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Festa diocesana dei ragazzi a Jesolo

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di , 11 Febbraio 2012

Pala Arrex (Jesolo) – Festa diocesana dei ragazzi
Saranno almeno 1800 i ragazzi dagli 11 ai 14 anni – provenienti da ogni parte della diocesi ed accompagnati da qualche centinaio di giovani e adulti – pronti ad arrivare a Jesolo… Con almeno una trentina di pullman in partenza da decine e decine di parrocchie del Patriarcato convergeranno tutti al Pala Arrex di Jesolo per la Festa diocesana dei Ragazzi che si svolgerà nell’intera giornata all’insegna del motto “All-in. Egli entrò per rimanere con loro”, uno slogan preso in prestito dal linguaggio del poker e che significa “tutto in gioco” ovvero “mi gioco tutto”. “Ai ragazzi chiediamo di mettersi in gioco e di scommettere tutto su Gesù Cristo”, racconta mons. Valter Perini, delegato patriarcale per l’evangelizzazione e la catechesi che – con il Coordinamento della Pastorale dei ragazzi – organizza l’evento. “Anche se è un’età di grandi trasformazioni e di graduale presa di distanza dalla famiglia, dalla scuola, dalla Chiesa, riteniamo sia un’età importante in cui i ragazzi posso capire che Gesù non fa parte del vecchio ma è persona viva e presente. Diventare suoi amici significa impostare in modo bello e serio la propria vita. Scommettere su di lui significa mettersi su strade sicure”. Il programma prevede l’accoglienza al Pala Arrex di piazza Brescia a Jesolo tra le 9.30 e le 10.00; seguirà mezz’ora di animazione con la preghiera del mattino; alle 10.30 saranno lanciati i contenuti della festa e, dopo un tempo di preparazione, alle 12. 00 sarà celebrata la messa. Con il pranzo al sacco inizierà il tempo di visita ai molti stand allestiti (più di una trentina) con vari luoghi di gioco e la proposta di numerose attività, fino alle 15.30. Riprenderà quindi l’animazione e si farà poi una sintesi della giornata, chiudendo alle 16.30 con un ultimo tempo di preghiera. Nel corso del pomeriggio di festa è previsto anche un video-intervento del Patriarca eletto mons. Francesco Moraglia che rivolgerà così il suo primo e diretto saluto ai ragazzi della diocesi di Venezia.

Un anno dalla visita Pastorale

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di , 21 Gennaio 2012

Un anno dalla sosta del Patriarca Angelo a Murano

Un anno fa abbiamo vissuto un’esperienza importante di vita comunitaria e di storia delle nostre comunità cristiane di Murano, la sosta in mezzo a noi del Patriarca Angelo e del vescovo ausiliare Beniamino. In questi mesi tutto è cambiato per loro e per noi tutti. Ciò che rimane sono le parole che essi ci hanno lasciato e che dovremmo meditare di più.  Abbiamo cercato di farlo giovedì scorso, vedendo assieme il DVD che riassumeva questo evento, con dispiacere devo dire che eravamo troppo pochi. Certamente continueremo a meditare le parole di questi che sono stati i nostri pastori. Lo faremo proprio perché le loro parole sono indicazioni preziose per continuare il cammino della fede, per essere spronati a vivere con più verità il nostro essere comunità, e per affrontare con coraggio le sfide che la realtà del mondo oggi ci presenta. Sfide che sono tutte presenti nella nostra isola e che come cristiani no possiamo dare per scontate. Lasciamo che queste parole del Patriarca Angelo ( pronunciate all’assemblea pastorale), ci facciano riflettere:

