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La confraternita dei defunti

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di , 28 ottobre 2014

DSC_0088DSC_0007 - Copia Gli artistici crocefissi delle nostre Chiese di Murano oltre ad essere dei capolavori d’arte ci ricordano che tutti noi cristiani siamo uniti al “Mistero della Morte e della Risurrezione Di Gesù” in virtù del suo Sacrificio sulla Croce.E di questo “Mistero” sono già partecipi tutti i nostri cari defunti che costantemente affidiamo alla “misericordia del Padre”attraverso il Suffragio della Confraternita. Questa “pratica cristiana” della preghiera per i defunti, ci raccoglie ogni settimana nelle Celebrazioni Eucaristiche del mercoledì sera(a S.Donato)e del giovedì sera( a S.Pietro)per tutto il corso dell’anno.Da sabato 1°Novembre in poi,si aprono le adesioni e il rinnovo alla “CONFRATERNITA DEI DEFUNTI”è un’occasione anche questa per affidare alla preghiera della Comunità Cristiana i nostri cari che ci hanno preceduto nella Casa del Padre.E’nostra intenzione incrementare questi momenti di preghiera facendo precedere la Celebrazione della S.Messa con la recita del Rosario e una piccola meditazione sulla Parola.Chi desidera iscrivere o rinnovare l’adesione alla Confraternita può lasciare i nomi dei defunti presso le sacrestie al termine delle S.Messe.Verrà come di consueto rilasciato un apposito cartoncino con l’iscrizione avvenuta.Le offerte raccolte saranno il segno della nostra carità legata alla memoria dei nostri cari.

Pasqua Ebraica e Pasqua Cristiana.

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di , 18 aprile 2014

crocifissione-maria-rupnik La Pasqua è la principale festività del cristianesimo Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce.La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste. La Pasqua cristiana presenta importanti legami ma anche significative differenze con la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pasa’, in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo.La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34).

La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei che vivono entro i confini dell’antica Palestina celebrano la Pasqua in sette giorni. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche ‘festa degli azzimi’. La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell’Esodo. Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Quest’ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d’Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell’anima. La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, che descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la creazione, il sacrificio di Isacco il Passaggio del Mar Rosso e infine la venuta del Messia e la fine del mondo.La Pasqua è la festività cristiana che ricorda la risurrezione di Gesù, con l’instaurazione della Nuova alleanza e l’avvento del Regno di Dio. Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l’attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture.  I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui ricorreva la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive: “Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture.”

L’accento si pone dunque sull’adempimento delle sacre scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per poi superare anche il ricordo dell’Esodo, per rivestirla di nuovo significato, cioè la seconda venuta di Cristo e il ricordo della Passione e risurrezione

Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità”
Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell’anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati: è un evento straordinario, dove il bene trionfa sul male grazie a Gesù che, morto crocifisso, risorge infine dai morti.

Incontro di spiritualità per Ministri Straordinari della Comunione.

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di , 14 dicembre 2013

comunione1Si è svolto oggi a Zelarino presso il Centro Pastorale Diocesano “Card. Urbani” l’incontro prenatalizio di spiritualità e formazione rivolto ai Ministri Straordinari della nostra Chiesa Veneziana. L’Unità Pastorale di Murano, vi ha partecipato con la presenza di coloro che nelle parrocchie della nostra Isola svolgono ormai da parecchi anni questo servizio ai malati e agli anziani, che si trovano nelle nostre case e che non possono per ragioni di salute partecipare alla S.Messa Domenicale. Il tema proposto dall’Ufficio Liturgico Patriarcale aveva come titolo “mistero e meraviglia” per aiutarci e predisporci alle celebrazioni e alle visite nelle case in vista del santo Natale. Dopo la recita delle Lodi, che ci ha visto tutti accomunati nella preghiera al Signore, Mons. Orlando Barbaro delegato del Patriarca ci ha commentato il brano del Vangelo di Luca riguardante l’annuncio rivolto ai pastori da parte degli angeli”nella Notte Santa del Natale”. Mons. Barbaro, nelle sue riflessioni ci ha invitato a “stupirci” come i pastori “di quell’annuncio inaspettato e carico di mistero”, un annuncio subito rivelato nella scoperta “di quel Bambino in fasce, deposto nella mangiatoia”.

