica o giudaica, il nome Andrea compare solo a partire dal II-III secolo. Il Nuovo Testamento ricorda che Andrea era figlio di Giona, o Giovanni, (Mc 1: 16; Mt 16: 17; Gv 1: 42). Egli era nato a Betsaida sulle rive del Lago omonimo inGalilea (Gv 1: 44). Assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore e la tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo invitandolo ad essere per lui “pescatore di uomini” (ἁλιεὺς ἀνθρώπων, halieus anthropon), tradotto anche come “pescatore di anime”.

Agli inizi della vita pubblica di Gesù, occupavano la stessa casa a Cafarnao (Mc 1: 21-29). Il Vangelo di Giovanni ricorda che Andrea, con suo fratello Simon Pietro, era stato in precedenza discepolo di Giovanni il Battista, che per primo gli consigliò di seguire Gesù, continuatore della sua opera (Gv 1: 35-40). Andrea fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia e lo fece conoscere al fratello (Gv 1: 41). Presto entrambi i fratelli divennero discepoli di Cristo. In un’occasione successiva, prima della definitiva vocazione all’apostolato, essi erano definiti come grandi amici e lasciarono tutto per seguire Gesù (Lc 5: 11; Mt 4: 19-20; Mc 1: 17-18). Nei vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù (Mc 13: 3; Gv 6: 8,12: 22), ma negli Atti degli Apostoli si trova solo una menzione marginale della sua figura (At 1: 13). Eusebio di Cesarea ricorda nelle sue “Origini” che Andrea aveva viaggiato in Asia Minore ed in Scizia, lungo il Mar Nero come del resto anche sul Volga e sul Kiev. Per questo egli è divenuto santo patrono della Romania e della Russia. Secondo la tradizione, egli fu il fondatore della sede episcopale di Bisanzio(Costantinopoli), dal momento che l’unico vescovato dell’area asiatica che era già stato fondato era quello di Eraclea. Nel 38, su questa sede gli succedette Stachys. La diocesi si svilupperà successivamente nel Patriarcato di Costantinopoli. Andrea è riconosciuto come santo patrono della sede episcopale. La tradizione vuole che Andrea sia stato martirizzato per crocifissione a Patrasso (Patrae) in Acaia (Grecia).

Prosegui la lettura '30 novembre. La Chiesa festeggia S.Andrea Apostolo'»

San Nicolò e l’Immacolata Concezione della Vergine

commenti Commenti disabilitati su San Nicolò e l’Immacolata Concezione della Vergine
di , 5 Dicembre 2009

 Questa domenica ricorre la Festa di san Nicolò, che abbiamo anticipato a venerdì per il  tempo dell’Avvento che stiamo vivendo, martedì 8 dicembre celebreremo la Festa solenne  dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.  Sono due feste che ci coinvolgono  in modo particolare. 

Vivarino: San NicolaSan Nicolò è il patrono del lavoro che contraddistingue la nostra isola nel mondo intero.  A lui ci siamo rivolti con il triduo vissuto nella settimana scorsa, devo dire con un po’ di  tristezza che è stato davvero poco partecipato, perché la situazione di tante aziende  non è certamente bella, e il futuro che si prospetta non è così roseo.  Certo tre sere sono  impegnative, certi argomenti non ci toccano direttamente, ma credo che siamo chiamati  ad educarci ad una solidarietà concreta, e tale solidarietà inizia dalla preghiera comune.  Trovarci a pregare non è perdere tempo o non affrontare i problemi reali del lavoro, è partire  dall’affrontare un problema lasciandoci indicare la strada da Chi il lavoro c’è l’ha dato,  Il Signore Dio.  In una delle sere abbiamo pregato così:

“Ti scopriamo, nostro Creatore,  un Dio che lavora: impasti, plasmi, costruisci, scavi, stendi, coltivi, pascoli, curi, pensi,  insegni.  Se tu lavori, allora ogni nostro lavoro dice qualcosa del tuo lavoro.  ”  Le parole di questa preghiera ci aiutano a capire dove si pone il nostro lavoro, e cioè dentro  il piano creaturale di Dio. 
La preghiera continuava così: ” Poni tra le nostre mani laboriose  il dono del creato, ci chiami a trasformarlo e a ricostruire l’armonia dell’intera creazione.  Custodendo e coltivando le opere del creato, ubbidendo alle indicazioni racchiuse  nelle cose, ci inseriamo nella tua attività creatrice, ne prolunghiamo lo slancio, la conduciamo al suo fine.  Ma il nostro lavoro, Signore, conosce anche il limite, la vanità, il peccato, l’ingiustizia.  Dona al nostro agire  di riflettere, come uno specchio, il tuo agire.  “

Questo limite del peccato è quello che purtroppo spesso ci  impedisce la condivisione e la solidarietà, per superalo possiamo solo ritornare al Signore che compie tutto  per il nostro bene, che ci dona tutto per Amore, anche quello che ha noi sembra  bene non ci faccia. 

3506650Martedì celebreremo la Vergine Maria, nella sua Immacolata Concezione, e questa  festa ci ricorda a quale fine siamo chiamati, cioè la pienezza della vita senza  relazione con il peccato, che avremo nella vita Eterna.  Il Signore Dio ci aveva  creato così, ma la nostra paura di essere Amati ci ha portati a crederci autosufficienti,  ma non è così, e quante volte lo proviamo. 

