Tag articolo: solidarietà

Un caro ricordo

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di , 5 Febbraio 2011

Sabato 6 febbraio a San Pietro, ad un mese dalla sua morte, ricordiamo Anna Zago nella messa serale che lei frequentava abitualmente.  Arrivava puntuale arrancando sulle sue povere gambe tormentate, e si posizionava al suo posto in attesa dell’inizio della S.  Messa.  Non era la sola sua presenza, anche nelle messe per gli ammalati e gli anziani, come a quella serale, quando poteva, non  mancava di partecipare.  Anna non era di Murano ma era diventata una di noi, accettata ed aiutata da tutti.  E’ stata una persona che ha catalizzato e promosso  attorno a sé la solidarietà.  A me ha fatto vedere la comunità cristiana che si nutre e cresce attorno all’altare, e si rende visibile  nella carità.  Mi sento quindi in dovere di ringraziare Anna, per la sua voglia e il suo coraggio di vivere, ed anche quanti l’hanno aiutata,  chi le ha permesso di abitare nella casa, i vicini che le hanno donato compagnia, amicizia attenuando la sua solitudine, che le  portava verdure fresche e minestre calde, L’aiutava nelle pratiche burocratiche.  Chi le ha dato lavoro, chi l’ha soccorso in momenti  drammatici, visitata in ospedale, aiutata a riprendersi al suo ritorno a casa, cioè tutti quelli che l’hanno accolta e fatta sentire una  di noi.

Adriana

La busta del sostegno per le parrocchie

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di , 26 Dicembre 2010

 Assieme al numero speciale di Communio, vi viene recapitata a casa una busta.  Vi chiedo di riportarla  in parrocchia, durante il periodo di Natale, con il vostro gesto di solidarietà nei confronti della  Comunità Parrocchiale.  Credo sia giusto spiegare che le nostre parrocchie vivono esclusivamente delle offerte che quotidianamente  e settimanalmente vengono raccolte durante le Messe.  Queste offerte, come quelle dei Battesimi,  delle Prime Comunioni, dei Matrimoni, dei Funerali, quelle per l’utilizzo dei locali parrocchiali e altre, sono  tutte destinate alla parrocchia e servono per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni parrocchiali,  per il pagamento delle bollette varie (solo a titolo informativo nelle due parrocchie ci sono 9 contatori  del gas), per la custodia delle chiese, per le attività pastorali ecc.  Queste offerte non sono per il parroco o per i preti, infatti essi ricevono direttamente dalla CEI il loro sostentamento,  assieme alle offerte che vengono date per le intenzioni delle Messe.  Nei primi mesi del prossimo anno daremo anche notizia del rendiconto economico delle parrocchie.  Ringrazio tutti, in modo particolare per la generosità che sempre viene dimostrata per le giornate particolari:  la giornata Missionaria, la giornata del Seminario, le adozioni a distanza, le cassettine di avvento e  quaresima e altre occasioni, dove siamo chiamati a mostrare concretamente la nostra solidarietà.  In particolare, a testimonianza di questo, vi riporto le parole che Maria Barbini proprio in questi giorni mi  ha inviato in una lettera dalla Missione in Tanzania.  Mi dice di ringraziare tutti per la meravigliosa generosità  dimostrata.  Con i 7000€ raccolti hanno potuto:”con 500 rifare il tetto di una casa, con 3500€  abbiamo fatto rifornimento di roba da mangiare per i bambini dell’orfanotrofio per 6 mesi, con gli altri  3000€ abbiamo comprato un camion con rimorchio di grano da seminare per tutti gli 8 paesi della parrocchia.  Il problema è che se non piove non si può seminare ed allora perché non fate una domenica di preghiera  assieme a noi per chiedere al Signore la pioggia, se siamo in tanti a chiederla il Signore ce la concede… ”  Siccome la lettera mi è giunta dopo la data proposta da Maria, dedichiamo domenica 26 dicembre  festa della Sacra Famiglia, per questa preghiera in comunione.  Un doveroso ringraziamento lo devo rivolgere anche alle tante persone che si prestano volontariamente  perché le nostre parrocchie abbiano le Chiese e gli ambienti sempre in ordine e pulite, accoglienti e funzionali.  Ringrazio anche chi si presta per il servizi più semplici e nascosti, come anche ringrazio le ditte  che con generosità offrono quanto può essere utile per il mantenimento degli ambienti e anche per varie  iniziative che proponiamo.  Per tutti rivolgo una preghiera e una benedizione.  Ora vi chiedo un gesto di generosità verso le nostre comunità, le nostre parrocchie sono un cantiere  sempre aperto.  Vi ringrazio fin d’ora per la generosità con la quale parteciperete all’impegno per mantenere e custodire  questi beni. 