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Quando Papa Pio X° sentì il suono delle nuove campane di S.Marco

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di , 29 novembre 2013

le famigerate campane del Campanile di S. Marco che partonoNel 1820 il fonditore Canciani di Venezia fondeva un nuovo concerto, composto da 5 campane, con i resti delle vecchie campane (tra le quali la maggiore, del peso di oltre 40 quintali); di questo concerto, nel crollo del 1902, si salvò solo la campana maggiore, erede della famosa Marangona. Le campane spezzatesi durante il crollo del campanile furono invece rifuse, ricavando i calchi dai frammenti delle vecchie campane, appositamente ricomposti, e utilizzando poi il materiale delle stesse. Queste nuove campane vennero donate da papa Pio X. Il nuovo concerto, realizzato dai fonditori Barigozzi di Milano in una fonderia costruita appositamente sull’isola di S.Elena, è composto di cinque campane, i cui nomi sono legati alle occasioni in cui venivano anticamente utilizzate:

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1914-2014 La Chiesa di Venezia ricorda S.Pio X° ad un secolo dalla sua morte con un’anno di celebrazioni e di incontri

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di , 20 novembre 2013

PioXMartedì 12 novembre a Palazzo Ferro Fini ,sede del Consiglio Regionale Veneto, il Patriarca di Venezia Mons.Francesco Moraglia, ha presentato in sintonia con il Centro Culturale Laguna promotore dell’iniziativil programma delle Celebrazioni in memoria di S.Pio X° a cento anni dalla sua morte Giuseppe Sarto, nato a Riese (provincia di treviso) è stato il 38°Patriarca di Venezia (negli anni 1894-1903) e il 257°Vescovo di Roma (dal 1903 al 1914). La storia racconta che dopo la benedizione “della prima pietra”del nuovo campanile di S.Marco avvenuta il 25 aprile del 1903, fu chiamato come Cardinale al Conclave che doveva eleggere il nuovo successore di Papa Leone XIII°. Partì per Roma il 26 luglio dello stesso anno, accompagnato in gondola fino al piazzale della Ferrovia di S.Lucia. Volgendosi verso i veneziani che festanti lo salutavano raccomandandogli di “tornare presto”, pronunziò la famosa frase che è rimasta leggendaria :”Vivo o morto tornarò”! E questo suo desiderio fu esaudito più di mezzo secolo dopo da Papa Giovanni XXIII°, che il 12 aprile del 1959 inviò l’urna con le sue spoglie in Basilica di S.Marco per essere esposte alla venerazione di tutti i veneziani. Ora a distanza di cento anni dalla sua morte la Chiesa Veneziana vuole onorare e fare memoria di questo “ Figlio della terra Veneta”che ha incarnato i valori della sua gente affrontando le sfide della Chiesa e della società del suo tempo. Una figura a 360 gradi, lo ha definito il patriarca Francesco capace di intervenire radicalmente nella vita della chiesa riformando la Liturgia la Catechesi il Canto Sacro e il Codice di Diritto Canonico. Morì ossessionato dalla minaccia del “ Guerrone” la Prima Guerra Mondiale, che aveva previsto con grande lucidità e che contribuì con il “suo avverarsi” all’aggravamento della sua malattia e alla sua scomparsa. Le conferenze e le celebrazioni che durante quest’anno si succederanno, saranno mirate a rispecchiare la sua opera come Pontefice e come Uomo” materialmente povero ma spiritualmente ricco di umanità e di amore verso i poveri e gli ultimi”. Sabato 23 novembre alle ore 16,avrà luogo in S.Marco la messa solenne di “Inizio delle Celebrazioni del Centenario”in riconoscenza al Signore per aver donato alla Chiesa e al mondo “ un Santo della nostra terra”.

Dieci anni di cammino assieme

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di , 11 settembre 2012

Carissimi, dopo quasi dieci anni, il Patriarca Francesco mi chiama a svolgere la missione di Pastore presso la comunità parrocchiale di Borbiago di Mira. Questo invio che il Vescovo mi fa coinvolge anche tutti voi. E con voi, con i cristiani delle comunità di Murano, con i quali il Signore mi ha fatto camminare in questi anni. Ho cercato di guidare l’Unità Pastorale di Murano con la certezza che ciò che era più importante era ed è fare la volontà di Dio. Volontà del Signore che posso comprendere solo se sono in stretta relazione con Lui, se prego, se lo ascolto nella sua Parola, se lo incontro nella misericordia del suo Amore, se lo ricevo dentro di me nel Pane della vita che è l’Eucaristia. E’ la necessità di un vero incontro con Gesù che ho cercato di annunciarvi in questi anni e di portarvi a fare esperienza. Spero che più del tanto “fare” rimanga questa preoccupazione quotidiana, questa necessaria esperienza di vita assieme al Signore Gesù Cristo Risorto. Chiedo scusa a tutti se spesso non sono stato all’altezza, se non ho saputo dare le attenzioni richieste, se qualcuno si è sentito escluso da me. Chiedo scusa se ho mortificato qualcuno o offeso altri. Ciò che mi ha sempre spinto nel servirvi era portare Cristo a voi e voi a Cristo. Grazie per tutto quello che mi avete dato in questi anni, vi aspetto a Borbiago…