Maria in questa festa ci  ricorda che lasciarci Amare da Dio, ha il potere di ricomporre anche oggi la pienezza  della nostra natura.  Gustare questo Amore è possibile a partire da una  vita sacramentale fedele, è renderla storia nel condividere questo Amore con le  persone con cui viviamo ogni giorno in questo mondo, attraverso la Carità che  diventa condivisione e solidarietà. 

Don Carlo

Triduo in preparazione alla festa di San Nicolò

commenti Commenti disabilitati su Triduo in preparazione alla festa di San Nicolò
di , 29 Novembre 2009

Il 6 dicembre a Murano si festeggia San Nicolò, il patrono dei vetrai.  Conosciuto nel resto d’Italia come  San Nicola, fu vescovo di Myra in Turchia nel IV secolo d.  C.  Tra le molte leggende che lo riguardano, la  più nota racconta di quando avrebbe regalato tre sfere d’oro a tre fanciulle prive di dote, consentendo  loro in questo modo di sposarsi.  Per questo, a Murano come in altri luoghi d’Italia, si mantiene la tradizione  di scambiarsi doni il giorno di San Nicolò. 

Vivendo un momento delicato per Murano essendo il patrono dei vetrai abbiamo pensato di riunirci in 3  giorni di preghiera per preparaci alla festa che ci accompagnino e ci aiutino a fare chiarezza dentro la  realtà della nostra isola, tutti sono invitati 

  • Chiesa di San Donato,  Martedì 1 Dicembre ore 21.00:  Il lavoro per il Cristiano
  • Mercoledì 2 Dicembre ore 21.00:  Adorazione eucaristica 
  • Giovedì 3 Dicembre ore 21.00:  La risposta cristiana alla crisi di oggi
  • Venerdì 4 Dicembre ore 17.  30:  Santa Messa,  ore 18.  30 Inaugurazione della ” Mostra di San Nicolò “

San Nicola di Myra

commenti Commenti disabilitati su San Nicola di Myra
di , 29 Novembre 2009

San Nicola di MyraLa sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia.   E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro.

Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti… Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti.  Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi.  Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore…  Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.   Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo).   Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira.

Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.  Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”.   Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.

Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: “In tal modo la basilica si presenta… come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa”. Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.

Nell’iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d’oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d’oro.   Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre,  non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi.  Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d’oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

Caro San Nicolò…

di , 5 Dicembre 2008

È ritornata la tua Festa, che fa ritrovare insieme tutta Murano intorno a Te.

Ma quest’anno la festa ha un valore ancora più importante perché tu sei il patrono della nostra isola, soprattutto del lavoro che la distingue in tutto il mondo, il lavoro del vetro artistico.  Ed è proprio di questo che ti vogliamo parlare: questa’anno non stiamo proprio così bene, tante nostre famiglie stanno soffrendo per la crisi che le ditte vivono.

Il futuro ci preoccupa perché non si vedono dei segnali di ripresa. Per questo vogliamo chiedere la tua intercessione: come un giorno ti sei fatto vicino a quelle tre giovani e le hai aiutate a vivere dignitosamente, fatti ancora vicino a noi e accompagnaci in questo momento faticoso, perché anche le nostre famiglie possano continuare a vivere dignitosamente.

Aiutaci ad avere la tua stessa Carità, per non chiuderci egoisticamente di fronte alle difficoltà degli altri ed essere così solidali tra di noi, tra le famiglie, tra le diverse imprese che rendono la nostra isola ancora viva.  Sappiamo che ti sei fatto vicino alla gente perché avevi incontrato Cristo che per primo si era fatto vicino alla tua vita.

Aiutaci a riscoprire questo incontro che anche noi abbiamo vissuto e viviamo nel Battesimo.

Cristo ama anche noi oggi, e ci chiede di amarci qui a Murano con lo stesso Suo Amore, vivendo gesti concreti di attenzione e solidarietà e di carità avendo a cuore il bene di ogni persona.

Don Carlo e Don Nandino

Murano festeggia San Nicolò

di , 28 Novembre 2008

Murano festeggia San Nicolò.  Conosciuto nel resto d’Italia come San Nicola, fu vescovo di Myra in Turchia nel IV secolo d.C. 

Tra le molte leggende che lo riguardano, la più nota racconta di quando avrebbe regalato tre sfere d’oro a tre fanciulle prive di dote, consentendo loro in questo modo di sposarsi. 

E’ Un’occasione per riscoprire le bellezze di Murano e per festeggiare celebrando l’eucarestia e invocando la benedizione sulla nostra isola.

La basilica dei Santi Maria e Donato, la chiesa di San Pietro e il Museo del vetro, ospitano una delle più ricche e prestigiose raccolte di oggetti in vetro durante il periodo della manifestazione. 

Un’occasione imperdibile per festeggiare insieme alla comunità muranese San Nicolò, il santo patrono dei vetrai

   

 

 

Venerdì 5 dicembre

  • Ore 17.30: S. Messa di San Nicolò nella chiesa di San Pietro Martire
  • Ore 18.30: presentazione della manifestazione e apertura dell’esposizione Galleria di luci Chiostro di San Pietro Martire
  • Ore 18.45, apertura mostra di San Nicolò Sala Pio X del patronato.

Panorama Theme by Themocracy