Grazie da don Carlo

La Parola della Domenica

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di , 6 Novembre 2010

Ez 47, 1-2.8-9.12   Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.
Sal 45   Un fiume rallegra la città di Dio.
ICor 3, 9c-11.16-17  Voi siete il tempio di Dio.
Gv 2, 13-22   Parlava del tempio del suo corpo.

 Frequentare la Chiesa non è una pratica esteriore 
Quest’anno, al posto della XXXII Domenica del Tempo ordinario, celebriamo la festa della dedicazione  delle nostre chiese parrocchiali nella prossimità delle festa della chiesa-madre di Roma, la  basilica Lateranense, dedicata inizialmente al Salvatore e in seguito a san Giovanni Battista.  Che  cosa rappresenta per la liturgia e per la spiritualità cristiana la dedicazione di una chiesa e l’esistenza stessa della chiesa, intesa  come luogo di culto?  Dobbiamo partire da queste parole del Vangelo: “È venuto il momento, in cui i veri adoratori adoreranno  il Padre in spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori”.  Gesù insegna che il tempio di Dio è, primariamente, il cuore dell’uomo che ha accolto la sua parola.  Parlando di sé e del Padre  dice: “Noi verremo in lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14, 23) e Paolo scrive ai cristiani: “Non sapete che voi siete il  tempio di Dio?  ” (1 Cor 3, 16).  Tempio nuovo di Dio è, dunque, il credente.  Ma luogo della presenza di Dio e di Cristo è anche là,  “dove due o più sono riuniti nel suo nome” (Mt 18, 20).  Il concilio Vaticano II arriva a chiamare la famiglia cristiana una “chiesa  domestica” (LG, 11), cioè un piccolo tempio di Dio, proprio perché, grazie al sacramento del matrimonio, essa è, per eccellenza,  il luogo in cui “due o più” sono riuniti nel suo nome.  A che titolo, allora, noi cristiani diamo tanta importanza alla chiesa, se  ognuno di noi può adorare il Padre in spirito e verità nel proprio cuore, o nella sua casa?  Perché questo obbligo di recarci in  chiesa ogni domenica?  La risposta è che Gesù Cristo non ci salva separatamente gli uni dagli altri; egli è venuto a formarsi un  popolo, una comunità di persone, in comunione con lui e tra di loro. 

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Il peccato è il nemico da combattere

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di , 23 Maggio 2010

La Parola di Benedetto XVI al Regina Coeli

Grazie per questa vostra presenza e fiducia, grazie!  Quest’oggi il mio primo saluto va ai fedeli  laici venuti da tutta Italia, e al Cardinale Angelo Bagnasco che li accompagna come Presidente  della Conferenza Episcopale.  Vi ringrazio di cuore, cari fratelli e sorelle, per la vostra calorosa  e nutrita presenza!  Raccogliendo l’invito della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali,  avete aderito con entusiasmo a questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà,  a cui partecipa pure un consistente gruppo di parlamentari e amministratori locali. 

A tutti desidero esprimere  la mia viva riconoscenza.  Saluto anche le migliaia di immigrati, collegati con noi da Piazza San Giovanni,  con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione della “Festa dei Popoli”.  Cari amici, voi oggi mostrate  il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti,  che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell’impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo  sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia.  Il vero nemico  da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i  membri della Chiesa. 

Viviamo nel mondo – dice il Signore – ma non siamo del mondo (cfr Gv 17, 14),  anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni.  Dobbiamo invece temere il peccato e per questo  essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio.  E’ quello che la Chiesa, i  suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e  materiale delle persone in ogni parte del mondo.  E’ quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente  nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l’uomo nel nome di Cristo. 

Proseguiamo  insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e  coerenza.  E’ bello vedere oggi questa moltitudine in Piazza San Pietro come è stato emozionante per me vedere  a Fatima l’immensa moltitudine, che, alla scuola di Maria, ha pregato per la conversione dei cuori.  Rinnovo  oggi questo appello, confortato dalla vostra presenza così numerosa!  Grazie!

Preghiera Mariana

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di , 23 Maggio 2010

Madre della Chiesa, e Madre nostra  Maria, raccogliamo nelle nostre  mani quanto un popolo è capace  di offrirti; l’innocenza dei  bambini, la generosità e l’entusiasmo  dei giovani, la sofferenza  dei malati, gli affetti più veri coltivati  nelle famiglie, la fatica dei  lavoratori, le angustie dei disoccupati,  la solitudine degli anziani,  l’angoscia di chi ricerca il senso  vero dell’esistenza, il pentimento  sincero di chi si è smarrito  nel peccato, i propositi e le speranze  di chi scopre l’amore del  Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le  proprie energie nell’apostolato e nelle opere di  misericordia. 

