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Che sia pace in Terra Santa!

di , 11 Gennaio 2009

Ingrossandosi a dismisura il fiume di sangue che scorre ormai da settimane a Gaza e straripando oltre ogni limite di umanità la violenza che investe e dilania uomini, donne e bambini, sta crescendo l’imbarazzo dei nostri media, costretti ad aggiornarci su di un massacro per il quale anche i più crudi aggettivi non riescono più a bastare.  Sono“scioccanti atrocità contro la popolazione civile” (Falk, relatore ONU).

E quando, nel silenzio complice del mondo, un milione e mezzo di esseri umani vengono per mesi e per anni strangolati da un embargo totale con il blocco di cibo, dei rifornimenti e dell’energia elettrica, la stupida, folle e criminale risposta di razzi e disperazione, diventa l’alibi giusto per proseguire, intensificare e addirittura “finire il lavoro”. Dietro al lancio dei razzi si scoprirebbe la resistenza disperata e insensata del popolo palestinese che, qui come in West Bank, è stremato dalle violazioni più gravi e più lunghe, mentre si paleserebbe alla luce del sole la caparbia volontà di Israele di procrastinare e rimandare all’infinito il doloroso processo di pace dopo 41 anni di indisturbato apartheid tacitamente approvato dal mondo.

Capire i fatti vuol dire poter avere gli elementi per sapere per esempio che, se anche tutti i nostri politici ci hanno ripetuto fin dall’inizio che “è stato Hamas a violare la tregua”, questo è esattamente falso. Gli impegni presi non sono stati rispettati da Israele. Sentite il coraggioso parroco di Gaza: “Pesanti bombardamenti, un gran numero di vittime, i soldati israeliani non distinguono più tra civili e combattenti, questa è guerra, guerra, guerra; qualcuno provi a fermarli. Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento; è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice. (…)

E nonostante il resto del mondo dica il contrario, sono stati gli israeliani a violare la tregua ripetutamente.”Davvero non basta guardare solo al massacro di Gaza per capire quanto oggi resta, in Cisgiordania, tra 730 chilometri di muro illegale, colonie, checkpoint e bypass road, di quel diritto del palestinesi ad avere l’agognato Stato indipendente e sovrano.   Ben prima del lancio degli stupidi rockets, strumenti di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, la paura si è impossessata di tutti, israeliani e palestinesi lungo sessant’anni di ripetute e inenarrabili violazioni dei diritti umani fondamentali, e invece di affrontare punto per punto i nodi del conflitto, si è preferito intensificare il blocco del movimento, l’espropriazione della terra, la distruzione delle case e il soffocamento dei palestinesi in alcune gabbie, che li hanno murati vivi.

Suor Donatella del Baby Hospital di Betlemme si ribella: “Ascoltate la voce di chi è dentro quell’inferno! Di chi vive e vede cosa la gente di Gaza sta patendo. Sì, la gente. Perchè a Gaza non ci sono tutti terroristi come d’altra parte pensano anche qui in Cisgiordania. Che siano di Hamas o di Fatah, sono persone, con tutta la loro dignità di figli di Dio.  

La strage degli innocenti si ripete ancora, proprio qui, come 2000 anni fa e i nuovi Erode sono più vivi che mai. Sento che in Italia la gente giustifica e trova perfino legittimazione a questa guerra. E’ come se per combattere la mafia (che non è mai stata rappresentata né eletta da nessun voto regolare) si facessero cadere bombe sull’intera penisola italiana.   E qui invece, per combattere Hamas (partito legittimato da elezioni perfettamente regolari) si stanno facendo cadere bombe sull’intera Gaza, e ormai la strage si consuma strada per strada, casa per casa. Accettereste un’incursione così nel nostro paese? Ma è esattamente quello che sta succedendo a Gaza!

E preghiamo con il nuovo Patriarca di Gerusalemme: “Siamo stanchi, Signore! La guerra non produce la pace, e le prigioni non garantiscono stabilità. Certi gesti si potrebbero fare subito: basta con gli insediamenti illegali, con i posti di blocco con un muro che non garantirà mai la sicurezza a nessuno. Oh Bambino di Betlemme, lunga si è fatta la nostra attesa, e siamo stanchi di questa situazione, stanchi anche di noi stessi. (…)

Siamo storditi dai bei discorsi e dalle promesse. Il pianto delle vedove e dei bambini si mescola con il rumore dei cannoni e dei mitra, ci spezza il cuore e rompe il silenzio della grotta e della culla”.

Don Nandino   .

Combattere la povertà, costruire la pace

di , 11 Gennaio 2009

Desideriamo in questo mese di gennaio pubblicare a puntate il   “MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE”   come invito ad unirci nella preghiera perché finiscano tutte queste situazioni di guerra e di discordia nel mondo a partire dalla Terra Santa dove è nato Gesù Cristo che dovrebbe essere fonte prima di amore fraterno e di unione.


Anche all’inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace.   Già il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace.

Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà.   « S’afferma… e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni Paolo II – un’altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s’è fatta più evidente, anche nelle nazioni economicamente più sviluppate.   Si tratta di un problema che s’impone alla coscienza dell’umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l’autentico ed armonico progresso della comunità mondiale ».

[Continua]

Radio Maria a San Donato

di , 4 Gennaio 2009

Radio MariaSabato 10 Gennaio 2009 alle ore 16.15  si terrà in Basilica San Donato la Preghiera del Rosario e la Celebrazione della S.Messa, funzioni che saranno trasmesse da Radio Maria sulla frequenza di 106.550 MHz

Con la nostra preghiera vogliamo essere vicini a tante persone che soffrono , e condividere con loro l’Eucaristia.

Pregheremo per la Pace in Terra Santa.

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