“Nella comunità civile parliamo di individuo e società : la Chiesa invece non è una serie di individui, tutti uguali: la Chiesa è una comunione di persone, è una famiglia nuova, è una nuova parentela. Ecco la risposta al tema della conversione: nel passaggio dalla convenzione alla convinzione, si sente il bisogno di un soggetto che viva così. Il progetto poi si dipana da sé. Mi spiego: se io per vivere di Cristo, devo capire cosa c’entra Cristo con alzarmi ogni mattina, con l’andare a lavorare, col rapportarmi a mio marito, con il tirar su i miei figlioli, coll’affrontare le loro fragilità, le mie ecc. ecc, se io vedo e trovo in Gesù il punto di riferimento, tutto questo trasforma il mio io e io poi affronto la vita di tutti i giorni tendendo a rispondere al bisogno di tutti, e, dopo, viene fuori il progetto. Noi uomini non siamo Dio, non siamo onnipotenti, non conosciamo le circostanze prima, i fatti prima, li conosciamo dopo: solo Dio li conosce prima. Quindi la nostra vita è un disegno che noi non abbiamo in mano; ma lentamente il Padre fa diventare disegno il nostro schizzo, ce lo lascia conoscere e, come un disegno buono, questo ci accompagna verso la pienezza del Paradiso, dello stare sempre con il Signore, quindi meno ossessionati dal progetto. Ecco cosa vuol dire liberi dall’esito: meno ossessionati dal progetto e più preoccupati dalla verità cristiana dell’io, dal senso Cristiano della vita , della verità e della bellezza, della nostra appartenenza reciproca in Cristo che rende la nostra comunità visibile, ben documentabile, che si propone alla libertà di tutti come un occasione per il compimento del desiderio di felicità che uno si porta nel cuore. Capite? “

Ad un anno dalla Visita Pastorale

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di , 14 Gennaio 2012

Ad un anno dalla Visita Pastorale: Giovedi’ 19 Gennaio alle ore 21.00 in sala San Gerardo ripercorreremo i momenti più significativi dell’incontro con il Patriarca Angelo.

Ad un anno dalla Visita Pastorale

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di , 7 Gennaio 2012

Giovedi’19 Gennaio in sala San Gerardo alle ore 21.00 ripercorreremo i momenti più significativi dell’incontro con il nostro patriarca Angelo guardando assieme il DVD della sua sosta e ci chiederemo: “il signore si e’ davvero fermato a casa nostra?”

Ricordo che Abbiamo stampato il libro e DVD della Visita Pastorale

La Parola della Domenica

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di , 17 Dicembre 2011

4ª di Avvento
(2Sam 7,1-5.8-12.14.16) Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.
(Sal 88) Canterò per sempre l’amore del Signore.
(Rm 16,25-27) Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.
(Lc 1,26-38) Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Siamo giunti alla quarta domenica d’avvento, il Signore si avvicina sempre più a ciascuno di noi. La prima lettura tratta dal secondo libro del profeta Samuele ci presenta il re Davide in un momento per lui di grande serenità: ha annientato i suoi nemici, abita in una casa di cedro e vuole costruire una casa per il Signore, il tempio perché rimanga per sempre più grande di tutti i popoli, perché l'”arca” è ancora sotto le tende come quando si era nel deserto. La notte il Signore parla al profeta Natan e gli dice di andare dal suo servo per dirgli di continuare il suo lavoro, ma la casa che il Signore vuole costruire per Davide non è una casa di pietra ma piuttosto un cuore aperto e pronto alla venuta del Cristo. Il Signore gli darà infatti una grande stirpe e dalla sua discendenza nascerà un figlio del quale lui, il Signore, gli sarà Padre e chi nascerà sarà suo Figlio, che verrà nel mondo per la salvezza di tutti. Il tempio sarà poi costruito non da Davide ma da suo figlio Salomone. Il capitolo 7 del secondo libro di Samuele è improntato tutto su questa venuta del Messia, l’Emanuele, il Dio con noi nel mondo. Nel salmo responsoriale già dal ritornello comprendiamo la gioia dell’uomo per l’amore del Signore. Canterà per sempre la misericordia, la verità, la fedeltà del Signore verso l’uomo, manifestata attraverso la bellezza del creato che Dio ha fatto proprio per lui, proprio perché potesse capire la grandezza dell’amore che Dio ha per tutti gli uomini. Nella seconda lettura l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani ci ricorda tutta la predicazione durata quasi 200 anni in cui i profeti parlano di un messia che deve venire, ma non rivelano come avverrà questa venuta. Nella seconda parte della lettera egli ci racconta come la Chiesa sia grata al Signore perché finalmente ha un vangelo da seguire per arrivare alla fede vera e quindi alla salvezza. Nel Vangelo Luca ci ricorda la visita dell’angelo a Maria I primi due capitoli di Luca sono detti dell’infanzia, che inizia proprio con l’annuncio: Maria diventerà la madre del Salvatore. Immaginiamo la scena: possiamo vedere lo stupore sul volto di Maria che non capisce quello che sta avvenendo in lei ed essendo promessa sposa a Giuseppe e quindi ancora “vergine” fa una domanda all’angelo: “Io non conosco uomo”? La risposta è che lo Spirito di Dio scenderà su di lei e il Cristo si incarnerà nel suo corpo e sarà la Madre di Gesù. Maria non comprende quanto sta avvenendo, non capisce, ma in lei, ancora giovinetta, c’è una grande fede nel Signore, che la porta a dire “sì”, “eccomi, io sono la serva del Signore, avvenga in me secondo la sua parola”. Maria pur non sapendo ha detto “sì” perché ha avuto fiducia nel Signore, anche noi, dobbiamo essere pronti, nella fede autentica, ad accogliere questa venuta. La nostra vita deve essere piena di “sì”, non solo nei momenti gioiosi, ma soprattutto nella notte, quando le nostre anime sono nel buio, nella tempesta, nello scoraggiamento, ma la fiducia nel Signore ci deve portare alla speranza cristiana, a seguire ogni giorno. Il Cristo, deve portarci ad accogliere la sua Parola, a vivere con Lui tutta la vita. [C. P. M. Italia]

