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Il Patriarca Francesco “è venuto tra noi”

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di , 22 Febbraio 2014

DSC_0134 Giovedì scorso 20 Febbraio la nostra Unità Pastorale di Murano è stata” allietata”nel pomeriggio dalla visita del nostro Patriarca Francesco Moraglia. Sua prima sosta, nella Basilica dei SS.Maria e Donato, chiesa “madre “dell’isola dove ad attenderlo in preghiera si erano riuniti numerosi fedeli accomunati dalla recita del santo rosario. Qui Mons. Francesco, dopo aver compiuto ” L’Atto di Affidamento dell’Isola” nelle mani della ” Vergine Orante”, ha ricevuto l’accoglienza da parte del Parroco Don Alessandro Rosin, che con brevi ma toccanti parole ha presentato la realtà delle nostre Comunità Cristiane e l’espressione artistica delle nostre Chiese Parrocchiali in cui queste sono “inserite”. Il Patriarca dopo i saluti ha voluto sottolineare il nostro “privilegio” di vivere la fede attorniati da questi”stupendi capolavori d’arte” e ha invitato i presenti a ricordare nella preghiera “coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno lasciato in dono queste “preziose eredità” che rappresentano i valori autentici di una fede vissuta e tradotta in immagini ed in forme “ineguagliabili”. Accompagnato da Don Alessandro, poi Mons. Moraglia ha voluto procedere a piedi verso S.Pietro Martire dove lo attendevano una numerosa assemblea di ragazzi accompagnati dalle giovani famiglie.

DSC_0293Anche con loro, il Patriarca ha voluto intrattenersi per un dialogo “cordiale e fraterno”rispondendo alle varie domande proposte dai ragazzi e successivamente incontrando in Sala Zanetti il mondo giovanile degli “Scout di Murano”. Alle 19 è iniziata in S.Pietro la solenne Concelebrazione Eucaristica, a cui oltre al Vescovo erano presenti il Parroco Don Alessandro, Mons. Dino Pistolato, Mons. Rino Vianello, Don Umberto Bertola, Don Luciano Barbaro e Don Morris segretario particolare di sua Eccellenza. Nella sua omelia il Patriarca ha voluto sottolineare il ruolo della “famiglia e degli educatori”nella società del nostro tempo e l’impegno che il cristiano deve assumere con “coraggio e speranza”nelle sfide che la vita continuamente propone. Al termine della S.Messa, molti presenti hanno voluto salutare personalmente il Patriarca davanti al presbiterio con una parola e una fraterna stretta di mano per poi proseguire nella Sala Pio X° dove dopo un “momento conviviale” Mons. Francesco si è accomiatato con la promessa di far ritorno in primavera per il Pellegrinaggio Mariano alla Basilica di S.Maria e Donato e per l’Amministrazione a S.Pietro del Sacramento della Confermazione.

Affidiamo il nuovo anno a Maria e preghiamo per la pace nel mondo

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di , 30 Dicembre 2013

DSC_0043 - CopiaMaria (in ebraico: מרים, Myrhiàm; aramaico: Maryām; greco: Μαρίαμ Mariam, Μαρία María; arabo: مريم, Maryam) è il nome della madre di Gesù. È venerata come “Santissima Madre di Dio” dai cattolici e dagli ortodossi (che la onorano del titolo di Θεοτόκος, Theotókos); la sua santità è comunque riconosciuta dalla Comunione anglicana e anche da confessioni protestanti come quella luterana. È usato anche il titolo di Madonna. Le è dedicata una sura nel Corano e anche per l’Islam la sua figura è degna di venerazione Nel cristianesimo il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un’antica tradizione narra che, laddove sorge la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la “casa di Maria”. Ricerche archeologiche condotte alla fine degli anni sessanta dall’italiano Bellarmino Bagatti, documentano che l’attuale Basilica dell’Annunciazione è stata edificata su una più antica basilica bizantina del V secolo, che a sua volta è stata costruita su una chiesa del III secolo. Sotto quest’ultima è stata scoperta una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: “Luogo sacro a Maria” e “Kaire Maria” (Greco: XE MAPIA; ital.: “Ave Maria”

La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione. Dal punto di vista teologico, la sua opera di mediazione tra Dio e l’umanità si spiega con l’investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne “donata” agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l’ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l’unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come “Madre di Dio”.