Don Carlo

Domenica 16 settembre alle Sante Messe delle 09.30 e delle 11.00
don Carlo saluterà la comunità di Murano.

Sarà presente alle celebrazioni don Alessandro Rosin

Una Pasqua di Gioia

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di , 1 aprile 2012

Entriamo oggi nella settimana più santa e gioiosa di tutto l’anno. Santa ci sarà dato ancora di vivere ciò che rende veramente santi: la Risurrezione di Cristo. Gioiosa perché come tutta la natura in questi giorni riesplode di colori e di nuova vitalità, così fa il Signore con ciascuno di noi. La gioia quest’anno è anche motivata dalla presenza del Patriarca Francesco in mezzo a noi. Lo abbiamo accolto con fiducia e affetto, e lui non ha mancato di ricambiare dimostrandosi subito Padre e Pastore della nostra Chiesa. Nella due giorni che ha segnato il suo ingresso ci ha mostrato che veramente gli stiamo a cuore tutti, Anziani e bambini, giovani e adulti, in tutte le fasi e le situazioni della nostra esistenza. Ha voluto salutare tutti e dare una parola a tutti. Noi vogliamo ringraziare il Signore per avercelo donato. Questa gioia dell’accoglienza del Patriarca Francesco accompagni questi giorni nei quali potremmo ancora una vota fare esperienza di quanto Dio ami le persone tanto di morire e risorgere per tutti. Nelle celebrazioni, da questa domenica delle Palme al solenne Triduo Pasquale, soprattutto nella Grande Veglia Pasquale, noi vivremo questi evento d’Amore, Non saranno ricorrenze teatrali di ciò che è avvenuto, ma l’occasione propizia che Dio ancora ci offre. Vivendo con il Suo Figlio Gesù il servire i fratelli tanto da donarsi a loro per sempre nell’Eucarestia, morendo in Croce perché il segno dell’Amore fosse concreto, fino alla vittoria della morte nella Risurrezione, noi vivremo fino in modo pieno tutta la possibilità di vita che Dio quotidianamente ci offre.
A tutti, invitandovi a vivere pienamente le celebrazioni di questa settimana, auguriamo buona Pasqua

Don Carlo,  Don Francesco,  Don Eustachio

Venezia rinnova il voto alla Madonna della Salute

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di , 19 novembre 2011

In attesa del nuovo Patriarca Venezia si appresta a rinnovare, in questi giorni, l’annuale pellegrinaggio cittadino alla Madonna della Salute. La festa – da sempre molto sentita ed accompagnata da una foltissima partecipazione popolare – risale a quasi quattro secoli fa, nel 1630, quando la Repubblica Serenissima fece voto di erigere una nuova chiesa – intitolata a “S. Maria della Salute” e affidata per la costruzione al Longhena – a conclusione della terribile pestilenza che minacciava di distruggere la città lagunare. Con il Patriarcato di Venezia tuttora “sede vacante” e in attesa della nomina del nuovo pastore che succederà al card. Angelo Scola, sarà l’Amministratore apostolico mons. Beniamino Pizziol a presiedere la messa solenne di lunedì 21 novembre, alle ore 10.00, nella Basilica della Salute a Venezia mentre a guidare il pellegrinaggio diocesano dei giovani in programma la sera di domenica 20 novembre, da S. Marco alla Salute, interverrà il vescovo di Concordia – Pordenone mons. Giuseppe Pellegrini. “Svolta obbligata… tornarono in cerca di Lui (Lc 2,45)”: domenica 20 novembre, dalle 18.00 e con ritrovo nella basilica di S. Marco, il pellegrinaggio dei giovani con mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia – Pordenone. “Svolta obbligata”: è il motto sintetico che la Pastorale giovanile diocesana ha scelto per l’edizione 2011 del pellegrinaggio alla Salute che si terrà la sera di domenica 20 novembre e che mette a te la necessità e l’urgenza di “ritornare a Gesù”. A guidare il pellegrinaggio sarà mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia – Pordenone e delegato triveneto alla Pastorale giovanile, in passato anche vicario generale nella diocesi di Verona e direttore dell’Ufficio nazionale cooperazione missionaria della Cei. “Fa sempre da sfondo, negli appuntamenti di quest’anno della Pastorale giovanile, il tema della strada e del camminare, tratto dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus che il Papa ha commentato a maggio nel Parco di S. Giuliano”, spiega il coordinatore della Pastorale giovanile don Renato Mazzuia.

