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A conclusione dell’Anno della Fede, un piccolo bilancio

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di , 23 Novembre 2013

Annus FideiPiù di un anno è ormai passato da quando Papa Benedetto XVI°(ora Pontefice Emerito) annunziò alla Chiesa Universale l’indizione Dell’ANNO della FEDE, era l’11 ottobre 2012 e le motivazioni che indussero il Pontefice a proclamare questo”Momento di Grazia” erano fondamentalmente due: celebrare il 50° Anniversario dell’Apertura del Concilio Vaticano II° e fare memoria del 20° Anniversario della Promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, donato dal Beato Papa Giovanni Paolo II°. E di fatto quest’anno, “veramente straordinario” per la vita della Chiesa, ci ha regalato sorprese e momenti veramente intensi di vita cristiana. La prima cosa che lasciò sorpreso il mondo e tutta la Cristianità, furono le “inaspettate dimissioni di Papa Benedetto”. Fu come “un fulmine a ciel sereno”, come lo definì il Card. Sodano che per primo prese la parola a nome dei Porporati durante il Sinodo che si stava compiendo.

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Presentazione della “Verbum Domini”

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di , 19 Febbraio 2011

Martedì 1 Marzo ore 18.00  nella basilica di San Marco  il Patriarca Angelo Scola  presenta:  “la Verbum Domini”  di Papa Benedetto XVI,  l’esortazione apostolica postsinodale elaborata da  Benedetto XVI per raccogliere le riflessioni e le proposte emerse  dal Sinodo dei Vescovi svoltosi in Vaticano nell’ottobre 2008 sul  tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. 

Siamo tutti invitati

Il Patriarca presenta la “Verbum Domini”

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di , 22 Gennaio 2011

Mestre: il Patriarca Scola presenta – in un teatro Toniolo “esaurito” –  la Verbum Domini 
A Venezia sarà il 1°  Marzo ore 18.00 a San Marco

Era completamente gremito il Teatro Toniolo di Mestre, la sera di venerdì 14 gennaio, per ascoltare il Patriarca sulla Verbum  Domini, il documento di Papa Benedetto XVI sul “Dio-che-parla” ovvero l’esortazione che raccoglie e rilancia i lavori del Sinodo  dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.  , l’intervento del card.  Scola ha offerto alcune “chiavi di  lettura” utili per la comprensione e l’approfondimento del testo ed accennato alle principali implicazioni emergenti.  Eccone qui qualche “assaggio”: “Con l’esortazione Verbum Domini il Papa accompagna il cammino della Chiesa a partire dall’esperienza di comunione  vissuta nell’Assemblea del Sinodo… Decisivo è il nesso con Sacramentum caritatis sull’Eucaristia nella vita e nella missione della Chiesa:  Parola ed Eucaristia, costituiscono il cuore esistenza ecclesiale: “Parola ed Eucaristia si appartengono così intimamente da non poter essere comprese  l’una senza l’altra: la Parola di Dio si fa carne sacramentale nell’evento eucaristico.  L’Eucaristia ci apre all’intelligenza della sacra Scrittura,  così come la sacra Scrittura a sua volta illumina e spiega il Mistero eucaristico”(n. 55)…  L’accento è posto su Dio che parla e sull’uomo, chiamato  ad accogliere la sua parola e ad entrare nell’Alleanza… la Chiesa come soggetto che accoglie la Parola nel presente; il coinvolgimento  missionario della Chiesa che rende presente al mondo il Dio-che-parla… È fondamentale non smarrire l’itinerario che va da Dio-che-parla alla  Chiesa che accoglie e si fa missione: non si accoglie la Parola di Dio se non si accetta di lasciarsi includere nella stessa missione di Cristo che si  prolunga nella Chiesa.  Il Dio-che-parla trova in Maria la relazione tra Verbo di Dio e umana libertà.  Per questo l’esortazione fa costante riferimento  a Maria: “In realtà, l’incarnazione del Verbo non può essere pensata a prescindere dalla libertà di questa giovane donna che con il suo  assenso coopera in modo decisivo all’ingresso dell’Eterno nel tempo” (VD n. 27).  Dio si rende incontrabile dall’uomo nella dinamica del segno (la  Parola di Dio si comunica mediante parole umane) per mezzo della quale la umana libertà è chiamata originariamente all’assenso e  all’accoglienza”.  Quanto alle implicazioni, il Patriarca ha evidenziato la “sinfonia della Parola” precisando che tale espressione (“Parola di Dio”) “possiede diversi  significati: la persona amata e amabile di Gesù Cristo, la Tradizione viva della Chiesa e quindi le Scritture, il Libro”.  Considerare sempre questa  “sinfonia di voci e significati” è “decisivo e fondamentale per l’azione pastorale e per la liturgia”.  “Se la Parola di Dio è il Verbo fatto carne che  permane nel tempo e nello spazio e si attesta nelle Scritture, allora il luogo originario dell’interpretazione della Scrittura è la Chiesa e in essa  un’autentica esperienza cristiana”.  Necessarie, dunque, una “lettura ecclesiale” e “l’intelligenza della fede” per evitare sia il rischio di  un’interpretazione “secolarizzata che esclude l’intervento del divino nella storia” che quello di “un’interpretazione spiritualistica che prescinda  dalla letteralità della Scrittura”… l’urgenza di una “ripresa radicale della dimensione biblica nella formazione cristiana e nella catechesi”…  “nelle abituali attività delle comunità cristiane, nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti si abbia realmente a cuore l’incontro personale  con Cristo che si comunica a noi nella sua Parola”.  “La Parola di Dio – ha concluso il card.  Scola – non è mai generica nel rivolgersi a noi,  chiama e ci coinvolge, facendoci scoprire che l’intera nostra vita è vocazione.  Approfondire la Parola di Dio significa imparare che non c’è un solo  atto della mia giornata che non sia Dio che parla a me”.  Non a caso, ricorda, il Papa invita i cristiani a riscoprire la preghiera dell’Angelus Domini  in cui “c’è tutta la sintesi della Parola di Dio che si fa carne attraverso la libertà di una ragazza di Nazareth e la Chiesa invita a recitarla consapevole  che questo mistero non è solo del passato ma riaccade oggi nel cuore di ogni fedele che accoglie l’annuncio della Parola di Dio”.  E proprio  qui “sta il segreto della vera gioia”, indicato nel passo finale dell’esortazione.

