SS.Maria e Donato

È un importante luogo di culto dedicato ai santi Maria e Donato, ed è uno dei massimi esempi di romanico lagunare.

Storia
Fondata forse nel VII secolo, quando i profughi delle invasioni barbariche iniziarono ad abbandonare la terraferma e a costruire le prime palafitte, la chiesa fu inizialmente dedicata a santa Maria. Ad essa, nel 1125, fu associato san Donato martire, vescovo di Evorea, quando il corpo del santo fu trasportato da Cefalonia, dopo che la città fu conquistata da parte dell’armata navale comandata dal doge Domenico Michiel.
Rifacimenti successivi a questa data (fu restaurata nel IX secolo e completamente riedificata nel XII secolo) hanno prodotto il prezioso manufatto pavimentale, databile intorno al 1140, che molto ha influenzato la produzione artistica dell’epoca (in particolare i manufatti analoghi dell’abbazia di Pomposa). Tali mosaici sono composti di marmo e paste vitree policrome. La chiesa contiene, poi, una delle più antiche tavole dipinte del veneziano.

Edificio
Il campanile della chiesa ha pianta basilicale. Le due navate laterali sono divise dalla mediana da cinque colonne di marmo greco, con capitelli di stile veneto-bizantino.
Secondo i moduli imposti da San Marco a Venezia, l’architettura tende a dissolvere le masse. Ciò accade soprattutto per l’abside, che si affaccia sulla laguna nord di Venezia, mentre la facciata paleocristiana è rivolta verso ovest. È quindi l’abside, rigorosamente rivolta verso est, che presentandosi per prima a chi venga dalle fondamenta, ha un ruolo preminente: ha pianta interna esagonale e un finto porticato all’esterno, con nicchie e colonne binate in due ordini. Spicca al suo interno un maestoso mosaico raffigurante una Madonna orante.

All’esterno, le logge, con arco a tutto sesto e piedritto, la doppia fascia fregiata da triangoli, l’accenno di strombatura degli archi derivato dalle multiple ghiere, tutto contribuisce a scarnificare la massa, esaltando il contrasto cromatico tra il rosso del mattone e il bianco del marmo. In entrambi gli ordini, poi, l’apertura degli archi presenta via via diverse ampiezze, contribuendo a ritmare visioni differenti, anche in base alla luce. Molti elementi decorativi devono essere andati perduti nel tempo: sono stati trovati frammenti di transenne del IX secolo.

La facciata non sfugge invece ai moduli più tipici della basilica ravennate e resta subordinata, poiché la si incontra, venendo dal canale, solo dopo aver fatto il giro di un intero lato della chiesa.

Il campanile è una torre quadrata suddivisa in tre ordini (scanditi a loro volta da lesene) e conclusa da una cella campanaria con trifore e archetti pensili. Ubicata nel campo omonimo alla chiesa, è adiacente ad una grandiosa scultura in marmo, un Monumento ai Caduti, opera dello scultore Napoleone Martinuzzi e datato 1927.

Attualmente la chiesa fa parte delle due parrocchie di Murano assieme alla Chiesa di San Pietro Martire.

Come raggiungerla

Da Venezia, linee ACTV numero 3 (diretto), 4.1 e 4.2
La chiesa è raggiungibile in pochi minuti a piedi dalle fermate ACTV di Murano Museo (300 m) e Murano Navagero (400 m).  I percorsi da/ verso Murano Museo non includono ponti e/o barriere architettoniche.

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