Per la riflessione :

  • Diciamo “sì” al Signore per vera fede o piuttosto il nostro “sì” è condizionato dalle circostanze positive o negative della nostra vita?
  • Nel nostro servizio, in famiglia, nella Chiesa, nel sociale, come Davide, ci preoccupiamo più del fare grandi cose o piuttosto di trasmettere l’amore attraverso il quale si trova la vera fede?

Da meditare in avvento

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di , 3 Dicembre 2011

Pillole della visita pastorale
“… Ho avuto un momento di fatica in cui mi stufavo a pregare all’inizio dell’età del gruppo Kairós e Gesù era dietro le mie spalle, lontano, perché non mi sembrava una cosa concreta, non ho smesso di andare alla Santa Messa, però mi annoiavo … poi ad un campo un catechista che oggi è un cardinale ci invita ad ascoltare dei ragazzi e uno iniziò a parlare dicendo “Se questa lampadina che pende lì non centrasse con Gesù Cristo la vita non avrebbe senso” … e ci parlò di come Gesù centrasse in tutta la quotidianità… senza una risposta al mio desiderio di infinito – e l’amore è il modo con cui si esprime e si realizza questo desiderio – se uno non trova la strada per compiere questo la sua umanità, non fiorisce e man mano che passano gli anni sfiorisce … come vediamo in certi adulti … ed ho capito che questo infinito non era un idea, un sentimento del mio cuore, ma era una persona viva: Gesù, era il figlio di Dio che si era fatto uomo per essere la via alla verità e alla vita per me, e da quel punto sono cambiato da così a così… il dono di un incontro gratuito con qualcuno che già aveva incontrato Gesù, che viveva di lui, dentro una comunità, mi ha cambiato la vita. … eravamo diventati degli amici in Gesù anzi ci hanno iniziato a chiamare gli “scemi di Cristo” ma a noi non dispiaceva… Se non ci fosse Gesù la mia storia non mi avrebbe portato qui ora… Lui è tra di noi attraverso lo Spirito Santo ed è ancora lui che ci ha riunito qui oggi … [tratto dall’Incontro del Patriarca Angelo con i ragazzi]

 

Da meditare in avvento

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di , 26 Novembre 2011

Pillole della visita pastorale
… Per vivere bisogna respirare. Ecco, Gesù l’ho incontrato in una maniera molto semplice: “respirando” la fede dei miei cari… mia mamma, i miei catechisti i parrocchiani, gli amici… e man mano che passano gli anni se noi lo vogliamo il rapporto con Gesù si fa sempre più forte… nonostante i miei limiti e i miei difetti Lui mi è stato vicino, attraverso lo Spirito Santo mi ha chiesto di diventare prima sacerdote e poi Patriarca… Per essere un bravo uomo autentico bisogna domandare perdono al Signore e agli amici… uno deve sempre riprendersi quando cade…
Non bisogna solo aver fame di pane ma anche fame di Dio. Noi dobbiamo portare agli altri questo messaggio, eh? …
Guardiamoci dentro: noi riusciamo ad essere buoni? Non ci succede di essere cattivi anche noi? Tutti abbiamo certi momenti quando andiamo contro il bene, che è Gesù, quando insultiamo, quando giudichiamo, quando diciamo male ,… noi uomini abbiamo un grande desiderio di fare il bene ma c’è una forza potente in noi che facciamo il male e non il bene che vogliamo… come si combatte? Incominciando da noi … avendo l’umiltà di chiedere perdono al Signore e stando vicino a Lui vivendo bene ogni giorno restando amico anche di chi è diverso da noi… Ricordate l’amico di tutti gli amici è Gesù …

[tratto dall’ Incontro del Patriarca Angelo con i bambini]

Aquileia 2: le Chiese del Nordest a convegno

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di , 19 Novembre 2011

Dal 12 al 15 aprile 2012 avrà luogo ad Aquileia il secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese del Nordest». Un evento che giunge a vent’anni dal primo grande convegno di Aquileia, tenutosi nel 1990. Il cammino di preparazione ad «Aquileia 2» si è aperto ufficialmente domenica 7 novembre 2010, quando, in tutte le Chiese del Nordest, è stato letto il documento di convocazione all’importante appuntamento. Il percorso in vista di «Aquileia 2» è stato segnato in modo emblematico dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI , Aquileia 7 maggio e Venezia 8 maggio.
Aquileia 2: Perché? Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno «Aquileia 2» chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell’attuale contesto socio-culturale del territorio. Nello specifico, «Aquileia 2» è un «convegno sinodale», attraverso il quale lo Spirito parla alle Chiese e le aiuta a crescere nella comunione e nella reciproca collaborazione. Si tratta di un momento che permette alle Chiese del Nordest di condividere le esperienze ecclesiali e pastorali in atto per un arricchimento reciproco; le aiuta a discernere con gli occhi della fede le profonde trasformazioni in atto e le nuove sfide emerse nel territorio negli ultimi vent’anni; le guida nell’individuazione di alcune scelte di fondo per un rinnovato impegno missionario e le sostiene nell’affrontare insieme alcune sfide che vanno oltre i confini delle singole Diocesi.
Aquileia 2: Quali obiettivi? Attraverso il Convegno le Chiese del Nordest vogliono: testimoniare, con il metodo della «narrazione», il loro vissuto nel ventennio appena trascorso, riconoscendo in esso la presenza e l’azione dello Spirito; discernere e riconoscere ciò che lo Spirito dice loro attraverso le sfide, le difficoltà, le domande, i cambiamenti socio-culturali, i nuovi atteggiamenti religiosi e le espressioni di appartenenza ecclesiale; progettare modalità e iniziative pastorali da attivare; stabilire collaborazioni tra di esse per rinnovare l’annuncio di Cristo, la comunicazione del Vangelo e l’educazione della fede (profezia).
Dopo natale ci incontreremo anche noi per offrire un nostro contributo al Convegno di Aquileia 2.