Un po’ di storia del Patriarca Angelo Scola

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di , 4 Dicembre 2010
  • Nato a Malgrate (Lecco) nel 1941.
  • Ordinato sacerdote nel 1970.
  • Dottore in Filosofia (Università Cattolica, Milano) ed  in Teologia (Friburgo, Svizzera).
  • Dal 1982 insegna Antropologia Teologica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e famiglia della Pontificia  Università Lateranense.
  • Dal 1986 al 1991 è stato consultore per la Congregazione della Dottrina della Fede;
  • nel 1987 è stato perito  all’Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla vocazione e missione dei laici;
  • dal 1991 al 1996 è stato consultore del Pontificio Consiglio  per gli Operatori Sanitari;
  • dal 1994 è Membro della Congregazione  per il Clero.
  • dal 1996 al 2001 è stato Membro dello stesso Pontificio Consiglio;
  • Nominato Vescovo di Grosseto il 20 luglio 1991 e ordinato il 21 settembre dello stesso anno.  Il motto episcopale recita «Sufficit gratia tua» (cfr.  2 Cor 12, 9), «Basta la Tua grazia».  A Grosseto esercita il suo ministero fino al 14 settembre 1995. 
  • Il 24 luglio 1995 il Santo Padre gli affida l’incarico di Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense a Roma e, il 29 settembre  dello stesso anno, quello di Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia 
  • Dal giugno 1995 Mons. Scola è Membro della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università della Conferenza  Episcopale Italiana e dal gennaio del 1996 è Presidente del Comitato per gli Istituti di Scienze Religiose.  In questo quadro affronta  le questioni legate alla formazione teologica dei laici in Italia. 
  • Dal 1996 è consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia. 
  • Dal 1996 al 2001 è Membro del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.  Sulle questioni relative alla sanità  La bibliografia di Mons.  Scola consiste in circa 120 contributi scientifici in opere collettive e in riviste teologiche e filosofiche internazionali. 
  • Il 5 gennaio 2002 è nominato dal Santo Padre Patriarca di Venezia.  Fa il suo ingresso in Diocesi il 3 marzo 2002. 
  • Il 9 aprile 2002 viene eletto Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta. 
  • Il giorno 28 settembre 2003 viene designato dal Santo Padre Cardinale di Santa Romana Chiesa e confermato durante il Concistoro  pubblico del 21 ottobre 2003.  Dopo la sua nomina a cardinale, il 10 novembre 2003 viene riconfermato Membro del Comitato di Presidenza del Pontificio Consiglio  per la Famiglia e Membro della Congregazione per il Clero. 
  • Il 14 ottobre 2004 è nominato Membro del Comitato di Presidenza del Pontificio Consiglio per i Laici. 
  • Il 19 gennaio 2005 è designato Membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. 
  • Il 6 marzo 2005 riceve  la nomina quale Membro della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, mentre il 18 marzo 2005 il Santo Padre lo nomina  Relatore Generale per la XI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2005 sul tema: L’Eucaristia: fonte e culmine  della vita e della missione della Chiesa. 
  • Dal gennaio 2009 è Membro del Pontificio Consiglio per la Cultura. 