E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi altrettanti coraggiosi  testimoni di Cristo.  Vogliamo che la nostra  carità sia autentica, così da ricondurre alla fede  gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere  tutti.  Concedi, o Maria, alla comunità civile  di progredire nella solidarietà, di operare con vivo  senso della giustizia, di crescere sempre nella  fraternità.  Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti  della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. 

Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te  e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa  di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,  per far risplendere davanti al mondo  il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. 

(Giovanni Paolo II)

A Roma il 16 Maggio per fare “Comunione con Papa Benedetto XVI”

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di , 15 Maggio 2010

Le parole del Patriarca card.  Angelo in una intervista ci spiega il senso particolare di un gesto come quello. 
«Se uno  è un cristiano – dice il card.  Scola – è un testimone: lo spirito del Risorto è con lui e traspare dal suo essere,  dal suo agire a beneficio di tutti i nostri fratelli uomini.  Questa è la strada decisiva per rendere Cristo contemporaneo.  E solo se mi è contemporaneo, mi può salvare.  Il Papa ha come compito precipuo e singolare in  quanto successore di Pietro quello che Gesù gli ha affidato: confermare tutti i suoi fratelli in questo atteggiamento  di testimonianza». 

– Eminenza, come legge il gesto che domenica 16 maggio il laicato cattolico compirà recandosi da Papa Benedetto  XVI in occasione della recita del Regina coeli? 
Per quello che è.  Un momento comune di preghiera e fraternità cristiana che assume un valore del tutto speciale  perché il Regina coeli sarà guidato dal Santo Padre. 

– Molti giornali parlano di un gesto di grande solidarietà nei confronti del Papa da parte dei fedeli. 
Sono i fedeli che  possono dare sostengo al Papa o forse saranno proprio loro a riceverlo dal Pontefice?  Nella vita della Chiesa la parola più efficace per esprimere il valore della preghiera è la parola comunione.  La  comunione o è visibilmente manifesta o, se resta pura intenzione, viene facilmente vanificata.  Infatti la comunione  vive solo nella compagine organica della Chiesa.  La Chiesa poi è una compagnia guidata al destino e  come ogni compagnia chiede coinvolgimento personale e docilità a chi la guida.  In Italia domenica festeggiamo  l’Ascensione cioè il dono dello Spirito di Gesù Risorto egli è la guida della Chiesa che passa in modo irrinunciabile  dal compito del successore di Pietro.  Domenica sarà una festa di comunione. 
( Leggi l’intervista integrale)
 

Chi vuole mandare un proprio messaggio di comunione con Papa Bendetto XVI lo può fare  scrivendo 15 righe ad: lettere@avvenire.it  o per Sms al numero 3351829613

“Venerdigiuniamo”, la proposta diocesana per la Quaresima

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di , 21 Febbraio 2010

“Il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni.  Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica.” 
San Pietro Crisologo (Sermo 43)

O Dio, tu ci hai fatti regnare con te, sacerdoti al tuo servizio,per esprimerti la lode di tutte le creature e renderti grazie perché ci hai salvati. Illumina la nostra intelligenza perché possa comprendere la tua parola e aderire al mistero di Cristo, morto e risorto per noi,il centro e il punto di arrivo della storia. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

La Quaresima è scuola di “austerità”, pedagogia forte di scelte cristiane. Il “digiuno”che è tipico della Quaresima significa uso moderato del cibo, del denaro, dei divertimenti; rispetto rigoroso della legge di Dio; il digiuno è anche confronto con il bisogno del fratello. La sobrietà quaresimale è quindi uno stile di vita nuovo, che esprime libertà di spirito e di cuore caritatevole, inteso anche come sensibilità alla socialità e alla solidarietà, come esorcismo alla corsa irrazionale dei consumi.  Il digiuno è anche richiamo a noi stessi, per ricordarci che, accanto alla nostra porta, c’è chi fatica soprattutto in questo momento: l’anziano solo, lo straniero, il disoccupato, lo sfrattato, il profugo, ecc.  Il digiuno costa: ma è ora che non ci accontentiamo di toglierci qualcosa che non ci tocca: bisogna pagare di persona e a cambiare un po’ stile di vita. La grande tradizione quaresimale ci ha tramandato il detto: “diventi pane dei poveri ciò che avete risparmiato mediante la sobrietà del digiuno.” L’aiuto al fratello che è nel bisogno, dandogli anche il tesoro del nostro tempo. 
(Patriarca Marco CE’)

