Il Convegno nazionale di Pastorale Giovanile

di , 12 febbraio 2014
testataverdeIl Convegno nazionale di Pastorale Giovanile, in programma dal 10 al 13 febbraio 2014, è dedicato agli incaricati e alle equipe di pastorale giovanile che operano a livello diocesano, regionale o all’interno di aggregazioni laicali e organismi religiosi.
Data la forte richiesta emersa dalle consulte regionali, l’obiettivo vuole essere quello dioffrire un convegno che sia luogo di pensiero, capace di dare linee di indirizzo, in un certo senso direttive. Un luogo dove il convenire sia spontaneo e interessato, ma capace anche di rimandare a casa con delle idee che diventino piste di lavoro da sviluppare sul proprio territorio. Deve essere un’esperienza che presenti delle competenze, racconti e consegni delle esperienze, offra motivazioni per tornare a casa e riprendere in mano il lavoro nel proprio territorio.
C’è bisogno di aumentare la capacità di discernimento e di progettazione di cammini educativi di accompagnamento che:
– aiutino gli educatori a stare nelle complesse situazioni del mondo giovanile;
– chiamino i giovani a percorsi di maturazione e di crescita;
– aiutino le nostre comunità a definire la propria identità di chiesa mentre si occupano delle giovani generazioni.
Il tema
La questione della cura educativa non è legata solo al tema del “saper fare”, ma prima ancora a quello del “saper essere”. Non basta fare ciò che crediamo giusto  noi adulti senza valutare la globalità della situazioni in cui vivamo oggi. Non possiamo imporre a dei ragazzi una fede mostrando un Dio padrone che ti dona un pacchetto pre- confezionato anziché un Dio che ama e che trovi proprio nella tua libertà; e noi che educhiamo i giovani vivamo in Cristo con Cristo e per Cristo? E’ il vangelo la nostra guida? Vivamo in pieno la nostra elezione fondamentale? Chi si ritrova ad avere a che fare con i giovani ne respira gli slanci, ma anche i facili entusiasmi; i sogni, ma insieme anche illusioni e abbagli sempre in agguato. E così l’educatore rischia di cadere facilmente nella tentazione di non avere tenuta di fronte a questi continui sbalzi di tensione. Quante volte la stanchezza di educatori ed operatori pastorali viene dallo sconforto di dover troppo rapidamente “ricominciare da capo”?
C’è bisogno di una passione profonda che torni senza paura alla domanda: perché lo facciamo? E perché lo dobbiamo fare?
E’ una frase scontata, ma vera: vogliamo bene ai nostri ragazzi e vogliamo il loro bene. Ci dispiace e soffriamo nel vederli sbandati, in balìa di se, senza futuro, implicati in problemi e drammi più grandi di loro. Ci dispiace e soffriamo nel vederli alla deriva sul fronte dell’impegno e della speranza, prigionieri di un materialismo soffocante e senza ideali; a volte persino nel giro di circuiti di morte. Sicuri che dal Vangelo viene ancora la parola buona che permette di incontrare il cuore della vita e il suo senso.
Obiettivi
A partire dalle considerazioni fatte, il convegno si pone alcuni ragionevoli obiettivi:
  • offrire una riflessione sostanziosa e stimolante attorno al tema scelto
  • offrire un’esperienza, dove l’incontro con la realtà italiana aiuti ad aprire lo sguardo su una dimensione di chiesa più ampia
  • offrire appoggi per delle ripartenze: dal fare al saper fare
  • rilanciare la pastorale giovanile nei suoi aspetti fondamentali, nella pratica quotidiana e nella capacità di ricuperare passioni ed entusiasmi nella vita ordinaria.

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy