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Udienza movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI)

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di , 13 Novembre 2014

1506016_678099592240479_430411164_nCari fratelli e sorelle,

Vi accolgo con gioia, in occasione del sessantesimo anniversario di fondazione del Movimento Adulti Scouts  Cattolici Italiani. Rivolgo a ciascuno il mio saluto cordiale, incominciando dalla Presidente nazionale, che ringrazio  per le sue parole, e dall’Assistente, che pure ringrazio; e ringrazio anche per il segno. Vi ringrazio per il lavoro che  svolgete nella Chiesa e nella società, testimoniando il Vangelo, secondo lo stile proprio dello scoutismo. E’ importante  sottolineare la dimensione ecclesiale della vostra realtà associativa, che raccoglie laici ben consapevoli degli impegni  derivanti dai sacramenti del Battesimo e della Cresima. Mossi da questa convinzione, in questi anni di impegno    apostolico vi siete sforzati di testimoniare i valori di lealtà, di fraternità e di amore a Dio e al prossimo, servendo  generosamente la comunità ecclesiale e quella civile.

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Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni (continua)

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di , 5 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto  (continua…)
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari Fratelli nell’episcopato, cari presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, catechisti, operatori pastorali e voi tutti impegnati nel campo dell’educazione delle nuove generazioni, vi esorto con viva sollecitudine a porvi in attento ascolto di quanti all’interno delle comunità parrocchiali, delle associazioni e dei movimenti avvertono il manifestarsi dei segni di una chiamata al sacerdozio o ad una speciale consacrazione. È importante che nella Chiesa si creino le condizioni favorevoli affinché possano sbocciare tanti “sì”, quali generose risposte alla chiamata di amore di Dio. Sarà compito della pastorale vocazionale offrire i punti di orientamento per un fruttuoso percorso. Elemento centrale sarà l’amore alla Parola di Dio, coltivando una familiarità crescente con la Sacra Scrittura e una preghiera personale e comunitaria attenta e costante, per essere capaci di sentire la chiamata divina in mezzo a tante voci che riempiono la vita quotidiana. Ma soprattutto l’Eucaristia sia il “centro vitale” di ogni cammino vocazionale: è qui che l’amore di Dio ci tocca nel sacrificio di Cristo, espressione perfetta di amore, ed è qui che impariamo sempre di nuovo a vivere la “misura alta” dell’amore di Dio. Parola, preghiera ed Eucaristia sono il tesoro prezioso per comprendere la bellezza di una vita totalmente spesa per il Regno. Auspico che le Chiese locali, nelle loro varie componenti, si facciano “luogo” di attento discernimento e di profonda verifica vocazionale, offrendo ai giovani e alle giovani un saggio e vigoroso accompagnamento spirituale. In questo modo la comunità cristiana diventa essa stessa manifestazione della Carità di Dio che custodisce in sé ogni chiamata. Tale dinamica, che risponde alle istanze del comandamento nuovo di Gesù, può trovare eloquente e singolare attuazione nelle famiglie cristiane, il cui amore è espressione dell’amore di Cristo che ha dato se stesso per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32). Nelle famiglie, «comunità di vita e di amore» , le nuove generazioni possono fare mirabile esperienza di questo amore oblativo. Esse, infatti, non solo sono il luogo privilegiato della formazione umana e cristiana, ma possono rappresentare «il primo e il miglior seminario della vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio» , facendo riscoprire, proprio all’interno della famiglia, la bellezza e l’importanza del sacerdozio e della vita consacrata. I Pastori e tutti i fedeli laici sappiano sempre collaborare affinché nella Chiesa si moltiplichino queste «case e scuole di comunione» sul modello della Santa Famiglia di Nazareth, riflesso armonico sulla terra della vita della Santissima Trinità. Con questi auspici, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, Venerati Fratelli nell’episcopato, ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e a tutti i fedeli laici, in particolare ai giovani e alle giovani che con cuore docile si pongono in ascolto della voce di Dio, pronti ad accoglierla con adesione generosa e fedele.

Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari fratelli e sorelle!

la XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni… ci invita a riflettere sul tema: Le vocazioni dono della Carità di Dio. La fonte di ogni dono perfetto è Dio Amore – Deus caritas est -: «chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,16). La Sacra Scrittura narra la storia di questo legame originario tra Dio e l’umanità, che precede la stessa creazione. San Paolo, scrivendo ai cristiani della città di Efeso, eleva un inno di gratitudine e lode al Padre, il quale con infinita benevolenza dispone lungo i secoli l’attuarsi del suo universale disegno di salvezza, che è disegno d’amore. Nel Figlio Gesù – afferma l’Apostolo – Egli «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità » (Ef 1,4). Noi siamo amati da Dio “prima” ancora di venire all’esistenza! Mosso esclusivamente dal suo amore incondizionato, Egli ci ha “creati dal nulla” (cfr 2Mac 7,28) per condurci alla piena comunione con Sé. Preso da grande stupore davanti all’opera della provvidenza di Dio, il Salmista esclama: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? ” (Sal 8,4-5). La verità profonda della nostra esistenza è, dunque, racchiusa in questo sorprendente mistero: ogni creatura, in particolare ogni persona umana, è frutto di un pensiero e di un atto di amore di Dio, amore immenso, fedele, eterno (cfr Ger 31,3)… Si tratta di un amore senza riserve che ci precede, ci sostiene e ci chiama lungo il cammino della vita e ha la sua radice nell’assoluta gratuità di Dio. Riferendosi in particolare al ministero sacerdotale, il mio predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, affermava che «ogni gesto ministeriale, mentre conduce ad amare e a servire la Chiesa, spinge a maturare sempre più nell’amore e nel servizio a Gesù Cristo Capo, Pastore e Sposo della Chiesa, un amore che si configura sempre come risposta a quello preveniente, libero e gratuito di Dio in Cristo» (Esort. ap. Pastores dabo vobis, 25).

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XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

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di , 1 Maggio 2012

Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n. 17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’ Amore… si può” Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.

Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni

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di , 14 Maggio 2011

Nella 4ª domenica di Pasqua (15 Maggio 2011) detta anche “domenica del buon  Pastore”, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, a  cui diede inizio, con profetica intuizione, papa Paolo VI° nel 1964.  Il tema che il  S.  Padre, Benedetto XVI propone alla riflessione e alla preghiera delle comunità  cristiane è: “L’annuncio -proposta vocazionale nella chiesa locale”.  Proporre  le vocazioni nella Chiesa locale.  Ciò significa riscoprire la comunità cristiana  come un fuoco che arde e dona luce e calore, esprimendo con gioia la  propria interiore vitalità e coerenza di vita.  Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni CEI,  prende lo spunto dal Vangelo di Marco 6, 33-44, in cui si racconta il miracolo della moltiplicazione  dei pani e dei pesci”. 

“Quanti pani avete?  Andate a vedere… ” (Mc 6,38)  E’ un invito rivolto a ciascuno e a tutta la comunità per verificare i pani (cioè i doni ricevuti!  ), di  cui ognuno è portatore, in un cammino di discernimento e di condivisione umile, disponibile e  feconda.  Il vero problema del nostro mondo non è solo la povertà del pane (che comunque  drammaticamente esiste!  ), ma è soprattutto la povertà di quel lievito  che possa essere fermento di Dio, capace di sollevare ogni vita.  Per questo invochiamo oggi il  Signore, affinché doni il pane a chi ha fame, ma susciti anche la fame di Lui che possa esprimersi  in scelte di vita coraggiose, totali e radicali per vivere la pienezza dell’Amore e del Dono.  Chiediamo al Signore il dono di sacerdoti per la nostra Chiesa di Venezia.

Oggi 47ª Giornata di preghiera per le vocazioni

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di , 24 Aprile 2010

«HO UNA BELLA NOTIZIA!  IO L’HO INCONTRATO…  » 

Con questo slogan il Centro Nazionale Vocazioni della CEI, nella “domenica del Buon Pastore”, propone a  tutte le comunità cristiane e oranti, che si ritrovano nel Giorno del Signore, di vivere un momento forte di  sensibilizzazione, riflessione e preghiera sul significato e l’importanza della “chiamata vocazionale”  nella vita di ogni battezzato.  In particolare, oggi vogliamo ricordare tutte le “vite chiamate” che, con un  Sì totale e radicale, hanno donato il proprio cuore e la propria esistenza al servizio di Dio e di tanti fratelli  e sorelle, bisognosi di consolazione, di aiuto concreto e di speranza nel cammino spesso nebuloso e  confuso della vita. 

Lo slogan include anche il senso di due eventi importanti che in questo anno si intrecciano tra di loro:  l’Anno Sacerdotale, indetto da Papa Benedetto XVI, che ha sullo sfondo la figura umanamente semplice e  dimessa del santo Curato d’Ars: “la stola e la croce”…  il Sacramento della Riconciliazione e  l’abbandono amoroso della propria esistenza al Crocifisso Risorto.  La forte sottolineatura presente nel messaggio del Papa: «la testimonianza di vita suscita vocazioni», è l’invito, l’impegno, la profezia  per essere testimoni coerenti e sereni, in un mondo frastornato da tante “cattive notizie”; per raccontare la gioia di un incontro che  può cambiare profondamente ogni esistenza: l’incontro con il Signore Gesù.

La Parola della Domenica

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di , 6 Febbraio 2010

5ª del Tempo Ordinario
Is 6,1-2.  3-8   Eccomi, manda me! 
Sal 137   Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria. 
1Cor 15,1-11   Così predichiamo e così avete creduto 
Lc 5, 1 –11   Lasciarono tutto e lo seguirono 

Le letture di questa domenica, hanno un tema comune: la vocazione.  Si tratta di vocazioni diverse, ma ogni chiamata viene capita  e accettata se c’è l’esperienza di incontro personale con Dio e con Cristo.  Si comincia con la visione di Isaia: nel tempio di Gerusalemme  egli contempla il “Signore seduto su un trono alto ed elevato”.  È un incontro improvviso che lo segnerà per tutta la vita.  Dio appare in tutta la maestà di Re, attorniato dai “serafini” (“i brucianti”) pronti ad eseguire gli ordini divini, che cantano e proclamano  Dio come il “Santo, Santo, Santo”, Signore dell’universo e assolutamente trascendente, infinitamente perfetto e di inesauribile  ricchezza, di una bellezza irresistibile. 

Dio è mistero “tremendo e affascinante”, vederlo con occhi è morire perché è troppo  bello e “Tutta la terra è piena della sua gloria”, cioè è piena di Lui.  A contatto col Dio tre volte “santo” Isaia avverte, con angoscia,  la propria indegnità di peccatore.  Dio lo purifica da ogni colpa, a iniziare dalle “labbra”, perché Isaia dovrà parlare in nome di Dio.  Una è la parola del profeta: “Eccomi”.  E Gesù nel vangelo mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone,  chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.  E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori  di uomini»…  da pescatori di pesci a pescatori di uomini… 

Così Gesù chiama a se i suoi e detta loro un nuovo programma  di vita.  Egli stesso, proponendosi come loro modello, afferma il primato della Parola e della testimonianza.  Istruisce continuamente  le folle che accorrono a Lui.  Deve scostarsi dalla riva del lago per evitare la calca e farsi sentire e vedere da tutti.  Gesù è il pescatore  di uomini; Egli li attrae, li illumina, li converte, li risana nel corpo e nello spirito.  È questa la sua missione, questa sarà anche  la missione degli apostoli.  Dovranno però agire nel suo nome, essere umili portatori del suo Vangelo di Cristo.  Hanno perciò  bisogno di maturare una illimitata fiducia in Colui che li ha chiamati e li invierà al mondo.  Ecco allora il comando del Signore:  «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».  Non è né il momento né l’ora per andare a pescare e Pietro, Giacomo e Giovanni,  tutti espertissimi del mestiere, ricordano a Gesù che hanno trascorso già l’intera notte nel lago senza aver preso nulla, ma  aggiungono, per bocca di Simon Pietro: «Sulla tua parola getterò le reti».  La pesca che ne segue è miracolosa.  Riempiono di grossi  pesci le loro barche e il cuore di meraviglia e di stupore.  Gli Apostoli hanno ricevuto una bella lezione da non dimenticare mai.  Quando si agisce nel nome del Signore, è Lui stesso a dare efficacia alle nostre azioni. 

Gesù lo spiegherà meglio dicendoci più chiaramente:  «Senza di me non potete fare nulla».  Gli apostoli e i fedeli di ogni tempo lo hanno sperimentato.  La storia della Chiesa lo  testimonia.  I Santi fino ai nostri giorni, in modo eroico hanno affermato con tutta la loro vita il primato di Cristo e la forza della  sua parola di verità.  Nello stesso nome avvengono ancora le pesche miracolose.  Nel suo nome ogni giorno iniziamo le nostre azioni  quotidiane affinché siano per noi fonte di merito, nello stesso nome la chiesa inizia tutte le sue liturgie.  In questa domenica ci  viene offerta l’occasione propizia per dare il vero senso ai nostri segni di croce quando ripetiamo appunto: «Nel nome del Padre,  del Figlio e dello Spirito Santo».  Significa dare la giusta intenzione al nostro agire. 

(commento dei Monaci Benedettini)

Dalla Unità alla Comunità Pastorale

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di , 12 Dicembre 2009

 Dalla Lettera Apostolica  “Novo Millenio Ineunte” di Giovanni Paolo II 

La Spiritualità di Comunione come si realizza?  ” 
Giovanni Paolo II46.  Questa prospettiva di comunione è strettamente legata  alla capacità della comunità cristiana di fare spazio a  tutti i doni dello Spirito.  L’unità della Chiesa non è uniformità,  ma integrazione organica delle legittime diversità.  È  la realtà di molte membra congiunte in un corpo solo, l’unico  Corpo di Cristo (cfr 1 Cor 12,12).  È necessario perciò  che la Chiesa del terzo millennio stimoli tutti i battezzati e  cresimati a prendere coscienza della propria attiva responsabilità  nella vita ecclesiale.  Accanto al ministero ordinato,  altri ministeri, istituiti o semplicemente riconosciuti,  possono fiorire a vantaggio di tutta la comunità, sostenendola  nei suoi molteplici bisogni: dalla catechesi all’animazione  liturgica, dall’educazione dei giovani alle più varie  espressioni della carità.  Certamente un impegno generoso va posto — soprattutto  con la preghiera insistente al padrone della messe (cfr Mt  9,38) — per la promozione delle vocazioni al sacerdozio e  di quelle di speciale consacrazione.  È questo un problema  di grande rilevanza per la vita della Chiesa in ogni parte  del mondo.  In certi Paesi di antica evangelizzazione,  poi, esso si è fatto addirittura drammatico a motivo del  mutato contesto sociale e dell’inaridimento religioso indotto  dal consumismo e dal secolarismo.  È necessario ed  urgente impostare una vasta e capillare pastorale delle  vocazioni, che raggiunga le parrocchie, i centri educativi,  le famiglie, suscitando una più attenta riflessione sui valori  essenziali della vita, che trovano la loro sintesi risolutiva  nella risposta che ciascuno è invitato a dare alla chiamata  di Dio, specialmente quando questa sollecita la donazione  totale di sé e delle proprie energie alla causa del Regno.  In questo contesto prende tutto il suo rilievo anche ogni  altra vocazione, radicata in definitiva nella ricchezza della  vita nuova ricevuta nel sacramento del Battesimo.  In particolare,  sarà da scoprire sempre meglio la vocazione che  è propria dei laici, chiamati come tali a « cercare il regno  di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo  Dio »32 ed anche a svolgere « i compiti propri nella Chiesa  e nel mondo […  ] con la loro azione per l’evangelizzazione  e la santificazione degli uomini ».  33  In questa stessa linea, grande importanza per la comunione  riveste il dovere di promuovere le varie realtà aggregative,  che sia nelle forme più tradizionali, sia in quelle più  nuove dei movimenti ecclesiali, continuano a dare alla  Chiesa una vivacità che è dono di Dio e costituisce un’autentica  « primavera dello Spirito ».  Occorre certo che associazioni  e movimenti, tanto nella Chiesa universale  quanto nelle Chiese particolari, operino nella piena sintonia  ecclesiale e in obbedienza alle direttive autorevoli dei  Pastori.  Ma torna anche per tutti, esigente e perentorio, il  monito dell’Apostolo: «Non spegnete lo Spirito, non disprezzate  le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che  è buono» (1 Ts 5,19-21).  47.  Un’attenzione speciale, poi, deve essere assicurata  alla pastorale della famiglia, tanto più necessaria in un  momento storico come il presente, che sta registrando  una crisi diffusa e radicale di questa fondamentale istituzione.  Nella visione cristiana del matrimonio, la relazione  tra un uomo e una donna — relazione reciproca e totale,  unica e indissolubile — risponde al disegno originario di  Dio, offuscato nella storia dalla « durezza del cuore », ma  che Cristo è venuto a restaurare nel suo splendore originario,  svelando ciò che Dio ha voluto fin « dal principio  » (Mt 19,8).  Nel matrimonio, elevato alla dignità di Sacramento,  è espresso poi il « grande mistero » dell’amore  sponsale di Cristo per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32).  Su questo punto, la Chiesa non può cedere alle pressioni  di una certa cultura, anche se diffusa e talvolta militante.  Occorre piuttosto fare in modo che, attraverso un’educazione  evangelica sempre più completa, le famiglie cristiane  offrano un esempio convincente della possibilità di un  matrimonio vissuto in modo pienamente conforme al disegno  di Dio e alle vere esigenze della persona umana: di  quella dei coniugi, e soprattutto di quella più fragile dei  figli.  Le famiglie stesse devono essere sempre più consapevoli  dell’attenzione dovuta ai figli e farsi soggetti attivi di  un’efficace presenza ecclesiale e sociale a tutela dei loro  diritti.

La Festa della Madonna della Salute nell’anno sacerdotale

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di , 21 Novembre 2009

Basilica della SaluteMons.  Lucio Cilia, rettore della Basilica della Salute, rivolge  l’invito a svolgere il pellegrinaggio con una particolare intenzione  legata all’Anno sacerdotale indetto dal Papa: “La Salute  è la chiesa del Seminario e chi viene in pellegrinaggio nella festa  della Madonna sa che lì incontrerà i seminaristi.  Tutto il  grande lavoro che rende possibile la festa è sostenuto quasi  esclusivamente dai giovani che si stanno preparando a diventare  preti.  Ogni mattina l’icona di Maria accoglie i seminaristi  per la celebrazioni della messa; ad ottobre e a maggio vi è la recita del rosario e il canto  delle litanie.  E’ in occasione del fioretto di maggio, sotto gli occhi benevoli di Maria e  l’ascolto attento e critico dei propri compagni, che tutti i futuri preti hanno pronunciato  le loro prime prediche.  Per questo motivo la Basilica è strettamente legata alla memoria  e al cuore di tanti preti”.  E quindi, prosegue mons.  Cilia nella riflessione pubblicata sul  prossimo numero di Gente Veneta, “la Madonna della Salute ci faccia una grazia particolare  quest’anno: ci doni di comprendere che cos’è un prete, per crescere nell’amore e  nella preghiera per chi ha ricevuto ed ha risposto ad una vocazione così grande”. 

Queste parole del Rettore del Seminario, don Lucio mi danno l’opportunità di ricordare  quanto la Madonna della Salute sia veramente legata alla Vocazione Sacerdotale di tanti  noi sacerdoti che all’ombra della Cupola della Basilica ci siamo  formati.  In quest’anno sacerdotale, credo sia importante che, assieme alle  richieste di grazie per se stessi o per la propria famiglia, andando  in pellegrinaggio all’Icona della Vergine, chiediamo pure la grazia  che dalle nostre Comunità Cristiane di Murano, possano sorgere  Vocazioni al Sacerdozio. 

Invito pure ad una preghiera per il  sottoscritto per l’impegno che il Signore mi ha affidato come Pastore  di queste Comunità di Murano. 

Don Carlo

Un incontro inedito: il Patriarca in dialogo con alcuni giovani immigrati

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di , 13 Ottobre 2009

Mercoledì 14 ottobre, ore 18.00, al Centro Candiani di Mestre

Si svolgerà nella forma di un dialogo aperto e informale, una sorta di racconto reciproco delle proprie esperienze che diventano provocazioni e domande per l’interlocutore, l’incontro inedito tra il Patriarca di Venezia card. Angelo Scola e alcuni giovani immigrati di seconda generazione.

Promosso nell’ambito della rassegna “Mestrini nel mondo” curata da Lions Club Technè, con il patrocinio del Comune di Venezia, della Provincia di Venezia, della Confcommercio, della Carive, il dialogo si terrà mercoledì 14 ottobre alle ore 18.00 al Centro culturale Candiani di Mestre.

I giovani immigrati – nati, cresciuti e inseriti come studenti o lavoratori nella città di Mestre tanto da sentirsi a pieno titolo “mestrini” – presenteranno le loro storie diverse e porranno all’attenzione del Patriarca le questioni che stanno loro a cuore, temi e problematiche spesso connesse alla complessità della società “plurale” segnata, come il card. Scola spesso rileva, da un inevitabile processo di “meticciato” di civiltà e culture.

Tale incontro – nato da un invito rivolto al Patriarca – da un lato risponde alla proposta spesso avanzata dal card. Angelo Scola che tutte le parti che compongono il tessuto di una città plurale si raccontino reciprocamente in modo da conoscersi e “riconoscersi”, per arrivare a contribuire tutti alla costruzione della “vita buona” personale e comunitaria, dall’altro si colloca nel solco della Visita pastorale che il patriarca da anni sta compiendo con i suoi collaboratori in tutto il territorio del Patriarcato e che lo porta a conoscere da vicino e dialogare con tutte le realtà che lo animano.

Nel comune di Venezia, in particolare, gli immigrati residenti sono circa 26.500, cioè il 10 per cento della popolazione.

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