S.Pietro Martire

Storia
Fu edificata nel 1348 assieme ad un convento di padri Domenicani ed era dedicata a San Giovanni Battista. Fu eretta per volontà di Marco Michiel e consacrata il 17 settembre 1417. Un gravissimo incendio la rase completamente al suolo nel 1474 e solo nel 1511 fu ricostruita così come appare attualmente.
La chiesa venne chiusa nel 1806, pochi anni dopo la caduta della Repubblica di Venezia e riaperta al culto solo nel 1813.
Attualmente è una delle due parrocchie dell’isola di Murano; sempre molto frequentata, è visitata giornalmente da turisti per le preziose opere d’arte conservate all’interno.

La facciata
L’edificio, completamente in mattoni “a vista”, presenta una facciata divisa in tre parti, dove un pregevole portale del XVI secolo (sovrastato da un enorme rosone), ne identifica i tratti più comuni della corrente rinascimentale.  Sulla facciata di sinistra sorge un portico ornato di archi e colonne rinascimentali; è probabilmente quello che rimane di un antico chiostro. Sempre sulla sinistra spicca, imponente, il campanile databile 1498-1502.

L’interno
L’interno è a pianta basilicale, a tre navate, divise da due serie di grosse colonne e tetto con travi scoperti. Molto ampio è il presbiterio con volta a botte e due piccole cappelle che lo affiancano. Sono presenti, oltre all’altare maggiore e agli altari delle due cappelle, altri sei altari minori, tre per navata.
Un’opera che molti studiosi attribuiscono al Tintoretto, il “Battesimo di Cristo” è visibile nella navata destra.
Interessantissime sono anche due opere di Giovanni Bellini, riscontrabili sempre nella navata destra, ovvero “Assunzione della Vergine e otto Santi” risalente agli anni 1510-1513 e la maestosa “pala Barbarigo”, raffigurante La Vergine col Putto, due Angeli musicanti, Sant’Agostino e San Marco il quale presenta il doge Agostino Barbarigo alla Madonna; quest’ultima opera risale al 1488, e fu qui trasferita dalla chiesa di Santa Maria Degli Angeli.

Nell’ala destra si può ammirare la splendida cappella della famiglia Ballarin, dedicata a San Giuseppe e Maria, e più conosciuta col nome di “la cappella dei Ballarin di Murano”, che il Giorgio Ballarin, fece costruire per sé, per la sua famiglia e per i suoi discendenti, dove nel 1506 questo celebre vetraio trovò il suo ultimo riposo. Sorge inoltre il monumento funebre dedicato al Cancellier Grande della Repubblica di Venezia, Giovanni Battista Ballarin, morto il 29 settembre del 1666 a Isdin in Macedonia e la tomba di suo figlio, Domenico Ballarin, anche lui Cancellier Grande della Repubblica di Venezia, morto il 2 novembre 1698.

“Le nozze di Canaan” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci” ad opera di Bartolomeo Letterini (1669-1748) e la “Deposizione dalla Croce” ad opera di Giuseppe Porta detto il Salviati (1520-1575) sono le tele più significative che si trovano nella cappella maggiore. Nella cappella del Sacramento, nonché la cappella di sinistra, salta all’occhio un pregevolissimo altare in stile lombardesco con un Ecce Homo a rilievo del 1495, molto probabilmente, proveniente dalla distrutta chiesa di Santo Stefano.

Dalla chiesa di Santa Maria Degli Angeli proviene inoltre una tela di Paolo Veronese (1528-1588), ovvero il “San Girolamo nel deserto” che assieme alla pala intitolata “Sant’Agata in carcere visitata da San Pietro e un angelo” – sempre del Veronese – compongono la navata di sinistra.

Come raggiungerla

Da Venezia, linee ACTV numero 3 (diretto), 4.1 e 4.2
La chiesa è raggiungibile in pochi minuti a piedi dalle fermate ACTV di Murano Colonna (500 m), Murano Faro (400 m), Murano Da Mula (150 m), Murano Venier (300 m), Murano Museo (350 m).  I percorsi da/ verso Murano Colonna e Murano Da Mula non includono ponti e/o barriere architettoniche.

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