Nell’esortazione apostolica Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l’unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell’esortazione apostolica sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul rosario è tornato papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariaedel 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell’eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messalecomprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine. Per la Chiesa cattolica, il dogma di Maria “Santissima Madre di Dio” poggerebbe anche nel passo del vangelo secondo Luca 1: 43, in cui Elisabetta si rivolge a Maria in questi termini: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore”.

Durante l’Anno liturgico della Chiesa cattolica sono varie le feste e memorie che ricordano Maria; non tutte celebrate per obbligo od in tutta la Chiesa; ad eccezione delle feste e delle solennità mariane:

  • 1º gennaio – Maria Santissima Madre di Dio – solennità
  • 2 febbraio – Presentazione al Tempio di Gesù e purificazione di Maria – festa
  • 11 febbraio – Nostra Signora di Lourdes – memoria
  • 25 marzo – Annunciazione del Signore – solennità
  • 13 maggio – Nostra Signora di Fatima – memoria
  • 24 maggio – Maria Ausiliatrice – memoria
  • 31 maggio – Visitazione della Beata Vergine Maria – festa
  • III sabato dopo la Pentecoste – Cuore Immacolato di Maria – memoria
  • 16 luglio – Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – memoria
  • 5 agosto – Madonna della Neve – memoria
  • 15 agosto – Assunzione di Maria – solennità
  • 22 agosto – Beata Vergine Maria Regina – memoria
  • 8 settembre – Natività della Beata Vergine Maria – festa
  • 12 settembre – Santissimo Nome di Maria – festa
  • 15 settembre – Beata Vergine Maria Addolorata – memoria
  • 7 ottobre – Beata Vergine Maria del Rosario – memoria
  • 21 novembre – Presentazione della Beata Vergine Maria – memoria
  • 8 dicembre – Immacolata Concezione – solennità
  • 10 dicembre – Beata Vergine Maria di Loreto – memoria

In questa Solennità della S.Madre di Dio siamo invitati dalla Chiesa Universale ad implorare il Dono della Pace nel Mondo. Uniamoci alla preghiera di Papa Francesco affinchè la S.Vergine che ci ha donato il “Gesù redentore”interceda per il bene dell’umanità e apra il cuore di ogni uomo al dialogo e alla pacifica convivenza tra i popoli e le culture della terra. Madre di Dio, prega per noi

Festa dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria

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di , 7 Dicembre 2013

maria

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, con cui non ha niente a che fare. Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda invece il peccato originale: per la chiesa Cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente. La Chiesa cattolica celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre.

Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830). Questa festività era già celebrata in Oriente nel secolo VIII, e venne importata nell’Italia meridionale da monaci bizantini, propagandosi poi a tutto l’Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani. Fu inserita nel calendario della Chiesa universale da papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell’8 dicembre 1661.

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S.Barbara, patrona di Marinai, artiglieri, vigili del fuoco e minatori

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di , 3 Dicembre 2013

agia_barbaraNacque a Nicomedia nel 273. S.distinse per l’impegno nello studio e per la riservatezza, qualità che le giovarono la qualifica di «barbara», cioè straniera, non romana. Tra il 286-287 Barbara si trasferì presso la villa rustica di Scandriglia, oggi in provincia di Rieti, al seguito del padre Dioscoro, collaboratore dell’imperatore Massimiano Erculeo.

La conversione alla fede cristiana di Barbara provocò l’ira di Dioscoro. La ragazza fu così costretta a rifugiarsi in un bosco dopo aver distrutto gli dei nella villa del padre. Trovata, fu consegnata al prefetto Marciano. Durante il processo che iniziò il 2 dicembre 290 Barbara difese il proprio credo ed esortò Dioscoro, il prefetto ed i presenti a ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana. Questo le costò dolorose torture. Il 4 dicembre, infine, fu decapitata con la spada dallo stesso Dioscoro, che fu colpito però da un fulmine. La tradizione invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa.

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Festa della Madonna della Salute tra Fede, Tradizione e Folclore