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Nel segno del beato Daniele

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di , 12 novembre 2011

Dall’inizio dell’estate  sino a domenica 16 ottobre si sono svolte tra Cormons, Murano e  Pordenone alcune particolari celebrazioni eucaristiche per ricordare  la nobile figura del beato Daniele d’Ungrispach nel sesto centenario  della sua morte avvenuta per cause violente nel convento camaldolese  di San Mattia di Murano nel mese di settembre del 1411.  Le  varie esperienze di vita vissute da Daniele in questi luoghi ricchi di  storia e di tradizioni spirituali, sono state il filo conduttore che hanno ispirato il Comitato  Organizzatore a riscoprire questo “modello di santità” alla luce dei nostri giorni, quale  esempio di fede , carità e amore verso i poveri e i bisognosi.  Guardando alla sua attività di  facoltoso mercante, di uomo impegnato nella vita politica del suo tempo e di autentico apostolo  della preghiera e della Parola di Verità, sono emerse a poco a poco le sue molteplici  doti umane e le sue autentiche virtù cristiane , che l’hanno forgiato a vivere l’avventura  della sua esistenza sotto il “segno della volontà di Dio”.  A conclusione di queste iniziative  del centenario, che presumibilmente si svolgeranno a fine maggio qui a Murano con una  solenne celebrazione presieduta dal nuovo Patriarca in basilica di San Donato alla presenza  dei vescovi di Gorizia e Pordenone saranno avviati al Vaticano presso le autorità competenti  ulteriori studi e ricerche sulle virtù, sulle opere e in particolare sulle testimonianze di  culto attribuite a Daniele.  Il materiale accuratamente raccolto e studiato, servirà per ufficializzare  definitivamente la causa di beatificazione già allora riconosciuta dal vescovo di Torcello  e riconfermata dalla Chiesa anche dopo la conclusione del Concilio di Trento.  Un mio  particolare ringraziamento lo devo al nostro parroco don Carlo per avermi voluto quale  rappresentate dell’Unità Pastorale di Murano alle varie celebrazioni dandomi così il modo  di approfondire le mie conoscenze su questo “uomo di Dio” che nella nostra isola ha trovato  nell’ascesi , nella contemplazione e nel dono della vita il compimento della sua vocazione.  (Gianluigi Bertola)

Confraternita dei defunti

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di , 5 novembre 2011

Nelle celebrazioni eucaristiche serali del mercoledì a San Donato e del giovedì a San Pietro, la nostra pietà cristiana raccoglie nel suffragio della confraternita dei defunti , le nostre preghiere e il nostro vivo ricordo di coloro che riposano in Cristo risorto. Le parole del canone romano pronunciate dal celebrante ad ogni Santa Messa ci aiutano a penetrare questo mistero :”Ricordati o Signore dei tuoi fedeli che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace”. In verità la morte resta per l’uomo una insondabile realtà alla quale solo nelle profondità della nostra fede possiamo trovare una risposta. La liturgia ci viene ancora incontro con le sue confortanti esortazioni: “Ai tuoi fratelli o Signore la vita non è tolta ma trasformata”. Alla luce di questa “trasfigurazione” a partire dal mese di novembre dopo le sante messe saremo a disposizione come di consueto per raccogliere le adesioni o le eventuali nuove iscrizioni per l’anno venturo. Le offerte che saranno raccolte verranno devolute alle attività caritative delle nostre parrocchie.

Intenzioni delle sante messe della confraternita per i mercoledì di novembre:

  • Mercoledì 9 Novembre: sacerdoti defunti che hanno guidato le nostre parrocchie
  • Mercoledì 16 Novembre: per religiosi e religiose che hanno collaborato alla vita delle nostre comunitá
  • Mercoledì 23 Novembre: per i defunti benefettori
  • Mercoledì 30 Novembre: per gli educatori animatori e catichisti defunti e per tutti coloro che hanno donato la loro vita per il vangelo (missionari laici e religiosi)

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