Siamo invitati durante la pausa pranzo dei venerdì di Quaresima a fermarci e cercare un luogo adatto o andare in chiesa, li potremo dedicare la pausa pranzo al digiuno e alla preghiera e devolvere il ricavato per l’iniziativa diocesana “Un Pane per Amor di Dio”

Thinking day

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di , 21 Febbraio 2010

Come ogni anno arriva la fine di febbraio, ed il giorno 22 tutti gli scout e le guide del mondo celebrano il “Thinking day” ovvero la giornata del ricordo, ricordo della data di nascita di Sir Robert Baden Powell e di sua moglie Olave.  Per questa riflessione chiediamo aiuto ad alcuni articoli della legge scout:

  • La guida e lo scout si rendono utili ed aiutano gli altri,
  • La guida e lo scout sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout,
  • La guida e lo scout sono laboriosi ed economi.

Questi tre articoli interpretano lo spirito e lo stile che gli scout si prefiggono nella relazione tra le persone, in questo periodo non facile dal punto di vista valoriale, sociale ed economico.  Lo spirito di servizio, la solidarietà e la fratellanza, l’attenzione ed iol rispetto per l’uso delle cose, l’essenzialità e l’attitudine “al fare”, rappresentano di per sé importanti fattori per vivere la proposta scout.

Baden Powell nel suo ultimo messaggio ci ricorda: “Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri” e conclude “La felicità non dipende dalla ricchezza né dal successo nella carriera, né dal cedere alle proprie voglie”.

Anche noi crediamo nel Signore che ci invita alla fratellanza, una fratellanza che si possa vivere e manifestare nell’aiuto reciproco, nell’attento e discreto interesse verso chi ha problemi e per questi si isola e non partecipa alla vita sociale e comunitaria. In questo momento di difficoltà sociali, di mancanza di valori e di sicurezze economiche, è importante stare vicini ai giovani, incoraggiarli ad avere fiducia nel domani, ad impegnarsi per essere capaci di superare la precarietà che affligge il nostro tempo e puntare sul proprio futuro con occhi di speranza e di coraggio.

Visita Pastorale

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di , 30 Gennaio 2010

Oggi alle ore 16.00, nella basilica cattedrale di San Marco  con la preghiera dei Vesperi presieduti  dal Patriarca card.  Angelo Scola  inizia solennemente la  Sosta pastorale nel centro storico di Venezia  e nell’Estuario.

 TUTTI SONO INVITATI! 

I prossimi appuntamenti cittadini della Sosta Pastorale: 

  • Sabato 13 febbraio all’Ospedale Civile SS.  Giovanni e Paolo 
  • Domenica 21 febbraio ore 15.  30 a San Marco: Incontro dei Gruppi di Ascolto 
  • Venerdì 12 marzo ore 18 Teatro Goldoni Presentazione del Patriarca Angelo  dell’Enciclica “Caritas in Veritate” 

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Programma delle iniziative vicariali: 

  • 7 ottobre 2010 ai Gesuiti ore 20.30:   Incontro con il Consiglio Vicariale 
  • 9 ottobre 2010 a San Canciano ore 17.00:   Incontro con i Gruppi di ascolto del Vicariato 
  • 23 ottobre 2010 a S.  Marcuola ore 17.00:   incontro vicariale dei Catechisti 
  • 6 novembre 2010 a S.  Giobbe ore 18.00:   Incontro vicariale dei Giovani 
  • 13 novembre 2010 alla Madonna dell’Orto ore 17.00:   incontro con i Volontari (Betania) 

…  A questo stile di libertà del vivere il cristiano attinge la passione per l’annuncio di Cristo in tutti  gli ambienti dell’umana esistenza giungendo «fino agli estremi confini della terra».  Egli fa propri,  nel modo retto, l’azione per la giustizia, la solidarietà e la pace.  In una parola il cristiano è nello stesso tempo membro vivo del nuovo edificio ecclesiale e cittadino  in senso compiuto.  Egli impara in tal modo quella cattolicità che lo spalanca a vivere le dimensioni  del mondo… 

( dalla Lettera di Indizione della Visita Pastorale del Patriarca Angelo Scola)

Per le popolazioni terremotate di Haiti

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di , 24 Gennaio 2010

Oggi è la giornata di  raccolta della  Chiesa italiana 
per le popolazioni  terremotate  di Haiti.

Credo che già in tanti ci siamo attivati per dare la  nostra solidarietà per le persone che stanno soffrendo per la tragedia del terremoto di Haiti. 

Oggi la Chiesa Italiana ci chiede come comunità cristiani di farci vicini a loro attraverso la colletta che raccoglieremo in questa domenica. 

La Caritas nazionale, già all’opera nel paese, si farà carico di portare a destinazione quanto sarà ricavato da tutte le parrocchie. 

Diamo con generosità.

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