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di , 17 Novembre 2013

venezia-santa-maria-della-saluteAlessandro Manzoni l’aveva drammaticamente descritta in tutti i suoi più orribili aspetti,nel suo romanzo”I Promessi Sposi.” Era la cosidetta:”pestre nera” temuta e considerata come un “castigo di Dio”che colpì tutto il nord Italia negli anni 1630-31 portando lutti e devastazioni in tutta la società civile dell’epoca. A Venezia, il morbo si propagò in maniera violentissima, lasciando alla fine un bilancio di vittime spaventoso 40.000 solo nel territorio cittadino, 100.000 in tutto il resto del Dogado. Come ultima e unica speranza nel furore del contagio, Venezia per bocca delle sue massime autorità di allora: il Doge Nicolò Contarini e il Patriarca Giovanni Tiepolo, fece voto a Maria implorandone la sua intercessione con la solenne promessa di erigere un Tempio in suo onore se la città fosse sopravvissuta alla pestilenza. A novembre del 1631 il morbo cessò e subito per fede e riconoscenza La Serenissima diede inizio ai lavori di costruzione di quella che sarebbe diventata l’attuale Basilica della Madonna della Salute.Il luogo fu individuato nell’area della “Punta da Mar della Dogana”dove per far posto alla nuova chiesa venne demolito un complesso religioso intitolato alla Santissima Trinità. I lavori furono affidati all’ingegno innovativo dell’architetto Baldassarre Longhena che maturò un progetto di edificio barocco ottagonale a forma di “corona regale”innalzato dalla piazza da una imponente scalinata.  L’area della costruzione fu consolidata con l’impianto nel terreno di 1.156.650 palafitte, e dopo 56 lunghi anni il 9 novembre 1687 il Patriarca Alvise Sagredo celebrò la consacrazione del Tempio sotto il Dogado di Marcantonio Giustinian. Da allora, ogni anno i veneziani nel segno della fede,rinnovano solennemente il voto,visitando la basilica e venerando l’icona della “Madonna Mora,”pregevole opera bizantina portata a Venezia dal comandante Francesco Morosini nel 1670 dopo la guerra di Candia.In tale ricorrenza che si celebra ogni 21 novembre(Presentazione della Beata Vergine Maria) viene allestito “un ponte votivo”sul canal grande fra S.Maria del Giglio e la zona adiacente alla Salute.E’tradizione raggiungere il Santuario attraversandolo in preghiera accompagnando questo pellegrinaggio con un cero fra le mani,cero, che una volta raggiunta la meta arderà presso l’altare della Vergine. Come di consuetudine, la festa ha anche un risvolto folcloristico,numerose bancarelle di dolciumi,giocattoli e oggetti religiosi,offrono ai passanti,soprattutto ai bambini l’occasione di prendere qualcosa da portare a casa. Per gli adulti,in particolare coloro che amano i piatti tipici,la cucina veneziana prevede il consumo della”castradina,”carne di montone affumicata, da gustare in umido con verze di stagione. Dice il proverbio che: ”ogni salmo termina in GLORIA”e per questo motivo,la preghiera e la buona tavola in questa festa si fondono in un’unica e festosa Lode a Dio. (Gianluigi Bertola)