Esercizi spirituali diocesani a Cavallino

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di , 19 Novembre 2011

Esercizi spirituali diocesani a Cavallino: per costruire e fondare la “vita in Cristo”
 Più di 1200 persone, l’anno scorso, hanno scelto di vivere e… “regalarsi” l’esperienza singolare degli esercizi spirituali diocesani, una proposta pastorale che caratterizza da parecchio tempo la comunità ecclesiale veneziana e che raccoglie sempre attenzione ed apprezzamento. L’iniziativa – che gode della presenza costante del Patriarca emerito card. Marco Cè e si svolge nella Casa diocesana di spiritualità “Maria Assunta” di Cavallino – è già ripartita da qualche settimana ed offre una nuova ed articolata serie di corsi di esercizi spirituali: dopo i primi due tenuti nel mese di ottobre, ve ne sono ora altri 14 tra la fine di novembre e il prossimo mese di maggio. Il motto che accompagna e presenta il calendario 2011/2012 degli esercizi spirituali diocesani è direttamente ricavato dal passaggio finale dell’omelia pronunciata da Benedetto XVI al Parco di S. Giuliano l’8 maggio 2011: “Siate santi: costruite su Gesù l’edificio della vostra esistenza”. L’esperienza, offre un singolare incontro col Signore Gesù che rigenera e trasforma la vita, raccogliendo al suo seguito una comunità di discepoli e coinvolgendola nella sua stessa missione. Negli esercizi si sono quindi riverberate le esperienze che la nostra diocesi via via andava vivendo (ad es. la Visita pastorale e la sua conclusione, l’attesa e l’arrivo del Papa ecc. ), ma anche le vicende liete o dolorose che hanno segnato e segnano l’esistenza di ciascuno e del mondo: nella preghiera e alla luce della Parola di Dio sono cresciute condivisione e amicizia, si sono rivisitate scelte fondamentali, intraviste decisioni significative, rilette con sguardo nuovo situazioni familiari e di lavoro, impegni e relazioni. L’équipe che cura e anima gli esercizi spirituali diocesani si pone spesso anche la questione del “dopo-esercizi” e cioè come sostenere, durante l’anno, chi ha vissuto tale esperienza evitando (o almeno mitigando) “il timore che entusiasmo e gioia, ma anche propositi e disponibilità, possano scemare rapidamente una volta tornati a casa”. Si cerca, dunque, “nel congedarci alla fine degli esercizi di fare sempre un richiamo da un lato al realismo – ciascuno ritrova quello che ha lasciato, comprese le proprie debolezze e difetti – e dall’altro, inscindibilmente, alla fiducia nel Dio-con-noi. Ecco le prossime date:

  • 25-27 novembre Adulti e giovani don Romano Martinelli (Milano)
  • 2-4 dicembre Adulti e giovani S. E. Mons. Carlo Ghidelli (Arcivescovo emerito di Lanciano-Ortona, biblista)
  • 16-18 dicembre Adulti e giovani S. E. Mons. Adriano Tessarollo (Vescovo di Chioggia, biblista)

Ricomincia la Scuola di Metodo diocesana

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di , 8 Ottobre 2011

Ricomincia la Scuola di Metodo diocesana che si terrà sempre di sabato al Centro pastorale di Zelarino  il 15 ottobre 2011, l’11 febbraio e il 19 maggio 2012.  La scuola di metodo, iniziata dal Patriarca Angelo durante la Visita Pastorale, è diventata un appuntamento importante del cammino della nostra Chiesa diocesana. Sono degli incontri a cui partecipano dei rappresentanti delle varie parrocchie, associazioni, movimenti della diocesi, dove si riflette sulle implicazioni del fatto che noi siamo creature Dio, e il ricadere di questo evento nella vita dell’a persona e dell’umanità intera. Il cammino di quest’anno farà senz’altro riferimento agli insegnamenti e alle riflessioni che Papa Benedetto XVI ha svolto nel corso della sua visita pastorale ad Aquileia e Venezia (7 – 8 maggio 2011) nonché agli spunti offerti dall’ultimo discorso del Redentore del card. Scola incentrato proprio sul tema “La città serenissima. Il messaggio di Benedetto XVI a Venezia e al Nordest”. E’ sarà anche il cammino della nostra Chiesa in preparazione all’Assemblea di Aquileia del 2012 delle Chiese del Triveneto. Come sarà anche il modo con cui ci presenteremo al nuovo Patriarca. Chi fosse interessato si metta in contatto con don Carlo

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