Convegno nazionale “Sinodo dei Magister”

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di , 15 Novembre 2009

Sinodo dei Magiisterlo e Margherita, come responsabili della Comunità MASCI di Murano (Adulti Scout) abbiamo partecipato lo scorso fine settimana al Convegno nazionale “Sinodo dei Magister” che si è svolto ad Alghero (SS). 

Vorremmo con queste poche righe portare a conoscenza, della nostra Comunità Pastorale di appartenenza, di quanto di bello è stato elaborato, discusso e programmato nel corso del Convegno…  Il MASCI ha come proprio metodo l’educazione permanente a tutto campo, gli Adulti Scout animati dalla fede in Gesù Cristo e dall’appartenenza alla sua Chiesa, tendono all’educazione complessiva della persona.  Le direttrici che il Movimento oggi propone sono il “Fare Strada”…  I temi di discussione e confronto si sono sviluppati intorno a tre filoni mi limito a segnalare una riflessione per argomento, disponibile, per chi voglia, ad approfondire il tutto nel corso degli incontri che svolgiamo bisettimanalmente.

 Nel cuore (come luogo intimo, coscienza, luogo delle scelte) si è parlato di fede, di fede adulta.  Sia il relatore che l’Assistente Nazionale Padre Francesco Compagnoni hanno evidenziato l’annacquamento della proposta forte ed ispirata donataci dallo Spirito del Concilio Vaticano 2°, si sta perdendo di vista il messaggio profetico rivolto dalla Chiesa all’Uomo (Gaudium et Spes – art 2) con amore paterno verso dei figli ingrati e peccatori come siamo tutti noi.  Da questo l’indirizzo di proporre nei nostri singoli e rispettivi ambienti una rilettura ed una riscoperta dei documenti del S.  S.  Concilio che i Vescovi ci hanno consegnato, per meglio comprendere e rendere viva, oggi, la Parola di Dio, primo ed unico riferimento per aderire il meno indegnamente possibile alla Chiesa di Cristo. 

Nel creato (lo scout ama e rispetta il creato) si è parlato di come l’educazione scout “permanente” ci porti alla conoscenza, per poter sentirsene parte, dell’opera di Dio, opera che non si è limitata solo alla natura, ma che è stata completata con la creazione dell’Uomo, fatto a Sua immagine e somiglianza. 

Nella città (educazione al servizio, alla politica come appartenente ad una città) si è parlato della finalità del metodo scout ideato da Lord Robert Baden Powell più di cento anni fa, ovvero la formazione del “Buon Cittadino”.  Allora per buon cittadino si intendeva la persona che attraverso una scelta di fede, di appartenenza e di esperienza acquisita attraverso “piccole buone abitudini quotidiane”, avrebbe potuto inserirsi all’interno della società espressione della cultura dominante. 

Da questo la proposta di proseguire ed arricchire la partecipazione e la presenza degli Adulti Scout nelle varie espressioni della società civile, partecipazione al Servizio di….  e non, come troppo spesso succede, per Servirsi di…  Quando un bambino vive una bella esperienza, rientrando a casa monopolizza i genitori raccontando loro tutte le cose belle che gli sono accadute.  Con lo stesso spirito di semplicità e di gioia, ma da adulti, abbiamo pensato di portare a conoscenza di tutti voi, quello che di bello, gioioso e formativo, abbiamo appreso in questi giorni, ringraziando il Signore per averci donato la Fede e per averci dato la possibilità di vivere e crescere nella Chiesa locale di Murano, per poterci aprire poi agli altri, in questo caso ai fratelli Adulti Scout di tutta Italia. 