1973-2013 – Quarant’anni fa iniziavano i restauri

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di , 15 Novembre 2013

f450x450px-136a37b9115120d8d2ab4b022a6b0bbd - CopiaNell’autunno dell’ormai lontano 1973,iniziavano i lavori di restauro e di impermeabilizzazione del pavimento musivo della nostra Basilica dei SS.Maria e Donato in Murano. Da allora sono passati esattamente quarant’anni e questo intervento definito dall’allora Parroco Don Vittorio Vianello “miracolosamente provvidenziale” fu possibile per merito di una coppia di coniugi americani i signori John e Gladis Delmas che finanziarono a nome della Fondazione Save Venice Inc. di New York le diverse opere di risanamento. Tutto cominciò ,come raccontava Don Vittorio nei suoi ricordi personali” in una grigia mattina di autunno”,la chiesa era chiusa per l’ennesima alta marea e alcune persone bussarono alla porta della canonica. Dopo aversi presentato al parroco” come cultori e amanti dell’arte,” la coppia americana accompagnata dal Prof. John Mc .Andrew ( fondatore del Save Venice ) chiesero gentilmente di poter accedere all’interno per constatare visibilmente lo stato di degrado dell’intero edificio, pavimento compreso.Una volta raggiunta la soglia della porta interna della sacrestia, con grande stupore dovettero fermarsi,: mai non avrebbero immaginato di vedere un pavimento medievale così splendido sommerso dall’acqua. Attoniti e alquanto sorpresi da questo “insolito fenomeno” i signori Delmas si guardarono negli occhi, e dopo aversi sussurrato qualche parola dissero rivolti a don Vittorio ( che nel frattempo aveva spiegato loro i continui disagi e relativi danni ) :” Non si preoccupi Padre, da oggi in poi a questi problemi cercheremo di provvedere noi tramite la nostra Fondazione”. In’un primo momento, il Parroco credette di aver interpretato male le parole, dato che loro non parlavano in italiano ma bensì in Francese lingua che lui stentava a capire. Ma dopo essersi spiegati in maniera “ chiara e comprensibile” Don Vittorio capì che si stava avverando “il miracolo” che lui, da molti decenni attendeva dalla divina provvidenza. Passata “la grande emozione” di questa inaspettata decisione, Don Vittorio chiese ai signori Delmas di poter dare pubblicamente l’annuncio ufficiale alla Comunità Muranese e dopo aver ottenuto il loro consenso comunicò ai fedeli la “ grande notizia “ durante tutte le messe domenicali. I lavori furono commissionati ad un’impresa specializzata italiana diretta dagli ingegneri Zerbo e Francalancia che subito iniziarono un progetto di stacco del pavimento, impermeabilizzazione della chiesa e conseguente riposizionamento dei mosaici.I lavori cominciarono” alla grande “con particolare urgenza e professionalità da parte degli addetti. Si procedette come primo passo ad uno schema di mappatura e di suddivisione del pavimento in sezioni di stacco, quindi si iniziò il taglio l’incollatura con relativo “strappo”e numerazione delle sezioni rimosse per poter procedere correttamente alla sua futura ricomposizione. Staccato interamente il mosaico che posava sopra uno strato argilloso instabile, si proseguì con la rimozione di tutta la fanghiglia sottostante. Furono riconsolidate le antiche fondazioni dove poggiavano le colonne e le murature perimetrali con iniezioni di cemento e si piantarono nel sottosuolo una settanta di“ micropali in cemento” a intervalli irregolari della lunghezza di metri 12,50 che dovevano servire da sostegno e da ancoraggio alla “ vasca di impermeabilizzazione” in calcestruzzo che come una grande scatola avrebbe contenuto all’asciutto l’intero edificio. I lavori proseguirono per sei lunghi anni, ci vollero solo otto mesi per staccare tutti i cinquecento metri quadrati di mosaico pavimentale e più di un anno per il riposizionamento finale e la sua ricomposizione nelle tessere mancanti. Con pazienza e abilità certosina furono ricostruiti motivi e geometrie in parte quasi del tutto mancanti, fu ripulito il mosaico absidale della “ Vergine orante” rimossi definitivamente due altari laterali barocchi, impermeabilizzato il tetto ed eseguito l’inserimento di un nuovo impianto di riscaldamento. Il costo di tutta l’opera di restauro superò allora “il Miliardo di Lire Italiane,” con un parziale contributo del Magistrato alle Acque di Venezia, ma la spesa maggiore fu sostenuta dalla “grande generosità dei coniugi Delmas” che si dimostrarono dei “ veri signori” non solo per il loro portafoglio ma soprattutto per “ la grandezza del loro cuore” .Adesso a distanza di quarant’anni la Save Venice è ritornata ancora in memoria dei Delmas a rifinanziare un nuovo restauro conservativo del nostro pavimento. Purtroppo in questi lunghi anni alcune maree eccezionali, sono penetrate allagando parte del pavimento con conseguenze di corrosione e di stacco delle tessere musive. Da un’ anno sono all’opera il maestro mosaicista Giovanni Cucco e la sua Assistente la Signora Magda che, con lunga esperienza e professionalità stanno riparando i danni del degrado che il mosaico pavimentale ha subito. Ci vorrà ancora del tempo, ma i risultati già si vedono soprattutto nella navata di sinistra quasi del tutto completata. Dobbiamo dire “ grazie infinite “a questi amici nostri “mecenati” che ancora una volta hanno messo a disposizione il loro amore per l’arte e soprattutto dimostrato una splendida generosità .In ricordo dei coniugi Delmas “indimenticabili benefattori” sarà celebrata mercoledì 18 dicembre a S.Donato assieme ai Defunti della Confraternita una S.Messa di suffragio.Il Signore doni a loro e a tutti i fedeli defunti il “premio eterno”e la beatitudine celeste in cui hanno creduto e sperato.