Bepi

Non perdiamo questa occasione…

di , 21 Novembre 2008

Prosegue la serie di appuntamenti promossi in diocesi dalla Scuola di formazione teologicopastorale S. Caterina d’Alessandria, in collaborazione con la Scuola Biblica diocesana e il Centro di studi teologici Germano Pattaro, per ascoltare la testimonianza del Patriarca ed approfondirei contenuti emersi nel recente Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

Il prossimo incontro riguarderà in particolare il centro storico di Venezia ed è in programma mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, a S. Apollonia nella rinnovata sala congressi del Museo diocesano, dietro alla Basilica di San Marco.

Sinodo dei Vescovi – Ottobre 2008

di , 22 Ottobre 2008

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa

Come appartenenti alla grande famiglia della Chiesa ci sembra importante condividere un momento molto forte nella vita della comunità cristiana IL SINODO DEI VESCOVI, dando una breve spiegazione del suo significato e riportando alcuni passi fondamentali di quello che i vescovi stanno discutendo. Fondamentale nel cammino di un cristiano seguire la quotidianità di questi ed altri avvenimenti importanti per sentirsi partecipi attivamente alla vita comunitaria in un cammino di fede verso l’unica meta che è l’incontro con Dio. Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente del Collegio episcopale della Chiesa Cattolica. Fu il Papa Paolo VI che lo istituì il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei Padri del Concilio Vaticano II per mantenere vivo l’autentico spirito formatosi dall’esperienza dello stesso Concilio. E’ un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale.

I Vescovi hanno detto…
Il Sacro Vangelo deve penetrare nella mente attraverso il cuore e affinché ciò avvenga è necessario presentarlo con fervido calore. Ciò non può avvenire in modo meccanico o negligente e tali caratteristiche sono valide anche per l’omelia che presenta e dà applicazione al messaggio evangelico. La proclamazione del Vangelo deve illuminare i partecipanti anche affinché avvertano una sacra soggezione di Dio, poiché è lo stesso Dio che ha creato la luce dalle tenebre.
Abbiamo bisogno di orientamenti che aiutino i Cattolici a interpretare correttamente la Bibbia. Facciamo sì che tali orientamenti vengano presentati in modo chiaro. Essi potranno comprendere i seguenti criteri per una lettura cattolica della Bibbia:

  • Conoscere la Bibbia non è tanto conoscere un libro, ma conoscere e rapportarsi alla persona di Cristo.
    La liturgia è il luogo primario dell’incontro con la Bibbia come Parola di Dio.
  • Una vera comprensione della Bibbia deve essere coerente con la vita autentica (come le vite dei Santi), le pratiche e gli insegnamenti della Chiesa. La corretta comprensione della Scrittura dovrebbe essere guidata sia dalla fede che dallo studio.
  • Ogni passo della Bibbia deve essere letto nel contesto dell’unità interna della Scrittura.
  • La corretta comprensione della Bibbia dovrebbe prendere in considerazione le situazioni concrete dell’ oggi, nonché rivolgersi ad esse.
  • Leggere la Bibbia non deve rimanere mera conoscenza.
  • L’uso corretto della Bibbia deve promuovere l’unità in seno alla Chiesa e fra le Chiese.
  • Abbiamo bisogno di avvicinarci alla Bibbia con spirito di umiltà, poiché ciò ci permette di apprezzare l’interpretazione che ne danno i poveri. Suggerisco che vi sia maggior interazione fra gli studiosi della Bibbia e gli operatori pastorali. Insieme essi devono ricercare metodi di comprensione e temi di studio che approfondiscano la fede dei nostri popoli nelle nostre culture originali.

Parlare della Parola di Dio nella chiesa significa parlare della Parola di Dio nella vita dei credenti. Compito dei pastori è convertire l’immaginazione , l’intelletto e la volontà di coloro cui proclamano la Parola di Dio e per i quali interpretano le Sacre Scritture. Se la potenza della Parola di Dio nelle Sacre Scritture deve essere avvertita nella vita e nella missione della Chiesa, i pastori devono dedicarsi in egual misura ai contesti specifici in cui operano e alle Sacre Scritture.

Pensiero…
San Cesario d’Arles esortava spesso i suoi diocesani a non trascurare mai ciò che egli chiamava “nutrimento dell’anima per l’eternità”: “Vi prego, diletti fratelli, di applicarvi a consacrare alla lettura dei testi sacri tante ore quante potrete”. Spesso, alla fine della giornata, amava domandare ai suoi sacerdoti, a proposito della meditazione della Parola di Dio: “Che cosa avete mangiato oggi?’ Magari potessimo avere la stessa disponibilità, lo stesso gusto per la Parola di Dio e porci a nostra volta la stessa domanda: “Che cosa abbiamo mangiato oggi?”

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