Maggio mese Mariano

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di , 1 Maggio 2012
  • Fioretto tutti i giorni alle 17.30 prima della S.Messa
  • Al lunedì ore 16.45 fioretto per i gruppi Arcobaleno e Mamre
  • Al mercoledì ore 17.30 fioretto per i gruppi Sichem
  • Martedì 1 maggio ore 21 “fioretto tra i campielli”  – Calle Vivarini (Dietro Palazzo da Mula)
  • Giovedì 3 maggio ore 21 “fioretto tra i campielli” – Calle San Giuseppe

Beata sei tu, Maria Vergine dal cuore infinito.
Intuisci con affetto di Madre le segrete attese di ogni persona,
che cerca il senso autentico della propria Chiamata.
Incoraggia con cuore di Madre il profondo desiderio di ogni vita, che sa farsi dono e servizio nella Chiesa.
Donaci la tua mano dolce, quando la strada delle scelte si fa ardua e faticosa.
Donaci la tua fede trasparente, quando il nostro cuore è dubbioso ed inquieto.
Donaci la tua preghiera fiduciosa per capire, per partire, per servire.
Vergine Madre, semplice nel cuore.
Vergine Sorella, sostegno nel cammino.
Vergine Amica, infinito Sì all’Amore.
Intercedi per noi sante Vocazioni, dono gioioso della Carità di Dio.
Amen

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012

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di , 25 Marzo 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)

(continua)…  3.  “Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere  buone”: camminare insieme nella santità.  Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare  la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella  vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre  più alta e più feconda (cfr 1 Cor 12,31-13,13).  L’attenzione reciproca  ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, «come la luce dell’alba, che aumenta lo  splendore fino al meriggio» (Pr 4,18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio.  Il tempo che ci è dato nella  nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell’amore di Dio.  Così la Chiesa stessa cresce e si  sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr Ef 4,13).  In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra  esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell’amore e delle buone opere.  Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di «trafficare i talenti»  che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr Mt 25,25s).  Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili  per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18).  I  maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede.  Cari fratelli e sorelle, accogliamo l’invito  sempre attuale a tendere alla «misura alta della vita cristiana» (Giovanni Paolo II, Lett.  ap.  Novo millennio ineunte [6  gennaio 2001], n.  31).  La sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santità di taluni cristiani  esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di imitarne le virtù.  San Paolo esorta: «gareggiate nello  stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).  Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano  l’urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10).  Questo richiamo è  particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua.  Con l’augurio di una santa e feconda Quaresima, vi  affido all’intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica. 

 Dal Vaticano, 3 novembre 2011

Messaggio del Santo Padre per la XX giornata mondiale del malato

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di , 11 Febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (Lc 17,19)
Cari fratelli e sorelle! In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle. 1. In quest’anno, che costituisce la preparazione più prossima alla Solenne Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà in Germania l’11 febbraio 2013 e che si soffermerà sull’emblematica figura evangelica del samaritano (cfr Lc 10,29-37), vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica.
L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2,1-12).

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La Parola della Domenica

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di , 28 Gennaio 2012

4ª del Tempo Ordinario
 Prima Lettura (Dt 18,15-20) Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Salmo Responsoriale (Sal 94) Ascoltate oggi la voce del Signore.
Seconda Lettura (1Cor 7,32-35)  La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
Vangelo (Mc 1,21-28) Insegnava loro come uno che ha autorità.

 Al centro di questa domenica è il tema della parola, affrontato nelle letture sotto più aspetti, ma con particolare accento sulla sua efficacia e sulla sua autorevolezza.  Nel nostro mondo che vive della comunicazione personale e di massa, siamo abituati a relazionarci tra di noi utilizzando differenti modalità di linguaggio (verbale, paraverbale e non verbale) e spesso siamo in grado di comprenderne i meccanismi.  Poca attenzione poniamo invece ai contenuti ed ai messaggi di cui spesso siamo inconsapevoli destinatari -pensiamo solo alle pubblicità- i quali hanno finalità non sempre ben evidenti e chiare per tutti.  E’ un modo anche questo di giudicare e dividere la società tra chi ha potere e chi lo subisce.  Le letture ci parlano chiaro: nell’antico testamento Dio ha parlato attraverso i profeti e, poiché le sue parole hanno avuto riscontro nella vita del popolo, questi hanno conquistato una notevole autorevolezza, che discende direttamente da Lui.  Gli uomini però non sono passivi in questa relazione con Dio, perché da un lato come popolo sono invitati ad agire secondo la parola di Dio, ma dall’altro come i profeti sono spinti a parlare secondo verità, perché testimoni e voce di Dio.  Il richiamo è attuale anche per noi, che a volte siamo cattivi profeti, purtroppo non solo a parole, ma anche e soprattutto con il cattivo esempio.  Così come i buoni e i cattivi profeti: i primi si fanno ascoltare perché parlano e agiscono in coerenza, i secondi invece no perché sono attenti solo alle cose del mondo (potere, soldi, etc.  )  Fin dai tempi antichi Dio ha dunque parlato attraverso i profeti, ma è attraverso Gesù stesso che entra nella storia e la sconvolge. 

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